analisi

e-Commerce: acquistare online (non sempre) costa meno

0.00 avg. rating (0% score) - 0 votes

PrezzoSe c’è un’idea diffusa in merito agli acquisti online è di sicuro legata al risparmio: parliamo del risparmio di tempo (comodità), ma soprattutto del risparmio in denaro (convenienza). Da sempre i merchant lavorano in quest’ottica e probabilmente è uno dei motivi per il quale sembra che la gente sia più propensa agli acquisti online durante un periodo di crisi.

Tutto verissimo, per quel che ne so. Ma ci sono casi in cui il prezzo di un prodotto online può essere (anche molto) maggiore rispetto al prezzo dello stesso prodotto in un negozio fisico.

Qualsiasi professionista coinvolto nella progettazione, realizzazione o gestione di un e-Commerce non manca mai di ricordare che il visitatore può lasciare il sito a favore di un concorrente, in qualsiasi momento. Le pagine non ispirano fiducia: gli utenti vanno altrove. Il processo di acquisto è complicato: le persone cercano una via più facile. La comunicazione è scadente: i navigatori si spostano su altri lidi. Quante volte lo abbiamo sentito dire?

L’eccezione che conferma la regola

Esiste un caso in cui tutto funziona al contrario. Una situazione nella quale ogni merchant vorrebbe trovarsi almeno una volta nella vita, anche solo per vedere cosa si prova! 🙂 Una realtà in cui i visitatori del sito si trasformano in testardi, intraprendenti, caparbi, bramosi clienti che non desiderano, ma vogliono comprare a tutti i costi. Quello, lì ed ora!

Quando accade? Raramente, ad esempio nel caso in cui un negozio online è l’unico ad avere un determinato prodotto, oppure se tale prodotto non è disponibile nei negozi fisici di una certa zona geografica. Insomma, scarsità e reperibilità. Con queste premesse i futuri acquirenti, spinti dalla necessità, si adoperano per riuscire a completare la transazione, anche a costo di dover affrontare tutti gli ostacoli tecnologici e di comprensione. Lo sforzo cognitivo sarà altissimo, ma ce la faranno perché non ci sono alternative.

Sarebbe interessante mettere in piedi un esperimento: realizzare un sito appositamente sotto-ottimizzato per la vendita, che offra un prodotto desiderato e irreperibile, ma ad un prezzo fuori mercato. Qualcosa tipo un iPhone 4GS a 1.500 euro. Chissà quanto tempo servirebbe per vendere il primo pezzo.

Un esempio reale

Da qualche settimana sto cercando in tutte le ferramenta, casalinghi e consorzi un termometro per liquidi che misuri fino a 100 gradi centigradi. Niente da fare eh, non lo trovo. Di sicuro non cerco nei posti giusti, ma questa volta sono dalla parte del cliente e non mi interrogo a riguardo (aah come mi sento sollevato! :-)).

Invece con pochi minuti di ricerca online si trovano diversi modelli su più negozi. Tutti a prezzi (20-25 euro) sensibilmente più alti di quelli che mi hanno indicato (10 euro) alcuni conoscenti, con l’ulteriore aggiunta delle spese di spedizione (da 5 euro). Si tratta di un prodotto specifico, tecnico e di nicchia? Appunto. In tutti gli altri casi dobbiamo rassegnarci a predisporre una buona offerta, portare un certo volume di traffico e progettare uno strumento di vendita semplice e chiaro. Non c’è scampo.

Zzub: analisi sito Telecom Italia

0.00 avg. rating (0% score) - 0 votes

Disclaimer: pippone più noioso del solito, se si può. 😀 Ho partecipato ad una campagna di Zzub nella quale si richiedeva di navigare il nuovo sito di Telecom Italia per dare un giudizio personale, qualche feedback, suggerimenti e segnalare eventuali errori o imprecisioni (dannato fiscalino!). Oggi sono usciti i nomi dei vincitori: purtroppo per me non sono tra questi, ma complimenti a loro. Condivido con voi una parte degli appunti che avevo preso durante la navigazione del sito Telecom Italia ed inviato a Zzub… considerata l’entità del soggetto e la superficialità della mia analisi direi che non sono pochi, no?

Menu network

Il menu per l’accesso ai siti del network inizia con “TI Network” dove “TI” non sono puntate e quindi non identificano l’acronimo. Tuttavia, anche se lo fossero, potrebbero non essere chiari per chiunque e, in ogni caso, sarebbe necessario un piccolo sforzo di ragionamento. Dato che c’è spazio converrebbe includere la dicitura completa “Telecom Italia Network”, cosa che agevola anche l’identificazione e l’indicizzazione sui motori, essendo questa la prima parola valida della pagina (per posizione nel codice HTML).

