Di Daniele Vietri @ 21/04/2006 - in Blogosfera - Commenti (1)
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Ho sempre creduto nel feedback, nel parere, nell'opinione. Tutt'ora lo reputo fondamentale variabile di una scelta, sia esso reperibile online o tramite pareri di persone che considero affidabili. Daltronde non sono l'unico: in campo professionale, e specie in Italia, la maggior parte dei collaboratori vengono scelti sulla base di qualcuno che, in qualche modo, garantisca per la loro serietà, competenza e professionalità.
Ecco perché questa sera ho fatto una considerazione partendo da questo post di Paolo Valdemarin, il quale dice la sua in merito alle affermazioni di Lorenzo Lombardi sullo strumento Corporate blog (o Business blog). La mia riflessione personale è molto semplice e mi a porta condividere le parole di Paolo.
Online si parla. Il Cluetrain manifesto (qui in italiano) dice "I mercati sono conversazioni", ma sopratutto affarma che "Non ci sono segreti. Il mercato online conosce i prodotti meglio delle aziende che li fanno. E se una cosa è buona o cattiva, comunque lo dicono a tutti". Qual è dunque il motivo per cui un'azienda dovrebbe mentire?
La situazione odierna è che la gente, io per primo, non acquista subito. Si informa, legge, chiede, cerca, confronta, valuta. E pare che il mezzo migliore per questo genere di operazioni sia proprio la rete. Non lo dico io eh, parlano i fatti come la ricerca sull' "Importanza dei motori di ricerca nelle decisioni e negli acquisti" (qui il PDF completo).
A questo punto perché un'azienda dovrebbe perdere un'occasione di presenza attiva? E perché lasciare solo agli altri l'importante compito di comunicare, in positivo o in negativo, sulla qualità dei propri prodotti/servizi? La soluzione migliore è a portata di mano, si chiama blog aziendale.
Un esempio concreto
Negli ultimi giorni sto raccogliendo i frutti delle ultime faticose modifiche che ho apportato al mio blog personale (questo). Si tratta in particolare di un lavoro di ottimizzazione per i motori di ricerca - search engine optimization - grazie al quale gran parte degli ultimi post raggiunge posizioni importanti su Google.
Mettendo da parte i tecnicismi e tornando all'abitudine di cercare opinioni favorevoli/contrarie prima di un acquisto: mi rendo conto dell'importanza di questo risultato e della potenziale influenza che un articolo possa avere quando è in grado di raggiungere molta gente interessata. Senza dubbio la cosa mi affascina, ma allo stesso tempo mi carica di una nuova responsabilità.
Per rimanere nell'ambito dell'esempio di Paolo basta guardare uno dei miei ultimi post dove parlo di un ristorante in cui sono stato, il Camp di cent pertigh (nello specifico le pagine indicizzate sono molto poche, quindi non è un esempio di SEO rilevante). Cercando il ristorante su Google, Yahoo! o MSN troverete in prima pagina, oltre al sito ufficiale, anche il mio commento (positivo eh
). Online si parla.
Ma come il mio quanti altri pareri ci sono sul web? Quanti altri blog? Quante altre persone che comunicano?
Le aziende non hanno un solo motivo per non esserci: la presenza, questa volta, è attiva.
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