asp

Anti-spam nei commenti (senza captcha)

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Niente immagini incomprensibili, niente javascript, niente captcha, niente complicazioni: tutto semplice e trasparente. Si tratta di un metodo contro lo spam nei commenti che sto provando in questi giorni sul mio blog con buoni risultati e con uno sforzo di realizzazione davvero minimo.

L’idea non e’ mia, ma di Merlinox, e si basa sul fatto che gli spammer bot compilano tutti i campi del form per evitare i controlli sui dati obbligatori. Secondo questo concetto basta inserire nel form un campo nascosto tramite CSS in modo che le persone non possano vederlo (quindi non lo compileranno) mentre i bot lo andranno a popolare. A questo punto è sufficiente verificare il contenuto del campo di controllo: quando è valorizzato si tratta di un commento di spam.

Come realizzarlo su dBlog (o altri sistemi)?

E’ molto semplice, bastano un paio di passaggi. Prima di tutto bisogna inserire nel form dei commenti in articolo.asp, appena sotto “<form…”, questo codice:

<div style=”visibility:hidden;”>
Il seguente campo NON deve essere compilato.
<input type=”text” name=”campoNascosto” value=”” style=”width:1px;height:1px;font-size:1px;” />
</div>

infine nel file commenti_invio.asp occorre verificare la presenza di un valore nel campo e in questo caso negare l’invio. Appena sotto “If Abilita_Commenti Then” si può inserire:

If Request.Form(“campoNascosto”) = “” Then
‘esegui il resto dello script già presente
Else
‘genera un errore o utilizza uno di quelli già presenti nello script
End If

Negli ultimi giorni non ho ricevuto commenti di spam, insomma sembra funzionare. Un grazie a Merlinox che ha sviluppato il plug-in apposito per WordPress chiamato Hiddy, ma che di fatto si può velocemente adattare a qualsiasi piattaforma.

ASP: versione Script Engine

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A volte può accadere di dover verificare la versione di VBScript installata sul Server, per far questo esistono una serie di funzioni apposite che possiamo utilizzare così:

<%=ScriptEngine &” versione “& ScriptEngineMajorVersion &”.”& ScriptEngineMinorVersion &”.”& ScriptEngineBuildVersion%>

 

Migliorare le conversioni: Test A/B

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Ecco uno strumento molto semplice ed efficace per l’analisi ed il miglioramento dell’interfaccia di una pagina web. Lo scopo è quello di aumentarne i risultati (conversioni) di qualsiasi tipo essi siano.

Il metodo AB Testing è stato recentemente introdotto anche da Google negli strumenti per i webmaster chiamati “Web Site Optimizer“. Questo è stato il motivo che mi ha spinto ad una breve ricerca e poi ad utilizzarlo in maniera analoga, ma autonoma, per alcuni progetti ad elevata utenza dove una piccola modifica può portare ad un sensibile miglioramento dei risultati (ad esempio le vendite online).

L’idea di fondo
Il concetto è davvero banale: creare due pagine che differiscano solo nel parametro da verificare, ma che abbiano chiaramente lo stesso scopo, poi si tratta solo di mostrare al 50% dell’utenza la prima pagina (A), mentre al restante 50% mostreremo la seconda pagina (B).
Al termine del periodo stabilito o del numero di visite definito andremo a verificare, tramite uno strumento di statistica, quale delle due pagine è riuscita meglio nel suo scopo.

Nel concreto…
Un esempio reale potrebbe essere il form di registrazione di un sito, dove l’obiettivo della pagina è chiaramente ottenere il maggior numero di iscritti tra le persone che visitano la pagina stessa (la conversione in questo caso è dunque il rapporto tra il numero di persone che visitano la pagina e il numero di queste che completa la registrazione).

Come mettiamo in piedi un Test A/B? In quattro semplici passi: creando le 2 pagine, il sistema di bilanciamento, integrando un sistema di statistiche e infine analizzando i dati.

