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Mobile Commerce: anteprima sulla ricerca m-commerce in Italia 2012

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Da queste parti stiamo provando ad approfondire l’utilizzo del Mobile Commerce: vogliamo sondare se il fenomeno sta prendendo piede (anche) in Italia e con quali modalità. Per farlo dobbiamo necessariamente spostare il punto di vista, passando dal cliente – esistono già ricerche in tal senso – al merchant, focalizzandoci quindi sulle scelte strategiche, di interfaccia e interesse commerciale. Abbandonando per un attimo i casi studio esteri e i big brand d’oltreoceano, per concentrare gli sforzi sulla realtà del nostro Paese.

Insieme a Francesca Castelli e Jacopo Pasquini ho cercato online (motori, directory, associazioni ecc.) e raccolto in maniera casuale oltre 650 shop italiani di varie dimensioni, dal negozio online più piccolo, sconosciuto e specialistico al grande marchio generalista. Poi, terminata la lunga fase di raccolta degli shop da analizzare, abbiamo dato il via alle danze.

Foglio di calcolo con il panel della ricerca sul Mobile Commerce in Italia 2012

Mobile Commerce in Italia: opportunità da cogliere?

Ma in realtà avevo promesso un’anteprima… e allora tenetevi forte. In USA il 90% (no-van-ta-per-cen-to!) dei merchant ha già una strategia di mobile commerce o la sta sviluppando, in Europa il 40% dei top 400 retailer ha già una versione del sito ottimizzata per il mobile. E in Italia?

Il nostro panel non è certo adeguato a definire un trend in maniera accurata/attendibile dal punto di vista statistico (in fondo 650 negozi sono pochi), ma un’idea di massima la può dare, soprattutto perché non raccoglie solo grandi marchi. La premessa è doverosa dato che il numero fa paura. Si parla di meno della metà della media europea sui top 400. Insomma, da questi dati risulta che c’è spazio, molto spazio. E quindi ci sono opportunità.

Se come noi vuoi saperne di più…

Non siamo ricercatori, ma vogliamo capire cosa sta succedendo e partecipare con la nostra esperienza a questa rivoluzione, attivamente. Stiamo completando l’analisi e, se riusciamo a trovare uno slot, vorremmo presentarla in SMAU tra un mesetto. In ogni caso, su queste pagine e su Twitter ci saranno aggiornamenti in merito.

Sono fiducioso nei confronti dell’m-commerce, si nota? 😀

e-Commerce in Italia 2012: appunti dalla presentazione del report

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Martedì scorso ho partecipato all’evento di presentazione del report di Casaleggio e Associati “e-Commerce in Italia 2012”. In questo post ho raccolto alcuni spunti interessanti segnati durante gli interventi della mattina.

Report e-Commerce in Italia 2012

Panel

Per elaborare il report sono state prese in esame circa 3.000 aziende italiane con fatturato maggiore online. In particolare, 338 aziende hanno dato accesso ai loro numeri e partecipato attivamente attraverso interviste. La ricerca, quest’anno alla sesta edizione, analizza i 10 settori merceologici più diffusi online.

Fatturato per la vendita online nel 2011: 19 miliardi di euro, che corrisponde al +32% rispetto al 2010. Il settore che cresce di più è il tempo libero (soprattutto giochi d’azzardo, con molti nuovi operatori importanti… a breve entrerà anche Poste, che ha appena ottenuto la licenza) che cuba oltre la metà del fatturato della categoria.

I settori a maggior crescita

La crescita del turismo invece subisce un piccolo rallentamento, forse perché si sta raggiungendo la saturazione del mercato, cosa che non succede ancora per tutti gli altri settori considerati.

Spaccato fatturato per tempo libero: la maggior parte lo fa il gioco d’azzardo, poi giochi, biglietteria e ricariche telefoniche. Circa il 48% del movimentato corrispondono alle somme rigiocate nei giochi d’azzardo (stessa logica dei gratta e vinci nel commercio tradizionale).

