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Convegno AICEL: dati e strategie sulle vendite on line

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Live blogging e qualche appunto da Desenzano del Garda, parla Davide Casaleggio di Casaleggio e Associati, ricerca e approfondimenti http://www.casaleggio.it/ecommerce .

L’e-Commerce in Italia 2009, si parla dei risultati della ricerca: come si sta sviluppando, quali sono i problemi e le strutture, i metodi di pagamento, etc nel nostro paese. I risultati sono il prodotto di una ricerca condotta ogni anno su 2.743 aziende italiane che fanno e-Commerce in Italia o all’estero, intervistati sia online che in forma diretta.

Fatturato ecommerce europeo 252 miliardi, 6,3 per l’Italia, in crescita del 30%. Il settore che vende di più: turismo 50%, tempo libero 16%, elettronica di cosumo 13%, assicurazioni 10%, …, salute e bellezza 0,5% come anche l’arredamento. Dominano i prodotti/servizi che non hanno bisogno di logistica.

La crisi non influenza l’e-Commerce, ma anzi viene vista come la soluzione ad alcuni problemi (molti operatori entrano in rete ora per vedere). I problemi della crisi visti dal lato delle aziende: trovare nuovi clienti 27%, mantenere i margini attuali 24%, finalizzare i clienti esistenti 20%, operazioni di cross e up selling 17%, nessuna difficoltà 8% e altro 4%.

36 milioni di ordini per prodotti sul tempo libero (nuovi ingressi delle scommesse dopo la liberalizzazione), 8 milioni di ordini per il turismo, elettronica di consumo 3 milioni come anche l’editoria. Scontrino medio: turismo 355 euro, assicurazioni 455 euro, editoria 56 euro, alimentare 113 euro, salute e bellezza 80 euro, elettronica 236 euro, moda 193 euro, tempo libero 30 euro. Molto dipende anche dai costi di spedizione.

Aziende che fanno e-Commerce: dal 1994 solo 1%, nel 2000 il boom con l’11% di aziende e la seconda nel 2005 con il 15%. Qualche nome di azienda, tra i più “anziani”: CHL, Esperya. Dal boom del 2000: Yoox, Bottega Verde. Nel 2005: Monclic, Puntoshop (già solide hanno visto una grande opportunità).

Quali sistemi di pagamento vengono scelti dai merchant: Sella 31%, Bankpass 19%, Paypal 15%, Setefi 8%. Paypal viene accostato ai sistemi tradizionali e sempre più integrato.

Modalità di spedizione offerte dai merchant: Bartolini 23%, SDA 18%, 17% TNT, 14% Poste Italiane, 5% UPS. Rispetto altri paesi europei il primo operatore non sono le poste statali a causa dello scarso servizio offerto. Invece TNT sta organizzando in Italia un sistema di punti fisici “TNT poin” dai quali si possono ritirare direttamente i prodotti piuttosto che andare in filiale.

Partecipazione ai social media da parte delle aziende: sforzo non giustificato dai benefici 47%, partecipa ad alcuni 19%, il personale può parlare a nome dell’azienda ma rispettando alcune regole 17%, l’azienda partecipa sistematicamente 9%, è capitato 8%. Coinvolgere la clientela non è ancora visto come un’opportunità per creare valore. Casaleggio porta l’esempio del programmatore di Ryanair balzato agli onori delle cronache per via dei commenti anonimi (così credeva) e offensivi su un blog che parlava male dei processi tecnici e delle funzionalità del sito che probabilmente aveva sviluppato lui.

Integrazione con il mondo fisico legato alla vendita: nessuna integrazione 54%, punto fisico di vendita e ritiro 14%, personalizzazione di un prodotto 13%. Questa attività viene vissuta solitamente come conflitto tra i due canali di vendita, specie nelle grosse aziende perché il punto fisico crede di perdere mercato a favore dell’online e internamente all’azienda fa ostruzione. FNAC ad esempio integra la comunicazione per la vendita online e in negozio, i loro clienti non comprano in maniera predominante su uno dei due canali, ma vengono gestiti a tutto tondo. Cogliere le opportunità di entrambi i canali: Argos in Inghilterra ha molti grandi magazzini con dentro diversi totem da cui comprare online i prodotti e vendono così il 17% degli ordini! C’è anche chi sfrutta la stessa strategia per inserirsi nei punti in cui c’è molto via vai di persone come gli aeroporti.

