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Legge Cookie Privacy 2 giugno 2015: cosa devi fare per il tuo sito e-Commerce

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Cookie Law

Mancano solo 20 giorni dall’entrata in vigore del Provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali n. 229/2014, obbligatorio per tutti i siti a dal 2 giugno 2015. Approfondiamo l’argomento perché l’impressione è che in molti non abbiano ancora mosso un dito.

Di cosa parliamo

Lavorando con siti e-Commerce e curando attività di Lead Generation mi devo confrontare spesso con il tema della Privacy. Ho approfondito un po’ l’argomento che sintetizzo qui, avendo già fatto un minimo di screening. Chiaramente non sono un legale e l’obiettivo di questo post non è certo sostituirmi a un professionista: ho raccolto informazioni da fonti autorevoli aggregandole con un minimo di logica, tuttavia vi chiedo di prendere queste righe con il beneficio del dubbio e approfondire quello che ritenete utile a decisioni importanti.

Nel mio piccolo, ho imparato un sacco di cose nuove. Per esempio che oggi, sul mio computer, ci sono oltre 100 cookie di piattaforme per la Pubblicità Comportamentale o Online Behavioural Advertising (cos’è la Pubblicità Comportamentale?). Si tratta di aziende e servizi di cui in parte non ho mai sentito parlare, pur lavorando in questo settore da diversi anni, spesso dalla stessa sponda del fiume! 😉

 Elenco di cookie di profilazione pubblicitaria presenti sul mio computer

Entriamo nel vivo. Avete già una Privacy Policy sul sito? Bene, oggi vediamo come integrarla con le novità del provvedimento 229/2014: cosa scrivere e soprattutto come modificare il sito (eh si, questa volta dovete passare dagli sviluppatori!) per rispettare la normativa. Nello specifico approfondiamo le modalità semplificate per l’Informativa e acquisizione del consenso per l’uso dei cookie, identificate dal Garante. Esistono due tipologie di cookie, due tipologie di informativa, varie implementazioni e altrettante sanzioni, vediamo tutto in dettaglio in 4 passaggi fondamentali.

Ambito e tempistiche

Ciò che trovate descritto in questo post è obbligatorio per tutti i siti italiani dal 2 giugno 2015. Chi gestisce o è titolare di un sito deve garantire la conformità alla normativa entro quella data, quindi l’1 giugno 2015 alle 23:59:59 tutto deve già essere in regola. Le norme qui indicate sono obbligatorie per ogni sito indipendentemente dal device attraverso il quale viene fruito e utilizzato. Insomma vale anche per siti mobile, siti responsivi e app.

1. Cookie tecnici e Cookie di profilazione

Il Garante ha idealmente catalogato i cookie rilasciati da un sito in due categorie: Cookie tecnici e Cookie di profilazione. I Cookie tecnici non necessitano consenso preventivo da parte del visitatore e tantomeno un’informativa breve, mentre quelli di profilazione si.

Cookie tecnici

I Cookie definiti “tecnici” indicati dal Garante sono quelli

  1. relativi ad attività strettamente necessarie al funzionamento del sito e/o del servizio richiesto;
  2. relativi ad attività di salvataggio delle preferenze (es. prodotti inseriti nel carrello, impostazione di lingua e valuta ecc.);
  3. relativi alla statistica, ma solo se utilizzati direttamente dal gestore del sito e solo se in forma aggregata, non singolarmente.

Cookie di profilazione

I Cookie definiti “di profilazione” indicati dal Garante sono quelli

  1. di profilazione pubblicitaria;
  2. di retargeting;
  3. dei social network;
  4. di statistica gestiti da terze parti.

ATTENZIONE: i Cookie di profilazione non possono rimanere sul dispositivo del visitatore per un periodo superiore a 12 mesi, avvisate i vostri sviluppatori affinché adeguino la vita dei cookie di questo tipo.

Eccezioni

E’ interessante notare che, soprattutto per i Cookie di profilazione relativi a servizi di statistica (che poi sono quelli in uso praticamente su tutti i siti degni di questo nome) esistono due eccezioni. Tali deroghe permettono di non chiedere obbligatoriamente il consenso preventivo nei seguenti casi:

  1. Cookie inviati da software di analytics installati direttamente sul server del sito o nella server farm del sito (es. Piwik, Sawmill ecc.), quindi parliamo di quelli non forniti da servizi esterni di terze parti;
  2. Cookie gestiti da terze parti, ma anonimizzati in maniera tale che la terza parte non possa accedere né utilizzare i dati in forma disaggregata a livello IP.

