Google Toolbar: don’t worry be happy

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Taaà tattaaà taraaà tattarattattararaaà tattarattattararaaà tattarattataaà… questa Toolbar mi fa pensare. Mi fa pensare a quanto siano bravi i ragazzi di Google, ma anche a quanto siano furbi!


Il 20% della home page italiana di Google è occupato da una gif e da un link (entrambi centrali, solitari su riga orizzontale e separati da spazi vuoti di “remark” sopra/sotto) relativi alla nuova Toolbar. La gif pesa 5,8 kb (contro gli 8,7 del logo) quando tutto il codice della pagina, che ripeto non contiene altre gif oltre al logo decisamente fondamentale, pesa 4,5 kb circa. Voglio dire… un rapporto di tutto rispetto!


Bene, che motivo avrebbe Google di pagare tutta questa banda in più (calcolate i milioni di persone che ogni giorno caricano svariate volte quella home non il peso della singola gif) e di “sporcare” il vuotissimo layout che lo ha reso famoso con un’immagine così larga? Il motivo ovviamente è economico.


La funzionalità più rilevante di questa nuova versione della Toolbar è il “blocca popup”. Va bene, è vero che rimane opzionale e che già prima di loro lo facevano altri software (Mozillone ad esempio), ma vogliamo mettere il peso di Google? Quanti usano Explorer? Quanta gente usa Mozilla contro quanta gente utilizzerà questa nuova versione della Toolbar? Molti imho.


Ma perché Google dovrebbe bloccare i popup? Sicuramente perché sono un fastidio per gli utenti e da sempre il super motore s’è schierato a favore di questi ultimi (un altro motivo in più per scaricare questo softwarino). Maaa… a cosa servono i popup/popunder? Se non calcolassimo tutti i siti in Flash potremmo dire senza rischi di errore che fondamentalmente servono per ragioni pubblicitarie: raccogliere iscrizioni, promuovere un prodotto, un partner, uno sponsor, etc. Queste raccolte spesso vengono gestite dai singoli webmaster, più spesso da agenzie pubblicitarie.


Qual è ora uno dei settori su cui Google sta spingendo di più? Sicuramente la pubblicità basti guardare al peso che sta dando al suo servizio AdWords ed alla recente possibilità per alcuni big in “beta” di inserire pubblicità raccolte da Google nei propri portali.


Il gioco è fatto: gli utenti aiutano (inconsapevolmente ed indirettamente) Google a smangiucchiare qua e là fette di mercato che lo porteranno a raggiungere una posizione di leader sempre più indiscusso.


Con tutte le conseguenze del caso. Allora forse aveva ragione Soru?

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