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Come migliorare il sistema di comunicazione interno ed esterno delle aziende con il Web 2.0
Andrea Toigo (Business Solution Manager Intel Corporation Italia)

mail: una persona. scrivo e non so se l’altro e’ di la’ che legge. chat: due persone, 1 a 1. in tempo reale entrambi comunicano. conferenze: video o audio, uno a molti. blog, wiki e mashup: molti a molti, senza partire da zero ogni volta. vediamo la penetrazione dei servizi web 2.0 nelle aziende (ricerca di CIO research): strumenti di team collaboration, servizi di posizionamento, blog, rss, podcast, social networking e wiki. il 50% circa delle azienda gia’ utilizza strumenti di team collaboration, mentre gli altri partono da un minimo del 13%, non male e alcune aziende si stanno interrogando su come sviluppare internamente alcuni di questi strumenti.

come intel usa le possibilita’ del web 2.0: rss per contenuti della intranet, blog interni all’azienda (a partire dal ceo, sulla intranet con posto settimanali: comunica e riceve feedback, blog dei manager, degli executive e dei dipendenti), intel wiki (problema: tante informazioni e difficolta’ a trovarle: questo e’ un modo efficiente per condividere queste informazioni cioe’ gli esperti di un settore comunicano il loro know-how in questo luogo e tramite il motore di ricerca gli altri le trovano). verso l’esterno intel condivide link, distribuisce feed, etc. anche altre grosse aziende come sap, ibm, etc seguono questa strada, quindi intel ha investito (insieme ad altri big) sul progetto “suite two” che e’ un insieme di tool che possono aiutare le aziende ad andare verso l’utilizzo del web 2.0 all’interno della propria infrastruttura. e mostra la struttura logica della suite, adatta pero’ ad aziende medio-grandi.

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La svolta di internet: ruolo e prospettive dell’introduzione dei nuovi paradigmi tecnologici
Luca Colombo (Country Manager On Line Services Group Microsoft)

due brand: msn e windows live per le nuove esigenze dei consumatori (2.0). msn oggi e’ il portale dei contenuti di microsoft, con gruppo editoriale, quindi esperienza “pre-programmata” in base agli interessi degli utenti su base statistica, quindi l’audience e’ quella di chi preferisce una programmazione di contenuti selezionati. windows live e’ invece una pagina bianca da personalizzare totalmente (tab, feed, canali di concorrenti, servizi, etc) e l’argomento di interesse non e’ quindi deciso a priori, ma l’utente esprime i propri gusti con le sue scelte aggregando contenuti da varie parti. il business e’ l’advertising (pubblicita’) che e’ alla base di quello che microsoft fa su msn e windows live.

msn attrae i consumatori con i servizi e quindi gli advertiser sono interessati a fare pubblicita’, modello classico. windows live invece permette a terze parti (es. developer) di realizzare dei servizi ad hoc e personalizzati, ad esempio tramite le api. windows live ha circa 30 servizi attivi ad oggi raccolte e organizzate in 4 categorie: informed (contenuti), connected (servizi di comunicazione), protected (sicurezza), common dna (caratteristiche dei servizi).

live messenger (dati nielsen net ratings): l’im piu’ usato, 260 milioni di persone lo usano ogni mese, 4 nuovi utenti al secondo, 26 lingue, 7,5 miliardi di messaggi al giorno, 5 volte gli spettatori di MTV, equivalente alla popolazione delle 24 citta’ piu’ popolate al mondo. l’utilizzo del web non e’ in crescita solo attraverso le pagine e la navigazione, ma anche attraverso le applicazioni (es. negli ultimi 2 anni il trend degli utilizzatori di applicazioni come msn, itunes, etc e’ in costante crescita).

