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Firefox 3: problemi di stampa con font Courier

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Firefox 3Oggi mi è capitato un problema piuttosto strano: il backoffice di un e-Commerce in produzione da qualche anno ha iniziato a funzionare male in fase di stampa. In tutte le stampe su carta il carattere “spazio” veniva rappresentato da un quadratino al cui interno c’erano i numeri “0020 (infatti “%20” indica il carattere spazio, come si vede spesso nelle query string all’interno degli URL con parametri). Parliamo della stampa di una pagina web in HTML.

Alla ricerca della causa ho iniziato con una raffica di test:

  • il classico riavvio PC e stampante di rete
  • riavvio del Jet Direct HP
  • prova di stampa su un’altra stampante senza Jet Direct HP
  • prova di stampa della stessa pagina web da altri due PC (su entrambe le stampanti)
  • controllo della versione dei file dell’applicativo e di eventuali modifiche da parte di terzi
  • analisi del codice HTML/CSS
  • prova sui charset

Tutto sembrava a posto, ma la stampa risultava sempre cosi’:

Firefox 3 - Problema di stampa con font Courier

Allora chiedendo informazioni all’unica persona che non si era lamentata del problema mi sono accorto che stava utilizzando Internet Explorer 7, mentre tutti i miei test erano basati su Firefox 3. Vai a vedere che… esatto! Dagli altri 3 PC è bastato cambiare browser per ottenere una stampa corretta. Infatti da pochi giorni ognuno di loro aveva aggiornato Firefox all’ultima versione (e con la precedente tutto funzionava regolarmente).

Localizzato e riprodotto il problema ho provato anche su un Mac con stampante collegata in USB, sempre Firefox 3, ma questa volta – magia – la stampa ha funzionato. Ora mi direte che con Mac funziona sempre tutto, e avete ragione, ma non è questo il caso!

Scherzi a parte è grazie a questo che mi è venuta l’idea di controllare i font. In uso nel CSS c’erano: “courier, verdana, helvetica, sans-serif“, ma sul Mac in questione era presente solo il Courier New. Ecco perché qui funziona! Infatti è bastato cambiare la famiglia di font nel CSS per veder funzionare tutto anche in Firefox 3 su tutti gli altri computer.

Ora non so se si tratti un bug o di un problema derivante da altro, ma al momento per questa esperienza sembra che in fase di stampa del font Courier su Firefox 3 lo spazio venga interpretato e stampato male (come un URL encode). Curioso, no? Cosa ne dite?

Le aziende e… il tempo per internet

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Da diverso tempo oramai faccio parte di quelle strane persone che usano internet per (quasi) tutto: compro biglietti, confronto servizi/prodotti, prenoto vacanze, acquisto oggetti di seconda mano, faccio home banking, mi riservo una poltrona al cinema, segnalo sinistri all’assicurazione, scrivo all’amministratore di condominio che si è dimenticato del mio telecomando per il cancello, mando SMS e telefono, ma sopratutto mi informo. Mi documento e cerco feedback, per qualsiasi cosa. Con la prima attività cerco di farmi una idea soggettiva, con la seconda la confronto con le posizioni degli altri e in questo modo l’arricchisco. Penso di non essere l’unico ad agire così. Con questa premessa mi chiedo come sia possibile che, all’alba del 2008, ci siano ancora delle aziende che guardano alla loro presenza sul web come un’inutile perdita di tempo.

Qualche settimana fa sono stato in un ristorante alle porte di Milano, gran bel posto ed ottima cucina. Ci ero già stato due volte, ma avevo bisogno degli orari e dei giorni di apertura poiché volevo prenotare e sapere se ci fossero nuove pietanze nel menu. Istintivamente ho cercato su Google, ma di un sito nemmeno l’ombra. Alla fine ho dovuto utilizzare le Pagine Bianche, recuperare il telefono e chiamare a voce per ottenere queste informazioni (pochi giorni fa l’ho consigliato ad un’amica ed ho dovuto dirgli di leggersi le opinioni della gente online invece di dargli un link dove guardare qualche foto e le prelibatezze che avrebbe potuto assaggiare.).

L’ultima sera che ho cenato in questo ristorante ho parlato con il proprietario per domandare il motivo di questa mancanza, in un posto così curato. Mi spiega che l’ha avuto per un paio d’anni e… che non ha tempo di seguire il sito. Non ha tempo di seguire il sito. No dico, ho sentito bene? Non ha tempo per seguire il sito. Ora, seriamente, anche dandogli il giusto peso quanto tempo serve per seguire un sito? O magari poniamoci la domanda più adatta a un ristoratore: il tempo che impiego per gestire le mie 5 pagine online quanto incidono sul successo della mia azienda? L’impegno è davvero superiore al beneficio che ne ricavo? Forse ha già un giro di clienti che lo soddisfa, ma gli attuali potrebbero essere molto grati per questo piccolo sforzo aggiuntivo.

