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Risorse utili per e-Commerce e web marketing: strumenti, ricerche, documenti, tool ecc.

Mobile Commerce: presentazione della ricerca a SMAU Milano 2012

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Tra un paio di settimane, insieme a Francesca Castelli, presenterò i risultati della ricerca sull’utilizzo del mobile commerce da parte dei merchant italiani. Purtroppo Jacopo Pasquini (co-autore della ricerca) non riuscirà a essere dei nostri, ma lo sarà nelle prossime presentazioni.

SMAU Milano 2012

Per questo talk abbiamo scelto un titolo un po’ forte: “Mobile Commerce: scopri cosa fanno i tuoi competitor (oltre 650 shop italiani analizzati)” perché siamo convinti che ci siano grandi opportunità. Ok, come non detto, la verità è che soffriamo di una deformazione professionale particolarmente marcata. 😉

Di cosa parleremo?

Per ogni e-Commerce abbiamo analizzato oltre 50 caratteristiche: quindi gli argomenti sono molti, ma il tempo a disposizione… pochino. Stiamo quindi valutando come strutturare l’intervento secondo (alcuni di) questi punti:

  • informazioni sul panel
  • quanti mobile e con quale modalità
  • layout e contenuti
  • ricerca, catalogo e scheda prodotto
  • carrello, login e registrazione
  • metodi di pagamento
  • considerazioni finali
  • qualche spunto per iniziare

Partecipanti al workshop L'arte dell'e-Commerce, SMAU Milano 2011     Partecipanti al workshop L'arte dell'e-Commerce, SMAU Milano 2011

Quando e dove?

Giovedì 18 ottobre alle ore 16:00, presso SMAU Milano, Arena Social Media (Pad. 1). Tutti i dettagli e le informazioni per iscriversi gratis sono su questa pagina. Attenzione: i posti sono limitati e sembra che stiano già per terminare

Se vuoi un biglietto ingresso gratuito SMAU Milano 2012 puoi registrarti per scaricare e stampare un invito da presentare alle casse.

Mobile Commerce: anteprima sulla ricerca m-commerce in Italia 2012

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Da queste parti stiamo provando ad approfondire l’utilizzo del Mobile Commerce: vogliamo sondare se il fenomeno sta prendendo piede (anche) in Italia e con quali modalità. Per farlo dobbiamo necessariamente spostare il punto di vista, passando dal cliente – esistono già ricerche in tal senso – al merchant, focalizzandoci quindi sulle scelte strategiche, di interfaccia e interesse commerciale. Abbandonando per un attimo i casi studio esteri e i big brand d’oltreoceano, per concentrare gli sforzi sulla realtà del nostro Paese.

Insieme a Francesca Castelli e Jacopo Pasquini ho cercato online (motori, directory, associazioni ecc.) e raccolto in maniera casuale oltre 650 shop italiani di varie dimensioni, dal negozio online più piccolo, sconosciuto e specialistico al grande marchio generalista. Poi, terminata la lunga fase di raccolta degli shop da analizzare, abbiamo dato il via alle danze.

Foglio di calcolo con il panel della ricerca sul Mobile Commerce in Italia 2012

Mobile Commerce in Italia: opportunità da cogliere?

Ma in realtà avevo promesso un’anteprima… e allora tenetevi forte. In USA il 90% (no-van-ta-per-cen-to!) dei merchant ha già una strategia di mobile commerce o la sta sviluppando, in Europa il 40% dei top 400 retailer ha già una versione del sito ottimizzata per il mobile. E in Italia?

Il nostro panel non è certo adeguato a definire un trend in maniera accurata/attendibile dal punto di vista statistico (in fondo 650 negozi sono pochi), ma un’idea di massima la può dare, soprattutto perché non raccoglie solo grandi marchi. La premessa è doverosa dato che il numero fa paura. Si parla di meno della metà della media europea sui top 400. Insomma, da questi dati risulta che c’è spazio, molto spazio. E quindi ci sono opportunità.