Strumenti di promozione utilizzati: keyword adv sui motori 27%, 15% email marketing, comparatori di prezzo 14%, SEO 14%, stampa e giornali 10%, affiliazioni 4%, display adv su blog 4% e sui portali 2%, tv 2% e radio 1%. Le aziende che usano TV e Radio però investono budget molto maggiori: per la TV viene speso il 22% del proprio budget promozionale, mentre chi utilizza la radio ne spende il 15%. Le aziende che hanno studiato tutti gli strumenti stanno iniziando a capire come investire al meglio i propri budget pubblicitari. La promozione TV ha bisogno di un grande investimento, ma non essendoci molte aziende che possono permetterselo, questi danno ancora ritorni piuttosto buoni.

Stima del tasso di crescita 2009 per settori: tempo libero 81% (soprattutto trainati dalle scommesse), casa e arredamento 27%, moda 27% (trainato da Yoox), editoria 22% turismo 20%, elettronica 24%, salute e bellezza 22%.

Convegno AICEL: come costruire la fiducia in rete

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Live blogging e qualche appunto da Desenzano del Garda. Parla Roberto Scano di IWA.

I cataloghi elettronici stanno affiancando e sostituendo quelli cartacei, di conseguenza il consumatore cerca in rete siti credibili per effettuare i propri acquisti. E allora bisogna chiedersi: cosa fare per essere credibili sul web?

Una ricerca di Stanford Persuasive Technology Lab ha completato una ricerca con 5.000 utenti e vari metodi come laboratori, questionari, esperimenti su contenuti e analisi varie. Sono arrivati a definire dieci semplici regole:

  1. avere un sito web dall’aspetto professionale, design
  2. rendere semplice la valutazione dell’accuratezza delle informazioni, cioé “fidati, possiamo provarlo!” grazie a contenuti e recensioni di terzi che possano dare maggior valore al prodotto offerto
  3. far capire che dietro c’è un’azienda reale, inserendo dati CCIIA, certificazioni, indirizzi e recapiti, telefoni, foto dell’azienda dall’interno
  4. evidenziare l’esperienza in azienda, cioè “noi siamo i migliori” valorizzando gli esperti del nostro team, le associazioni di cui facciamo parte, certificazioni
  5. evidenziare l’onestà di chi opera nell’azienda, cioè siamo bravi ed accoglienti e dietro a queste pagine elettroniche ci sono davvero delle persone, ad esempio evitando mail impersonali come “info” e “commerciale”, ma puntando su nome e cognome
  6. garantire un facile contatto con il cliente, cioè siamo sempre raggiungibili grazie a telefoni, indirizzi, orari di apertura
  7. avere un sito facile da usare e ricco di funzioni/contenuti utili
  8. aggiornare spesso i contenuti, ad esempio tramite un blog, mettere ala data dell’ultimo aggiornamento, dare un senso di cura e nuovi prodotti innovativi
  9. moderare l’uso di pubblicità, meno confusione, separare chiaramente i contenuti del sito dai contenuti pubblicitari e se proprio bisogna inserire pubblicità farlo con tematiche coerenti
  10. evitare qualsiasi errore, cioè controllare testi, bug, situazioni bloccanti

Consigli vari: farsi conoscere nelle community a tema, consentire i commenti agli articoli e prodotti, offrire contenuti multimediali di presentazione dei prodotti, fare network con i proprio collaboratori, mantenersi aggiornati sulle novità a tema tramite RSS, monitorare cosa la rete dice di noi e conversare.

Robbe’, ma 28 pagine di curriculum non sono un po’ troppe? 😛

Convegno AICEL: progetto Sono Sicuro

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Live blogging e qualche appunto da Desenzano del Garda per il convegno AICEL, parla Andrea Spedale di www.sonosicuro.it.

Il progetto è partito ad ottobre 2008 ed è una vera e propria certificazione. Ha ricevuto 650 richieste che hanno generato solo 275 certificazioni (meno del 50%). Alcune sono ancora in fase di analisi ed al momento sono state fermate le richieste per via del carico di lavoro.

