analisi

Generalista vs Specializzato

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Partendo dal ragionamento del post precedente e dai commenti ricevuti riesco grossomodo definire, almeno per l’esperienza di questo blog, una serie di piccole verità:

  • Più sei generalista (keyword Formentera) più la gente arriva sul sito senza pensare troppo al clic che sta facendo (100.000 letture).
    Viceversa più sei specializzato (keyword CMS) più la gente è in grado di selezionare se il sito sarà di suo interesse, prima del clic.
  • Più sei generalista (keyword Formentera) più la gente è interessata solo ai contenuti e solo a quelli che cerca (1,83 pagine per visita, 1:20 minuti sul sito, 75% di bounce).
    Viceversa più sei specializzato (keyword CMS) più la gente è interessata proprio ai tuoi contenuti e a te (3,75 pagine per visita, 3:00 minuti di tempo sul sito, 40% di bounce).
  • Più sei generalista (keyword Formentera) più la gente arriva dai motori per altre parole chiave piuttosto che tornare di sua spontanea volontà (87% di visite nuove).
    Viceversa più sei specializzato (keyword CMS) più la gente torna (79% di visite nuove) interessata a quello che scriverai.
  • Più sei generalista (keyword Formentera) più la gente approda al sito in momenti specifici legati al tempo (eventi, stagioni, etc).
    Viceversa più sei specializzato (keyword CMS) più la gente approda al sito in forma continuativa e più o meno stabile nel tempo.

In ambito blog risulta anche dalla vostra esperienza?

Elucubrazioni sulle ricerche

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Un buon posizionamento del proprio blog sui motori di ricerca è certo un vantaggio, ma porta anche alcuni problemi. Uno dei miei post su Formentera ha raccolto 52.000 visite di cui 10.000 negli ultimi 20 giorni, infatti cercando la parola “formentera” su Google, il post compare nella prima pagina. Gli altri post sullo stesso argomento vivono di rendita generando qualche migliaio di letture per un totale di poco più di 100.000 contatti in un anno legati solo all’argomento vacanza a Formentera (cioe’ di media 277 al giorno o 8.300 al mese, ma in realtà ci sono dei momenti di picco). Ora, sicuramente è positivo avere un buon numero di accessi, ma questi nello specifico quanto sono interessati a me, al mio blog ed a quello di cui parlo? Quanti torneranno o si iscriveranno al feed? Quanti scriveranno un commento o una mail?

Da Google arriva il 75% delle visite di questo sito con determinate parole chiave, a seconda del periodo: c’è stato il momento di Hamachi (45.000 visite al post), del palmare Micat Mio A701 o del World Press Photo (entrambi 14.000 visite ai post), del cane più brutto del mondo (12.000 visite al post), del palmare Artemis HTC 3300 (7.000 visite), del Bzaarcamp (4.500 visite al post) ed ora è il momento del mare e delle spiagge. Sicuramente poi ne dimentico qualcuno… In linea di massima tutti i post citati contengono informazioni approfondite e, spero, interessanti tuttavia le principali pagine di uscita dal blog corrispondono grossomodo ai post più visitati: trovo quello che mi serve e scappo? Insomma se dicevo che su internet ci si va per due motivi: i contenuti e le persone, di certo qui la maggior parte della gente non passa per venire a trovare me! 🙁

E ancora, dBlog.it è posizionato nella prima pagina di Google anche per parole come “CMS” (su 157 milioni di risultati) o “Content Management System” (su 627 milioni di risultati) eppure non ricevo molte visite per queste due parola chiave. Che la maggior parte delle ricerche su Google siano legate ad eventi temporali: l’estate, l’uscita di un prodotto interessante, una mostra di fotografia o una conferenza di informatica, la morte di un animale particolare, etc? Cosa dite, sono i deliri di un neurone annebbiato dal sonno oppure risulta anche a voi?