Se come noi vuoi saperne di più…

Non siamo ricercatori, ma vogliamo capire cosa sta succedendo e partecipare con la nostra esperienza a questa rivoluzione, attivamente. Stiamo completando l’analisi e, se riusciamo a trovare uno slot, vorremmo presentarla in SMAU tra un mesetto. In ogni caso, su queste pagine e su Twitter ci saranno aggiornamenti in merito.

Sono fiducioso nei confronti dell’m-commerce, si nota? 😀

Mobile Commerce in Italia, una ricerca: ci aiuti?

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Mobile Commerce: sito web VS sito mobile

Il mobile, insieme al social, è diventato a ragione l’argomento caldo dell’e-Commerce (e non solo). In particolare per l’Italia, un paese con 21 milioni di smartphone e 1 milione di tablet (Ipsos/Nielsen 2011), dove il volume degli acquisti online cresce a 2 cifre ogni anno. Le stime dicono che nel 2013 gli utenti internet mondiali su mobile sorpasseranno quelli su desktop (Morgan Stanley): un trend molto chiaro nel Belpaese – tra i primi al mondo per diffusione degli smartphone – dove si evidenzia un tasso di penetrazione che sfiora il 39%.

Nel mondo, appunto. L’accesso alla rete tramite mobile copre oggi il 10% dell’utilizzo world wide di internet, il doppio del 2010. Lo spaccato per l’Europa mostra invece un 5,13% che, se può sembrare ancora poco, corrisponde invece a una crescita del 183% rispetto al 2010. La cosa non passa di certo inosservata, tanto che in questi giorni Facebook ha presentato il suo App Center, come dire… un settore assolutamente da presidiare. E poi tutto quello che deriva da come usiamo la tecnologia a nostro favore: il couch-commerce, il fenomeno R.O.P.O., l’info-commerce e il So.Lo.Mo..

Ricerca su negozi online che fanno Mobile Commerce in Italia

Tuttavia il Mobile e-Commerce è ancora un mondo nuovo, con scarse informazioni, pochi dati, casi studio ecc.. Insomma bisogna esplorare. Così, io (per l’e-Commerce) e Francesca Castelli (per il mobile) abbiamo unito le forze e stiamo provando a raccogliere un po’ di info e dati da analizzare.

Al momento siamo concentrati solo sull’Italia: vogliamo esplorare l’interesse dei merchant, le scelte strategiche e il design del percorso di acquisto dedicato ai dispositivi mobili (e anche altro). Abbiamo già scansionato 340 shop nostrani su 580 in elenco – da quelli generalisti agli specializzati, dai più conosciuti a quelli meno in vista – isolando per ora solo 51 negozi online che dispongono di una versione mobile (web o app). Vorremmo arrivare a 100, per il gusto di, sia chiaro 🙂 ma ci serve una mano…

Hèèèlp! Cosa puoi fare?

Avremmo bisogno di indicazioni circa liste di e-Commerce mobile italiani (meglio sito che app, ma non disdegnamo) o anche della segnalazione di un singolo shop che conosci. E, certo, diffondere/condividere questa richiesta verso chi può contribuire. Che ne pensi, ci aiuti?

e-Commerce in Italia 2012: appunti dalla presentazione del report

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Martedì scorso ho partecipato all’evento di presentazione del report di Casaleggio e Associati “e-Commerce in Italia 2012”. In questo post ho raccolto alcuni spunti interessanti segnati durante gli interventi della mattina.

Report e-Commerce in Italia 2012

Panel

Per elaborare il report sono state prese in esame circa 3.000 aziende italiane con fatturato maggiore online. In particolare, 338 aziende hanno dato accesso ai loro numeri e partecipato attivamente attraverso interviste. La ricerca, quest’anno alla sesta edizione, analizza i 10 settori merceologici più diffusi online.

Fatturato per la vendita online nel 2011: 19 miliardi di euro, che corrisponde al +32% rispetto al 2010. Il settore che cresce di più è il tempo libero (soprattutto giochi d’azzardo, con molti nuovi operatori importanti… a breve entrerà anche Poste, che ha appena ottenuto la licenza) che cuba oltre la metà del fatturato della categoria.

