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e-Commerce e multicanalità: codici a barre per i coupon di OVS

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Una buona idea, quella dei codici a barre, semplice, che ti porta a esclamare: perché non lo fanno tutti?! Il canale web di una catena tradizionale soffre spesso di competizione con il retail su strada, questo perché i responsabili dei negozi interpretano l’e-Commerce come un avversario (invece che un alleato). Ma la multicanalità è valida per i merchant quanto per gli utenti.

OVS, marchio di abbigliamento leader in Italia, ha preso per fortuna un’altra strada. Grazie alla strategia del gruppo (Coin) e alle funzionalità di un tool per l’e-mail marketing, ha messo in piedi un sistema di couponing multicanale. Gli utenti iscritti al sito ricevono la promozione e possono usufruirne allo stesso modo sia online, tramite un codice alfanumerico da digitare, che in negozio, tramite la stampa di un apposito codice a barre.

I vantaggi sono molti, tra questi:

  1. offrire alle persone un’esperienza di acquisto/relazione multicanale davvero trasparente;
  2. misurare l’impatto di una campagna online sulle attività di vendita nei negozi tradizionali;
  3. sviluppare logiche sofisticate di CRM (dato che il codice a barre è personalizzato per utente).

Niente male, vero?

e-Commerce: usare Groupon per promuovere l’attività

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Da che mondo e mondo tra i più potenti elisir d’acquisto c’è l’offerta: trovare un prodotto di qualità ad un prezzo estremamente vantaggioso è infatti un’opportunità davvero invitante. Ancor di più sul web, dove la concezione del risparmio è piuttosto radicata. Se poi aggiungiamo un venditore qualificato e centinaia di altre persone che pubblicamente acquistano fiduciose allora il gioco è fatto.

Groupon Home PageCos’è Groupon?

L’unione fa la forza, dice il proverbio. Sulla base di questo concetto nascono negli anni iniziative votate all’acquisto di gruppo, dai più etici G.A.S. volti a promuovere acquisti a km zero, fino alle iniziative sul web come Groupon, dove si raccolgono un certo numero di persone interessate al prodotto del giorno per una determinata città.

Dietro il social-commerce c’è molto hype, ma i numeri parlano chiaro: l’azienda americana è quella che da sempre, nel mondo, ha avuto la crescita più veloce. Fondata nel 2008 conta ad oggi qualcosa come 35 milioni di utenti registrati in 250 mercati su scala mondiale (Nord e Sud America, Europa, Asia). Groupon genera 800 milioni di dollari lordi all’anno di entrate, ha raccolto 950 milioni di finanziamento e rifiutato l’offerta di acquisizione da parte di Google per di 6 miliardi di dollari. Non male.

Il sistema funziona così: ogni giorno c’è un’offerta locale super-scontata, ad esempio una cena a metà prezzo in un ristorante di Milano. Per ottenere quel prezzo vantaggioso è necessario che almeno N persone acquistino l’offerta nelle 24 ore. Chiunque visita il sito può dirsi interessato lasciando i propri dati anagrafici, la carta di credito ed ovviamente invitare amici affinché l’offerta vada in porto. Se il numero minimo non viene raggiunto l’offerta decade e non si paga nulla, viceversa l’offerta si “sblocca” automaticamente e chi ha partecipato riceverà il codice sconto personale via mail. L’acquirente stampa lo sconto e lo porta al venditore nei tempi indicati così da ottenere il prezzo pubblicizzato su Groupon.

Come funziona per il merchant?

Per chi vende funziona così: fatto 100 il valore del prodotto/servizio, Groupon richiede al venditore uno sconto minimo, per i suoi utenti, del 50%. Quello che rimane viene diviso tra Groupon e il venditore secondo la percentuale concordata (di solito il 50%). Facciamo un esempio pratico. Nel ristorante Rossi di Milano una cena per due costa 120 euro. Il proprietario, signor Rossi, si accorda con Groupon e mette in vendita la sua cena con il 60% di sconto, quindi a soli 48 euro. Il sito di Groupon riesce a venderne 90, per un totale di 4.320 euro che vengono divise, ad esempio al 50%, tra il venditore e l’intermediario.

Il sistema funziona benissimo e con quei numeri è difficile che il deal del giorno non vada a buon fine. In America poi, dove gli iscritti sono molti ed il brand è ancora più conosciuto, i risultati sono davvero sorprendenti. Il coupon sconto di GAP, marchio di moda piuttosto conosciuto, proposto per 25$ invece di 50$, ha generato 441.000 acquisti, ovvero 11 milioni di dollari in un solo giorno.

Conclusioni

Personalmente ho acquistato più volte su Groupon, sempre con esito positivo. Funziona. Poi, durante una cena al ristorante conosciuto tramite questo sito, ho avuto modo di parlare con la proprietaria, alla quale ho chiesto indicazioni circa il successo dell’iniziativa. Si è detta estremamente soddisfatta, parlandomi di centinaia di acquisti. Mi ha spiegato che dal punto di vista delle vendite è andata in perdita – perché una cena di questo tipo costa al ristoratore più di quanto ha ricevuto come pagamento (supponiamo un 25%?) – ma che la maggior parte degli avventori non conoscevano il suo locale e hanno detto che torneranno presto per assaggiare le altre portate.

Forse è per questo che tra le offerte italiane figurano solo servizi, come ad esempio ristoranti, centri benessere, pernottamenti in hotel e così via. Probabilmente una questione di marginalità. A detta dei merchant, comunque, la cosa conviene, ma va interpretata come una nuova forma pubblicitaria, non come una vendita vera e propria.

Il futuro

Da scoprire. Intanto il limite minimo di persone necessarie all’attivazione dell’offerta su Groupon non esiste più (almeno in Italia): ora basta il primo acquisto per sbloccare il deal del giorno, cosa che rende il tutto decisamente meno social. Poi sembra che, oltre ai quasi 700 cloni di Groupon nel mondo, si aggiungerà a breve anche Google con il suo Google Offers. Insomma si moltiplicano le proposte per chi cerca il risparmio e la guerra dei prezzi sul web si fa sempre più accanita. Staremo a vedere…

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