Archivio per mese: febbraio 2014

Lockers InPost: Banzai e-Commerce li sperimenta in Italia

0.00 avg. rating (0% score) - 0 votes

E’ di qualche giorno fa la notizia che Banzai Commerce – tra le realtà italiane più importanti del settore – ha stretto un accordo con InPost per la sperimentazione dei lockers in Italia. I “lockers” sono armadietti automatici posizionati in zone strategiche della città, utili per la consegna e il ritiro/pagamento dei pacchi ordinati online.

Sono gli stessi che Amazon utilizza negli USA, funzioneranno anche in Italia?

A/B test e split test nell’e-Commerce: quanto tempo per considerare affidabile il risultato?

0.00 avg. rating (0% score) - 0 votes

Sul blog di Visual Website Optimizer – uno strumento S.a.a.S. per gli split test – è comparso un articolo interessante sull’annoso problema dell’attendibilità di un test A/B (cos’è un A/B test?).

A/B test (split test) come funziona?

La domanda frequente è: quanto tempo occorre affinché i risultati di uno split test si possano considerare validi? In questo caso il tempo dipende dal traffico, ovvero quanti utenti passano ogni giorno dalla pagina contenente la modifica che vogliamo testare. In fondo si tratta di un ragionamento basato sulla statistica: i risultati saranno tanto più attendibili quanto più ampio sarà il nostro panel. Chiaramente nessuno ha un tempo infinito e, anzi, prima si ottiene la risposta meglio è.

Diventa importante definire una soglia oltre la quale il test si possa considerare concluso e i suoi risultati utilizzabili. Proprio ieri un amico mi ha chiesto se fossero sufficienti 6.000 utenti veicolati sulla pagina di test in 19 giorni di esperimento (con un +29% di conversione alla vendita). Si tratta di un valore certamente soggettivo, ma considerata la situazione e il bilanciamento automatico, secondo me sono più che sufficienti.

A/B test (split test) i risultati negli esperimenti in Google Analytics

La questione si fa spinosa per i siti a basso traffico. In questi casi, peraltro molto frequenti, verificare l’efficacia di una variante alla pagina diventa troppo impegnativo in termini temporali. Non possiamo attendere 400 giorni per scoprire quale headline funzioni meglio! Fortunatamente nel post “How to do A/B split testing on low traffic sites” l’autore raccoglie una serie di tecniche e consigli pratici per utilizzare gli split test in contesti con poco traffico, alla ricerca del tasso di conversione perfetto:

  1. ragionare per “micro-conversioni” (qui avevo segnalato un articolo interessante a riguardo);
  2. valutare modifiche che abbiano un forte impatto sulla psicologia delle persone;
  3. apportare modifiche radicali al layout;
  4. evitare i test multivariati;
  5. migliorare aspetti presenti nella maggior parte delle pagine;
  6. provare le due versioni in sequenza invece che bilanciando il traffico (su questa nutro qualche dubbio);
  7. provare anche test qualitativi.

E voi quali tecniche mettete in campo in questi casi?

Foto credit: 1 Robcubbon, 2 Marketingland.

0.00 avg. rating (0% score) - 0 votes

L’e-Commerce non serve per vendere, ma per far comprare.

Diego Vicamini – Country Manager Euroffice

Diego Vicamini Country Manager Euroffice

Per quanto gli acquisti online siano effettivamente in parte razionali e in parte emozionali, questa frase racchiude un po’ il senso dell’ottimizzazione delle conversioni e del web marketing persuasivo.

— L’e-Commerce non serve per vendere, ma per far comprare

e-Commerce e barriere non tariffarie: succede in Argentina (e Russia)

4.00 avg. rating (83% score) - 1 vote

Il Governo argentino introduce complicate e onerose “barriere non tariffarie” per gli acquisti online da e-Commerce esteri, con la speranza di limitare l’inflazione e il deflusso di capitali verso altre economie.

