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IA Summit 2007: la mattina

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Primo post da Trento. Il viaggio è stato rapido ed indolore, poi grazie alle precise indicazioni sul sito ufficiale dell’evento sono arrivato in perfetto orario. L’organizzazione sembra ottima: registrazione, badge, password gratuita per per wi-fi (con richiesta di documento), documentazione informativa sui principali speaker, etc. Visto velocemente Luca Mascaro e Alberto Mucignat, poi forse qualche lineamento conosciuto, magari dopo provo a vedere di chi si tratta. Ora si entra nel vivo.

Il keynote “Innovazione, invenzione e futuro dell’architettura dell’informazione” di Eric Reiss è stato molto interessante, tanto da spingermi a chiudere il PC e concentrarmi sulle parole ei concetti: qual è la differenza tra innovazione e invezione? Sostanzialmente l’innovazione è ciò che risolve un problema (è un’attività sempre pianificata), mentre l’invenzione è la trasformazione dell’idea in realtà (e avviene anche per caso). Bella presentazione con buone slide – pubblicate sul sito dell’IA Summit nei prossimi giorni – un’ottima capacità comunicativa e di cattura dell’attenzione del pubblico.

Ho seguito poco invece l’intervento di Federica Longo sulla “Modellazione concettuale delle architetture orientate ai servizi” complici delle slide poco attraenti, ma anche la curiosità verso alcune applicazioni che Marco mi ha fatto vedere sul suo PC (ad esempio una sviluppata da un suo collega dell’Università di Lugano che permette di vedere quali applicazioni usi di più e quando).

Interessante la presentazione “Confusi e felici: il web 2.0 e le nuove sfide cognitive di internet” di Cristina Lavazza e Andrea Fiacchi. Si tratta di due laureati che hanno avviato una piccola ricerca basata sull’osservazione dei comportamenti e sulle risposte dirette di 20 persone, 10 junior e 10 senior. Oggetto della ricerca l’esperienza di navigazione di queste persone su tre siti considerati capisaldi del web 2.0: Twitter, Technorati e Flickr. Il primo ne esce distrutto sia per quanto riguarda i giovani che i più “anziani”, il secondo ottiene risultati positivi e negativi da entrambi gli insiemi, ma su punti diversi, mentre Flickr sembra essere tra questi il servizio più semplice, utile e comprensibile. Interessante come tipo di ricerca, forse su numeri troppo bassi.

Un gustoso coffee break e si siparte con Nicola Guardino che presenta l’intervento “Ontologies and classifications” che riesco a seguire davvero poco. Mi preparo all’intervento seguente di Mascaro sulla “UI per applicazioni web 2.0: facetag“.

IA Summit 2007, si parte

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Bene, baracca e burattini sono stati impacchettati e dopo 4 ore di sonno partirò alla volta di Trento per l’Information Architecture Summit 2007.

Vediamo un po’: ho riguardato il programma (sembra davvero interessante), mi sono iscritto al pranzo e alla cena, ho stampato tutte le indicazioni per arrivare e uno shot di Google Maps, segnato il numero di telefono dell’alloggio, stampato qualche link di cose da fare/vedere a Trento per il pomeriggio Sabato, sgranato gli occhi davanti alla previsione di un “-2°” di minima, caricato batterie varie… insomma dovrei essere pronto. Ora nanna, in attesa che canti il gallo alle 5 di mattina, je possino!

Spero ogni tanto di aggiornare il blog da lì, wi-fi permettendo.

