Di Daniele Vietri @ 24/11/2009 - in Personali - Commenti (5)
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Dopo aver raccolto diversi consigli su come avviare un orto e come gestirlo, dopo aver scelto e valutato una serie di metodi (anche contrastanti), dopo aver analizzato pareri e idee di amici ed anche di perfetti sconosciuti, tutti davvero molto competenti... nel weekend abbiamo finalmente trovato il tempo per iniziare i lavori all'orto.
Dalla teoria alla pratica
Ok, magari non siamo nel periodo ottimale per questo tipo di lavori, ma una serie di contingenze ci hanno portato a ritardare un po'. Di questo però non mi preoccupo perché, come dice Luisa, "Al di la del fatto che noi partiamo in quarta cercando di creare un ambiente di sviluppo il più corretto possibile, quello che davvero conta sono i millenni di selezione naturale racchiusi nel DNA dentro il semino: la pianta è geneticamente predisposta al germogliare, sopravvivere e fruttificare, anche a fronte di condizioni non ideali", come dire: seghe mentali! La natura insomma è molto più forte di quel che immaginiamo.
I lavori
Così abbiamo riassunto ed elencato i lavori da fare in questo prato selvaggio:
- togliere manualmente i residui grossolani (piante grosse, erbacce, rami, etc)
- eliminare erba, piante, infestanti e così via riducendo al minimo la vegetazione
- definire le zone coltivabili e rialzarle
- realizzare i camminamenti
- coprire il tutto con una buona pacciamatura
- attendere febbraio per la parte più divertente 
In un paio d'ore di bonifica siamo passati dal prato incolto ad un ammasso di terra informe e semi-disboscata. Niente di cui essere fieri, insomma. Però analizzando il prima e il dopo (oops, deformazione professionale) si nota il progresso:

Un minimo di pausa e poi abbiamo misurato quelle che diventeranno le zone in cui coltivare gli ortaggi: larghezza 120 cm per fila. Sembra che questa misura sia uno standard per via della comodità di accesso e di lavorazione da entrambi i lati, questo permette di non calpestare mai la terra coltivata lasciandola quindi friabile e arieggiata.
Seguendo il tracciato (filo di lana su paletti di legno) abbiamo poi scavato con la vanga tutto il contorno e ribaltato le zolle estratte proprio sopra le vasche da coltivare. In questo modo abbiamo ottenuto un letto rialzato per le verdure e si sono formati dei camminamenti che rivestiremo pian piano con materiale robusto per pura comodità di accesso. Usando il rastrello abbiamo cercato di formare un minimo di gobba, ma con scarsi risultati. Infine abbiamo coperto le aree "delicate" con dei cartoni in attesa di recuperare la paglia per pacciamare come si deve. Ed ecco il risultato finale, di cui ora sì che andiamo fieri:

Da buon principiante devo dire che la scaletta dei lavori e tutta la serie di utili consigli non sono certo farina del mio sacco: grazie quindi agli amici dei vari forum come Promiseland e Giardinaggio, ai parenti/amici con esperienza e ai libri-bibbia come quello di Kreuter (che però appunto non da' indicazioni precise su come iniziare partendo da un terreno incolto). Il nostro terreno sembra ottimo, ricco di humus e di preziosi lombrichi... insomma non mi resta che sperare di aver fatto un buon lavoro e attendere l'anno prossimo per riprendere con entusiasmo.
Disclaimer
Il titolo non è propriamente legato al racconto del post - questo non vuol essere un tutorial - ma quando ho cercato sul web indicazioni su come partire da zero per realizzare un orto non ho trovato granché... spero che queste poche righe siano di aiuto per i futuri colleghi bio-contadini! 
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Di
Il grizzly mangia-verdure di orti
il 25/11/2009 @ 21:51:37

Di
marlenekk
il 26/11/2009 @ 20:40:37
Di
L'Insalata era nell'Orto
il 14/12/2009 @ 20:43:27
intanto vado a leggere da te
Di
marlenekk
il 15/12/2009 @ 22:35:11
Web Project Manager di sistemi e-Commerce e community, autore di dBlog CMS... [continua]
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Di Green bauscìa il 25/11/2009 @ 09:47:05