Per esempio Google Analytics può anonimizzare i dati in questo modo tramite l’apposita funzionalità di Mascheratura dell’indirizzo IP.

2. Informativa breve e Informativa estesa

Si tratta, né più né meno, di un testo necessario a informare il visitatore su quali aspetti del suo comportamento online vengono registrati e utilizzati, come e da chi. L’informativa in questione serve – in teoria – per consentire al visitatore di scegliere se desidera concedere l’archiviazione e l’utilizzo dei cookie sul proprio terminale/dispositivo. Si parla per questo motivo di “consenso informato”. Dico in teoria perché di fatto l’informativa non la legge mai nessuno (verificate attraverso il vostro sistema di analytics), sia perché come italiani non diamo ancora grande peso a questi aspetti, sia perché si tratta spesso di un testo in legalese lungo un infinito (e direi appositamente studiato per non essere letto. Chapeau!).

Informativa breve: cos’è?

Necessaria solo nel caso in cui il sito invii cookie di profilazione. E’ un’informativa estremamente sintetica, visibile non appena si carichi una qualsiasi pagina del sito, al primo accesso e per ogni accesso successivo quando non sia stato espresso il consenso all’utilizzo dei cookie. Deve sempre contenere il link all’informativa estesa. In termini di layout, lo spazio dedicato all’informativa breve (es. un banner, una fascia ecc.) deve essere differenziato dal resto dei contenuti ed evidente, preferibile introdurre caratteristiche come: dimensioni adeguate, animazione/espandibilità, caratteri evidenti, colori contrastanti ecc. Ecco un testo di esempio tratto dal documento fonte del post e un sito che lo usa attivamente:

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando su qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Esempio di banner con Informativa breve

L’esecuzione di una qualunque delle azioni indicate nel testo conferma il consenso. Quindi il non interagire con i moduli di consenso, l’uscire dall’informativa chiudendola o semplicemente continuando a navigare nel sito è già sufficiente per dichiarare di aver prestato il consenso, ma solo a condizione che sia indicato espressamente nel testo del banner (come nell’esempio qui sopra). In questo caso, dalla visita successiva non è più necessario mostrare il banner con l’informativa né chiedere alcun consenso. Viceversa dovrà comparire a ogni nuova visita.

ATTENZIONE: l’informativa breve è necessaria solo se il sito invia anche cookie di profilazione, se invia solo cookie tecnici non serve usare l’informativa breve.

Informativa estesa: cos’è?

Si intende l’informativa completa sull’utilizzo dei Cookie. Può essere una pagina dedicata a tale scopo oppure una sezione all’interno della Privacy Policy del sito. In ogni caso deve contenere come minimo:

  1. quanto richiesto dall’articolo 13 del d.lgs 196/2003 “Codice privacy”, caratteristiche già teoricamente presenti in tutti i siti 🙂
  2. una spiegazione sintetica e chiara su cosa sono i cookie e come gestirli/eliminarli tramite le impostazioni del browser;
  3. l’indicazione di come viene prestato il consenso (cfr. il copy di esempio per il banner);
  4. le tipologie e la descrizione dei Cookie tecnici divisi per finalità;
  5. le tipologie e la descrizione dei Cookie di profilazione divisi per finalità, con relativo – singolo – specifico modulo di consenso;
  6. le tipologie e la descrizione dei Cookie di terze parti con relativa finalità, specifico link all’informativa e al modulo di consenso della terza parte. Per i soli Cookie di profilazione pubblicitaria (es. retargeting ecc.) si può linkare – qualora fosse tra i sistemi consociati – il sito www.youronlinechoices.com/it (scritto proprio così, non è un esempio, è il link vero). Per curiosità, provate a vedere quanti cookie di profilazione sono già attivi sul vostro computer senza saperlo…

ATTENZIONE: l’Informativa estesa è sempre necessaria sia che si inviino Cookie di profilazione che solo Cookie tecnici. E’ altresì utile sapere che “la responsabilità per la gestione delle preferenze dell’utente relativamente ai cookie di terze parti ricade sulla terza parte che li ha rilasciati“.

