Archivio per mese: ottobre 2007

Linate: reti wi-fi libere

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Giovedì mattina, mentre aspettavo i ragazzi del gruppo Netwo, mi sono seduto al gate 5 dell’aeroporto di Milano Linate ed ho aperto il portatile per rispondere alle mail scaricate la sera prima. Appena conclusa la fase di avvio un popup del sistema operativo mi segnala la presenza di reti wi-fi: clicco per curiosità e… questo è il risultato:

La situazione delle reti wifi all'aeroporto di Linate (gate 5)

 

Così su due piedi sembra che sia possibile utilizzare internet gratuitamente e senza protezione (presumibilmente anche senza controlli). Al momento non mi serviva, ma avrei potuto collegarmi e compiere le normali operazioni di rete esattamente come ognuno di noi fa a casa sua o in ufficio. Se abbiamo davvero aumentato le misure minime di sicurezza dei nostri aeroporti forse sarebbe il caso di includere anche le reti informatiche! 🙂 Passi che a Milano, come segnalavo nel LinkLog, il 63% delle reti senza fili sono vulnerabili o non protette, ma almeno in aeroporto…

Le aziende e… il tempo per internet

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Da diverso tempo oramai faccio parte di quelle strane persone che usano internet per (quasi) tutto: compro biglietti, confronto servizi/prodotti, prenoto vacanze, acquisto oggetti di seconda mano, faccio home banking, mi riservo una poltrona al cinema, segnalo sinistri all’assicurazione, scrivo all’amministratore di condominio che si è dimenticato del mio telecomando per il cancello, mando SMS e telefono, ma sopratutto mi informo. Mi documento e cerco feedback, per qualsiasi cosa. Con la prima attività cerco di farmi una idea soggettiva, con la seconda la confronto con le posizioni degli altri e in questo modo l’arricchisco. Penso di non essere l’unico ad agire così. Con questa premessa mi chiedo come sia possibile che, all’alba del 2008, ci siano ancora delle aziende che guardano alla loro presenza sul web come un’inutile perdita di tempo.

Qualche settimana fa sono stato in un ristorante alle porte di Milano, gran bel posto ed ottima cucina. Ci ero già stato due volte, ma avevo bisogno degli orari e dei giorni di apertura poiché volevo prenotare e sapere se ci fossero nuove pietanze nel menu. Istintivamente ho cercato su Google, ma di un sito nemmeno l’ombra. Alla fine ho dovuto utilizzare le Pagine Bianche, recuperare il telefono e chiamare a voce per ottenere queste informazioni (pochi giorni fa l’ho consigliato ad un’amica ed ho dovuto dirgli di leggersi le opinioni della gente online invece di dargli un link dove guardare qualche foto e le prelibatezze che avrebbe potuto assaggiare.).

L’ultima sera che ho cenato in questo ristorante ho parlato con il proprietario per domandare il motivo di questa mancanza, in un posto così curato. Mi spiega che l’ha avuto per un paio d’anni e… che non ha tempo di seguire il sito. Non ha tempo di seguire il sito. No dico, ho sentito bene? Non ha tempo per seguire il sito. Ora, seriamente, anche dandogli il giusto peso quanto tempo serve per seguire un sito? O magari poniamoci la domanda più adatta a un ristoratore: il tempo che impiego per gestire le mie 5 pagine online quanto incidono sul successo della mia azienda? L’impegno è davvero superiore al beneficio che ne ricavo? Forse ha già un giro di clienti che lo soddisfa, ma gli attuali potrebbero essere molto grati per questo piccolo sforzo aggiuntivo.

Ad esempio io sono arrivato al punto in cui scarto a priori gli hotel senza un sito (a meno che non mi vengano consigliati esplicitamente da amici & co), mi sembra impossibile dover prenotare una camera che non posso vedere in anticipo. Ma voglio sperare di non dover arrivare a tanto per un ristorante: potrei morire di dispiacere e… di fame!

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