Sempre in questo menu, ma questa volta a livello concettuale-grafico, la linguetta/tab che identifica il sito sul quale stiamo navigando è incoerente rispetto alla dimensione del menu stesso. Lo sfondo nero infatti dovrebbe essere largo tanto quanto la larghezza del browser in uso, pur lasciando centrati i contenuti, questo per rendere credibile la metafora della linguetta/tab.

Cambio lingua

Il menu in alto a destra per lo switch tra le lingue potrebbe essere più chiaro: “EN” e “IT” potrebbero diventare “ENG” e ITA”, oppure “English” e “Italiano” o, meglio ancora, essere sostituiti da una bandierina. Quest’ultima soluzione manterrebbe gli spazi e garantirebbe la comprensione a chiunque, compresi gli utilizzatori di tecnologie assistive grazie all’attributo ALT. Nel caso rimanessero testuali il carattere pipe “|”, utilizzato per separare le due lingue, trae in inganno la vista somigliando ad una lettera L minuscola o I  maiuscola: conviene quindi utilizzare un trattino “-“, un altro espediente grafico o nulla.

Dimensione caratteri

L’etichetta del link per variare la dimensione dei caratteri è sempre in inglese “text size” anche quando la lingua selezionata è l’italiano. Considerato poi il suo scopo, ovvero agevolare la visione dei caratteri per chi ha problemi di vista, non dovrebbe essere di colore grigio su sfondo bianco in quanto il basso contrasto la rende invisibile a questa tipologia di persone.

Cliccando sulle varie “A” per modificare la dimensione dei caratteri del sito succede che i testi nell’animazione Flash ed i menu non cambiano dimensione.

Modulo di ricerca

Cliccando subito sull’icona per avviare la ricerca, senza inserire alcun termine, il sistema effettua una ricerca per la keyword “cerca”. Dovrebbe invece generare un errore con una descrizione utile, in grado di guidare l’utente verso il corretto uso della ricerca.

Quando poi il sistema non trova risultati per una determinata chiave di ricerca mostra l’errore “Nessun risultato $keyword” che è decisamente migliorabile. Anche solo a livello di sintassi italiana con un “Non ho trovato risultati per la tua ricerca su ‘$keyword’, prova ad inserire un altro termine”.

Quando il sistema non trova risultati la colonna di sinistra sembra più corta in quanto non c’è testo nella colonna di destra (che ha grossomodo lo stesso colore di sfondo del sito).

Nella pagina che mostra i risultati della ricerca compare un altro form, identico a quello posizionato in alto a destra in ogni pagina del sito e con le stesse funzionalità: questo crea un dubbio nell’utente su quale sia giusto usare. Tra l’altro, nel caso non ci fossero risultati, solo il secondo contiene la chiave ricerca appena effettuata.

Nella colonna di destra, sotto la voce “Lingue”, compare “italian” invece di “italiano”.

Nella colonna di destra credo sia meglio scrivere “PDF – Portable Document Format” in quanto l’acronimo “PDF” è più conosciuto del suo significato.

Nella colonna di destra i numeri degli elementi risultati potrebbero essere allineati a destra evitando quindi la parentesi e rendendo più chiara la lettura di tutte le opzioni.

Nella colonna di destra l’attributo title dei link “filter results” è sempre in inglese anche navigando il sito in italiano.

Nella colonna di destra nell’etichetta “Tipo Documento” la “d” dovrebbe essere minuscola.

La paginazione dei risultati, in fondo alla pagina, è sempre in inglese anche navigando il sito in italiano.

Tra i risultati della ricerca si trovano anche risultati in lingua inglese pur navigando il sito in italiano.

Il permalink della ricerca ha un indirizzo URL poco comprensibile o indicizzabile, in questo senso se ci fossero degli URL tipo http://www.telecomitalia.it/tiportal/it/cerca/$keyword si potrebbe pensare anche ad un elenco delle parole più cercate in quanto identificherebbero un preciso bisogno degli utenti (e quindi anche degli utenti a venire).

Manca una funzionalità per la ricerca avanzata, ad esempio solo in una sezione del sito o per uno specifico contenuto.

La ricerca non offre i risultati ordinati per rilevanza e se lo fa non lo indica chiaramente, infatti cercando “offerte” non ottengo quello che mi aspetto. L’etichetta a sinistra di ogni risultato “HTML” non è comprensibile a molte persone, potrebbe invece essere modificata in “pagina”.