Il settore più importante subito dopo è comunque il turismo (26,4%), poi le assicurazioni, l’elettronica di consumo, segue l’editoria, i centri commerciali online (ovvero i siti multi-prodotto, non posizionati all’interno di una specifica categoria merceologica), l’alimentare (supermercati e prodotti tipici, questi ultimi vanno bene soprattutto per l’internaziolizzazione in Germania e UK), poi moda e arredamento (con buona crescita, ma raccoglie ancora una fetta minoritaria di fatturato).

Trend identificati in questa ricerca

Dall’analisi dei dati aggregati emergono alcuni fenomeni interessanti:

  • inizia la competizione online tra produttori e distributori
  • l’influenza del mobile sul processo d’acquisto (in Italia ci sono 21 milioni di smartphone e 1 milione di tablet)
  • formati distributivi flessibili (integrazione multi-canale di vendita e di servizio, es. Auchan sta sperimentando il ritiro in negozio vicino Torino)
  • l’uso del social media
  • il couch commerce (nuovo fenomeno, mirato a chi possiede un tablet e lo usa nelle ore serali)
  • il pricing dinamico e le microflash sales (che fa leva sul senso d’urgenza, es. Wonderprice e Speedsales)

Le scelte strategiche dei merchant italiani
Cosa è importante per differenziarsi dalla concorrenza, secondo i commercianti italiani online:

  1. credibilità del marchio 49%
  2. ampiezza di gamma 32%
  3. fidelizzazione dei clienti 31%
  4. politiche di prezzo 22%
  5. fornire servizi aggiuntivi 13%
  6. tempi e costi di consegna 9%
  7. altro 5%
  8. nessuna differenziazione 5%

I merchant italiani online ripartiscono il budget dedicato al marketing in questo modo:

  1. keyword advertising 23%
  2. SEO 17%
  3. mail marketing 12%
  4. social media 11%
  5. comparatori 11%
  6. affiliazione 5%
  7. stampa 5%
  8. banner 5%
  9. televisione 3%
  10. radio 1%

Le aziende italiane che vendono online hanno deciso di investire nel breve termine in:

  • marketing e promozione 41%
  • user experience 29%
  • infrastruttura tecnologica 11%
  • vendita all’estero 7% (in crescita, l’anno scorso era al 4%)

Internazionalizzazione delle imprese

Le aziende italiane hanno la necessità di raggiungere nuovi mercati, come possono riuscirci? Gli obbiettivi riguardano soprattutto la vendita in Germania, Francia, Svizzera, Spagna, Regno Unito, Nord Europa, USA e Giappone.

I fattori chiave per l’internazionalizzazione:

  • lingua del sito (proponendosi all’estero in italiano si limitano le vendite sempre sotto il 5% del fatturato e in media sotto l’1%)
  • prezzo nei diversi paesi (limiti contrattuali col produttore, gestione della comunicazione del prezzo)
  • sistemi di spedizione (rispetto dei tempi consegna, utilizzo strategico di partner locali, il cliente europeo è sensibile ai costi di spedizione)
  • sistemi di pagamento (ogni paese ha le sue abitudini, ad es. in Germania preferiscono il bonifico, ma è essenziale offrire i principali strumenti)
  • valuta estera (soprattutto sui mercati extra euro, i sistemi di pagamento devono avere il DCC – Dynamic Currency Conversion – che non tutti i gateway offrono)
  • getione IVA (quella l’italiana è tra le piu’ elevate mentre in UK l’IVA sui vestiti da bambino è 0%, sopra una certa soglia di fatturato annuo è necessaria una presenza fiscale nello stato di destinazione, la presenza locale è anche strategica per vendere con le tasse locali, spesso inferiori alle nostre)
  • customer service
  • marketing
  • gestione dogana
  • gestione dei resi

Social media

Come usare i social media per generare reddito e non solo “buzz”.