I settori a maggior crescita

La crescita del turismo invece subisce un piccolo rallentamento, forse perché si sta raggiungendo la saturazione del mercato, cosa che non succede ancora per tutti gli altri settori considerati.

Spaccato fatturato per tempo libero: la maggior parte lo fa il gioco d’azzardo, poi giochi, biglietteria e ricariche telefoniche. Circa il 48% del movimentato corrispondono alle somme rigiocate nei giochi d’azzardo (stessa logica dei gratta e vinci nel commercio tradizionale).

Il settore più importante subito dopo è comunque il turismo (26,4%), poi le assicurazioni, l’elettronica di consumo, segue l’editoria, i centri commerciali online (ovvero i siti multi-prodotto, non posizionati all’interno di una specifica categoria merceologica), l’alimentare (supermercati e prodotti tipici, questi ultimi vanno bene soprattutto per l’internaziolizzazione in Germania e UK), poi moda e arredamento (con buona crescita, ma raccoglie ancora una fetta minoritaria di fatturato).

Trend identificati in questa ricerca

Dall’analisi dei dati aggregati emergono alcuni fenomeni interessanti:

  • inizia la competizione online tra produttori e distributori
  • l’influenza del mobile sul processo d’acquisto (in Italia ci sono 21 milioni di smartphone e 1 milione di tablet)
  • formati distributivi flessibili (integrazione multi-canale di vendita e di servizio, es. Auchan sta sperimentando il ritiro in negozio vicino Torino)
  • l’uso del social media
  • il couch commerce (nuovo fenomeno, mirato a chi possiede un tablet e lo usa nelle ore serali)
  • il pricing dinamico e le microflash sales (che fa leva sul senso d’urgenza, es. Wonderprice e Speedsales)

Le scelte strategiche dei merchant italiani
Cosa è importante per differenziarsi dalla concorrenza, secondo i commercianti italiani online:

  1. credibilità del marchio 49%
  2. ampiezza di gamma 32%
  3. fidelizzazione dei clienti 31%
  4. politiche di prezzo 22%
  5. fornire servizi aggiuntivi 13%
  6. tempi e costi di consegna 9%
  7. altro 5%
  8. nessuna differenziazione 5%

I merchant italiani online ripartiscono il budget dedicato al marketing in questo modo:

  1. keyword advertising 23%
  2. SEO 17%
  3. mail marketing 12%
  4. social media 11%
  5. comparatori 11%
  6. affiliazione 5%
  7. stampa 5%
  8. banner 5%
  9. televisione 3%
  10. radio 1%

Le aziende italiane che vendono online hanno deciso di investire nel breve termine in:

  • marketing e promozione 41%
  • user experience 29%
  • infrastruttura tecnologica 11%
  • vendita all’estero 7% (in crescita, l’anno scorso era al 4%)

Internazionalizzazione delle imprese

Le aziende italiane hanno la necessità di raggiungere nuovi mercati, come possono riuscirci? Gli obbiettivi riguardano soprattutto la vendita in Germania, Francia, Svizzera, Spagna, Regno Unito, Nord Europa, USA e Giappone.

I fattori chiave per l’internazionalizzazione:

  • lingua del sito (proponendosi all’estero in italiano si limitano le vendite sempre sotto il 5% del fatturato e in media sotto l’1%)
  • prezzo nei diversi paesi (limiti contrattuali col produttore, gestione della comunicazione del prezzo)
  • sistemi di spedizione (rispetto dei tempi consegna, utilizzo strategico di partner locali, il cliente europeo è sensibile ai costi di spedizione)
  • sistemi di pagamento (ogni paese ha le sue abitudini, ad es. in Germania preferiscono il bonifico, ma è essenziale offrire i principali strumenti)
  • valuta estera (soprattutto sui mercati extra euro, i sistemi di pagamento devono avere il DCC – Dynamic Currency Conversion – che non tutti i gateway offrono)
  • getione IVA (quella l’italiana è tra le piu’ elevate mentre in UK l’IVA sui vestiti da bambino è 0%, sopra una certa soglia di fatturato annuo è necessaria una presenza fiscale nello stato di destinazione, la presenza locale è anche strategica per vendere con le tasse locali, spesso inferiori alle nostre)
  • customer service
  • marketing
  • gestione dogana
  • gestione dei resi

Social media

Come usare i social media per generare reddito e non solo “buzz”.