Criteri di certificazione: qualità, trasparenza nelle condizioni di vendita, chiarezza nell’informativa sulla privacy, sicurezza nelle transazioni, corretta informazione pubblicitaria, etc.

Dal pubblico: dato che la campagna pubblicitaria e tutto il progetto è rivolto ai merchant allora come fanno i consumatori a sapere che quel certificato/logo ha valore e da’ fiducia? Il team di Sono Sicuro sta attendendo di riaprire le iscrizioni per la certificazione in modo da partire in maniera parallela con le campagne già pianificate e rivolte agli acquirenti. La prima fase del progetto è stata volutamente un test. Due destinatari: i merchant (per aiutarli a capire perché fare degli sforzi ulteriori rispetto quelli minimi richiesti dalla normativa italiana: una sorta di codice etico) e gli utenti-clienti (riviste, campagne, etc).

Inizia una breve discussione sull’uso di PostePay come modalità di incasso: la discussione è accesa e ancora in fase di definizione all’interno dell’associazione di Andrea Spedale, al momento lui è l’unico contrario a questo metodo di pagamento e tra l’altro mi vede d’accordissimo.

Microsoft MIX Essentials

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Oggi sono stato a The Next Web Now MIX Essentials di Microsoft, presso l’hotel Crowne Plaza di Milano, un incontro in cui Microsoft e i suoi partner volevano analizzare situazioni e soluzioni per le nuove tendenze del web 2.0.

Steve Ballmer - CEO di Microsoft

La mattina sessione plenaria moderata da Marco Montemagno. Keynote con Steve Ballmer, CEO di Microsoft, che racconta le dinamiche del web e la strada che sta prendendo Microsoft: “content – community – commerce”, con il web al centro di tutto e Google da contrastare (magari insieme a Yahoo!). Al termine della presentazione ha dato la sua mail alla platea per invitarci a scambiare qualche parere con lui, io ho provato a scrivergli per il gusto della verifica: sarebbe divertente se mi avesse risposto davvero 🙂 Poi tre case history di cui, secondo me, l’unica interessante è risultata quella di FIAT.

Dopo il buon buffet sono iniziate le sesioni pomeridiane, io ho seguto il percorso for Creatives, interessante il primo intervento  “Nextperience Design: interazioni attitudini ed emozioni” e molto bello sopratutto l’ultima sessione dal titolo ” I creativi pubblicitari e il mondo del digitale“; peccato che il file della presentazione non verrà messa online (pesa 3 Gb!).

A proposito delle slide mi chiedo sempre, Montemagno, Achenza e Orlandi a parte, il motivo per cui gli altri non si facciano preparare la presentazione da qualche professionista, almeno per eventi di questa portata.

Nella hall ho avuto il piacere di salutare, anche se velocemente, Andrea e Tommaso.

IA Summit 2007: il pomeriggio

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Il pomeriggio è stato un po’ meno interessante per me. Bella l’idea degli speach brevi “Fifteen minute paper”, quasi modello Barcamp, ma seppur qualche domanda arrivi sempre dal pubblico il palco frena sempre l’interazione. Mi viene in mente un post che ho letto qualche giorno fa, dove si diceva che le aziende e chi fa PR inizia ad invitare i blogger perché sono gli unici che fanno tante domande, con poco timore reverenziale. Interessante il parallelo tra SEO e IA proposto da Alberto Mucignat e l’analisi per la UI di un caso reale che ha presentato Luca Mascaro. Le slide verranno rese pubbliche sul sito ufficiale della conferenza.

La sera poi, grazie agli sponsor, IA Summit ha offerto un aperitivo al centro Santa Chiara che ho raggiunto a piedi sfidando il freddo pungente di ieri: 1° secco. Poi un’ottima pizza in una birreria artigianale della zona, dove probabilmente pranzerò anche domani scegliendo qualcosa di tipico. Passeggiando per il centro di Trento si vedono i preparativi per i mercatini di Natale che apriranno settimana ventura.

Domani ultime presentazioni del summit e poi giro turistico.

Update: le slide di Alberto Mucignat e le slide di Luca Mascaro. E le slide di tutti.

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