Archivio per mese: ottobre 2006

Nòva – Condividi l’evento

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Il buon Luca Conti ha scritto su Nòva – l’inserto di tecnologia de Il sole 24 ore – un articolo che parla della condivisione di eventi in streaming. Nei giorni precedenti ci siamo scambiati qualche mail in cui ho raccontato alcune sfumature della mia esperienza con Stickam al BzaarCamp di Milano e… sono finito tra quelle righe.

Oggi ho letto che l’articolo è stato ripreso anche dall’ufficio stampa RAI nella rassegna (in PDF) del venerdì e che Antonio Sofi ne ha parlato all’interno del podcast Quinta di copertina (dal minuto 10:10 al 12:38), per Apogeo. Tra chiacchierate, scambi di mail, foto, tutorial ed ora l’articolo posso dire che quello che era partito come un’esperimento divertente sia stato invece un successo, replicato ieri da Vittorio Pasteris al congresso ANSO di Orvieto, di cui ho potuto seguire qualche minuto (grazie).

 

Nòva - Il sole 24 ore - Condividi l'evento (citazione Marlenek)

SkypeCast: statistiche web

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E’ in corso da oltre 1 ora una bellissima audio-conferenza via Skype utilizzando lo strumento chiamato SkypeCast. L’idea è partita da Alberto che ha organizzato il tutto per questa sera alle ore 21. Le discussioni sembrano ancora lunghe, quindi se qualcuno vuole partecipare è ancora in tempo. Sembra che Lele stia registrando tutto per i posteri, intanto in questo momento sono connesse 25 persone e c’è una chat per la gestione del tutto: domande, richiesta della parola, proposte di argomenti, etc. Per entrare basta aprire Skype e collegarsi qui: ogni tanto c’è qualche problemino sui microfoni, ma la qualità audio è molto buona. Provare per credere!

Skypecast 19 ottobre 2006 - Brainstorming statistiche web

Che il marchio parli!

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In questi giorni si legge molto di Edelman e della sua classifica dei blog più influenti d’Italia: molti blogger hanno detto qualcosa a riguardo, perlopiù in comprensibili termini negativi, e fin qui nessun problema. Non capisco però il pensiero di Gaspar (che spero di aver bene interpretato), perché escludere a priori i “marchi” dalla conversazione? Io preferirei avere la possibilità di scegliere piuttosto che trovarmi davanti ad una situazione; il mio dubbio riguarda il momento, insomma la stessa domanda che si pone Totanus: perché ora si e prima no?

Io penso che questo iniziale, impalpabile, interesse delle aziende alla conversazione sia solo un bene. Il motivo che le spinge a relazionarsi con il pubblico parlante è secondario: c’è chi si accorge della reale necessità e chi, giocoforza, si deve adattare ad un mercato in mutamento di cui noi siamo gli artefici. E allora non mi stupisco se diventa vitale per l’azienda accorgersi e rinnovarsi. Se dimostrerà di essere in grado di avviare un processo di comunicazione adeguato al suo ambiente ed ai suoi “consumatori” allora saremo tutti contenti, viceversa si avvierà probabilmente una nuova piccola rivoluzione.

Miseria che pappone, non lo capisco nemmeno io! 😀 Tutto per dire che venerdì alle 11:30 farò un salto alla conferenza “Top of the blogs” presso Le biciclette in via Torti 1 a Milano per sentire cosa si dice in merito all’influenza (etciùm!) della blogosfera italiana ed al rapporto tra blog ed aziende.

In streaming con Stickam

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Durante il Bzaarcamp mi sono divertito a rendere disponibili in diretta le sessioni sfruttando una soluzione decisamente… amatoriale!

Ecco un breve tutorial su come utilizzare Stickam per la trasmissione in diretta di un evento (streaming audio-video). Ovviamente si tratta di una soluzione casalinga, caratteristica che forse contribuisce a rendere il metodo addirittura più interessante, perché con pochissimi requisiti chiunque può fare gratis oggi quello che fino a poco tempo fa era appannaggio di pochi tecnici e costose apparecchiature.

Come ho fatto vedere a qualche curioso durante il Bzaarcamp il metodo è assolutamente alla portata di tutti perché sfrutta i servizi gratuiti di Stickam.com. Questo sito, nonostante sia relativamente giovane, ospita una community che ha raggiunto in pochissimo tempo i 100.000 iscritti e non è raro trovare “live” 150-200 persone che con le webcam comunicano tra loro. Il servizio nasce infatti come una chat estremamente avanzata, ma con un minimo di fantasia può diventare uno strumento utile anche ad altri scopi, come nel nostro caso lo streaming di un evento.