Supponendo di avere gia’ il primo form (pagina A), dovremo solo creare una variante (pagina B) basata su qualche caratteristica che vogliamo andare verificare, ad esempio potremmo provare ad aggiungere la foto di una donna ammiccante che invita alla registrazione.  😉

Ora dovremo creare un sistema che bilanci il traffico, nel caso di piccoli siti si può risolvere con una funzione altrettanto banale: nelle ore pari visualizzo A, nelle ore dispari visualizzo B. In ASP si fa così:
<%If Hour(Time()) Mod 2 = 1 Then Response.Write “registrazione.asp” Else Response.Write “registrazioneB.asp” End If%>.
Chiaramente ogni link presente nel sito e diretto a questa pagina dovrà utilizzare la funzione.

Rimane l’inserimento di un sistema di tracking che sia in grado di registrare le conversioni e di analizzare le statistiche. Per entrambi questi punti possiamo fare riferimento a Google Analytics. Niente di più.

Alcuni consigli
Un test simile da’ migliori risultati se eseguito su un campione di utenza significativo, basato sul tipo di traffico del sito. Ed è più facile associare meriti e colpe tenendo attivo solo un test per volta.

Perché non ho scelto Google? Perché in questo momento Google può offrire tale servizio solo attraverso il traffico di ADWords e la pratica diventerebbe costosa. Infatti anche se si tratta di un servizio aggiuntivo offerto gratuitamente servirebbe comunque molto tempo (e investimenti) dato che il traffico da Pay Per Clic copre solo una percentuale minoritaria degli accessi al sito.

GTD software: free tool italiano

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Al BzaarCamp di Milano ho seguito un workshop sul Getting Things Done in cui Alessio spiegava brevemente i concetti di base ed i relativi vantaggi: da pochi giorni ero venuto a conoscenza di questo metodo e stavo sviluppando per me una semplicissima piattaforma che mi aiutasse nella gestione del tempo e degli impegni personali. Dopo l’evento milanese ho apportato alcune modifiche e rivisto qualche concetto di David Allen secondo le mie idee, con lo scopo di rendere questo strumento un pochino più flessibile per adattarlo meglio alle singole esigenze.

A seguito del BarCamp e del mio post sul Gettin’ Things Done ho letto diversi interventi che segnalavano questo metodo come interessante/utile e, dopo l’esperienza con dBlog, il passo verso la distribuzione gratuita di un tool simile è stato decisamente breve. 🙂

Le funzionalità previste per questo strumento sono appositamente ridotte all’osso, l’idea è quella di creare un sistema da usare davvero e spesso: poche richieste, poca grafica, informazioni a colpo d’occhio, etc. Anche per questo motivo non esiste un manuale, ma bastano 5 minuti di utilizzo per assumerne la piena padronanza. In ogni caso segue qualche punto che illustra brevemente le principali caratteristiche.

GTD - Pannello di gestione

Web based
Ho notato che la maggioranza dei software Getting Things Done si installa come un software sul PC, ma visto che siamo sempre più “wired” e che mi trovo più spesso con una connessione sotto mano piuttosto che il contrario ho preferito gestire la cosa da un luogo che sia accessibile sempre e ovunque. I requisiti minimi del vostro hosting devono essere: server Microsoft Windows, supporto Microsoft ASP, una cartella per i database Microsoft Access con permessi di scrittura. Se preferite potete anche installare IIS sul computer locale oppure nella intranet aziendale e utilizzare la piattaforma in questo modo.

Accesso riservato
Ovviamente la consultazione e la gestione degli impegni personali richiedono l’autenticazione al sistema, cioé l’inserimento della rodata coppia UserID e Password. Per maggior comodità viene registrato un cookie (scadenza 24 ore) sul computer di chi effettua il login, in maniera tale da non dover continuare ad inserire i dati di accesso: l’idea è quella di tenere sempre a portata di mano l’elenco degli impegni programmati. L’utente predefinito ha come UserID “admin” e come Password “admin”, quindi il mio invito è quello di modificare subito la password con una meno identificabile.

Cambio password
Per modificare la password predefinita è sufficiente effettuare il login al sistema GTD e poi utilizzare l’apposita icona in alto, nella colonna centrale, rappresentata da una chiave d’oro. Si aprirà uno spazio dove inserire la nuova parola segreta, inseritela e confermate cliccando sul pulsante “Modifica”. La nuova password sarà attiva dal prossimo login.

