Archivio per mese: febbraio 2011

e-Commerce: Google One Pass e Google Merchant Center, ora anche in Italia

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Sembra che l’e-Commerce sia diventato una priorità per tutti: i quotidiani online provano a spostare il business dalla pubblicità verso i contenuti, i social network inventano sistemi economici con valute proprietarie, le software house realizzano applicazioni per affollati marketplace specializzati e chi dispone di prodotti convertibili non si fa mancare la versione elettronica. Insomma tutti pazzi per l’e-Commerce! 😀

Fortunatamente non si tratta di una moda passeggera. Lo confermano i numeri, con la continua crescita di tutto l’e-Commerce europeo B2C (+20% nell’ultimo anno), ed anche gli investimenti dei principali operatori del settore.

E’ di pochi giorni, infatti, la notizia del lancio di Paypal Digital Goods, un sistema che agevola le transazioni legate esclusivamente all’acquisto di beni digitali (MP3, e-Book, abbonamenti, contenuti ecc). E la risposta di big G non si è fatta attendere, con l’annuncio ufficiale su Google One Pass.

Google One Pass (pagamento online di contenuti digitali)

Questo nuovo strumento, fornito attraverso Google Checkout, è specializzato nella gestione di contenuti digitali a pagamento. E’ un sistema flessibile, che con un intervento tecnico minimale, permette di gestire svariati modelli commerciali come il pagamento per singolo file, un abbonamento giornaliero o mensile e pacchetti basati sui volumi. E, non in ultimo, funziona sia sul web che “in-app” ovvero all’interno di applicazioni per smartphone.

Google One Pass - Pagina di registrazione

I prezzi del singolo contenuto o dell’abbonamento vengono decisi dall’editore stesso e Google trattiene una commissione del 10% (fonte AdvertisingAge via Motoricerca). Al momento, però, il servizio è disponibile solo per alcuni editori selezionati, qui tutte le informazioni.

Sebbene l’interesse verso il digital delivery sia particolarmente forte, Google ha pensato anche a chi vende i più classici beni materiali. Ed arriviamo infatti all’ultima news di questi giorni, quella che descrive i primi passi italiani di Google Shopping.

Google Merchant Center (inserimento automatico dei prodotti in vendita)

Google Shopping è il motore di ricerca specifico per i prodotti materiali venduti online che promette di “aiutare gli utenti online a trovare informazioni sui prodotti e a scegliere un rivenditore presso cui effettuare gli acquisti” e che “sarà lanciato nei prossimi mesi” (in Italia, Spagna e Paesi Bassi). Di fatto un comparatore di prezzi gratuito.

Google Merchant Center - Pannello di controllo

Google Merchant Center – Pannello di controllo (immagine da eCommerceCircle.com)

La prima richiesta ufficiale arriva dal blog di Google ADWords dove suggeriscono di iniziare a prendere confidenza con il Google Merchant Center (qui la guida) e di sottoporre il feed per l’inserimento gratuito ed automatico su Google Products (qui la versione francese).

E’ bene leggere con attenzione il regolamento e le norme di qualità, ma chi primo arriva…

Tutto quello che c’è è sullo scaffale…

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…se non lo trovi lì non ce l’abbiamo. Nelle ultime settimane ho sentito più volte questa risposta e – purtroppo – credo di essere in buona compagnia.

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Se è vero che tra i vantaggi di acquistare un prodotto nei negozi tradizionali c’è di sicuro la possibilità di interagire con un esperto (chiedere un parere, ottenere risposte immediate, ricevere anche un semplice e banalissimo aiuto) come acquirente vorrei che questo non venisse mai a mancare.

Clerks

Nella mia esperienza è capitato sempre in un centro commerciale o presso le grosse catene, mai nei negozi di paese. La differenza? Probabilmente i commessi (chiariamoci: non ce l’ho con la categoria, ma con un certo tipo di approccio al cliente).

Ho comprato dieci tasselli in una ferramenta di quelle con i muri grigi e la viteria organizzata su scaffali di ferro alti fino al soffitto. Dietro al banco quattro persone in camice da lavoro blu e cappellino di lana. Una di loro mi ha seguito per almeno dieci minuti (per dei tasselli!!) consigliandomi il prodotto più adatto, molto gentilmente, senza che avessi chiesto alcun supporto. Ho speso 3 euro per portarmi a casa un ricordo positivo ed una riflessione sul dove stiamo andando.

Clerks - Il film (divertentissimo!)Ecco, dove stiamo andando?

A poche centinaia di metri dalla polverosa ferramenta, in un mega store dell’elettronica, chiedo la disponibilità di una macchina fotografica digitale da un centinaio di euro e di una lavabiancheria marca/modello. Nuovamente quelli del “se non lo trovi lì non ce l’abbiamo“.

Capisco la ressa del sabato, tutto lo stress della settimana e i turni impossibili, ma un commesso – nella mia visione da utente – non è la persona che conosce a memoria le giacenze del magazzino. E’ un esperto, un appassionato, un venditore… insomma qualcuno che mi sappia aiutare. Sarebbe bastato un minuto per consigliarmi un modello simile: lui avrebbe chiuso una vendita ed io non avrei avuto materiale per scrivere questa riflessione. 😀

Signori dei centri commerciali e delle grandi catene dovete trovare un modo per motivare il vostro “front-end”, fargli condividere il vostro successo, renderli parte del funzionamento. I commessi sono la vostra faccia: quello che dicono e fanno è come se fosse detto e fatto dalla vostra azienda. Cercate persone appassionate e non fatevele scappare perché a scappare, pian piano, sono già i vostri clienti.

Tutto il mondo è paese

Ecco, il customer care – dal supporto online a chi risponde alle mail/telefono – è uno degli aspetti strategici di un negozio online, semplicemente perché il mezzo non lo agevola. In fondo anche sul web funziona come nei negozi tradizionali: quello che c’è è sullo scaffale (elettronico). La differenza sta nel fatto che quando sfoglio le pagine di un sito non ho nessuno a cui chiedere in diretta. Così devo fare uno sforzo in più: posso telefonare, mandare una mail o aprire la chat. Ma forse è più comodo e veloce tornare su Google per consultare altri shop che vendono lo stesso prodotto.

In un negozio tradizionale questo processo è dannatamente più lungo e scomodo: devo uscire, tornare in macchina, macinare kilometri, cercare un altro posto, etc… e allora perché non sfruttare questo vantaggio? Perché mandar via persone già pronte ad acquistare? Aahh se lo sapessero i commercianti del web, con tutta la fatica che costa far entrare qualcuno nel proprio e-Commerce…

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