Review Me: Hotel Reservations

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Mi sono iscritto al servizio Review Me di cui hanno parlato, nel bene e nel male, in molti proprio qualche settimana fa. Ieri mi è arrivata una mail in cui mi si chiedeva la prima recensione, la procedura è: leggi la richiesta, butti un occhio al sito, se ti va partecipi, altrimenti passi. Nel mio caso si tratta di un sito per la prenotazione di camere d’hotel chiamato Hotel Reservations ed ho deciso di provare incuriosito dallo strumento e dai possibili sviluppi futuri. La richiesta dell’advertiser è di provare il loro sito, guardare il catalogo, i prezzi, etc e dare il mio parere parlando di questo servizio, con minimo 200 parole. Allora mi sono dato da fare e credo andrò ben oltre il minimo richiesto. 😀

Prima di tutto ho guardato il sito (che funziona perfettamente su Firefox ed Explorer) da cui, deformazione professionale, mi saltano subito all’occhio le imperfezioni di usabilità, ad esempio ho subito provato a cambiare lingua utilizzando le bandierine di sinistra scoprendo che non sono cliccabili e che il riquadro “Web Site in Your Language & Currency” (il sito web nella tua lingua e nella tua moneta) non prevede la lingua italiana nonostante sia presente la bandiera. Fortuna che leggo discretamente l’inglese, ma mi chiedo in Italia chi potrà utilizzare un sito solo in lingua anglofona, ad eccezione delle aziende. Mentre la sezione “Hotels” rimane in lingua, le seguenti sezioni “Cars”, “Flights” e “Vacation Rentals” sono parzialmente tradotte, tuttavia inserendo nei moduli “Firenze” invece di “Florence” non viene trovata la città né proposto alcun risulato alternativo.

Hotel Reservation - Un sito (in inglese) per la prenotazione di voli e hotel

Provando a cercare un Vacation Packages, cioé viaggio+hotel ad esempio da Milano a Roma per gli ultimi giorni di quest’anno trovo diverse possibilità (ma non so quante perché la paginazione mi indica solo “Prev” e “Next”) che posso ordinare in alfabetico oppure in base a prezzo, città e stelle. I prezzi sono espressi in dollari. Scegliendo di acquitare un pacchetto si può personalizzare l’offerta con servizi aggiuntivi i cui prezzi sono chiaramente indicati. La scheda dell’hotel prevede diverse informazioni tra cui la posizione geografica precisa nella città, i servizi che si possono trovare nelle vicinanze, i servizi dell’hotel, tariffe e descrizione delle varie stanze disponibili, alcune foto, il parere degli utenti (espresso in voto) per servizio, condizioni, pulizia e comfort.

Come si presenta il catalogo di Hotel Reservations

Ora si può procedere all’acquisto, a quanto pare di 1 prodotto per volta, ad esempio avendo necessità di 2 notti in 2 hotel diversi mi sembra che sia necessario inoltrare 2 ordini. Lo step successivo offre l’acquisto di un’assicurazione facoltativa e tutta una serie di opzioni per il pacchetto come il noleggio di auto, cene in ristorante, visite guidate per i luoghi turistici, etc. Per procedere con l’ordine occorre registrarsi al sito, fortunatamente con poche informazioni quali: nome, cognome, userid, password e mail (non c’è il double opt-in visto che una volta forniti i dati sono stato subito riconosciuto). La pagina seguente richiede l’inserimento dei dati per il volo e per l’hotel: nomi dei passeggeri, telefono e numero di passaporto, preferenze per il pranzo o per l’assistenza. Infine la pagina di riepilogo molto dettagliata e precisa, comprende oltre al prezzo finale anche il regolamento e le limitazioni (penali, etc). Ultimo passaggio, in HTTPS, per selezionare come ricevere i biglietti ed il materiale, ma sopratutto per il pagamento, previsto solo con carta di credito (con la possibilità di dividere la somma su due carte).