Controlli sui pacchi, documenti e burocrazia, limitazioni sui prodotti, soglie massime di acquisto ecc. sono alcuni degli esempi. Nello specifico gli argentini che desiderano ancora comprare online dai più economici negozi oltre confine dovranno:

  1. versare il 50% del prezzo finale al fisco (oltre i 50 $ annui di acquisto);
  2. ritirare i prodotti presso un ufficio doganale;
  3. compilare una documentazione dettagliata per ogni pacco ritirato.

E se accadesse in Italia? 🙂

Credit immagine: Latlink.

e-Commerce: diritto di recesso a 14 giorni e addio al Credit Card Surcharge. Cosa cambia da 14 giugno 2014?

5.00 avg. rating (93% score) - 1 vote

Il 6 febbraio 2014 è stato diramato un comunicato stampa del Consiglio dei Ministri al cui interno sono contenute preziose informazioni per chi fa e-Commerce in Italia. A partire dal 14 giugno 2014, infatti, scattano nuovi obblighi nei confronti dei consumatori per i contratti a distanza e negoziati al di fuori dei locali commerciali. e-Commerce incluso, quindi, e l’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Antitrut per gli amici) sarà responsabile di vigilare sull’applicazione ed eventualmente sanzionare.

Lo scopo è quello di recepire la Direttiva Europea 2011/83 per agevolare le vendite online nel Paese con particolare attenzione a quelle trans-frontaliere, tutelare maggiormente i consumatori favorendo la trasparenza da parte dei merchant e infine ridurre gli oneri amministrativi per le imprese che vendono all’estero.

Tra le novità principali, citando direttamente il comunicato, troviamo:

  1. la previsione di maggiori obblighi, in capo al professionista, di informazione precontrattuale da fornire ai consumatori nelle vendite dirette, cioè contratti negoziati fisicamente fuori dai locali commerciali e nelle vendite a distanza;

    Tradotto: informative e contratti più chiari e trasparenti da fornire prima dell’acquisto online.

  2. il diritto di recesso (diritto di ripensamento) riconosciuto al consumatore , è reso possibile entro un termine più ampio (dagli attuali 10gg. a 14gg.). In caso di omessa comunicazione al consumatore dell’informazione sull’esistenza del diritto di recesso si passa dagli attuali 60gg dalla conclusione del contratto e da 90 gg. dalla consegna del bene a dodici mesi;

    Tradotto: diritto di recesso a 14 giorni dall’acquisto e a 365 giorni se non indicato chiaramente.

  3. l’esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore, e la riduzione dei costi del professionista per le vendite transfrontaliere, mediante l’utilizzo di un modello tipo di recesso, valido per tutti i Paesi UE;

    Tradotto: l’introduzione di un modello/procedura unificato per il recesso da tutti i Paesi Europei.

  4. un’importante novità, in caso di ripensamento, il consumatore qualora eserciti il diritto di recesso, potrà restituire il bene, anche se in parte deteriorato, perché sarà responsabile solo della “diminuzione del valore del bene custodito”;

    Tradotto: il bene può essere aperto, senza scatola, utilizzato. Ho un dubbio sulla responsabilità della diminuzione del valore: se è a carico del consumatore come si quantifica e come si paga? Se c’è qualche legale in ascolto… 🙂

  5. l’esclusione della possibilità di imporre al consumatore, qualora non utilizzi contante (ad es. in caso di pagamenti con carte di credito o bancomat), tariffe superiori; analogo limite riguarda la tariffa telefonica su linee dedicate messe a disposizione del consumatore dal venditore, nelle vendite dirette e nelle vendite a distanza;

    Tradotto: addio al Credit Card Surcharge (mah!). In pratica chi paga con carta di credito o Paypal non può essere obbligato a sopportare un costo ulteriore imposto dal merchant, come fanno oggi le compagnie aeree e molti altri.

Se fai e-Commerce segna questa data, prepara il tuo shop (e i processi aziendali) per tempo!

1 2 3  Torna su