I merchant italiani pianificano di investire soprattutto su Facebook  65%, Youtube 31%, Twitter 26%, Google+ 26%, LinkedIN 10%, Flickr 4% e Foursquare 4%. In crescita l’interesse verso Pinterest che in USA genera numeri di rilievo.

I metodi attualmente più diffusi per integrare i social media con l’e-Commerce sono:

  • passaparola 72% (amplificare il messaggio e aumentare il traffico al sito)
  • comunicazione 59% (promozione de brand e dei prodotti, brand awareness)
  • integrazione con lo shop online 25,8% (condivisione shopping experience, personalizzare l’offerta, migliorare l’accessibilità col social login)
  • store sui social media 24,9% (vendere sui social media – spesso in un modo così superficiale che non offre alcun tipo di ritorno – creare offerte esclusive, differenziare rispetto al sito e-Commerce tradizionale)
  • creazione UGC 3,9% (interagire con i propri clienti, mostrare il prodotto)

Utilizzo del mobile e altro

Smartphone e tablet hanno cambiato il modo attraverso il quale le persone si relazionano con la rete (sapere dove si trovano le persone in un certo istante apre un nuovo mercato, che prima non c’era).

Staff specializzato per e-Commerce:

  • in aumento le risorse umane di questo tipo nelle aziende di medie dimensioni
  • nelle aziende con fatturati sotto i 5 milioni di euro si riduce lo staff per via dell’ottimizzazione dei processi
  • stabili le aziende piccole per difficoltà a investire

L’e-Commerce italiano compie 18 anni. Dal 1994 a oggi ci sono stati 3 picchi: nel 2000 le dot com, nel 2005 i distributori tradizionali entrano online, nel 2010 i primi ingressi degli operatori stranieri nell’interessante mercato italiano.

Le crescite previste per quest’anno:

  • alimentare +18%
  • arredamento +15%
  • editoria +16%
  • moda +22%
  • tempo libero +35%
  • assicurazioni +15%
  • centri commerciali +25%
  • elettronica consumo +18%
  • salute e bellezza +18%
  • turismo +12%

Il report integralee-Commerce in Italia 2012” di Casaleggio & Associati è disponibile sul sito ufficiale per il download gratuito in PDF.

e-Commerce: e-Mail Marketing Consumer Report, i risultati della ricerca da ContactLab

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ContactLab pubblica il report annuale della ricerca sulle abitudini e comportamenti degli utenti nell’uso di e-Mail e newsletter. Il documento risulta interessante per chi si occupa di web marketing, sopratutto perché contiene (per la prima volta, dal 2009) informazioni in relazione all’e-Commerce e al social media marketing.

La ricerca 2011 ha carattere europeo, infatti è stata condotta su un campione di 5.000 utenti maggiorenni e connessi regolarmente, aggregati per 5 paesi: Italia, Francia, Spagna, Germania e Regno Unito.

Ecco qualche spunto di riflessione su un tema a me caro, l’e-Commerce. Numeri che confermano la relazione (che ha fondamenta anche nel database building e nella fidelizzazione) come uno dei fattori chiave per il successo di un negozio online, ne parlavo anche in SMAU. Qualche numero:

  • l’utente italiano medio riceve 22 mail al giorno;
  • il 23% sostiene di seguire le newsletter perché gli permette di risparmiare tempo;
  • il 33% è soddisfatto di come le newsletter presentano i prodotti da acquistare;
  • sempre il 33% dichiara di fidarsi delle newsletter alle quali è iscritto;
  • il 63% ritiene di aver ricevuto informazioni e promozioni convenienti tramite le newsletter;
  • il 47% ha acquistato online attraverso un link presente nelle newsletter che riceve;
  • il 56% ha acquistato online perché stimolato da un’offerta interessante tramite newsletter;
  • il 49% degli italiani iscritto almeno a una newsletter è anche iscritto ad almeno un gruppo di acquisto;
  • il 78% di chi risulta iscritto a un gruppo di acquisto ha acquistato tramite coupon ed è soddisfatto dell’acquisto, solo l’8% non ha mai acquistato!

