Di Daniele Vietri @ 29/01/2009 - in Personali - Commenti (0)
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No, dico, ci avete mai pensato? Più volte mi è capitato di farci qualche ragionamento, l'ultima quando ho visto Ember (un film da cui mi aspettavo molto di più, tra l'altro). Sarebbe tutto molto molto diverso: la maggior parte degli oggetti non funzionerebbe e molti di noi non avrebbero più un lavoro da portare avanti, insomma l'importanza delle cose verrebbe rovesciata a partire dalle competenze necessarie alla sopravvivenza.
Un mondo senza elettricità
Supponiamo che improvvisamente l'umanità non sia più in grado di produrre energia elettrica. Ecco, non ho idea di quanto tempo sarebbe necessario prima che le scorte di energia vengano bruciate su scala mondiale, ma ipotizzo qualche giorno, poi... il buio. Colonna sonora: gli allarmi delle case.
Corsa all'approvvigionamento alimentare e razzia di benzina, ammesso che gli ingressi siano aperti e che le pompe funzionino correttamente: saracinesche elettriche, serrature, sistema di pompaggio... tutto spento. I bancomat non sarebbero in grado di erogare banconote, i telefoni non funzionerebbero, men che meno i computer ed ogni tipo di comunicazione tradizionalmente conosciuta. Niente radio, TV, o giornali stampati.
Bisogna poi sperare che non sia inverno inoltrato, altrimenti chissà che freddo con i termostati e le caldaie che non possono accendersi senza un dannato elettrone da muovere. Ecco, in questo caso inizieremmo a salutare la luce già dal primo pomeriggio dato che non avremmo come accendere le lampadine di casa, candele a parte. Il frigor comincerebbe a gocciolare e gli alimenti freschi a rovinarsi. L'iPod perderebbe lo scettro di strumento di elìte a favore di cacciaviti e brugole. Le competenze manuali inizierebbero ad assumere un alto valore.
Le strutture sanitarie non sarebbero più in grado di offrire un servizio (fermo restando che sono fatte di persone che dovrebbero anche badare al loro sostentamento, più faticoso di prima), i malati dipendenti dalle macchine non avrebbero un'aspettativa di vita promettente, come anche più in generale le persone bisognose di supporto ed aiuto. I collegamenti si ridurrebbero all'indispensabile, isolando di fatto le comunità più lontane o scomode da raggiungere. E' il momento della scarsità di cibo procurabile con comodità...
Mi fermo qui perché altrimenti dovrei pensare a quali bassezze saremmo in grado di arrivare, però sarebbe interessante un'ipotesi sull'ordine delle conseguenze ed il calcolo dei tempi di ognuna di esse. Ora per sicurezza andate a vedere se avete ancora una bicicletta in cantina e, nel farlo, non prendete l'ascensore. 
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