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e-Commerce: le piattaforme progettate dagli sviluppatori

Di Daniele Vietri | Twitter Twitter @marlenek | Facebook Facebook danielevietri
21/04/2010 - in eCommerce - Commenti (2)
Questo post è stato letto 1738 volte in 1155 giorni.
 

Qualche giorno fa mi sono scontrato con una situazione piuttosto diffusa - sembra - nell'eCommerce italiano. Stavo compilando una lista dei negozi online che rispondessero ad un paio di caratteristiche: la sede in una precisa zona geografica ed una comunicazione particolarmente "aggressiva".

Gira che ti rigira archivio qualche decina di shop: alcuni dall'aspetto professionale altri più amatoriale, alcuni molto curati graficamente altri meno, alcuni generalisti modello "mall" altri super settoriali, comunque arrivando a coprire diverse categorie merceologiche.

No marketing no cammello
La cosa curiosa? Ho perso tempo. Quasi nessuno degli e-Commerce censiti conteneva uno spazio dedicato alla comunicazione, men che meno in home page. Nella quasi totalità dei negozi, invece, ho notato la struttura tipica delle piattaforme più conosciute, segno che ben pochi hanno avuto la premura di personalizzare qualcosa, oltre al layout.

Programmatore sviluppatore
developer di piattaforma per e-Commerce

Supponendo che il merchant abbia scelto - discutibile, ok - di non investire nulla in marketing mi chiedo questo: se la piattaforma fosse davvero abilitante in tal senso, il venditore opterebbe comunque per evitare ogni forma di comunicazione? Viene da pensare che la piattaforma non preveda funzionalità orientate alla vendita oppure che non siano molto in vista o ancora non così facili da usare (avete mai provato a spiegare l'utilizzo di OpenX ad una persona che lavora in un altro settore?). Impossibile credere che tutti questi merchant abbiano consciamente deciso di vendere... meno!

Specializzazione
Di fatto le piattaforme vengono progettate e realizzate dagli sviluppatori e, per carità, sono perfette. Perfette dal punto di vista della sicurezza, delle funzionalità e dell'architettura. Integrabili, flessibili e scalabili. Ma sono in grado di offrire gli strumenti per vendere davvero?

Nei casi analizzati il software si limita ad essere un ottimo strumento tecnico piuttosto che diventare un valido alleato per il commercio. Probabilmente queste piattaforme vengono progettate da chi cura a puntino il motore, ma non pensa (per estrazione) all'usabilità, alla comunicazione e alla conversione, mancando di fatto l'obiettivo per il quale verranno poi adottate: la vendita online.

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Commenti

1
A mio modesto parere, non è propriamente colpa del proprietario dell'ecommerce ma dell'agenzia che si è limitata a costruire il sito ma non ha fatto consulenza.

Molte realtà in Italia rispecchiano questo modello comportamentale: Vuoi il sito? ok te lo facciamo come vuoi, sarà pronto fra tot, costerà un tot. Fine.

E la consulenza? dove la mettiamo?
Bisogna rendersi conto che l'ecommerce in Italia pochi sanno cosa sia veramente, come percorrerlo, le potenzialità, i limiti eccetera.

Quante agenzie secondo voi prendono il cliente e gli dicono: bene, vuoi un ecommerce? ok, fatto il sito siamo solo all'inizio! perchè poi c'è la promozione, c'è google, c'è il customercare, c'è il SEO e 1000 altri fattori. Ti diciamo noi come fare, perchè è il nostro lavoro e se vuoi un ecommerce che funzioni è questa la strada da percorrere.
La realtà, in


Di yk il 27/04/2010 @ 16:09:52

2
yk: molto spesso sono i clienti a non volere la consulenza, un po' per questione di costi un po' per questione di gusti o idee. La consulenza poi, in questo caso almeno, secondo me, e' frutto di una collaborazione continuativa, perche' cio' che vale per un settore non vale sempre per l'altro. sarebbe bello se fosse sempre come descrivi, capisco il tuo sfogo...


Di marlenekk il 01/05/2010 @ 21:00:59



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