Riporto anche l’infografica a corredo del report:


Email marketing in Europa – Infografica di ContactLab email marketing

Sul sito ufficiale di ContactLab si può scaricare l’abstract gratuito e il report completo.

e-Commerce: report sui comportamenti dei consumatori online (ContactLab/Netcomm, 2011)

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Anche se si tratta di dati di qualche mese fa, e in relazione a un paio di richieste ricevute via mail, (ri)segnalo il report di ContactLab/Netcomm sui comportamenti d’acquisto degli utenti online in Italia. Il metodo d’indagine è quello dell’intervista, con oltre 62.000 risposte tra clienti effettivi e potenziali di 30 tra i più grandi e-Commerce della penisola.

Qualche spunto interessante:

  • acquirenti online in aumento del 3%
    L’e-Commerce è ancora in crescita, visto il momento storico è rassicurante.
  • il 30% degli acquirenti ha più di 50 anni
    Questo non è un paese per vecc… ops giovani 😉
  • in aumento la quantità media di prodotti acquistati nel corso di un anno
    Alle aziende: siete ancora in tempo per aprire un canale internet.
  • il 48% degli utenti acquista di sera o di notte (l’87% del totale lo fa da casa)
    Interessante e utile per affinare le campagne pubblicitarie, le motivazioni sono da approfondire.
  • fattori trainanti dell’acquisto online: disponibilità, economicità, risparmio di tempo
    Insomma il risparmio e comodità, nel senso più ampio dei termini.
  • c’è una chiara volontà di relazionarsi con l’azienda senza mediazioni
    E’ la fine della comunicazione mono-direzionale: arrivano le “aziende con le orecchie” (cit.)?
  • nella scelta del sito dal quale acquistare conta la ricchezza di informazioni e la semplicità d’uso
    Acquistiamo dal più esperto se ci mette a nostro agio evitando situazioni frustranti.
  • valore aggiunto richiesto dagli acquirenti: poter scegliere l’orario di consegna
    Altro che marketing one-to-one, questa è personalizzazione! Ancora prioritaria la comodità.
  • l’info-commerce la fa da padrone
    Chi ne sa di più? Chi mi aiuta a capire? Di quali opinioni posso fidarmi?
  • gli utenti sotto i 29 anni (sia acquirenti che non) considerano sicuro l’acquisto online
    Benvenuti nativi digitali.

I risultati della ricerca sono comodamente disponibili anche su SlideShare:

Qui invece il sito ufficiale per il download del PDF (previa registrazione).

PS: questo è il post numero 1.000, cin cin! 😀

e-Commerce: risultati ricerca “I partner delle aziende e-Commerce”

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Durante SMAU Milano 2011, Casaleggio Associati ha presentato i risultati della nuova ricerca sull’e-Commerce: questo report si concentra sulle scelte dei commercianti italiani in termini di partnership strategiche.

Nelle 17 pagine che compongono il documento si trovano dati aggregati di quasi 3.000 aziende, 200 delle quali hanno partecipato attivamente al report.

Ricerca Casaleggio: I partner delle aziende e-Commerce (ottobre 2011)

Di seguito i temi trattati e una riga di anteprima:

  • Sistemi di pagamento
    Paypal viene usato dall’81% degli shop italiani, quasi mai come unico metodo;
  • Servizi mail marketing
    Il 55% degli shop utilizza un software fatto in casa, per i servizi di terze parti la preferenza va a ContactLab e MailUp;
  • Partner tecnologici
    Nella stragrande maggioranza dei casi i commercianti si affidano a piccole agenzie locali;
  • Servizi di spedizione
    Lo spedizioniere preferito è Bartolini, al 63%, tuttavia gran parte degli shop (il 60,7%) si serve di più di un corriere;
  • Piattaforma e-Commerce
    L’84% dei negozi online gira su una piattaforma sviluppata ad hoc.

Dal sito ufficiale si può scaricare gratuitamente il report “I partner delle aziende e-Commerce” in formato PDF.

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