Poi per curiosità ho provato a chiamare telefonicamente il call-center. Via Skype non sono riuscito ad utilizzare nessuno dei numeri gratuiti indicati (nemmeno dal telefono fisso, a dire il vero), allora ho provato con il 001-817-3335105 a pagamento (8:51 minuti totali per 0,187 euro, santo voIP! Anche se potrebbero mettere un account Skype da chiamare grauitamente a buona qualità). Ho fatto tre telefonate, parlando con persone diverse:

I log delle chiamate Skype al call-center di Hotel Reservations

Matt mi dice che c’è una “wrong connection” e che non mi sente bene, chiedo se c’è modo di parlare con un italiano, ma sembra di no, dice che eventualmente mi può passare qualcuno per il francese e per il tedesco.

– un’operatrice, di cui non ho capito il nome nonostante la qualità della telefonata fosse di gran lunga migliore della prima, mi dice che non ci sono italiani, le faccio presente che sul sito è indicato un numero per l’Europa (in cui viene indicato anche Italy come paese chiamante), ma mi spiega che i numeri indicati nella pagina Contacts del sito vengono redirezionati sempre a questo call-center.

– con James invece faccio finta di voler prenotare un hotel (chiamando questo numero è possibile accedere a due opzioni: la prima per nuove prenotazioni, la seconda per modifiche o informazioni su prenotazioni già inoltrate.). Mi chiede nell’ordine la città, la data di arrivo e di partenza, rooms, se ho cani, quante persone, il nome dell’hotel. Chiedo se dovrò lasciare il mio numero di carta di credito al telefono e mi dice di si, se voglio usare questo metodo, altrimenti c’è il sito. Insomma è stato molto gentile e comprensivo, considerata la chiamata via Skype e il mio inglese!

Detto questo mi aspetto che il destino mi presenti il conto e che il santo protettore degli operatori di call-center mi si rivolti contro nelle prossime ore con una maledizione che neanche Tutankamon! 😀

Ok, termina qui la recensione di questo sito, ovviamente questo post è stato sponsorizzato da Review Me.

Ordinamento e pertinenza

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Ragionavo con un amico su come mostrare i risultati di ricerca all’interno di un sito e le considerazioni che ne sono scaturite potrebbero esere utili ad altri, le riporto in questo post anche nel caso qualcuno desideri contribuire. La discussione ipotizza una chiave di ricerca composta da 4 parole ed un elenco sconfinato di articoli in cui cercare.

Secondo il Devoto-Oli la pertinenza è una “Relazione di reciprocità sul piano delle attribuzioni logiche o funzionali“, quindi ordinare per pertinenza significa mostrare prima i risultati più vicini alla ricerca effettuata. Le attribuzioni di cui si parla fanno però la differenza, infatti occorre definire contestualmente la “pertinenza” perché le necessità sono diverse in base alle singole situazioni.

Presenza delle parole
Il metodo più semplice potrebbe essere quello di considerare il numero di parole cercate presenti nell’articolo. Per coprire tutti i casi bisogna estrapolare (query) gli articoli che contengono almeno una parola che assomigli a quelle cercate (Testo LIKE ‘%parola1%’ OR Testo LIKE ‘%parolaN%’ oppure tramite una catalogazione full-text). Ovviamente il risultato sarà un alto numero di articoli con solo una delle quattro parole e un numero decrescente di articoli che si avvicinano alla chiave completa, indipendentemente dal fatto che le parole siano vicine o lontane tra loro nel testo dell’articolo. A questo punto bisogna ordinarle secondo questo criterio e mostrare i risultati.