3. Cosa bisogna fare

Il proprietario del sito è tenuto a scrivere e comunicare ai visitatori una Cookie Policy, tale informativa può essere slegata o incorporata nella Privacy Policy del sito. Per inserire le informazioni corrette occorre:

  1. elencare tutti i cookie installati dal sito e la finalità di ognuno (es. Cookie “ricordati di me” per il login interno);
  2. elencare le terze parti che potrebbero inviare Cookie tramite il sito (es. Facebook Connect) e segnare il link della loro privacy policy;
  3. catalogare i Cookie per finalità di trattamento;
  4. aggiornare, integrando, la Privacy Policy del sito;
  5. modificare il comportamento automatico del sito in merito ai Cookie.

Come modificare il comportamento automatico del sito in merito ai Cookie

Dovete chiedere agli sviluppatori di mettere mano al codice del sito per fare in modo che risponda automaticamente alle scelte (esplicite o non) dei visitatori. Nello specifico chi sviluppa la modifica al sito dovrà:

  1. isolare i blocchi di codice che potrebbero inviare Cookie di terze parti (es. Javascript di tracciamento);
  2. inserire in tutte le pagine la visualizzazione dell’Informativa con possibilità di interazione e scelta;
  3. fare in modo che il punto 1 lavori in base alle scelte del punto 2.

Esiste poi un interessante escamotage, con i suoi pro e contro. E’ possibile evitare lo step 3, inviando sempre e comunque tutti i Cookie al visitatore, ma senza “attivarli” (ovvero leggerli/usarli) finché il visitatore non esprime il consenso. Inoltre, solo per i visitatori che non hanno ancora espresso il consenso, per utilizzare questo escamotage nel rispetto della normativa, durante la seconda visita il sito deve cancellare i cookie e inviarli nuovamente (come se l’utente fosse alla sua prima visita). In pratica, se il visitatore non dà il consenso esplicito il sito può inviare i Cookie, ma non li deve usare fino a comunicazione contraria e, se questa non arriva durante la visita stessa, alla visita di ritorno vanno eliminati. Tutto ciò garantisce l’assenza di lettura/aggiornamento dei Cookie durante la visita successiva e quindi l’assenza di profilazione dell’utente. Infatti, se non c’è un consenso o un diniego esplicito, occorre prevedere un Cookie tecnico che identifichi l’utente come alla prima visita, chiedendo nuovamente il consenso.

Processo

Secondo la normativa, l’interazione col visitatore del sito dovrebbe essere eseguita così:

  1. mostrare l’informativa per esempio tramite banner/overlayer;
  2. inviare i Cookie tecnici;
  3. verificare se l’utente abbia già espresso preferenze, analizzando se alla prima visita o meno. In caso di seconda visita e mancanza di esplicito consenso fare in modo di eliminare i Cookie e considerare l’utente come fosse alla prima visita;
  4. in caso di negazione esplicita del consenso: blocco dei Cookie di terze parti che rilasciano Cookie di profilazione, poi rilascio dei Cookie che non profilano l’utente. In caso positivo invece: rilascio dei Cookie di profilazione;
  5. salvataggio delle preferenze utente di consenso in un Cookie (così da non mostrare più il banner/informativa);
  6. gestione e aggiornamento della Cookie Policy.

In sostanza al primo accesso sul sito si possono rilasciare sempre i Cookie tecnici, ma non quelli di profilazione nel caso in cui l’utente non abbia ancora esplicitato il consenso.

ATTENZIONE: il Garante richiede che si tenga traccia del consenso da parte dell’utente utilizzando un Cookie tecnico, ma non ha indicato la soluzione tecnologica da adottare. 😀 Per questa ragione, a ulteriore tutela, può aver senso introdurre un processo interno di risposta veloce per gli utenti che lamentano necessità di confermare/negare il consenso oppure chiedono informazioni su come cancellare i cookie dal proprio browser.