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a pranzo bellissima chiacchierata ricca di spunti interessanti, parlando di web, interfacce, ipod ed apple, evoluzioni della tecnologia, naba, situazione italiana ed estera, e molto altro… ad averne di pause pranzo cosi’! qualche considerazione finale sulla giornata: il wifi mancante (anzi, a pagamento) e’ una pecca non da poco, specie considerando che sono stati invitati 2-3 blogger. molto utile avere la possibilita’ di sentire in prima persona la visione di grandi aziende sul tema web 2.0. ma anche la sensazione di un tuffo nel passato: dopo 3 barcamp vedere una comunicazione monodirezionale con pubblico attento, che ascolta, ma che non partecipa attivamente sembra quasi un peccato, specie nell’ottica dell’argomento del giorno, il web 2.0 e la partecipazione… non ci sono conversazioni nei corridoi, gente che “aggrega”. monna lisa, che ha organizzato l’evento, ha fornito un plico con la stampa di tutte le slide, molto utile per seguire meglio gli interventi, ma spero che vengano comunque rese disponibili online, ad esempio su slideshare cosi’ potrei inserirle nei post a supporto. in modalita’ 2.0, insomma! 🙂 grazie ancora ad alberto per l’invito, giornata interessante ed utile.

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Il ruolo della mobilità allargata nello sviluppo del Web 2.0
Massimo Martini (General Manager YAHOO! ITALIA)

il bello della rete non sono le tecnologie, ma le persone che stanno dietro ai monitor. significato originale di comunicare: mettere in comune. il web si e’ trasformato da “il” web, “il mio” web fino a “il nostro” web. l’utente e’ protagonista ed esige personalizzazione, vuole condividere e vuole la rete ovunque. cellulare: il medium personale, non si esce mai da casa senza. chiede quanti cellulari in aula, tutti alzano la mano, quanti hanno 2 cellulari, alcuni alzano la mano: piu’ cellulari che persone. fa lo stesso per il pc, alcuni alzano la mano, chiede quanti pc accesi: solo io 🙂 mi chiede se faccio live blogging: scrivo post ma non in diretta perche’ manca il wifi, damn! si parla di banda dei cellulari. anche le aziende amano utilizzare i cellulari nelle loro attivita’ rivolte ai clienti: sms, concorsi, etc. cosa non vogliono i consumatori? non vogliono spendere tanto (ad esempio la fatturazione per traffico in mb), non vogliono un’esperienza diversa da quella che conoscono al pc, ma chiedono risposte rapide e consultabili, risultati rilevanti rispetto a dove si trovano.

presenta y!go for mobile 2.0 e’ un applicativo da installare sui telefonini compatibili (circa 400 modelli sul mercato possono utilizzarla grazie a partnership con nokia, motorola, samsung, rim, apple), e’ come un piccolo browser con N widget che possono collegarsi a contenuti come: mete, mail, search, flickr, finanza sport, spettagolo, news e si possono aggregare anche altri rss diversi da quelli di yahoo. con mappe geografiche (integrabili con gps). fa il confronto con google cercando “new york” restituisce 44 milioni di risultato mentre il software che sta mostrando filtra i contenuti per tema: meteo, foto, eventi, etc perche’ in quanto legato ad un utilizzo dal cellulare le necessita’ sono diverse (e comunque personalizzabili). ai concerti rock ora non ci sono piu’ gli accendini, ma i cellulari che registrano e scattano.

si parla di flickr e della possibilita’ di integrarlo con il cellulare per la pubblicazione istantanea (mentre spiega massimo scatta una foto alla platea con il suo cellulare e la carica subito online), fa partire un simulatore e vediamo in diretta come funziona il software. la navigazione tramite menu e’ molto veloce, come anche il caricamento dei contenuti, la piattaforma e’ aperta e si possono caricare anche altre applicazioni.