windows live agents permette di interagire one-to-one (customer support) con i propri clienti/utenti tramite l’applicazione messenger ed un bot (ro-bot un software intelligente che risponde alle domande degli utenti se interrogato in linguaggio naturale): ad esempio si possono fornire indicazioni sulle mappe stradali affiancando l’immagine alla chat (es. lo fa sony ericcson), oppure effettuare prenotazione con aiuto direttamente da dentro messenger (es. lo fa uvet), risponde alle domande dei clienti tramite messenger (es. lo fa abn-amro). vediamo in diretta una demo: chiediamo “voglio andare a cuba domani pomeriggio” e risponde “attenzione cuba non e’ nei viaggi” perche’ si tratta di un sistema aziendale e la destinazione non e’ prevista chiediamo per un volo da milano a berlino e riceviamo in risposta l’elenco dei voli e il prezzo di ognuno. chiediamo di vedere l’elenco in maniera grafica sul web e il bot aggiunge un riquadro a messenger e ci mostra la risposta in maniera piu’ accattivante. questo sistema funzionera’ da ottobre anche via cellulare.

live spaces e’ la piattaforma di blog di microsoft, anche per microsoft l’italia e’ la 4° lingua al mondo nella blogosfera. piu’ di 4500 live spaces creati ogni giorno in italia.

l’integrazione tra servizi (msn, soapbox, live mail, messenger, web, etc) e’ una priorita’: live mail sostituira’ outlook, se navigando su una pagina si desidera bloggare su quell’argomento c’e’ un punsante apposito, da soapbox si puo’ condividere un video attraverso messenger e guardare un video insieme ad un amico, etc. il network di microsoft cresce molto perche’ hanno risposto a queste richieste di integrazione da parte deggli utenti.

virtual earth e’ un sistema di mappe che rispetto agli altri simili offre offre alcune caratteristiche in piu’: la vista dall’aereo e la visualizzazione 3d. vediamo una demo del bird-eye su milano (risoluzione 15 centimetri per pixel, disponibile per una 70ina di citta’ in italia) cioe’ la visione della zona geografica come se fossimo presenti su un aereo, la visualizzazione puo’ essere fatta da ogni direzione. allo stesso modo vediamo la ricostruzione 3d, che in italia e’ disponibile solo per alcuni monumenti, mentre in america e’ presente per una 20ina di citta’.

popfly (alpha) e’ un servizio (per consumatori finali e per aziende) che permette di costruire una pagina web aggregando e facendo mash-up oppure consultare cosa hanno prodotto gli altri utenti. ci sono N componenti che vengono gia’ resi disponibili dal servizio e che si possono utilizzare come preconfigurati. vediamo partendo da una pagina vuota come mostrare delle foto presenti su live spaces in modalita’ diversa: si prendono le foto e si trascinano nella pagina, si trascina l’oggetto che mostra le foto e si collegano con un clic, si da’ l’ok e la pagina viene “compilata” e resa disponibile, l’oggetto creato puo’ essere ospitato su altre pagine live spaces (come gadget) o condiviso con altri utenti. il gadget si puo’ anche scaricare sul desktop di un pc con vista e fare in modo che i contenuti vengano prelevati automaticamente dal web e visualizzati nella maniera che l’utente preferisce. microsoft sta andando in questa direzione: tanti pezzettini che “vivono” sulla rete e che l’utente puo’ aggregare nel modo e nel luogo che preferisce.

belle le slide (anche se ancora con troppo testo in alcuni casi) e i grafici (legende piccole), in parte in lingua inglese. piu’ una presentazione di servizi che una sessione formativa o divulgativa. per me comunque interessante grazie alla demo di popfly che non conoscevo e ad alcune informazioni sulla direzione che sta prendendo l’azienda.