Ad esempio io sono arrivato al punto in cui scarto a priori gli hotel senza un sito (a meno che non mi vengano consigliati esplicitamente da amici & co), mi sembra impossibile dover prenotare una camera che non posso vedere in anticipo. Ma voglio sperare di non dover arrivare a tanto per un ristorante: potrei morire di dispiacere e… di fame!

Del.icio.us Bookmarks per Firefox: bug?

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Ho installato da un po’ (qui il feed dei miei link) ed uso con piacere l’add-onDel.icio.us Bookmarks” versione 1.5.29, ma ho notato un problema che si verifica tutte le volte che svuoto cache, elimino cookie e pulisco i file temporanei del browser.

Cosa succede? Capita che dopo le pulizie di primavera trovi una pagina che desidero salvare come preferito su Del.icio.us, allora clicco sull’apposita icona nella barra di Firefox e mi vengono chieste le credenziali di accesso al servizio (perché giustamente non sono più riconosciuto). A questo punto il primo login fallisce sempre – nonostante userid e password siano corrette – viene quindi mostrato l’errore “a required security token was not present. please try again“, così come si vede dall’immagine qui sotto. Al secondo tentativo poi viene regolarmente garantito l’accesso al sito tramite l’add-on e tutto funziona benissimo.

Del.icio.us Bookmarks - Errore nel popup di login

Ora, mi sono subito spaventato pensando ad un vecchio metodo per rubare le password (il primo login fallisce perché viene registrata la password ed il secondo invece va a buon fine per non destare sospetti). Poi però ho pensato ad un banilissimo cookie mancante, che magari viene creato con la prima visita sul sito Del.icio.us, ma mi chiedo il motivo e come mai chi ha sviluppato il plug-in non se ne sia accorto.

Utilizzate anche voi questo add-on? Vi succede la stessa cosa o devo iniziare a preoccuparmi? 🙂

Dell’unica fonte

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Ho letto della disavventura di Robin Good sul suo e su altri blog, ma se sono certamente solidale con lui per la sfortuna che l’ha (temporaneamente) colto, non posso essere d’accordo anche con la sua strategia.

Sembra (qualcuno già ne parlava ad un Barcamp) che Robin con il suo network di siti raggiunga cifre da capogiro grazie a Google ADSense, parliamo di 200.000 euro l’anno, non bruscolini. Ora, nonostante la stima per aver raggiunto un volume di traffico e di revenue così elevato, penso che ci sia un errore di fondo in un business come questo. Ed è in parte lo stesso motivo per cui, parlando con amici alla ricerca dell’idea geniale, mi viene da storcere il naso quando alla domanda “e come pensi di guadagnarci?” rispondono “con la pubblicità“.

Robin ha fatto e fa un ottimo lavoro, sia chiaro, ed è una delle due persone che conosco in grado di vivere (bene) solo di ADWords. Ma in qualsiasi campo penso non sia saggio mantenere un’unica fonte di reddito, come anche un unico grande cliente, un solo prodotto e così via.

Non ho esperienza personale e diretta da portare a supporto, se non esempi di realtà con cui ho avuto modo di confrontarmi e/o di analizzare, si tratta solo di una modestissima opinione. Voi che ne pensate?

La leggerezza di Genialloyd

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Stasera avevo bisogno di accedere ad un account di un cliente di Genialloyd che non ricordava la sua password, ho avviato la procedura per il recupero online ma, dato che esistono più profili collegati alla stessa mail, il sito dell’assicurazione invita a chiamare il numero verde gratuito per ottenere tutte le informazioni.

Faccio il numero e mi risponde una ragazza del call-center a cui spiego la situazione senza dare alcuna informazione sulla mia identità: non fornisco cognomi o indirizzi mail, né codici di alcun tipo, mi viene richiesta solo la targa dell’automobile per la quale non dispongo più delle credenziali di accesso al sito. Poi mi viene domandato se l’intestatario fosse Nome Cognome e rispondo di si. Bene, la ragazza digita sulla tastiera e dopo qualche secondo mi dice al telefono UserID e Password. Così, in diretta.

Ora io mi chiedo:

  • è normale che gli operatori possano accedere alle password degli utenti? La password non dovrebbe essere criptata o comunque non visibile in chiaro? Gli operatori viceversa devono avere la possibilità di modificare le password o al limite avviare una procedura automatica che ne invii una nuova (privacy).
  • è normale che chiunque possa chiamare un’assicurazione (che lavora solo online) ed ottenere con questa facilità nome, cognome, userid e password di un cliente? Si parla di credenziali necessarie per accedere ad un’area riservata, con lo storico dei sinistri, degli ordini, dati personali, etc…
  • è normale che un’azienda che riceve altissime percentuali di pagamenti con carta di credito e che sfrutta quotidianamente adeguate soluzioni per la sicurezza dei dati, come il protocollo SSL, cada poi su una banalità del genere?

In questi anni ho sempre consigliato Genialloyd – anche per questo mi trovo ogni tanto a fare i rinnovi per gli amici – e, per la mia esperienza, si tratta davvero di un’azienda che funziona. Questa situazione però mi ha messo un attimino di preoccupazione e spero che si tratti solo della leggerezza estemporanea di un operatrice. Altre esperienze simili?

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