comportamento

Nuova grafica, più commenti

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SagomaUltimamente ho notato che questo blog riceve più commenti ai post e più mail private rispetto ai mesi passati: il numero di iscritti al feed cresce sì e no di un paio di unità al giorno, quindi rimangono da valutare la frequenza degli articoli e il nuovo layout.

Ok, c’è da dire che in questo periodo riesco a scrivere un po’ di più, o almeno lo faccio in maniera continuativa, e questo sicuramente aiuta. Però credo che la semplificazione dell’interfaccia – “sottrarre l’ovvio e aggiungere il significativo” dice Maeda – e la personalizzazione del sito (la mia foto, il nome e cognome, etc) abbiano aiutato molto.

Ecco, forse sembrerà poco, ma adesso queste pagine comunicano che qui dietro c’è una persona reale, tutta pell…ops carne ed ossa. 😀 E sembra funzionare.

Social network: le dinamiche delle relazioni

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Volevo condividere una personalissima impressione sui social network, più che altro basata sulla mia esperienza dell’ultimo periodo.

All’interno dei network dove vengono prodotti contenuti (es. Flickr, Del.icio.us, mySpace, Technorati, Youtube) o dove un automatismo aiuta l’offerta di relazioni (es. Last.fm) gli insiemi di “amici” di ogni utente si popolano nel tempo di persone prevalentemente sconosciute. Invece dove i contenuti cambiano poco (es. LinkedIN) o dove riguardano prevalentemente la vita del singolo (es. Twitter, Facebook) le persone nel proprio network sono pressoché le stesse, tra network sociali simili. Fanno eccezione i siti per “pasturare”.  😀

Inoltre cominciano a diventare parecchi e le differenze si assottigliano sempre di più. Probabilmente chi partecipa a molte reti sociali suddivide il proprio tempo per ogni profilo riducendo il livello di attività (che decresce in maniera inversamente proporzionale al numero di siti da seguire) e le persone/contenuti che si trovano sono a volte gli stessi che altrove. Personalmente preferisco centralizzare: poche cose, ma molto usate, in attesa magari di un sistema in grado di tracciare/gestire/aggregare tutto (sulla scia di Friendfeed).

E’ probabile che questo non valga per tutti i social network né per tutte le persone, ma sono curioso di scoprirlo: qual è la tua esperienza?

Segno dei tempi

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Oggi per tutta la mattina non ho ricevuto mail private, non mi ha scritto nessuno. Verso pranzo poi è arrivata una mail dall’Ikea (la newsletter). Alla fine ho anche cliccato su 3 link diversi. E ho un inquietante dejavù. 😀

Le aziende e… il tempo per internet

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Da diverso tempo oramai faccio parte di quelle strane persone che usano internet per (quasi) tutto: compro biglietti, confronto servizi/prodotti, prenoto vacanze, acquisto oggetti di seconda mano, faccio home banking, mi riservo una poltrona al cinema, segnalo sinistri all’assicurazione, scrivo all’amministratore di condominio che si è dimenticato del mio telecomando per il cancello, mando SMS e telefono, ma sopratutto mi informo. Mi documento e cerco feedback, per qualsiasi cosa. Con la prima attività cerco di farmi una idea soggettiva, con la seconda la confronto con le posizioni degli altri e in questo modo l’arricchisco. Penso di non essere l’unico ad agire così. Con questa premessa mi chiedo come sia possibile che, all’alba del 2008, ci siano ancora delle aziende che guardano alla loro presenza sul web come un’inutile perdita di tempo.

Qualche settimana fa sono stato in un ristorante alle porte di Milano, gran bel posto ed ottima cucina. Ci ero già stato due volte, ma avevo bisogno degli orari e dei giorni di apertura poiché volevo prenotare e sapere se ci fossero nuove pietanze nel menu. Istintivamente ho cercato su Google, ma di un sito nemmeno l’ombra. Alla fine ho dovuto utilizzare le Pagine Bianche, recuperare il telefono e chiamare a voce per ottenere queste informazioni (pochi giorni fa l’ho consigliato ad un’amica ed ho dovuto dirgli di leggersi le opinioni della gente online invece di dargli un link dove guardare qualche foto e le prelibatezze che avrebbe potuto assaggiare.).

