Di Daniele Vietri @ 12/12/2008 - in Personali - Commenti (6)
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E' da un pezzo che ho intenzione di informarmi sui Gruppi di Acquisto Solidale (G.A.S. per gli amici), ma non ho mai concretizzato questa volontà. L'altro giorno mi decido e, insieme a Mafalda, entriamo in quella che è la sede del GAS più vicino a casa nostra.
Le due signore presenti nel negozio dicono che purtroppo non sanno darmi informazioni precise e mi consigliano di contattare il referente tramite mail, così mi scrivono gentilmente l'indirizzo su un foglio e mi salutano.
Appena a casa provo a scrivere una mail spiegando che desidero partecipare e chiedendo come funziona un GAS. Dopo un paio di giorni mi arriva una risposta piuttosto stringata ed un allegato: questo documento, in Word, è lo stesso reperibile sul sito ufficiale dei Gruppi di Acquisto Solidale e spiega in via generale il funzionamento e la filosofia dei GAS. Allora ringrazio e rispondo chiedendo maggiori informazioni pratiche per iniziare, del tipo come funziona, gli orari, i prezzi, le modalità... Dopo un paio di giorni ricevo la seconda risposta (nuovamente stringata): per aderire a questo GAS occorre essere presentati da una persona già iscritta al GAS stesso.
Ora, sicuramente esiste un validissimo motivo per il quale sia molto meglio procedere ad "inviti" piuttosto che ampliare il gruppo, ma una così lodevole iniziativa può essere rovinata da una comunicazione scadente e di basso livello? Non avrebbe più senso fornire in due righe qualche dettaglio aggiuntivo sulla motivazione così da limitare i pensieri negativi?
Insomma io lo trovo quantomeno curioso e demotivante. Un sistema che pone la sua forza sul "gruppo", sull'etica, sulla riduzione dell'iter distributivo dovrebbe agevolare e diffondere l'iniziativa piuttosto che limitarla.
Dal sito ufficiale della rete GAS:
I Gruppi di Acquisto Solidali (G.A.S.) nascono da una riflessione sulla necessità di un cambiamento profondo del nostro stile di vita. Come tutte le esperienze di consumo critico, anche questa vuole immettere una «domanda di eticità» nel mercato, per indirizzarlo verso un'economia che metta al centro le persone e le relazioni.
E allora mi appello al popolo della rete: qualcuno di voi fa parte di un G.A.S. ed ha informazioni di prima mano su come funzionano a livello pratico?
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Di Paolo il 14/12/2008 @ 13:18:45