E dopo le tre Marie… le tre colonne!
Come dicevo ho cercato di semplificare al massimo l’interfaccia, perché è mia intenzione utilizzare molto il metodo GTD, quindi ho eliminato qualsiasi cosa che non fosse strettamente necessaria per le mie esigenze. L’interfaccia grafica si è quindi ridotta ad una struttura con 3 colonne: “Scadute“, “Da fare“, “Complete” ed il femminile è legato al generico, infantile e famigliare termine “cose”. 😀

La prima colonna identifica quindi gli impegni scaduti, cioé che non sono stati chiusi entro il tempo (data e ora) stabilito in fase di creazione dell’impegno; quando un impegno non viene completato entro la sua data viene automaticamente spostato in questa zona.
La seconda colonna, invece, mostra gli impegni da svolgere nell’immediato futuro, inoltre prevede la possibilità di aggiungerne di nuovi.
L’ultima colonna, quella più a destra, elenca gli ultimi impegni completati a titolo di archivio storico; quando indicate un impegno come completo al 100% (tramite l’apposita barra che vedremo più avanti) viene automaticamente spostato in questa zona.

Ogni colonna contiene gli ultimi 50 eventi (per me sono più che sufficienti), tuttavia questo numero è personalizzabile agendo su una costante inserita negli script.

L’organizzazione a tag
Come abbiamo visto una delle regole del metodo di Allen prevede l’utilizzo di strutture ben definite per l’organizzazione degli appuntamenti. Questa imposizione è stata un po’ rivista secondo il mio modestissimo parere: ho preferito delegarmi la scelta del “cassetto” nel quale inserire ogni singolo impegno. Ecco quindi la logica dei tag con la quale si possono creare insiemi organizzati secondo le preferenze di ognuno e le necessità attuali. Inoltre ogni impegno può essere parte di più insiemi, il che si traduce nell’associazione di un singolo impegno a più tag (separandoli, in fase di inserimento, con una semplice virgola).

GTD - Elenco dei tag

Dopo l’ingresso nel sistema GTD vengono mostrati sempre tutti gli ultimi impegni, agendo con un clic sui tag presenti nella prima riga è possibile filtrarli e visualizzare solo le informazioni di interesse. Il numero tra parentesi vicino ad ogni tag indica gli impegni non ancora completati, cioé quelli scaduti e quelli da fare.

Aggiungi, modifica, cancella
Poi è certamente possibile aggiungere, modificare e cancellare un impegno. Nel primo caso, cioé per inserire un nuovo impegno, basta cliccare sull’unica icona che contiene un simbolo verde di addizione, che trovate in alto nella colonna “Da fare”. Si aprirà un modulo con qualche campo da compilare tra cui: Titolo, Descrizione breve, Tag (separati da virgole) e Data/Ora (scelta in maniera visuale tramite un calendario popup), cliccando successivamente sul pulsante “Aggiungi” l’impegno viene controllato e, se non ci sono errori, inserito per l’utente connesso.

GTD - Modifica di un impegno

Per modificare un appuntamento invece è sufficiente cliccare sull’icona con la cartelletta marrone presente a destra di ogni titolo: si aprirà lo stesso modulo dell’inserimento, con i valori già compilati, un clic sul pulsante “Salva” registra le modifiche apportate.
Infine per cancellare un evento c’è la classica icona che rappresenta un cestino, ricordate che una volta confermata la cancellazione è irreversibile.

Barra di completamento
Un’altra caratteristica nuova/rivisitata che ho implementato rispetto alle classiche regole del GTD è la possibilità di definire lo stato di avanzamento di un impegno. Per il momento ho considerato solo 3 casi: impegno da iniziare (0%), impegno parzialmente completo (50%) e impegno concluso (100%). La percentuale di completamento viene rappresentata tramite una barra che rispettivamente assume lo stato di: non colorata, colorata a metà oppure tutta colorata.

GTD - Barra di completamento e icona In rilievo

Per modificare il completamento di un impegno bisogna cliccare sulla barra relativa al singolo impegno, la trovate sulla destra di ogni titolo. Assegnando il 100% di completamento ad un impegno, questo viene automaticamente trasferito nella colonna “Complete”.