I merchant italiani pianificano di investire soprattutto su Facebook  65%, Youtube 31%, Twitter 26%, Google+ 26%, LinkedIN 10%, Flickr 4% e Foursquare 4%. In crescita l’interesse verso Pinterest che in USA genera numeri di rilievo.

I metodi attualmente più diffusi per integrare i social media con l’e-Commerce sono:

  • passaparola 72% (amplificare il messaggio e aumentare il traffico al sito)
  • comunicazione 59% (promozione de brand e dei prodotti, brand awareness)
  • integrazione con lo shop online 25,8% (condivisione shopping experience, personalizzare l’offerta, migliorare l’accessibilità col social login)
  • store sui social media 24,9% (vendere sui social media – spesso in un modo così superficiale che non offre alcun tipo di ritorno – creare offerte esclusive, differenziare rispetto al sito e-Commerce tradizionale)
  • creazione UGC 3,9% (interagire con i propri clienti, mostrare il prodotto)

Utilizzo del mobile e altro

Smartphone e tablet hanno cambiato il modo attraverso il quale le persone si relazionano con la rete (sapere dove si trovano le persone in un certo istante apre un nuovo mercato, che prima non c’era).

Staff specializzato per e-Commerce:

  • in aumento le risorse umane di questo tipo nelle aziende di medie dimensioni
  • nelle aziende con fatturati sotto i 5 milioni di euro si riduce lo staff per via dell’ottimizzazione dei processi
  • stabili le aziende piccole per difficoltà a investire

L’e-Commerce italiano compie 18 anni. Dal 1994 a oggi ci sono stati 3 picchi: nel 2000 le dot com, nel 2005 i distributori tradizionali entrano online, nel 2010 i primi ingressi degli operatori stranieri nell’interessante mercato italiano.

Le crescite previste per quest’anno:

  • alimentare +18%
  • arredamento +15%
  • editoria +16%
  • moda +22%
  • tempo libero +35%
  • assicurazioni +15%
  • centri commerciali +25%
  • elettronica consumo +18%
  • salute e bellezza +18%
  • turismo +12%

Il report integralee-Commerce in Italia 2012” di Casaleggio & Associati è disponibile sul sito ufficiale per il download gratuito in PDF.

e-Commerce in pillole: funzionalità utili e remunerative per la tua piattaforma di vendita online (slide + PDF scaricabile)

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Ecco una nuova puntata della breve serie di micro-approfondimenti sulla vendita online: “e-Commerce in pillole | Concentrato di cure naturali per il tuo shop“.

Questo “e-Commerce in pillole” riguarda (ancora) le piattaforme, ma a differenza del primo, le analizza dal punto di vista delle funzionalità: quali sono le caratteristiche di base di una piattaforma e-Commerce? Quali quelle utili nella fase di consolidamento? E quelle più evolute che aiutano a incrementare i volumi? In una manciata di slide trovi funzionalità, strategie, link e suggerimenti per il tuo negozio online.

Piattaforme e-Commerce: funzionalità utili/evolute

La visione a tutto schermo permette di leggere i testi al meglio. Come per la precedente, i contenuti sono sintetizzati in 10 slide (cover, introduzione, 6 casi/esempi, consigli, autore). Il format segue esigenze di comodità, ma puoi leggere il documento come se si trattasse di un e-Book schematico, magari scaricando da Slideshare la versione gratuita in PDF.

Puntate precedenti: Piattaforme e-Commerce: La scelta della piattaforma

Licenza: Creative Commons, con obbligo di Attribuzione e Non opere derivate (utilizzabile anche per fini commerciali, con questi due vincoli).

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