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06/02/2008 - in Gola - Commenti (18)
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A Natale un'amica, consapevole della nostra passione per le prelibatezze culinarie, ci ha regalato un buono spesa al negozio di Peck che vende prodotti di alta gastronomia in centro a Milano. La prima cosa che abbiamo fatto è cercare informazioni online e siamo capitati sul sito dell'azienda dove c'è anche un e-Commerce.
Gira che ti rigira abbiamo segnato alcuni prodotti interessanti, ma non siamo riusciti a trovare informazioni sulla spedizione e su altri dettagli. Cosi', dato che Mafalda descriveva questo negozio come "la gioielleria del cibo" abbiamo deciso di fare un giro da quelle parti per incassare in prima persona il nostro regalo. La consultazione del sito è comunque servita: abbiamo fatto in tempo a metabolizzare i prezzi dei vari prodotti 
Insomma alla fine siamo andati in via Spadari a Milano, che è la prima traversa di via Torino partendo da piazza Duomo. In vetrina si nota una grande rappresentazione della favola di Peter Pan fatta di ciocciolato e poi due porte che segnano l'ingresso in un altro mondo.
Il negozio Peck è organizzato su 3 piani: il sotterraneo dove c'è l'enoteca (l'unico che non abbiamo visitato), il piano terra dove c'è la gastronomia e il primo dove c'è il bar. Un paio di passi verso l'interno e siamo in grado di capire il genere di negozio, ma se ancora non fosse chiaro a qualcuno, con un'occhiata ai prezzi sparisce ogni minimo dubbio.
La nostra prima sensazione è stata certamente di stupore, sia per l'immensità del negozio - ho contato circa 80 commessi - che per la quantità di avventori. Sono questi i momenti in cui mi chiedo dove sia la crisi... Comunque, abbiamo iniziato a darci da fare frugando in ogni angolo degli scaffali, valutando le conserve, ammirando tutte le bellissime creazioni della gastronomia, la pasta fatta in casa, i banchi del fresco, le verdure lucidate.
Mentre ci accompagna ancora lo stupore per alcuni prezzi (es. l'insalata di polipo a 90 euro al kg) iniziamo a raccogliere le prime leccornie della nostra spesa, ormai fiduciosi che si tratti di cibarie di prima qualità. Mafalda chiede curiosa ad un commesso come mai un barattolo di carciofini sott'olio puo' arrivare a costare ben 60 euro e il signore risponde stupito che non si tratta di una gran cifra, poiché per arrivare al cuore del carciofo bisogna buttare moltissime foglie e aggiunge che loro utilizzano olio extravergine d'oliva di qualità il quale "non costa 4 euro a latta come al supermercato". Ecco, questa è stata l'unica nota negativa della permanenza nel negozio di Peck: il commesso borioso.
Va benissimo che un prodotto possa costare anche 50 volte il prezzo dell'Esselunga, poiché sono certo non si tratti di ingredienti paragonabili, del discorso di qualità, di immagine, di posizione, di storia, di ricerca e studio, di eccellenza, etc... tutto quello che volete. C'è una cosa però che non mi sembra corretta ed è il tentativo di far passare il tutto come "normale". Voglio dire, anche solo per quello che si sente nei TG in questi giorni, può una persona comune impiegare l'intero guadagno di una giornata per l'acquisto di un barattolo di carciofini? Eh, dai!
A parte questa parentesi negativa l'esperienza Peck è altamente consigliata: entrateci anche solo per curiosità, per vedere questo mondo paralello a due passi da una delle vie più calpestate di Milano. Tutti i prodotti sono marchiati Peck, prodotti e confezionati da loro nell'immensa cucina antestante il negozio (si vede l'ingresso da un angolo tra il banco formaggi e il banco gastronomia); anche le borse della spesa di Peck sono degne di nota, molto simili a quelle da boutique: squadrate, patinate e con i manici in corda. Insomma una certa cura per i dettagli.
Tornando al concreto ecco cosa abbiamo scelto con il nostro buono-regalo:
Conoscendoci abbiamo cercando di diversificare il più possibile per assaggiare tante cose diverse e questo ciò che è rimasto dopo nemmeno 24 ore:

Da sinistra: formaggio di capra, biscotti, crema di funghi porcini, brodo granulare, formaggio di mucca
Infatti la domenica a pranzo abbiamo subito provato i ravioli con la crema di funghi... beh ragazzi, d'accordo che si trattava di un piatto non proprio economico, ma che prelibatezza: fan-ta-sti-co! Lo stesso possiamo dire per entrambi i formaggi e presto faremo sapere per i biscotti.
Col senno di poi devo dire che la nostra amica ci ha assolutamente preso col genere di regalo e di esperienza, e con l'originalità di questo pensiero ci ha permesso di provare una gastronomia davvero "diversa": grazieee! 
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Di
Pino
il 20/08/2008 @ 22:22:07
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marlenekk
il 20/08/2008 @ 22:36:24
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il 16/12/2008 @ 18:10:35
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marlenekk
il 16/12/2008 @ 22:31:13
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il 03/01/2009 @ 15:48:44
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Anonimo
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LUCA
il 30/10/2009 @ 09:39:01
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il 28/12/2011 @ 13:01:41
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Di Lieve il 20/02/2008 @ 15:35:08