Animazione Flash

Nell’animazione principale mancano i “call-to-action”: non ci sono pulsanti nè messaggi che invitino all’azione (ad esempio un pulsante sulla foto tipo “Acquista ora” oppure “Scopri di più”). Anche se le immagini in generale sono sempre portatrici di clic in questo caso visitatori non sanno che cliccando sulla foto entreranno nella sezione apposita nè cosa succederà al loro clic.

Una delle slide previste nell’animazione Flash è un video che a sua volta contiene dell’audio che parte in automatico. Credo che la cosa possa spaventare alcuni visitatori del sito TI in quanto si trovano a visitare delle pagine all’inizio “silenziose”, ma dopo manciata di secondi, di colpo e senza preavviso “parlanti”. E’ vero che molti siti oggigiorno contengono elementi multimediali e che siamo abituati a situazioni simili, tuttavia in un sito corporate non mi aspetto per famigliarità di trovare una caratteristica del genere. Se si verifica che il maggior numero di accessi avviene in orario di ufficio è facile supporre che la cosa possa generare imbarazzo per alcuni utenti (ad esempio gli impiegati con le casse accese per altri motivi).

Link

Spesso mancano gli attributi title sui link, utili sia in ambito SEO che per i navigatori che possono sapere dove arriveranno cliccando su un determinato collegamento.

I titoli in home page, quelli neri nei 4 box, non sono cliccabili. Il link dell’ultimo box in home page è preceduto dal carattere “>” a differenza degli altri.

Il colore dei link non è omogeneo: a volte sono rossi e a volte sono azzurri anche per funzionalità identiche (cfr “Approfondisci” nei 4 box principali e “Approfondisci” nel CSR Online Award 2009).

Le due immagini “Network scuola impresa” e “Working Capital” non sono cliccabili a differenza di quelle presenti negli altri riquadri.

Menu footer

Il menu sembra essere dedicato al network invece che al sito del network che si sta visitando. I vari elementi delle liste menu non sono ben separati da spazi o elementi visivi, pertanto sembrano una frase unica piuttosto che un elenco di link.

Nella parte inferiore “Sitemap” e “Website Info” sono in lingua inglese invece che in italiano e in ogni caso la “I” di “Info” dovrebbe essere minuscola.

Sitemap

Alcune zone sono vuote, tipo “parla con noi”.

L’elenco non è ben indentato. Non si capisce come sono organizzate gerarchicamente gli elementi separati da pipe (alcuni poi sono addirittura su 2 righe quindi mancando l’indentazione complicano ulteriormente).

Metterei una riga di info sotto ogni link.

Javascript e Flash

Non è previsto un contenuto alternativo per i browser senza plug-in Flash, questo obbliga l’utente al download del plug-in per accedere ai contenuti relativi. Credo sia meglio permettere la visione delle informazioni e spingere all’aggiornamento. In ogni caso il messaggio che invita al download di Flash è in inglese nonostante stia navigando il sito in italiano ed il testo è piuttosto sterile e privo di informazioni per i non tecnici (ad esempio non viene detto che installare il plug-in è gratuito, semplice, etc).

Senza JavaScript non è possibile cambiare la dimensione dei caratteri del sito.

Navigazione

La maggior parte dei contenuti sono esterni al sito, pertanto potrebbe aver senso rendere più chiara l’icona presente a sinistra dei link, con l’aggiunta di un attributo title o in altro modo.

I link contestuali breadcrumbs non sono molto chiari, manca davanti la radice “Sei in”, e sono poco in vista. Inoltre in alcune sezioni non vengono riportate (es. Rassegna stampa), creando un problema per l’utente che ne ha fatto uso in tutte le altre pagine del sito.

Nella colonna di sinistra credo che abbia poco senso evidenziare il titolo della pagina in cui ci si trova a meno di, scelta più agevole, mostrare anche il resto del sottomenu allo stesso livello (es. in Privati – Fisso compare a sinistra solo il menu “Fisso” evidenziato in rosso, mentre avrebbe senso che ci fossero tutti gli altri figli gerarchici di “Privati”, ovviamente non evidenziati).

Varie (SEO, usabilità, etc)

La maggior parte degli URL del sito non sono SEO friendly e potrebbero invece essere ottimizzati (come anche gli URL delle ricerche). La cartella “tiportal” potrebbe essere evitata e comunque è diversa rispetto alla cartella in cui viene caricata la home page.

La favicon ha lo sfondo bianco invece che trasparente, su alcuni browser (come Firefox su Mac) si vede quindi un quadratino bianco in quanto lo sfondo del browser è grigio.

