Di Daniele Vietri @ 12/12/2009 - in Personali - Commenti (2)
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Il nostro orto biologico procede. A piccoli passi, eh, ma procede. Ad esempio nelle scorse settimane ci siamo impegnati a recuperare il materiale per la pacciamatura, come ci hanno consigliato vari esperti del metodo naturale.
Pacciamare
Esatto, significa ricoprire il terreno con lo scopo di ridurre la crescita di erbe infestanti, mantenerlo caldo d'inverno (favorendo l'attività degli organismi) ed umido d'estate (riducendo la necessità di acqua), limitare il compattamento della terra, aumentarne la fertilità e così via. In buona sostanza si tratta semplicemente di imitare il comportamento della natura stessa che fa in modo di non lasciare mai nudo il terreno.

Il materiale usato per la pacciamatura può essere vario, purché organico. Nei libri che sto leggendo si parla anche di rifiuti verdi della nostra alimentazione, di cumuli di foglie secche e molto altro. Per una serie di motivi noi abbiamo scelto la paglia: la speranza di trovarla tutta in una volta così da limitare l'impegno dell'accumulo, il fatto che le lumache non riescono a camminarci sopra, i tempi lunghi di decomposizione e un po' anche la sfida, dannazione!
Attenzione che sia paglia (sfalcio di cereali) e non fieno (erba mista fatta seccare) perché quest'ultimo contiene ovviamente semi di infestanti.
Dove eravamo rimasti
Dopo i primi lavori abbiamo coperto le collinette di coltivazione con dei cartoni senza inchiostro in attesa di trovare la paglia per la pacciamatura definitiva. E per fortuna! Nei giorni seguenti infatti ha piovuto un sacco ed abbiamo avuto modo di sperimentare i risultati positivi di questa pratica.
Rimane quindi il dilemma: dove trovare la paglia? Dopo un po' di giorni alla ricerca del prezioso materiale, e qualche mail inviata ad alcuni conoscenti, scopro che un vecchio amico cura un orto da diversi anni. Lui sa. Si offre di aiutarmi a cercare la paglia e soprattutto di darmi una mano a trasportarla fin dove serve: parte quindi un tour di alcune cascine di sua conoscenza.

Alla fine un disponibilissimo fattore si offre di vendercela, forse commosso dalle motivazioni di fondo, più probabilmente incuriosito da questa pratica che - dice - ha già provato a realizzare con altri metodi. Insomma è fatta! Dopo qualche scambio di pareri e consigli, rigorosamente in dialetto, ci organizziamo e fissiamo data e orario per il ritiro.
Trasportare una balla di paglia
Lo seguiamo nel suo campo dove pesa la balla e, con il trattore ed una piccola gru, ci carica 280 Kg di paglia sul pickup. Da lì è facile immaginare la nostra felicità: modello stella cometa ci lanciamo sulle stradine di campagna lasciando alle spalle tracce dorate del nostro passaggio. Arrivati all'orto facciamo appello a tutte le nostre forze per sbloccare l'informe massa colorata e cerchiamo di spostarla al coperto.
Qualche orgogliosa foto di rito - come dei cacciatori con la preda - e poi subito a pianificare i lavori di pacciamatura per il giorno seguente (di cui si vedono i risultati nella seconda foto di questo post).
Anche questa è andata. Well done! 
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grazie per il buon lavoro... credo che ce ne saraà da fare.
Di
marlenekk
il 20/12/2009 @ 11:36:00
Web Project Manager di sistemi e-Commerce e community, autore di dBlog CMS... [continua]
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Chiamandolo "biologico" mi da un senso di finto, falso, di una cosa creata in laboratorio (lo so che l'etimologia è diversa)...
Comunque sia...buon lavoro !
Di Silvio il 16/12/2009 @ 11:03:20