4. Obblighi e sanzioni

I titolari dei siti che utilizzano Cookie di profilazione sono obbligati a notificarlo preventivamente al garante (cfr. art. 37, comma 1, lett. d, del Codice della Privacy) tramite questo modulo online. Dall’obbligo sono esclusi i titolari di siti che inviano Cookie di profilazione solo tramite servizi di terze parti in quanto non rientrano nel controllo degli stessi. Tuttavia, se il titolare del sito può accedere in forma disaggregata a questi dati (es. Google Analytics senza Mascheratura dell’indirizzo IP) si ritorna sull’obbligo in quanto ipoteticamente interpretabile come co-titolare e va quindi notificato.

Le sanzioni possono essere onerose, alcuni esempi:

  1. omessa Informativa o Informativa non idonea, sanzione da 6.000 a 36.000 euro;
  2. installazione Cookie senza preventivo consenso, sanzione da 10.000 a 120.000 euro;
  3. omessa o incompleta notificazione al Garante, sanzione da 20.000 a 120.000 euro.

Tutto questo è applicabile a i soggetti stabiliti in Italia. Si intende il luogo dove viene effettivamente esercitata l’attività di trattamento in maniera stabile (indifferente se trattasi di sede legale o succursale o filiale con personalità giuridica).

Fonti

Per approfondire l’argomento e scrivere questo post ho utilizzato principalmente il documentoCookie istruzioni per l’uso” (ricevuto in qualità di soci IAB Italia) redatto da DMA Italia, FedoWEB, Netcomm, UPA e ovviamente IAB Italia, ma che ho visto disponibile anche sul sito del Sole 24 Ore. Al documento ha partecipato anche Iubenda in qualità di partner tecnico, un servizio molto valido che vi suggerisco di provare per ottenere -a un costo più che accessibile – l’informativa aggiornata, personalizzata e adatta alla vostra realtà.

Su eCommercers invece trovate diversi articoli di approfondimento su ogni tema trattato qui, davvero utile e completo.

DISCLAIMER: il PDF qui sopra condiviso riporta una dichiarazione di esclusione di responsabilità che recita così “Il presente Kit non potrà essere inteso quale parere legale in merito all’adozione della normativa relativa ai cookie, o in qualche modo sostitutivo delle linee guida impartite dal Garante, che si suggerisce di verificare puntualmente“, la faccio anche mia, ovviamente. 🙂

Immagine di copertina da ITEspresso.

Report “e-Commerce in Italia 2015” (Casaleggio)

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Sala in Camera di commercio - Report eCommerce Casaleggio 2015

Di ritorno dalla presentazione dei risultati di “eCommerce in Italia 2015” – importante ricerca italiana giunta ormai alla 9° edizione -porto a casa un po’ di conferme e interessanti casi studio.

Anche quest’anno sono state molte le adesioni alla conferenza, tanto che Casaleggio & Associati ha dovuto chiudere le adesioni in anticipo. Fortunatamente è stato previsto uno streaming audio-video, ma c’è ancora la (incredibile) mancanza di connettività wifi in sala.

Dati 2015 sull’e-Commerce italiano

Se nella scorsa edizione il focus era sulla capacità di convertire il visitatore in cliente, in questa l’analisi si è concentrata sull’importanza dei marketplace. Non mancano ovviamente dati d’insieme sull’andamento dell’e-Commerce nel Belpaese che, a fronte di un PIL di qualche punto decimale negativo, cresce in Italia del +8% ovvero 24,2 miliardi di euro di transato online (nel 2014 era +6%, nel 2013 era +12%, nel 2012 era +32%), da confrontare però con un +22% a livello mondiale. Quindi meno degli altri Paesi, ma comunque positivo.

Tengo a sottolineare – lo dico spesso – che la crescita è dovuta soprattutto agli attori esteri che operano nel panorama italiano (in aggiunta al fatturato derivante dalle vendite oltre confine per le aziende italiane, dovuta all’internazionalizzazione). Davide Casaleggio ricorda giustamente che i grandi player che entrano sul mercato italiano vanno solo a margine (e possono quindi permettersi politiche aggressive anche sui prezzi) in quanto hanno già ammortizzato in altre country ricerca, IT, comunicazione ecc. E’ tuttavia interessante notare la mancanza di offerta trans-nazionale per l’intero mercato europeo: solo il 15% dei clienti ha comprato da un altro stato europeo e solo il 5% delle aziende è attrezzato per vendere all’estero.