Il riquadro di Teleborsa in home page non ha titolo nè descrizione nè un suo riquadro che lo integri nell’interfaccia, risulta quindi estemporaneo, poco comprensibile e poco gradevole.

Nelle barre di scorrimento verticale, presenti in alcuni riquadri in home page, potrebbe non essere chiaro a tutto qual è la parte della barra da trascinare (io ad esempio mi sono posto la domanda ed ho usato la rotellina del mouse).

Non è stata pensata una pagina apposita per l’errore HTTP 404 che ora risulta essere quello generico di Apache.

Non esistono i documenti predefiniti per le cartelle, quindi richiamando ad esempio http://www.telecomitalia.it/content/tiportal/ ricevo un errore HTTP 403 non gestito.

Suppongo quindi che anche gli errori HTTP 500 etc non siano stati gestiti.

Manca il meta tag description in ogni pagina.

I title delle pagine non sono ottimizzati per i motori di ricerca nè per gli utenti, ad esempio – in quest’ultimo caso – quando entro in una sotto sezione nel titolo vedo solo il titolo di quella pagina, non anche quello dell’elemento padre (vedo ad esempio “Privati” invece di “Info & Assistenza – Privati”).

Il sito non risponde a telecomitalia.it, cioè senza il www davanti.

La validazione W3C per la sola home page genera 38 errori e 15 warning per l’HTML.

Sito web: ricerca per chiave parziale o per chiave esatta?

0.00 avg. rating (0% score) - 0 votes

Discutevo con un collega sulla modalità di ricerca che stiamo utilizzando per un sito web in lavorazione, nello specifico cercavamo di capire quale fosse il metodo corretto per semplificare la vita agli utenti offrendo loro i risultati migliori.

Due tipi di ricerca

Con ricerca per chiave parziale intendo quella in grado di restituire tutte le parole che contengono la chiave indicata, ad esempio cercando il termine “anno” potrei ottenere tra i risultati tutte le seguenti parole:
– anno, keyword uguale
annoverare, keyword all’inizio della parola (anno…)
pannolini, keyword in mezzo alla parola (…anno…)
capodanno, keyword alla fine della parola  (…anno)

Con ricerca per chiave esatta invece intendo quella in grado di recuperare esclusivamente le parole identiche alla chiave di ricerca, pertanto nell’esempio precedente otterrei solamente il primo risultato, “anno”.

Possiamo dire che la ricerca per chiave esatta restituisce sempre un sottoinsieme dei risultati della ricerca per chiave parziale, quindi un numero di risultati minore, ma perfettamente in linea con quanto cercato. Viceversa la ricerca parziale fornisce un numero di risultati maggiore però ad ampio spettro.

Lettere in legno (Scarabeo)

Qualche verifica

…Empirica: io. Ho provato ad analizzare il mio comportamento quando devo effettuare una ricerca. Su Google, ad esempio, cerco sempre con chiavi esatte (tranne in rari casi), invece quando ho davanti un testo e desidero cercare qualcosa lo faccio quasi sempre con chiavi parziali.

…Oggettiva: i motori. I form presenti su tutti i motori offrono come modalità predefinita la ricerca per chiave parziale, fermo restando che se trovano una corrispondenza esatta le danno maggior valore in termini di qualità del risultato. Sulle chiavi multiple poi la cosa è più chiara in quanto, per indicare la ricerca con chiave esatta, necessitano della sintassi con le doppie virgolette.

…Statistica: gli utenti. Non ho moltissimi dati, ma sulla base di 25.000 ricerche effettuate direttamente sul mio blog (per un totale di 3.000 chiavi diverse) scopro che nella top 50 per frequenza ci sono solamente 3 chiavi parziali.

Conclusioni

Probabilmente non esiste una risposta oggettiva e il metodo migliore dipende dal singolo caso (con propensione sulla ricerca per chiave esatta), però mi piacerebbe sentire qualche altra esperienza ed altri pareri in merito. Voi cosa dite?

Liquida: nuova versione e qualche idea

0.00 avg. rating (0% score) - 0 votes

Liquida è un sito che aggrega ad oggi oltre un milione e mezzo di articoli da 13.000 blog: decisamente user generated! 🙂 Qualche giorno fa il team del progetto ha rilasciato un corposo aggiornamento che comprende novità in termini di interfaccia e funzioni, vediamone alcuni.

Prima del restyling     Dopo il restyling

L’interfaccia diventa più ricca e sofisticata, ma rimane molto semplice da utilizzare anche ad una prima esperienza perché sempre più simile ad un quotidiano (notoriamente tra le tipologie di siti più visitati).

