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Twitter attraverso FriendFeed: niente privacy

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Twitter - Problema di privacy sugli account protettiSu Twitter Alexiaco dice che utilizzando la ricerca interna al sito è possibile leggere gli aggiornamenti delle persone che hanno protetto i loro account rendendoli privati.

Ho provato, ma la risposta di Twitter mi pare corretta: “Either [NOMEUTENTE] has set twitter to private mode (hiding all messages from public view), or the messages between these users were so far apart in time that we couldn’t connect them.” Alex come posso riprodurre il problema?

Forse però non ho seguito la stessa procedura. Intanto aggiungo che sottoscrivendo un account su Friendfeed di qualcuno che ha protetto il suo feed su Twitter si riescono comunque a leggere tutti i suoi interventi dal sito FriendFeed usando la tab “Friends”…

Io sono collegato su Friendfeed con una persona che ha scelto di tenere gli aggiornamenti di Twitter privati. Su Twitter però non siamo collegati, eppure in FriendFeed leggo tutti i suoi twit.

Occhio! 🙁

Ubiquity add-on: eseguire comandi nella tua lingua

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Ubiquity - Addon per browserQuante volte hai sognato di effettuare delle operazioni al computer utilizzando una semplice frase in italiano? Per dire, io un sistema che sia in grado di capire ed eseguire un “prenota il volo più economico per parigi il giorno 5 dicembre 2008 e manda un avviso a mafalda via mail” sarei disposto a pagarlo a peso d’oro.

Fortunatamente non sarà necessario aprire il portafoglio: Ubiquity è uno strumento che si sta muovendo in questa direzione, cioè quella delle istruzioni basate sul linguaggio corrente. Ma è possibile fare molto di più: ad esempio risparmiare un sacco di tempo nelle semplici e frequenti operazioni quotidiane, come l’invio di link o di una mappa (che ora richiedono molti passaggi, a volte anche un po’ ostici ai più).

Come si fa?

Semplice: basta digitare quello che vuoi fare! Ti trovi su una pagina web interessante e desideri inviare alcuni contenuti ad un amico: li selezioni poi digiti “email this to amico@suosito.it” e premi il tasto Invio, così il tutto viene già precompilato nel tuo account GMail. Oppure se desideri segnalare il tuo stato a tutti i tuoi followers digita “twitter sta scrivendo un post su Ubiquity“. E ancora, hai bisogno di sapere dove si trova quell’idraulico che hai appena cercato sulle Pagine Bianche: selezioni il suo indirizzo e scrivi “map this” per vederlo subito sulle mappe di Google. Semplice, no?


Ubiquity for Firefox from Aza Raskin on Vimeo.
 

Poi c’è l’integrazione con il calendario degli appuntamenti, la ricerca sui diversi motori, le fotografie di Flickr etc… le possibilità, al solito, sono infinite. Questo grazie agli sviluppatori che hanno pensato bene di rendere l’add-on estremamente personalizzabile, oltre al fatto che si possono aggiungere nuovi comandi secondo le proprie necessità ed anche installare quelli sviluppati da altre persone. Il web è sociale.  🙂

Per chi utilizza già programmi simili sul dekstop, tipo Enso per Windows o a Quicksilver per Mac, consiglio comunque di provare Ubiquity poiché si tratta di un sistema espandibile e personalizzabile, adatto ai mashup e forse anche un filo più avanzato.

Ubiquity è un esperimento dei Mozilla Labs ed ora è disponibile un prototipo da installare chiamato Ubiquity 0.1 (clicca per installarlo) con il relativo tutorial.

Link di approfondimento
Il comunicato originale si trova qui.
Una versione ridotta del ccomunicato, in italiano, invece qui.
Approfondimenti infine qui.

Social network: le dinamiche delle relazioni

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Volevo condividere una personalissima impressione sui social network, più che altro basata sulla mia esperienza dell’ultimo periodo.