Si è parlato dell’importanza della logistica e della gestione dell’ “ultimo miglio” nella consegna del pacco al cliente. Nuove e importanti iniziative con i locker, circa 400 in Italia (grazie a TNT ePrice e SaldiPrivati) contro i 16.000 previsti negli USA entro l’anno prossimo. Ancora sperimentazioni in Italia per il Click & Collect mentre in Francia cuba già l’8% per gli operatori che hanno investito in tal senso (es. Auchan e Carrefour). Funziona bene anche il modello di vendita a subscription/abbonamento in particolare quando i prodotti sono beni commodity ad acquisto ripetuto come cibo e cosmetici.

Attivita di marketing eCommerce - Report eCommerce Casaleggio 2015
Come le aziende spalmano il budget marketing

Investimenti eCommerce - Report eCommerce Casaleggio 2015
Come le aziende investono nell’e-Commerce

Il grosso delle vendite in Italia è fatto dai prodotti/servizi qualificabili come “tempo libero” per il 49% (il 41% lo fa il gambling da solo) e dal turismo per il 30%. Forte crescita per la categoria “centri commerciali” trainata da eBay e Amazon.

Marketplace, internazionalizzazione e mobile

Focus marketplace, dicevamo, e non a torto: Amazon + eBay + Tesco fanno il 33% del fatturato di tutto l’e-Commerce UK, mentre in Cina addirittura il 50% è fatto da un marketplace – TMall ovvero Taobao Mall, proprietà del gruppo Alibaba. E in Italia? Solo il 33% delle aziende che fanno e-Commerce vende anche su marketplace. Chi non lo fa giustifica con le commissioni alte, i conflitti di canale ecc. I principali marketplace utilizzati dai merchant italiani sono Amazon (63%), eBay (57%), Pixplace (4%), Buy-me (4%), Alibaba (2%), Etsy (2%) e un aggregato di tutti gli altri (20% tra Flash Sales, vendite private, comparatori, annunci ecc.). I pochi che vendono sui marketplace però hanno ritorni interessanti, infatti nel 78% dei casi dichiarano che aumenteranno o manterranno gli investimenti su questi strumenti. I fattori di successo sono: modalità di presentazione del prodotto, la gestione del prezzo, i servizi spedizione e un adeguato supporto clienti.

Due appunti in chiusura su internazionalizzazione e su m-Commerce (Mobile Commerce). I negozi online che vendono anche all’estero generano il 31% del fatturato con vendite provenienti da altri Paesi (l’anno scorso era il 29%). Se lo fanno con un sito che propone solo la lingua italiana, invece, fatturano appena il 6% dall’estero (cara grazia!), ma se aggiungono la vendita sui marketplace salgono al 10%, fino al 36% per i siti che prevedono un ragionevolissimo approccio multi-lingua. Il fatturato da mobile commerce per il mercato italiano è pari al 13%, in crescita, per questo il 71% dei merchant investirà quest’anno sulla strategia mobile.

 

I trend dell’e-Commerce in Italia nel 2015

1) Marketplace

In fortissima crescita, si posizionano come piattaforme di servizio. Estée Lauder‎ nel primo giorno di debutto su TMall (marketplace cinese) ha generato 7.491 transazioni, pari a quante ne fa in negozio in un mese intero.

2) Internazionalizzazione

Per le PMI avviene anche grazie ai marketplace. La strategia di base è il multilingua nel 32% dei casi (l’anno scorso erano il 22%). La presenza maggiore è per nei paesi europei: Francia 80%, Germania 72%, UK 72% mentre Cina 7%, Russia 7% e USA 35%.

3) Logistica

E’ un asset strategico. Si è parlato di nuovi modelli di consegna e ritiro ed efficienza nella “gestione dell’ultimo miglio”.

4) Predictive selling

Ovviamente legato ai big data. Consentirebbe di personalizzare messaggi e prodotti da proporre al singolo utente. Lo fa Zalando in Germania e molti altri nel mondo della moda. Ancora Appeagle, per esempio, permette di verificare i prezzi della concorrenza in tempo reale e gestire i propri in automatico.

5) Modello Subscription

Cresce la domanda dei prodotti in abbonamento per i beni ad acquisto ripetuto (es. servizi come Cortilia).