Con l’introduzione delle categorie tematiche, in primo piano, si passa ad un’organizzazione degli articoli più familiare e meno innovativa, tuttavia i tag rimangono assolutamente molto in vista. Su questo nutro, per quel che vale, qualche personalissimo dubbio: quanta gente conosce ed usa davvero i tag per navigare tra i contenuti? E’ conveniente dedicare uno spazio così importante a questa funzionalità? Sarebbe interessante avere qualche dato a riguardo, se qualcuno all’ascolto volesse condividerne…

Le notizie in rilievo, e soprattutto gli argomenti del giorno, sono predominanti grazie ad un box grafico e ad una posizione di tutto rispetto. Però trovo molto più utile l’approccio utilizzato da Blogbabel ovvero il “Oggi si parla di“. Certo, in quest’ultimo si dà importanza alle relazioni tra i blog, ma credo che con la mole di dati disponibile e con gli algoritmi di Liquida si possa sviluppare qualcosa di interessante a riguardo.

Anche la ricerca è stata migliorata con lo scopo di offrire risultati sempre più pertinenti. Ma a prescindere dalla ricerca avanzata potrebbe essere utile dare più visibilità ai filtri ed aggiungerne uno per l’intervallo temporale e uno per le discussioni generate (link ricevuti, numero commenti, etc).

Infine mi è sempre piaciuto lo strumento “real time” di Digg, trovo che sia utile e innovativo – specie se filtrato su un argomento – e probabilmente i numeri di Liquida permetterebbero anche di realizzarlo con una discreta frequenza di aggiornamento per l’Italia (io ci avevo provato con una beta per i dBlogger, ma con grossi volumi diventerebbe davvero interessante).

Design vs Cliente

0.00 avg. rating (0% score) - 0 votes

Quante volte capita, nella realizzazione di un progetto web, di dover mediare tra la nostra esperienza (cioè quello che crediamo sia buono e giusto) e le richieste di un cliente? Aah, il dubbio amletico. Certo il cliente ideale è quello che si affida e, una volta stabilito insieme l’obiettivo e le specifiche, lascia volentieri a terzi il compito di realizzarlo al meglio. Sfortunatamente non ne esistono molti. 🙁

Il layout è di solito quello che soffre maggiormente il confronto dato che si tratta della parte del lavoro più in vista, comprensibile ed estremamente soggettiva. Capita che interi ragionamenti sull’interfaccia, sull’usabilità e motivate scelte sulla posizione di alcuni elementi si sgretolino davanti ad un poco interesse in favore della semplice estetica o del gusto personale. Curiosamente capita anche l’esatto contrario. Ecco la situazione nella quale bisogna mediare tra colleghi designer inferociti e clienti più o meno esperti.

Di esempi sono pieni forum e gruppi di discussione, ma anche il quotidiano di chi lavora in questo campo: meglio il giusto (teorico) o il gusto del cliente? Conviene lasciare 10 spazi ADWords sulla home page di un sito di vendita oppure invitare alla ragione? E’ un bene acconsentire ad un doppio form di ricerca nella stessa pagina? E cosi’ via…

Il teamCome comportarsi?

Mettere in produzione tutte le richieste del cliente, in quanto pagante, ci trasforma in semplici esecutori mentre possiamo e vogliamo offrire molto di più. Anche in questo caso la verità si trova (quasi) nel mezzo: personalmente mi trovo spesso a ragionare con i clienti consigliando con vigore alcune scelte, portando case history e motivazioni a corredo, ma penso sia giusto e sacrosanto lasciare la decisione finale a chi, di fatto, si troverà ad essere rappresentato da quel risultato. Quindi proposte a confronto, elenco vantaggi/svantaggi, decisione. Qualche volta bisogna metterci una pietra sopra, altre volte invece l’interlocutore dimostra di apprezzare la consulenza e il nostro impegno.

Piccole delusioni

Purtroppo questo non è sempre facile da comprendere per tutto il team, specie per tecnici e creativi che giustamente “firmano” in qualche modo un lavoro che non li rappresenta al 100%. Infatti dopo aver messo tutto l’impegno e l’esperienza, dopo aver operato scelte su ogni dettaglio ed aver dato fondo alla precisione più paranoica, il cliente – spesso meno competente da questo punto di vista – decide di cambiare qualcosa “solo” per un gusto estetico o un piacere personale. Insomma in ogni progetto c’è molto di chi lo ha realizzato ed è quindi comprensibile il piccolo dispiacere che si può provare in queste situazioni.

Sono curioso di conoscere la vostra esperienza: se capita anche a voi come vi comportate?

1 2 3 4 5  Torna su