Relazione tra le parole
Un altro metodo che ci è venuto in mente è quello di ragionare sulla distanza delle singole parole all’interno del testo di ogni articolo, in questo caso la procedura di estrapolazione (query) degli articoli dovrà essere fatta con l’operatore logico AND invece dell’OR (Testo LIKE ‘%parola1%’ AND Testo LIKE ‘%parolaN%’ oppure tramite una catalogazione full-text). Ora bisogna contare il numero di parole non interessanti che separano le parole cercate e proporzionalmente attribuire un punteggio all’articolo; questo numero verrà poi utilizzato per ordinare l’elenco. Il metodo potrebbe avere delle sfumature ulteriori per migliorare i risultati, ad esempio un articolo in cui 3 parole della ricerca si trovano attaccate (separate solo da uno spazio) dovrebbe considerarsi più importante di un articolo in cui solo 2 parole sono attaccate, anche nel caso in cui il numero di parole non interessanti che separano i gruppi sia uguale (cioé nel caso in cui il punteggio risulti identico).

Il significato delle parole
Entrambi i metodi precedenti non tengono conto di un importante valore: la parola intera è più importante della parola parziale, cioé contenuta all’interno di un’altra. Ad esempio cercando “osso” troverò sia la frase “ho un rossore sul braccio” che “me gusta l’osso buco!” ma possiamo presupporre che quest’ultima sia potenzialmente più pertinente della prima.

La social relevance
Nel caso in cui ci fosse uno archivio storico delle ricerche effettuate ed il servizio riuscisse a garantire un’alta frequenza di utilizzo allora potremmo ragionare anche sull’analisi del comportamento degli utenti, in maniera da istruire automaticamente il sistema. Con questa logica risulta più rilevante l’articolo che è stato precedentemente cliccato dal maggior numero di persone utilizzando la stessa chiave di ricerca, in pratica se qualcuno prima di me ha cercato la stessa cosa ed ha cliccato su un certo risultato, posso supporre che quell’articolo sia più interessante degli altri.

Ma possiamo anche definire più pertinente l’articolo che viene maggiormente linkato tra le pagine del sito, o ancora ragionare in base ad un punteggio, oppure… ogni metodo ha i suoi vantaggi ed i suoi svantaggi. Voi cosa suggerite?

La struttura di un blog

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Ho letto con interesse su alcuni blog che seguo (Mucignat, Fogliata, Visionblog) e di riflesso su altri (Pearsonified, Kurai), che nell’ultimo periodo c’è stato movimento in termini di analisi sulla struttura con cui i blog mostrano le informazioni ai navigatori. C’è anche stato un primo Skype Cast sull’argomento, peccato non aver avuto modo di partecipare, ma spero che la discussione continui e ci sia modo di parlarne nuovamente.

In sostanza si dice che la quasi totalità dei blog mostra ai propri lettori i post in ordine cronologico inverso a scorrimento verticale, sfruttando sempre la stessa struttura. Il problema, secondo Christopher Pearson, deriva dal fatto che la maggior parte delle persone raggiunge il suo blog tramite un aggregatore di feed RSS, trovando quindi le stesse informazioni inutilmente duplicate. Chi arriva al sito ha dunque già letto gli ultimi post, perché mostrarli di nuovo? E Chris pensa che forse i lettori potrebbero essere più interessati ai migliori post rispetto quelli più recenti. Anche Marina Rossi su VisionBlog e Tiziano Fogliata riprendono l’idea di Chris. Tiziano poi ha avuto l’idea di organizzare una chiacchierata su questo argomento “dal vivo”, tramite Skype, e Alberto Mucignat l’ha riassunta così: valutare se e come sia possibile cambiare l’ordine, confermano l’inutilità della presenza degli ultimi post in home page, del calendario e degli archivi basati sulla cronologia, a favore delle classifiche e della correlazione tra post simili. Kurai invece punta l’attenzione verso la categorizzazione tramite i tag (serendipity) e propone in home page solo l’ultimo post, più una classifica dei più popolari (secondo qualsiasi elemento), questo perché secondo lui il lettore difficilmente scorre al contrario i post fino ad arrivare all’ultimo elemento.