All’interno dei network dove vengono prodotti contenuti (es. Flickr, Del.icio.us, mySpace, Technorati, Youtube) o dove un automatismo aiuta l’offerta di relazioni (es. Last.fm) gli insiemi di “amici” di ogni utente si popolano nel tempo di persone prevalentemente sconosciute. Invece dove i contenuti cambiano poco (es. LinkedIN) o dove riguardano prevalentemente la vita del singolo (es. Twitter, Facebook) le persone nel proprio network sono pressoché le stesse, tra network sociali simili. Fanno eccezione i siti per “pasturare”.  😀

Inoltre cominciano a diventare parecchi e le differenze si assottigliano sempre di più. Probabilmente chi partecipa a molte reti sociali suddivide il proprio tempo per ogni profilo riducendo il livello di attività (che decresce in maniera inversamente proporzionale al numero di siti da seguire) e le persone/contenuti che si trovano sono a volte gli stessi che altrove. Personalmente preferisco centralizzare: poche cose, ma molto usate, in attesa magari di un sistema in grado di tracciare/gestire/aggregare tutto (sulla scia di Friendfeed).

E’ probabile che questo non valga per tutti i social network né per tutte le persone, ma sono curioso di scoprirlo: qual è la tua esperienza?

Microsoft MIX Essentials

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Oggi sono stato a The Next Web Now MIX Essentials di Microsoft, presso l’hotel Crowne Plaza di Milano, un incontro in cui Microsoft e i suoi partner volevano analizzare situazioni e soluzioni per le nuove tendenze del web 2.0.

Steve Ballmer - CEO di Microsoft

La mattina sessione plenaria moderata da Marco Montemagno. Keynote con Steve Ballmer, CEO di Microsoft, che racconta le dinamiche del web e la strada che sta prendendo Microsoft: “content – community – commerce”, con il web al centro di tutto e Google da contrastare (magari insieme a Yahoo!). Al termine della presentazione ha dato la sua mail alla platea per invitarci a scambiare qualche parere con lui, io ho provato a scrivergli per il gusto della verifica: sarebbe divertente se mi avesse risposto davvero 🙂 Poi tre case history di cui, secondo me, l’unica interessante è risultata quella di FIAT.

Dopo il buon buffet sono iniziate le sesioni pomeridiane, io ho seguto il percorso for Creatives, interessante il primo intervento  “Nextperience Design: interazioni attitudini ed emozioni” e molto bello sopratutto l’ultima sessione dal titolo ” I creativi pubblicitari e il mondo del digitale“; peccato che il file della presentazione non verrà messa online (pesa 3 Gb!).

A proposito delle slide mi chiedo sempre, Montemagno, Achenza e Orlandi a parte, il motivo per cui gli altri non si facciano preparare la presentazione da qualche professionista, almeno per eventi di questa portata.

Nella hall ho avuto il piacere di salutare, anche se velocemente, Andrea e Tommaso.

Il web è una “copy machine”?

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Leggo questo interessante post di Simone Lovati sulle “Strategie di PR” che riprende un’affermazione di Kevin Kelly sul web e sull’esplosione del freeware: Internet è una copy machine, qualsiasi cosa è copiata, riprodotta, modificata (questo mio post ne è un esempio). Il web è un fiume di copie in piena, la tecnologia non fa altro che renderlo sempre più grande e forte.

Simone prosegue poi il suo post su come monetizzare un servizio gratuito, io vorrei invece approfondire il discorso “cloni”. Oggi forse vedo il bicchiere mezzo pieno, ma da certi punti di vista è un bene che il web sia una copy machine.

Posso dire che passo quasi la totalità della mia giornata sul web, per lavoro e per piacere, ma nonostante questo mi accorgo quotidianamente di quanto sia vasta questa città digitale. Infatti mi capita sempre più spesso di incontrare siti e servizi che vantano centinaia di migliaia di utenti (se non milioni), di cui però non avevo mai sentito parlare prima, specie guardando verso l’estero. Da qui il vantaggio delle copie: aiutano a diffondere un format – servizio – o un’idea – post – e così via. Basti pensare alla recente OPA per l’acquisizione di Yahoo!, che in pochi minuti è stata ripresa migliaia di volte da siti e blog, coprendo tutto il globo informatizzato in un batter d’occhio… e il web non è formato solo da geek, anzi, la maggior parte sono persone comuni. Certamente è fondamentale che non si basi tutto solo sulla mera copia.

Ecco, secondo me, da questo punto di vista è solo un bene.

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