6) Accesso ai contenuti digitali

L’accesso temporaneo ai contenuti digitali come musica, video e giochi ne ha sostituito l’acquisto. Cambia quindi anche l’approccio: non compro il singolo bene per tenerlo, ma compro l’accesso all’archivio generale (es. Spotify per musica, Mediaset Infinity per la TV ecc.) Quando la connettività nazionale lo permetterà arriveranno probabilmente i grandi operatori statunitensi come Netflix.

7) Mobile

Questo è un trend importante, ne parlo spesso ai corsi o agli eventi, perché? Perché sfrutta un dispositivo personale: quindi il marketing ci può raggiungere sempre e ovunque.

 

L’esperienza di chi fa e-Commerce

Qualche appunto interessante segnato durante la presentazione dei casi studio:

Cortilia

www.cortilia.it

Solo il 17% delle aziende agricole-vinicole vende online (e solo il 31% utilizza internet). Mi chiedo chissà quanti altri settori merceologici sono messi così…

Il cibo piace “fresco” e tracciato ovvero gli italiani desiderano conoscere da dove viene e chi/come lo fa.

La fascia oraria preferita per la consegna è dalle ore 9 alle 22. Cì un grande interesse e sensibilità dei clienti per questo aspetto, ma non vogliono pagarlo.

Lovethesign

www.lovethesign.com

L’app mobile non dev’essere la replica del responsive, ma avere funzionalità e servizi in più per agevolare riutilizzo/riordino.

Dopo il lancio del sito in lingua inglese sono passati a vendere di colpo in 51 paesi. Tuttavia la versione UK è diversa perché ogni mercato/utenza ha specificità.

L’internazionalizzazione è un driver principale per sfruttare le economie di scala e rendere lo shop profittevole.

Il Secure Code trasmette trust? Dipende dal country: in India aumenta le conversioni in Europa le abbatte.

MarthasCottage

marthascottage.com

Per ogni euro investito in Adwords ne ottengono 10 di fatturato online.

Coin

La carta fedeltà raccoglie il 50% delle vendite in-store (2 milioni di iscritti, 900.000 attivi), quindi in un’ottica multicanale la digitalizzano.

In fase di avvio il proximity marketing: iBeacons installati su tutta rete fisica, test in corso.

Il digital influisce sulle caratteristiche del punto vendita.

Privalia

www.privalia.com

I visitatori tornano in media 9 volte/mese. Probabilmente è dovuto al modello di vendita e al sapiente uso dei canali. Flash sales per evento + app è un mix che crea dipendenza.

Meglio app o sito mobile? Dipende dai contenuti e dal modello di business. Loro hanno il 56% di vendite da mobile e ben il 71% del traffico.

Niente “silos”: il cliente è lo stesso cross-canale quindi login e account rimangono uguali per comodità e per trasparenza.

Tra i fattori di successo per l’approccio mobile: qualità delle immagini sul dispositivo e dati di pagamento salvati nello store.

Scarichi l’app sei finito! 🙂 Lavorando sui big data e sulla personalizzazione dell’offerta ti vengono proposti prodotti potenzialmente interessanti.

Download ricerca “e-Commerce in Italia 2015” (Casaleggio)

Nella sezione e-Commerce del sito Casaleggio & Associati è possibile scaricare gratuitamente la ricerca integrale in formato PDF, 45 pagine. Update: su Slideshare sono disponibili le slide di presentazione del report.

L’e-Mail (marketing) è il canale più efficace per acquisire clienti online

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Per acquisire clienti online niente risulta più efficace dell’e-Mail. Da McKinsey & Company uno studio sull’efficacia, in termini di acquisizione clienti, degli strumenti online come e-mail, Facebook e Twitter: Why marketers should keep sending you e-mails (PDF).

E-mail remains a significantly more effective way to acquire customers than social media—nearly 40 times that of Facebook and Twitter combined. That’s because 91 percent of all US consumers still use e-mail daily, and the rate at which e-mails prompt purchases is not only estimated to be at least three times that of social media, but the average order value is also 17 percent higher.