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Dal download all’upload: ricerca, accesso, produzione e distribuzione dell’informazione
Stefano Hesse (Corporate Communications & Pubblic Affairs Google Italia)

nel 2007 ci sono 1,3 miliardi di persone online, tanta gente e ce ne sara’ sempre di piu’: ed avranno bisogno di tante cose. la banda larga aumenta, il costo di storage (tenere i dati in un determinato posto, vedi l’ipod e’ passato da 5gb a 40gb diminuendo il costo) e’ diminuito drammaticamente, democratizzazione dei mezzi di produzione edistribuzione (solo pochi anni fa produrre un video era costosissimo). oggi godiamo di piu’ contenuti e possiamo anche produrne. spendiamo molto piu’ tempo online e molto di questo su applicazioni (mail, news, social networking, im, streaming, blogging). il tempo dedicato ai media tradizionali sta diminuendo ma questo non significa che le persone non siano interessati ai loro contenuti: vedi l’esempio del sole 24 ore che sta portando parte del contenuto online in modalita’ web 2.0. passiamo dalla comunicazione di massa con fruizione passiva al one to one con un alto tasso di interazione (from push to pull). mostra la copertina del time della persona dell’anno 2007, quella che mette “you” al centro del monitor del pc.

i 4 punti chiave della comunicazione: integrazione tra online e offline (i media si devono parlare ed avere contatti, la strategia online deve essere pensata in relazione con quella offline, da tutta l’azienda), misurabilita’ e focus su roi, nuova organizzazione interna (per integrare le competenze) branding (cnsumer engagement). se io parlo e non ascolto do’ un’immagine fissa dell’azienda, se invece mostro all’utente che accolgo il suo feedback e lavoro su queto do’ un’immagine nuova e vitale dell’azienda.

comunicare 2.0: mettersi in gioco, ecco come fare: corporate blog (l’italiano e’ il primo ad aprire i commenti, non tutte le aziende hanno bisogno di questo strumento, bisogna valutarlo. per google e’ servito avere feedback dall’utente, gratuito ed efficace), nuovi strumenti per la comunicazione del brand (es. google earth, come ha fatto british airways creando un layer con informazioni simpatiche sul prezzo all’interno del cielo delle citta’), strategia di integrazione (es. come ha fatto la produzione del film 007 con le mappe geografiche ed i video delle location del film, interviste, effetti speciali: interesse in tutto quello che non e’ solo il prodotto finale), integrazione offline-online (es. come ha fatto pontiac con uno spot televisivo breve che terminava con uno screenshot di google che invitava l’utente a verificare digitando la parola “pontiac” per vedere come ne parla bene la gente. chiaramente c’e’ una logica perche’ i rischi sono grandi e la gente online puo’ parlarne male, ma in questo caso l’online e’ parte integrante della strategia), rinnovarsi per raggiungere il proprio target (es. come ha fatto rai.tv con un canale brandizzato con you tube).

la community crea i contenuti (es. red hot chili peppers con un fan che ha vinto 10.000 dollari e la possibilita’ di fare il tour con la band in cambio di un bel video che ora il gruppo sta utilizzando sui canali televisivi). express yourself (video su you tube di due ragazzi coreani che prendevano in giro i back street boys, hanno avuto cosi’ tante visite che motorola gli ha chiesto di partecipare ad uno spot per il mercato orientale). lascia che siano loro a commentare (es. come ha fatto il milan sul proprio sito permettendo di commentare e di caricare video in risposta ai commenti). domanda dal pubblico sulla presenza di immagini protette da diritti nei video prodotti dagli utenti, stefano risponde che normalmente il proprietario del canale prende la distanza dai contenuti degli utenti con un disclaimer e i contenuti non adatti vengono segnalati dagli utenti o da terzi al team di you tube che elimina il video. istituzioni 2.0 (es. blair che dice che non c’e’ mezzo come you tube dove comunicare e dove capire cosa i tuoi elettori vogliono e pensano).

le chiavi del web 2.0: gli utenti creano contenuti, bisogna mettersi in gioco, i messaggi viaggiano molto piu’ velocemente, il target non e’ piu’ lo stesso, ascoltare i feedback degli utenti. buone le slide di stefano e la sua capacita’ comunicativa, le informazioni fornite sono state di livello base, ma gli esempi reali proposti per ogni situazione molto interessanti. stefano fornisce anche la sua mail privata per opinioni, richieste, insulti e contenuti da condividere con lui: grande!

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