Io penso che:
– un cambiamento radicale nell’interfaccia di un sistema diffuso sia sempre sconveniente in termini di semplicità d’uso e famigliarità dello strumento, quindi di usabilità, secondo me uno dei punti cardine che ha contribuito al successo ed alla diffusione dei blog. Nello sviluppo di dBlog ho puntato molto sulla semplicità (interfaccia, lingua, funzioni, etc) e ad oggi è ancora tra le caratteristiche maggiormente apprezzate.
l’idea della classifica dei post per visite e/o per voto e/o per numero di commenti, legando questi valori ad un’ipotetico maggior interesse, sia un’ottima idea. Ma collegandomi al punto precedente potrebbe essere integrata nella home page (e anche in tutto il blog) con lo scopo di prendere il posto degli ultimi articoli pian piano, col tempo, se viene recepita positivamente dai lettori.
la navigazione cronologica, in particolare quella a ritroso, è stata richiesta da diversi utilizzatori di dBlog come funzionalità aggiuntiva (si può vedere in questo blog e nella prossima versione sarà integrata), quindi per la mia esperienza personale, anche se così pochi dati non fanno statistica, tocca andare contro l’idea di Kurai.

Insomma si vedono i primi tentativi di slegare il blog dalla sua naturale struttura “a diario” per avvicinarlo al concetto di sito vero e proprio, forse anche perché il blog è sempre stato un sito! 😉 Premessa. Il motivo della veloce diffusione del mezzo, spinto anche dalla necessità di esprimersi delle persone, è probabilmente legato alla semplificazione della tecnologia e quindi all’avvicinamento ai sapiens non addetti ai lavori: un mezzo più o meno gratuito e sopratutto semplice da usare. Ma la semplicità di cui parliamo è presente nei blog sia in termini di strumento tecnologico (piattaforma) sia in termini di strumento mediatico (format), da questo la diffusione: diventa semplice non solo creare contenuti ma anche accedervi. Con questa premessa le discussioni in corso sono estremamente interessanti ed il lavoro di modifica della struttura classica di un blog, secondo me, è un lavoro da fare “passettìn passettìn” perché riveste un’importanza cruciale.

Nel mio piccolo sperimento qualche novità tramite questo blog, con lo scopo di trasportare gli esperimenti riusciti nelle future versioni di dBlog, come si può vedere dalla grafica non proprio in linea 🙂 Come dicevo in questo post ho voluto spingere la relazione con i lettori, quindi in particolare stimolare i commenti: per far questo ho inserito una nuova colonna in Home Page riducendo lo spazio del contenuto vero e proprio, in un certo senso mediando tra l’eliminazione totale degli ultimi post arrivando ad una loro limitazione. Non mancherò di provare l’inserimento di una classifica dei post secondo qualche criterio.

Nei commenti dei cinque blog citati si dice che il blog è diventato l’orpello del feed, io non mi trovo d’accordo. Tra i lettori di blog quanti sanno cos’è un feed? Quanti sanno che possono seguire i blog tramite un software diverso dal browser (o un plug-in) o grazie ad un servizio di aggregazione online? E di questi ultimi quanti sono disposti a lasciare la pagina web per usare un altro strumento (imparare è faticoso) o un nuovo servizio?

Se vogliamo si può paragonare il Feed di un blog a quello che è la newsletter per un sito: come prima l’obiettivo era quello di far iscrivere un visitatore alla propria newsletter per “legarlo” al sito, ora l’obiettivo è quello di far iscrivere il visitatore al feed (non a caso ci sono molti sistemi di iscrizione al feed tramite mail, per chi non vuole usare o non sa de
ll’esistenza di appositi software o aggregatori online). Ma ancora una domanda: in quanti blog l’obiettivo è quello di far iscrivere un visitarore al proprio feed, ammesso che sia dotato di feed? Giustamente chi discute di questi argomenti e chi si pone tali quesiti è sempre un “heavy user“… ma dobbiamo porci un’altra domanda: cosa pensa/vuole il resto del mondo? 😀

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