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e-Commerce: gestire le spese di spedizione in caso di drop ship

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Qualche giorno fa ho ricevuto una mail da Massimo, che sta progettando il suo negozio online. Nello specifico mi ha chiesto un parere su come affrontare il problema della spedizione multipla in un caso particolare: il suo catalogo avrà alcuni prodotti in magazzino e altri in drop ship con partner estero (su Wikipedia approfondimenti sul drop shipping).

Il problema del magazzino e delle giacenze nel drop ship
Immagine di ToolStop da Flickr

Se il visitatore del sito mette nel carrello un prodotto disponibile a magazzino, ma anche un prodotto disponibile presso il partner estero, abbiamo il problema di:

1) Comunicare all’utente che riceverà due pacchetti e in momenti diversi

Si tratta “solo” di una questione logistica, ma difficile da comunicare positivamente perché porta solo svantaggi per il cliente (è scomodo dover aspettare N volte il corriere, magari incastrando gli orari per farsi trovare). Tuttavia non incide economicamente sul totale dell’ordine e potrebbe anche essere accettato se il negozio offrisse vantaggi e valore che rendono questo difetto meno vistoso, ad esempio: vasto assortimento, leader di settore, prezzi concorrenziali, buon rating, alta qualità del prodotto ecc.

In ogni caso è bene evidenziare i tempi di consegna, se diversi, direttamente nella scheda prodotto e comunicare la doppia spedizione solo quando tale condizione si verifica. Un luogo adatto per questo avviso è certamente il carrello, con un messaggio evidente quando i prodotti inseriti sono disponibili in magazzini diversi. Infatti, raccogliendo i dati nel tempo, si potrebbe scoprire che la maggior parte delle persone acquista solo un prodotto e allora perché spaventarli con un avviso sempre in evidenza?

2) Decidere dove posizionare il costo di spedizione aggiuntivo

Doppia spedizione = doppia spesa (se non di più). Solitamente i costi di spedizione vengono sostenuti dall’acquirente, ma non sono rari i casi in cui il commerciante decida di renderli trasparenti per stimolare l’acquisto in un’ottica di convenienza.

Bisogna quindi decidere se mantenere il costo sul cliente, dividerlo tra gli attori in maniera più o meno bilanciata oppure spostarlo completamente sul merchant. Il primo caso rischia di rendere l’offerta molto sconveniente per chi compra, il terzo potrebbe ridurre notevolmente i margini del venditore. Rimane il secondo caso che possiamo approfondire con un esempio.

La spedizione a forfait dal partner UK costa 12 euro e quella dall’Italia costa 7. Quando un utente aggiunge al carrello un prodotto italiano si trova le spese di spedizione a 7 euro, se poi aggiunge anche un prodotto inglese la spedizione sale a 10 euro (quindi solo +3 euro invece di +12 euro). Così facendo l’utente potrebbe considerare l’incremento marginale e giustificato dal fatto che più prodotti significano un maggior peso/dimensione e quindi un costo più alto di spedizione (almeno finché questa aumenta in maniera meno che proporzionale). Certamente quello che manca lo deve mettere il merchant – comunque meno di prima – ma è probabile che gli acquisti non subiscano una diminuzione significativa.

Qualcuno all’ascolto si trova in questa situazione e ha seguito un’altra strategia?

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