Finanziamento e-Commerce: 10.000 euro a fondo perduto per PMI

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Interessante possibilità di finanziamento a fondo perduto (fino a 10.000 €) per le aziende che hanno intenzione di realizzare o migliorare un e-Commerce. L’obiettivo è digitalizzare e ammodernare le piccole e medie imprese italiane attraverso incentivi come questo presenti nel Decreto Legge n. 145 (ex schema DL “Crescita bis”). #ecommerce

I dettagli in questo articolo del Sole 24 Ore: “Voucher per le PMI che investono nel digitale“.

Nuova gestione IVA per e-Commerce diretto B2C in UE da gennaio 2015

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Sembra che da gennaio 2015 la gestione IVA dell’e-Commerce diretto B2C (quindi principalmente i “servizi elettronici” come software, musica, giochi, hosting ecc.) in UE si equipari a quella B2B. In sostanza, anche in questo caso, l’imposta sarà dovuta nel paese del consumo.

Qui i dettagli tecnico-fiscali: Servizi elettronici ai consumatori, nel 2015 l’IVA cambierà cittadinanza

Libro Web Usability: user experience e usabilità per vendere online

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Jacopo Pasquini è un amico, un formatore e uno stimato professionista web. Con lui ho avviato la ricerca sul Mobile Commerce in Italia: il suo contributo e la sua esperienza in termini di usabilità web/mobile sono stati fondamentali per la buona riuscita del progetto.

Da qualche settimana Hoepli ha pubblicato il suo libro Web Usability – Guida completa alla user experience e all’usabilità per comunicare e vendere online (disponibile in versione elettronica e cartacea), per il quale mi ha chiesto un contributo sul tema Mobile Commerce e multicanalità. Questi i miei pensieri:

 

IL MOBILE COMMERCE È TRA NOI (MA NESSUNO SE NE ACCORGE)

La fortuna di alcuni merchant sta tutta nei competitor. Spesso, infatti, ci si confronta con imprenditori che hanno una visione del mercato a breve termine, e soprattutto una bassa reattività al cambiamento. Questo è un gran vantaggio competitivo quando l’imprenditore in questione non sei tu.

Succede che in USA il 91% delle aziende ha già all’attivo una strategia mobile o la sta sviluppando (Forrester Research) mentre in Europa si parla solo del 40% (Top 500 Guide). E in Italia? Il numero è paurosamente più basso, nonostante si tratti del Paese europeo con il più alto tasso di crescita in termini di penetrazione smartpho- ne (+46% sull’anno, secondo Google, con ben il 41% degli italiani che dispone di un telefono evoluto e il 10% che possiede un tablet). Interessante notare come il 30% di queste persone abbia già effettuato un acquisto da mobile, ovvero il 12% dell’intera popolazione. Che tu sia un pessimista incallito o un inguaribile ottimista si tratta di una grande opportunità: se interpreti il numero come basso, la crescita potenziale diventa incredibile; se ci vedi un valore importante, diventa fondamentale cavalcare l’onda.

La brutta notizia è che circa metà del traffico di un ecommerce viene generato oggi da dispositivi mobile. La buona notizia è che sono in pochi a offrire un’esperienza appagante per l’acquisto da mobile. Negli ultimi due anni, il traffico mobile di uno shop del quale ho accesso ai dati è quadruplicato e il fatturato generato da questi visitatori cuba il 38% del totale! Preparati però a un’altra risata amara: questo sito non è ottimizzato per dispositivi mobile. Cosa succederebbe se lo fosse e quante vendite perde ogni giorno per l’assenza di una strategia mobile commerce? I dati della ricerca Netcomm/MIP dicono che il consumatore multicanale “spende fino al 10-20% in più di quanto spendeva prima”. Le persone, infatti, utilizzano gli strumenti per la loro comodità, e la multicanalità è quanto di più pratico e utile esista.

Certo “multicanalità” è un concetto da marketer, mentre quando vestiamo i panni dell’utente ne sfruttiamo i benefici senza rendercene conto: passiamo da fisico a digitale e viceversa (es. info-commerce, price comparison, couponing, store locating, merchandising ecc.), saltando senza remore da un canale all’altro, com’è giusto che sia. In questo caso, però, la reazione alle carenze è davvero profonda. Il 79% di chi non trova un sito ottimizzato per mobile va da un competitor, il 50% non torna mai più e il 48% si sente addirittura infastidito (Google). Numeri che fanno riflettere sull’importanza di offrire un’esperienza di acquisto adeguata al canale.

Quando c’è, i risultati si vedono e sono entusiasmanti: per esempio, servire la versione mobile invece di quella web ha incrementato il tasso di conversione dallo 0,21% allo 0,33% in uno shop. In altre parole significa una crescita del +57% delle vendite sul canale mobile… niente male per una “semplice” interfaccia ottimizzata, no?
Ecco allora qualche aspetto da tenere a mente durante la progettazione dell’esperienza di acquisto da mobile:

  1. la geolocalizzazione non funziona sempre a dovere (utile da sapere per la sezione store locator o laddove è necessario suggerire in automatico l’indirizzo di un negozio);
  2. il data entry è l’aspetto critico per eccellenza. Non esiste nel commercio tradizionale (e molti mobile user sono nuovi all’acquisto online) e fa perdere il contesto visivo con l’interfaccia (cfr. lo zoom sui campi in fase di input);
  3. riduci al minimo i campi obbligatori in ogni modulo (soprattutto l’anagrafica dato che il 32% dei mobile shop italiani chiede fino a 20 campi!) e, dove possibile, utilizza i suggerimenti per auto-completare il dato (es. la città) oppure registra l’informazione per riutilizzi futuri (es. la carta di credito);
  4. rendi la registrazione facoltativa e poi genera in automatico una password da fornire via mail in un secondo momento. Non utilizzare il double opt-in né alcun tipo di captcha: meglio un’email sbagliata che una vendita persa;
  5. rendi ben visibile il numero di telefono e l’indirizzo, gran parte degli utenti in mobilità potrebbe aver interesse a passare in negozio (dove i tassi di conversione sono molto maggiori: non curarti di problemi politici tra canali, l’azienda è sempre la stessa!). Anche per questo motivo è bene permettere il pagamento di persona o l’acquisto al telefono;
  6. utilizza una piattaforma in grado di condividere e mantenere le informazioni tra canali, come redirect automatici che mantengano i contenuti cercati e un carrello persistente;
  7. scegli tra design responsivo, sito dedicato o mobile App valutando tutti gli aspetti più importanti come velocità, installazione, possibilità di ottimizzare e personalizzare, engagement, costi nel medio periodo, possibilità di monitoraggio accurato, decadenza nell’utilizzo e non ultima capacità di essere fruito su tutte le piattaforme mobile disponibili e future.

In bocca al lupo e…buone conversioni!
Daniele Vietri

 

Copertina e retro del libro Web Usability di Pasquini ed. Hoepli

“Web Usability è una guida pragmatica e completa al mondo della User Experience per creare siti Internet belli da vedere, facili da usare e vicini alle esigenze delle persone. Come capire da zero, passo dopo passo, se un sito funziona in termini di web marketing? Come disegnare un restyling efficace, efficiente e piacevole? Come migliorare la comunicazione digitale e come vendere di più online? Questo libro è un decalogo di consigli sui temi più importanti della progettazione web: dalla homepage communication all’architettura dell’informazione; dalla ricerca, scrittura e tecnica fino a un approfondimento dedicato al mondo e-commerce.”

Autore: Jacopo Pasquini, Simone Giomi
Titolo: Web Usability. Guida completa alla user experience e all’usabilità per comunicare e vendere online
Copertina flessibile: 272 pagine
Editore: Hoepli (26 giugno 2014)
Collana: WebPro+
ISBN-10: 8820363399
ISBN-13: 978-8820363390
Prezzo copertina: 24,90€

e-Commerce: meno scelta, più conversioni

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Infografica molto intessante su quanto la complessità della scelta – e il carico cognitivo che ne consegue – impatti in maniera negativa sulle performance di raccolta lead o di vendita.

Un sunto dell’infografica su Come aumentare il tasso di conversione riducendo le opzioni nelle scelte:

  1. entrare nel personale (chiedendo telefono o indirizzo o età) riduce il tasso di conversione anche del 5%;
  2. ridurre il numero di campi nel form (es. contatti/lead) può quasi raddoppiare il tasso di conversione;
  3. due opzioni in più nei menu a tendina fanno perdere l’1% di conversione;
  4. il mitico esperimento delle marmellate:-D
  5. i più efficaci shop online offrono al massimo 6 opzioni di up/cross selling (anche troppe imho).

e-Commerce: le caratteristiche per soddisfare i clienti online

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La ricerca di UPS e ComScore è interessante perché basata solo su pubblico italiano. Il sondaggio aveva lo scopo di verificare quali fossero i desideri e le necessità delle persone durante il processo di acquisto online.

Un sunto dell’infografica su Cosa rende soddisfatti coloro che effettuano acquisti online:

Canali – L’influenza della multicanalità

  1. 80% preferisce fare acquisti dal negozio online di cui già si fidano;
  2. gran parte di chi ha uno smartphone o un tablet lo utilizza per fare acquisti;
  3. 45% rinuncia al confronto con altri negozi se utilizza un’app mobile di un rivenditore;
  4. 87% di chi fa “Mi piace” sulla pagina Facebook di un brand poi ne segue gli aggiornamenti;
  5. oltre 50% effettuerebbe acquisti se potesse ordinare online e ritirare/restituire in negozio.


Scelte – Più possibilità e controllo

  1. 45% abbandona il carrello perché i costi di spedizione sono più alti di quanto credeva;
  2. 75% aggiunge più pezzi al carrello per superare la soglia minima e ottenere la spedizione gratuita;
  3. opzioni e costi di consegna devono essere indicati il prima possibile durante il processo di acquisto;
  4. maggiore flessibilità nel post-vendita, inteso come data e luogo di consegna a scelta;
  5. 2-3 giorni al massimo sono i tempi di consegna accettati nella stessa nazione;
  6. 97% ritiene importante poter seguire il tracking della spedizione.


Convenienza – Semplificazione del processo

  1. 73% consulta la politica dei resi prima di completare l’acquisto;
  2. 50% ritiene importante la possibilità di restituire o cambiare prodotto;
  3. 78% effettuerebbe un acquisto se potesse restituire il prodotto gratuitamente;
  4. 68% acquisterebbe di più se il rivenditore offrire un processo di reso semplice.

 

Qui il PDF con l’infografica in alta risoluzione.

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