Interessante anche notare che, negli USA, l’utilizzo della posta elettronica come strumento di pura comunicazione tra individui è sceso del 20% negli ultimi 4 anni (2008-2012), come a dire che le relazioni personali si stanno spostando su altri canali (es. Facebook, Whatsapp ecc.).

e-Commerce Mobile: scarica gratis i risultati della ricerca sul m-Commerce in Italia 2012

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Siamo finalmente riusciti a formalizzare i numeri della nostra ricerca sul mobile commerce in un report scaricabile. A ottobre 2012, io e Francesca Castelli, abbiamo presentato i risultati durante SMAU Milano, oggi rilasciamo un documento gratuito con 50 pagine di grafici, dati, screenshot e considerazioni personali.

Ricerca Mobile Commerce in Italia 2012 (approccio dei merchant al fenomeno)

Lo studio analizza come i merchant italiani sfruttano il canale mobile per l’e-Commerce, principalmente dal punto di vista dell’adozione, dell’interfaccia utente e del processo di acquisto. La modalità presa in esame è quella web, escludendo ogni genere di app nativa.

Tra le domande a cui abbiamo cercato risposta ci sono queste:

  • quali categorie merceologiche utilizzano maggiormente il mobile?
  • quanti sono i mobile commerce in Italia?
  • quale modalità viene preferita?
  • che tipo di layout è proposto agli utenti?
  • quali informazioni aziendali vengono rese pubbliche?
  • quali canali di contatto prediligono le aziende?
  • quali strumenti di fidelizzazione vengono utilizzati?
  • com’è composto e organizzato il catalogo?
  • quali modalità di ricerca sono state implementate?
  • quali informazioni vengono mostrate nella scheda prodotto?
  • come vengono gestite le fotografie?
  • com’è strutturato il carrello?
  • come vengono gestite login e registrazione?
  • quante informazioni vengono richieste durante il checkout?
  • qual è l’iter di acquisto più diffuso?
  • e molto altro.

Potete scaricare il report da questo indirizzo “Mobile Commerce in Italia 2012 – come i merchant approcciano il mobile“, dove trovate anche altri documenti utili sul tema e-Commerce. Mi aiutate a diffondere il link? 😀

Grazie a Jacopo Pasquini per la collaborazione nell’analisi di alcuni shop mobile e ad A.I.C.E.L. per aver supportato l’iniziativa anche attraverso i merchant associati.

e-Commerce Mobile: presentazione ricerca a SMAU 2012, com’è andata?

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Qualche giorno fa (tanti oramai :-)), durante SMAU Milano 2012, ho tenuto un intervento sul mobile commerce insieme a Francesca Castelli, presentando una parte dei risultati della nostra ricerca sull’utilizzo del canale mobile da parte dei merchant italiani.

E’ andata molto bene: erano presenti 80-90 persone, tra posti a sedere e gente in piedi, ma la lista degli iscritti tramite sito SMAU è molto più lunga (l’orario, in effetti, era un po’ scomodo). Insomma, sembra ci sia interesse verso il mobile commerce: diverse domande, di cui alcune molto specifiche, e la sensazione che stiamo andando inevitabilmente in questa direzione.

Daniele Vietri a SMAU Milano 2012 presenta la ricerca sul mobile Commerce in Italia

Di cosa abbiamo parlato? Durante i tre quarti d’ora dell’intervento abbiamo illustrato una parte dei risultati della ricerca, mostrando i dati e discutendo le nostre considerazioni personal-professionali:
– l’approccio al mobile commerce in Italia
– l’architettura comune nei siti che fanno m-commerce
– la procedura d’acquisto
– conclusioni e considerazioni

La speranza è quella di aver dato un’idea del fenomeno, condiviso informazioni utili sui competitor e sul canale mobile in Italia, e magari convinto qualcuno a “iniziare” con i primi semplici/veloci step.

Mobile Commerce in Italia: presentazione dei risultati della ricerca a SMAU Milano 2012

Eventi e corsi sul mobile-commerce

Per chi non è riuscito a venire in SMAU stiamo preparando un white paper sull’argomento che rilasceremo a inizio dicembre. Entro fine anno, con A.I.C.E.L. (i cui associati si sono resi disponibili a rispondere direttamente a un nostro questionario per la ricerca: ancora grazie!), dovremmo organizzare un ulteriore momento “live” per la condivisione dei dati.

Infine il 3 dicembre approfondirò l’argomento con una giornata intera dedicata al mobile commerce presso e-Commerce Academy a Milano, qui le informazioni per partecipare al corso introduttivo sul Mobile Commerce.

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