Stickam - Streaming video audio - Home Page

Veniamo al dunque: cosa serve? Un computer mediocre, una connessione ad Internet (solo 4,5 Kb in upstream), una webcam ed un microfono nel caso non fosse già presente; io ad esempio ho usato un Intel Centrino 1.7, una rete wi-fi ed una vecchissima QuickCam della Logitech che integra anche il microfono. Inoltre per una migliore qualità dell’immagine e dell’audio consiglio l’uso di un cavalletto, fortunatamente la mia webcam ha l’attacco standard ed ho potuto sfruttare quello della macchina fotografica.

Ora bisogna registrarsi a Stickam ed iniziare lo streaming, vediamo passo passo come fare. Prima di tutto collegati al sito http://www.stickam.com, poi clicca in alto a destra sul link “Sign up” (registrazione). Comparirà il seguente modulo da compilare in ogni parte con l’asterisco arancione, che rappresenta i campi obbligatori.

Stickam - Streaming video audio - Registrazione

Un volta completo clicca sul pulsante “Next” in fondo nella pagina. Si aprirà una pagina di riepilogo che chiede conferma dei dati appena inseriti, controlla che tutto sia a posto e poi clicca su “Sign up” per procedere.

Stickam - Streaming video audio - Conferma dati

Hai appena completato i passaggi obbligatori, ma Stickam ti proporrà una schermata per definire meglio le tue caratteristiche da neo-registrato, questo serve a fornire il maggior numero di informazioni alle altre persone che interagiranno con te nella community. Per saltare questa fase di profilazione devi solo cliccare sul pulsante “Skip” in basso a destra.

Stickam - Streaming video audio - Profilazione utente

Infine verrai invitato a segnalare il servizio di Stickam ai tuoi amici, daltronde se funziona bene perché non farlo? 🙂

Stickam - Streaming video audio - Segnala ad un amico

Ok, terminata la registrazione puoi finalmente iniziare a giocare con la webcam. Ora, e dopo ogni futuro login, ti verrà proposta la sezione “My page” cioé una sorta di pannello di controllo da cui gestire tutte le tue attività su Stickam (caricamento di foto, video, audio, modifica delle preferenze, configurazioni, gestione dei messaggi privati e dei rapporti con la community). Ma vediamo subito la più importante: “Go live”, ovvero l’icona a forma di webcam posizionata come prima in alto a sinistra nel “My page menu”.

Stickam - Streaming video audio - Pannello di controllo

Cliccando su questa icona si aprirà un popup che ti chiederà, tramite le impostazioni di Adobe Flash Player, l’accesso alla webcam ed al microfono. Clicca su “Consenti” per iniziare la trasmissione. Da questo momento tutto quello che dirai/farai potrà essere usato contro di te, visto che sei ufficialmente onlinein diretta e visibile dal mondo intero!! 😀

 

Stickam - Streaming video audio - Richiesta di accesso alla wecam ed al microfono     Stickam - Streaming video audio - Esempio di videoconferenza

 

Tra le funzioni più interessanti di Stickam c’è la possibilità di registrare quello che la tua webcam riprende e di salvarlo poi nella tua sezione Video, come ho fatto io al Bzaarcamp e non è affato poco se ci pensi: banda, spazio e servizio… tutto gratis! I tuoi amici potranno poi rivedere il filmato in streaming (differita) collegandosi al tuo profilo su Stickam, anche senza essere registrati alla community. Questi video possono poi essere salvati in formato FLV smanettando un po’ nel codice HTML, ma questa è un’altra storia. Invece è sicuramente da segnalare il Player da mettere sul tuo sito: basta copiare sul tuo blog il codice Javascript/HTML fornito da Stickam e sarà possibile vedere quello che la tua webcam trasmette anche direttamente dalle pagine del tuo blog. Ed ovviamente il player si può personalizzare, come direbbe Pelù, nella forma e nel colore! 😉

 

Che dire ora, un grosso in bocca al lupo ai provetti registi e grazie a Stickam!

GTD – Getting Things Done

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Cos’è il GTD Sono da poco venuto a conoscenza di questa tecnica chiamata GTD, acronimo di Gettin’ Things Done, ovvero un metodo logico che ha lo scopo di ridurre lo stress mentale ed aumentare la produttività individuale grazie ad una gestione ottimale degli impegni e delle attività. In realtà ho sempre utilizzato una tecnica di questo genere senza saperlo, sicuramente meno raffinata, ma credo che ognuno di noi abbia il mitico file “da_fare.txt” sul desktop! 🙂 Insomma il primo ad aver sintetizzato il metodo è stato tale David Allen che ha scritto anche un libro a riguardo “Getting Things Done: the art of stress-free productivity“. Al Bzaarcamp 2006 di Milano ne ha parlato anche Alessio Bragadini in una presentazione che ho seguito con interesse (e videoregistrato), proprio perché avevo appena sviluppato un paio di script ad uopo. Le basi del GTD I principi alla base di questo metodo sono molto semplici, quasi banali, in realtà secondo me oltre alle ottime regole di Allen occorre senza dubbio la buona volontà da parte di chi utilizza la tecnica “Getting Things Done“. L’idea è: per ottimizzare la produttività personale devi avere la mente sgombra da pensieri e da impegni, per farlo basta scrivere/salvare idee ed impegni da qualche parte per poi prenderli in carico al momento opportuno senza scordarsi di nulla; in questo modo sarà più facile concentrarsi sul singolo impegno attualmente in gestione. Il sig. GTD suggerisce, aiutandosi con un calendario che tenga traccia delle scadenze, di archiviare gli impegni per liste:

  • Next actions Utile per gli impegni che richiederanno la nostra attenzione in futuro, qualsiasi cosa che necessita di una decisione deve finire in questa lista.
  • Projects Questa lista raggruppa tutte le attività che richiedono più di un’azione e che quindi dovranno essere riviste periodicamente per assicurarsi che vengano completate
  • Waiting for Utilizzabile per catalogare gli impegni che abbiamo delegato a terzi dai quali aspettiamo un riscontro
  • Someday/Maybe Infine l’insieme delle cose che vanno fatte, ma non in questo momento

Come funziona il GTD Riassumendo il metodo si divide in due momenti:

  1. Archivia Bisogna liberare la mente segnando tutti gli impegni, le attività e le idee in un luogo comodamente accessibile: un quaderno, delle cartellette, la mailbox, un registratore, il computer o quello che è più comodo per ognuno. Da questo momento è tutto lì, nel luogo sacro che Allen chiama “Inbox”, nulla può scappare ed ogni impegno è pronto per il passo successivo. L’obiettivo è chiaramente quello di svuotare pian piano la lista degli impegni.
  2. Processa Bisogna quotidianamente analizzare la Inbox facendo scorrere gli impegni secondo queste regole:
    • gli impegni impegno non deve mai tornare nella Inbox, in questo modo la decisione va presa solo una volta e saremo sicuri che tutto verrà portato a termine
    • si inizia dal primo
    • si analizza un impegno per volta
Se l’impegno richiede un’azione siamo davanti a tre possibilità:
    • se l’azione richiede pochi minuti va portata a termine subito
    • altrimenti va delegata a qualcuno (lista Waiting for) oppure rinviata (lista Next actions)
    • se invece l’impegno non richiede alcuna azione:
      • lo teniamo per futura consultazione
      • lo cancelliamo
      • lo lasciamo in lista perché un’azione sarebbe prematura in questo momento (Lista Maybe)

Ora bisogna solo seguire rigorosamente le regole del “gioco”, senza pensieri. Fortunatamente David Allen dice che il suo metodo fornisce solo delle regole di base che ognuno dovrà poi personalizzare ed adattare secondo la propria situazione. La mia piattaforma GTD Esistono già alcuni software per il Getting Things Done, raggiungibili tramite una ricerca su Google, ed esiste anche un’estensione di Firefox che sfrutta GMail per tener traccia degli impegni chiamata “GTD Gmail Extension“. Nel mio piccolo ne ho sviluppata una, con alcune rivisitazioni. La mia piattaforma è semplice, anzi essenziale, perché ha come obiettivo un utilizzo veloce e continuativo: pochi campi da riempire, funzioni fondamentali, grafica molto easy. Rispetta comunque tutte le regole di base del concetto GTD, ma può essere personalizzata a piacere perché sfrutta l’associazione di N tag ad ogni impegno. E’ quindi possibile utilizzare le liste suggerite dal metodo base, ma anche ampliarle o rivederle completamente. Ed ovviamente è accessibile sempre, via web. Integra inoltre il calendario che Allen suggerisce di utilizzare in parallelo ed un paio di flag per definire un impegno come “urgente” oppure come “parzialmente completo”. Ed ho aggiunto il concetto di impegno “scaduto“. Stavo pensando di farne uno zip e distribuirlo in Open Source sotto licenza GPL, come dBlog (ma dubito che di questo tool seguirò l’aggiornamento), che ne dite? Intanto ecco uno screenshot della mia lista “post” da scrivere sul blog, si può vedere la schermata della piattaforma GTD:

GTD - Getting Things Done - Piattaforma software

Approfondimenti Lifehack.org The community blog on GTD and Productivity 43 Folders A wiki devoted to GTD-related tips and tricks Downloadblog Qualche post sui tool e le tecniche GTD Alessio Bragadini Intervento al BzaarCamp 2006 di Milano Segnalo I post con tag GTD Detto, fatto! L’arte dell’efficienza Libro in italiano su GTD, ed. Sperling & Kupfler Ottantaventi Blog sull’argomento e interessante introduzione al GTD

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