L’ultima sera che ho cenato in questo ristorante ho parlato con il proprietario per domandare il motivo di questa mancanza, in un posto così curato. Mi spiega che l’ha avuto per un paio d’anni e… che non ha tempo di seguire il sito. Non ha tempo di seguire il sito. No dico, ho sentito bene? Non ha tempo per seguire il sito. Ora, seriamente, anche dandogli il giusto peso quanto tempo serve per seguire un sito? O magari poniamoci la domanda più adatta a un ristoratore: il tempo che impiego per gestire le mie 5 pagine online quanto incidono sul successo della mia azienda? L’impegno è davvero superiore al beneficio che ne ricavo? Forse ha già un giro di clienti che lo soddisfa, ma gli attuali potrebbero essere molto grati per questo piccolo sforzo aggiuntivo.

Ad esempio io sono arrivato al punto in cui scarto a priori gli hotel senza un sito (a meno che non mi vengano consigliati esplicitamente da amici & co), mi sembra impossibile dover prenotare una camera che non posso vedere in anticipo. Ma voglio sperare di non dover arrivare a tanto per un ristorante: potrei morire di dispiacere e… di fame!

La tecnologia è difficile!

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Per quanto mi sforzi di credere il contrario… beh, non c’è niente da fare: la tecnologia non è per nulla semplice o naturale. E me ne sono reso conto davvero solo qualche giorno fa, quando mio padre mi ha chiesto di fargli qualche lezione su come si utilizza il web.

Bene, partiamo dal presupposto che in casa mia si è sempre parlato di tecnologia ed internet. Non dico che ci sia competenza, quantomeno molti termini sono conosciuti e più o meno associati a qualcosa di vicino alla realtà (chat, mail, blog, palmare, webcam, etc). Tempo fa c’era stato un timido avvicinamento a cartelle, sistemi operativi e robaccia del genere, poi abbandonato per mancanza di tempo e scarsa applicazione del discente. Insomma, ci riproviamo, questa volta andando sul concreto e senza la minima nozione di base (ovvero si naviga senza sapere come si salva un file né cosa sia o a cosa serva). 😀

Vengo al dunque: abbiamo visto come si accende il PC e quali sono le 2-3 cose da fare per connettersi, poi come “aprire” internet e infine come raggiungere un sito o cercarlo.

Avete mai spiegato una cosa del genere a qualcuno che non ha mai avuto a che fare con un computer? E avete provato ad analizzare il suo comportamento e dar peso alle sue domande? Voglio dire, dopo il primo impeto di risata un minimo di ragionamento ci sta.

Ad esempio le barre di scorrimento. Per mio papà è stato naturale accedere alla parte inferiore della pagina (quella non visibile) facendo scorrere la barra di destra verso l’alto, mentre tutti noi sappiamo che bisogna scorrerla verso il basso. Idem con la rotellina del mouse. Forse dovuto al background della macchina da scrivere, ma questo è stato il suo primo impulso.

Oppure i link. Qualsiasi cosa che fosse minimamente formattato veniva interpretato come un link: dal testo colorato al grassetto, passando per il corsivo e le immagini. Poi siamo arrivati alla questione della “manina”, con le minime dovute eccezioni. Ed ecco la domanda retorica: ma non bastavano solo due possibilità? Principiante! 😛

Infine i motori di ricerca. Prima di tutto è complicato comprendere che inserendo due parole come chiave di ricerca si possano ottenere risultati in cui queste siano distanti tra loro nel testo (cercando “ciao peppe” voleva trovare “ciao peppe” e non “ciao questo è peppe”, mica una richiesta da niente!). Senza contare che si aspettava che il motore rispondesse alle sue domande, chiaramente espresse tramite la sintassi umana ed in lingua italiana. Ok, magari il mio papino è un caso estremo – le terminava con il punto di domanda!! – però è questa la direzione che stanno prendendo i motori di ricerca.

Sapete cosa stavo pensando? Credo che ne giro di qualche mese, se continuerà ad usare internet, diventerà il mio tester di fiducia: ho intenzione di studiare i suoi comportamenti in relazione alle modifiche di un sito, ad esempio il blog. Sarebbe interessante riuscire a raccogliere un gruppo di principianti del web e studiare la maniera in cui utilizzano le funzionalità, si spostano tra le pagine, effettuano ricerche e così via.

Qualcun altro è alle prese con un elemento simile? 🙂

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