Archivio per mese: marzo 2011

e-Commerce: su cosa punteremo in futuro?

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Nativi digitaliCirca la metà degli utenti internet attivi in Italia hanno tra i 35 e i 54 anni e sembra che gli over 50 navighino con più frequenza degli under 18 (dati Audiweb, novembre 2010). La fotografia di una nazione vecchia anche online. 😀

In uno scenario simile la caratteristica più importante di un servizio diventa la semplicità d’uso. La lingua, i tecnicismi, i percorsi, l’approccio, tutto deve essere orientato alla semplicità (“togliere l’ovvio e aggiungere il significativo“, John Maeda). Ancor di più quando chiediamo alle persone di compiere un’azione come iscriversi ad un servizio o acquistare un prodotto.

La semplicità come minimo sindacale

Nemmeno la totalità dei giovani utilizza consapevolmente internet ed il PC. Prova ad osservare un ventenne che tenta di iscriversi a FaceBook (e ad effettuare il primo accesso) oppure qualcuno che installa e crea un nuovo account su Skype. Quello che per gli addetti ai lavori è semplice, normale, quotidiano non è detto che lo sia per tutti gli altri. E parlo delle azioni “elementari”, come l’accesso tramite login.

Poi, se ancora oggi amici e familiari preferiscono non comprare online – men che meno con carta di credito – è in gran parte responsabilità di un’informazione mediocre, superficiale e sensazionalistica. D’accordo. Ma per chi ha già deciso di acquistare, magari per la prima volta, quanto è complesso portare a termine questa volontà? Spesso bisogna essere estremamente convinti, testardi e motivati. E su questo abbiamo ancora da ottimizzare, ma solo per qualche anno.

Nativi digitali

Probabilmente tra una generazione, quando gli “anziani” saremo noi e i giovani saranno i nativi digitali di oggi, non punteremo così tanto sulla semplicità. Le competenze di base saranno acquisite e nemmeno più considerate tali, ma offriranno la capacità di muoversi agevolmente anche in un sistema mai visto prima (quello che oggi riescono a fare solo i tecnici).

Immagino un mondo dove tutti venderanno (anche) online e dove le persone avranno meno tempo disponibile, seppur sempre connesse. Allora a far la differenza saranno altre caratteristiche. Si punterà alla fiducia – probabilmente generata dai feedback esperienziali, dalle recensioni pubbliche e dal social commerce – ma anche alla velocità ed alla comodità della procedura di acquisto, ovvero in quanto tempo riesco a completare l’intero processo di transazione.

Che dite, siamo pronti a tutto questo? 🙂

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