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Il valore dei progetti personali

Di Daniele Vietri | Twitter Twitter @marlenek | Facebook Facebook danielevietri
08/06/2009 - in Personali - Commenti (4)
Questo post è stato letto 1007 volte in 976 giorni.
 

Ho letto su Edit un interessante spunto di discussione sui progetti personali (ovvero quei lavori, spesso non direttamente remunerativi, che si portano avanti per piacere, interesse, diletto, passione, etc).

Credo molto in questa cosa, infatti da quando lavoro sul web - già da prima in realtà, con le 2 BBS - ho sempre avuto anche dei progetti personali portati avanti nel tempo libero. Ed è così ancora oggi: ecco il motivo per cui nutro un forte interesse e curiosità verso i progetti di colleghi o amici. E come se non bastasse sono anche molto critico! : - )

Per dire, una delle prime cose che cerco in un curriculum vitae è proprio qualche indicatore di "presenza" extra-lavorativa: uno spazio, un'idea, un progetto personale: penso che sia oggettivamente un indice affidabile di passione, interesse e professionalità.

Insomma ecco già un esempio degli innumerevoli vantaggi indiretti che derivano dalla gestione di un progetto personale. Ma quali sono invece i vantaggi per l'azienda? Che sia sul web o altrove il succo non cambia: se un collaboratore cura un progetto personale ci sono vantaggi diretti e indiretti anche per l'azienda in cui lavora!

In primis la passione e l'interesse per quel tema, una persona che cura nel tempo libero una community sarà naturalmente predisposta ad offrire il suo parere e la sua esperienza anche per il progetto di un cliente. Da qui deriva una maggiore qualità del servizio: chi porta a termine un lavoro solo perché "deve" produrrà un risultato di qualità mediocre, mentre chi lo fa con piacere e passione ci metterà del suo e di certo maggior cura. E non dimentichiamo che tutte le nuove tecniche, l'esperienza, la tecnologia, gli errori/soluzioni ed i sistemi utilizzati nel progetto personale dal dipendente sono di fatto know-how acquisito anche per l'azienda. Lo stesso dicasi per le nuove conoscenze e per il network di relazioni.

Riassumendo: maggior impegno e qualità, nuove competenze e conoscenze. Mica male per non aver investito un euro, no? Ecco perché gli imprenditori dovrebbero agevolare lo sviluppo dei progetti personali (un po' come fece Google con il famoso 20% del tempo): una situazione win-win in cui le persone sono stimolate ad utilizzare le nuove competenze durante la vita lavorativa, mentre l'azienda incrementa il know-how e la qualità del prodotto.

Personalmente mi è capitato diverse volte di sfruttare per qualche cliente l'esperienza acquisita in contesti personali. Voi cosa ne pensate?



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Commenti

1
Sono pienamente d'accordo con questa teoria, ma finora ho visto solo casi in cui chi effettuava il colloquio vedeva - se vedeva - gli esempi di "progetto personale" con compatimento, come a dire "ma guarda questo poveretto cos'ha fatto". E anche molti ex-colleghi, se scoprivano che avevi avuto un progetto personale, finivano subito col chiedere se portasse un guadagno economico e quale.


Di Fabbbio il 08/06/2009 @ 08:45:13

2
ho imparato molto dai progetti personali (io li chiamo ACOR3 LAB) molto più che nei progetti nel quale ho partecipato e nei quali apportavo sempre competenze e innovazioni che in Italia sono possibili sono a fronte di iniziative personali


Di acor3 il 08/06/2009 @ 14:39:44

3
fabbbio: (ma sei il fabbbio che penso io? : - P) beh certamente immagino dipenda dalla persona e dal progetto, io la vedo in quel modo e li reputo un'ottima cosa. La domanda dei colleghi credo sia lecita... ma il guadagno non e' mai solo economico.


Di marlenekk il 10/06/2009 @ 22:56:54

4
acor3: no dai marco voglio sperare che non sia così generalizzato, penso che i progetti personali aiutino molto e che siano un'ottima palestra fonte di spunti e di competenze. Ma ci sono aziende (di solito quelle più piccole) che innovano e sperimentano.


Di marlenekk il 10/06/2009 @ 22:59:34



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