In rilievo
Un’altra caratteristica molto semplice che ho aggiunto è quella che permette la segnalazione di un impegno come “urgente” sfruttando l’icona triangolare con il simbolo “!” al centro. Oltre a questo avviso grafico gli impegni indicati come urgenti vengono spostati in cima alla colonna di cui fanno parte, appunto per dargli maggior rilievo e visibilità. Sbrigatevi a completare questi impegni: immagino che siano importanti, no? 😉

Multiutenza
Questo software Getting Things Done è già predisposto per l’utilizzo multi-utente (anche se penso sia una necessità rara), manca solo un pannello per la creazione dei singoli account.

GTD - Login e multiutenza

Se siete pratici di Access e dell’algoritmo di cifratura SHA allora è sufficiente inserire un nuovo record nella tabella degli utenti, scegliere una UserID univoca e assegnare una password cifrata (oppure copia-incollarne una conosciuta, effettuare il login e cambiarla tramite l’apposita funzione). O se preferite sviluppare un pannello per la gestione degli utenti e renderlo disponibile al mondo.

Installazione
Non possiamo parlare di vera e propria installazione perché per usare questa piattaforma GTD è sufficiente copiare tutto sul proprio hosting e niente più. I file vanno messi nella cartella \gtd ad eccezione del database che va messo nella cartella \mdb-database. Anche in questo caso se desiderate personalizzare i percorsi e le cartelle basta modificare gli script a vostro piacimento.

Licenza
La licenza di distribuzione, come per dBlog CMS Open Source, è la GPL e viene richiesto il mantenimento dei credits solo nella pagina di Login. Certo, se poi avete piacere di linkare il mio blog non potrò che apprezzare la vostra generosità! 🙂

Attenzione: tutto bello, però…
Ho tenuto la batosta per la fine! Al momento non ho intenzione (tempo, a onor del vero) di seguire gli sviluppi del mio software GTD, per cui su questa piccola piattaforma non fornirò assistenza né successive release fino a nuove comunicazioni. Insomma, va presa così com’è… tanto si tratta di software Open Source, potete spippolarci ad libidum. Invece, se vorrete, mi farà piacere sentire il vostro parere: critiche, consigli, idee, bug, etc. Non si sa mai!

Scarica il software GTD gratis
Dopo tante parole eccoci al punto clou della descrizione di questa piattaforma: ecco il link per il download free del tool GTD – Getting Things Done (55 Kb).

Per saperne di più
Wikipedia: GTD
David Allen: sito ufficiale, voce su Wikipedia
Siti: 43folders, Lifehack
Post: su dBlog
Blog: downloadblog, lastknight
Google: ricerca per GTD in italiano

GTD – Getting Things Done

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Cos’è il GTD Sono da poco venuto a conoscenza di questa tecnica chiamata GTD, acronimo di Gettin’ Things Done, ovvero un metodo logico che ha lo scopo di ridurre lo stress mentale ed aumentare la produttività individuale grazie ad una gestione ottimale degli impegni e delle attività. In realtà ho sempre utilizzato una tecnica di questo genere senza saperlo, sicuramente meno raffinata, ma credo che ognuno di noi abbia il mitico file “da_fare.txt” sul desktop! 🙂 Insomma il primo ad aver sintetizzato il metodo è stato tale David Allen che ha scritto anche un libro a riguardo “Getting Things Done: the art of stress-free productivity“. Al Bzaarcamp 2006 di Milano ne ha parlato anche Alessio Bragadini in una presentazione che ho seguito con interesse (e videoregistrato), proprio perché avevo appena sviluppato un paio di script ad uopo. Le basi del GTD I principi alla base di questo metodo sono molto semplici, quasi banali, in realtà secondo me oltre alle ottime regole di Allen occorre senza dubbio la buona volontà da parte di chi utilizza la tecnica “Getting Things Done“. L’idea è: per ottimizzare la produttività personale devi avere la mente sgombra da pensieri e da impegni, per farlo basta scrivere/salvare idee ed impegni da qualche parte per poi prenderli in carico al momento opportuno senza scordarsi di nulla; in questo modo sarà più facile concentrarsi sul singolo impegno attualmente in gestione. Il sig. GTD suggerisce, aiutandosi con un calendario che tenga traccia delle scadenze, di archiviare gli impegni per liste:

  • Next actions Utile per gli impegni che richiederanno la nostra attenzione in futuro, qualsiasi cosa che necessita di una decisione deve finire in questa lista.
  • Projects Questa lista raggruppa tutte le attività che richiedono più di un’azione e che quindi dovranno essere riviste periodicamente per assicurarsi che vengano completate
  • Waiting for Utilizzabile per catalogare gli impegni che abbiamo delegato a terzi dai quali aspettiamo un riscontro
  • Someday/Maybe Infine l’insieme delle cose che vanno fatte, ma non in questo momento

Come funziona il GTD Riassumendo il metodo si divide in due momenti:

  1. Archivia Bisogna liberare la mente segnando tutti gli impegni, le attività e le idee in un luogo comodamente accessibile: un quaderno, delle cartellette, la mailbox, un registratore, il computer o quello che è più comodo per ognuno. Da questo momento è tutto lì, nel luogo sacro che Allen chiama “Inbox”, nulla può scappare ed ogni impegno è pronto per il passo successivo. L’obiettivo è chiaramente quello di svuotare pian piano la lista degli impegni.
  2. Processa Bisogna quotidianamente analizzare la Inbox facendo scorrere gli impegni secondo queste regole:
    • gli impegni impegno non deve mai tornare nella Inbox, in questo modo la decisione va presa solo una volta e saremo sicuri che tutto verrà portato a termine
    • si inizia dal primo
    • si analizza un impegno per volta
Se l’impegno richiede un’azione siamo davanti a tre possibilità:
    • se l’azione richiede pochi minuti va portata a termine subito
    • altrimenti va delegata a qualcuno (lista Waiting for) oppure rinviata (lista Next actions)
    • se invece l’impegno non richiede alcuna azione:
      • lo teniamo per futura consultazione
      • lo cancelliamo
      • lo lasciamo in lista perché un’azione sarebbe prematura in questo momento (Lista Maybe)

Ora bisogna solo seguire rigorosamente le regole del “gioco”, senza pensieri. Fortunatamente David Allen dice che il suo metodo fornisce solo delle regole di base che ognuno dovrà poi personalizzare ed adattare secondo la propria situazione. La mia piattaforma GTD Esistono già alcuni software per il Getting Things Done, raggiungibili tramite una ricerca su Google, ed esiste anche un’estensione di Firefox che sfrutta GMail per tener traccia degli impegni chiamata “GTD Gmail Extension“. Nel mio piccolo ne ho sviluppata una, con alcune rivisitazioni. La mia piattaforma è semplice, anzi essenziale, perché ha come obiettivo un utilizzo veloce e continuativo: pochi campi da riempire, funzioni fondamentali, grafica molto easy. Rispetta comunque tutte le regole di base del concetto GTD, ma può essere personalizzata a piacere perché sfrutta l’associazione di N tag ad ogni impegno. E’ quindi possibile utilizzare le liste suggerite dal metodo base, ma anche ampliarle o rivederle completamente. Ed ovviamente è accessibile sempre, via web. Integra inoltre il calendario che Allen suggerisce di utilizzare in parallelo ed un paio di flag per definire un impegno come “urgente” oppure come “parzialmente completo”. Ed ho aggiunto il concetto di impegno “scaduto“. Stavo pensando di farne uno zip e distribuirlo in Open Source sotto licenza GPL, come dBlog (ma dubito che di questo tool seguirò l’aggiornamento), che ne dite? Intanto ecco uno screenshot della mia lista “post” da scrivere sul blog, si può vedere la schermata della piattaforma GTD:

GTD - Getting Things Done - Piattaforma software

Approfondimenti Lifehack.org The community blog on GTD and Productivity 43 Folders A wiki devoted to GTD-related tips and tricks Downloadblog Qualche post sui tool e le tecniche GTD Alessio Bragadini Intervento al BzaarCamp 2006 di Milano Segnalo I post con tag GTD Detto, fatto! L’arte dell’efficienza Libro in italiano su GTD, ed. Sperling & Kupfler Ottantaventi Blog sull’argomento e interessante introduzione al GTD

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