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Il bisogno di socialità e la partecipazione democratica degli utenti
Francesco Monico (Ricercatore di forme culturali e mediazioni tecnologiche, coordinatore dip. di Media Design NABA)

sono andato a chiedere per il wifi: le 3 reti sono a pagamento e l’organizzazione questa volta ha pensato alla connessione solo per il desk dei relatori, gran peccato: niente live blogging vero. mi dicono che anche un’altro blogger ha fatto questa richiesta, chi sara’? 🙂

francesco si presenta e parlera’ del bisogno di socializzazione e della partecipazione democratica. fino ad ora politiva alfabetica, poi televisiva, adesso e’ basata sui processori e l’hyperlink. figuraccia: mi suona il telefono in sala, ma giurin giuretta avevo messo il vibra-call, probabilmente non ho cliccato per benino sull’icona, sorry. e dire che ho sempre odiato quelli a cui succedeva, la legge della sopportazione 🙂

la forma orale prevede un rapporto attivo e partecipativo (l’uomo era attivo e si muoveva in gruppo), con la fase del libro s’e’ creato l’io e il punto di vista della critica, infine la forma elettronica che prevede una forma passiva, quella del telespettatore, senza punti di vista critici. francesco utilizza delle slide modello pagina di word, bisogna scegliere se leggere le slide o seguire il relatore: schematizzare e stupire (marco montemagno insegna)! fa un paragone tra media tradizionale e web 2.0 indicando i vantaggi e gli svantaggi di entrambi. ci sono delle teorie sul motivo per il quale sentiamo sempre il bisogno di connettere tutto e tutti. ora si parla dell’utenza internet in italia: circa il 30% della popolazione italiana utilizza la rete e dal 1997 gli utenti sono in continua crescita. la mail aziendale e’ piena di spam, mentre gmal funziona benissimo, i server delle universita’ sono lenti e chiusi mentre su youtube si possono caricare video facilmente: niente password e tutti possono accedere ai contenuti. in italia internet non e’ diffuso come tv, cellulari, videoregistratore, lettore dvd, pc. all’accademia hanno difficolta’ ad insegnare storia della televisione perche’ molti studenti non la guardano piu’ e non comprendono di cosa si parli. picco massimo di utilizzo internet 15-24 anni (oltre 67%) e in questa fascia di eta’ non c’e’ differenza significativa di genere, che invece aumenta con il salire delle fasce d’eta’ (piu’ uomini).

concetti chiave: intelligenza colletiva (se in un gruppo di 10 persone abbiamo un’opinione contraria rispetto, ad esempio, ad 8 persone tendiamo ad uniformarci piuttosto che discutere. c’e’ un programma che ci permette di fare insieme qualcosa che non possiamo fare separatamente), cultura partecipativa (es. wikipedia, criticata perche’ non c’e’ l’autorita’. io scrivo una voce sul wiki e qualcun altro me la legge, corregge, etc), cultura della convergenza (l’autore non deve piu’ costruire un sistema “dato”, ma un qualcosa dove lo spettatore-lettore deve partecipare in qualche modo). arriva la prima domanda: sul web l’unica modalita’ per cui le aziende possono comunicare e’ quella che sta usando apple, cioe’ farsi dire che sono belli, fighi, etc… o si riesce a dare un messaggio unilaterale, senza far parlare necessariamente gli altri di se’? francesco risponde che e’ possibile, come fa lifegate. un sito americano di contenuti contro il clero e’ stato velocemente oscurato (48 ore) dal governo italiano, tempistica record, ma dall’america in 9 ore hanno risposto che il reato non sussiste, ed anche nel caso: dov’e’ il reato? si puo’ oscurare e chi deve farlo? segnala che le sorgenti di contenuti stanno cambiando e bypassano velocemente i vincoli. al jaziraa manda i video su youtube.

il panopticon e’ un carcere ideale progettato alla fine del 1700: ci sono sistemi di intercettazione di cui non possiamo sapere, ad esempio come facciamo a sapere se qualcuno legge il nostro traffico di mail? l’unico modo per reagire al panopticon e’ farne parte, ad esempio portando il piu’ possibile in pubblico. carrellata: world of warcraft, habbo hotel, second life, etc. una giocatrice molto famosa di world of warcraft e’ morta (nella vita reale, di tumore) e i suoi amici virtuali, elfi, gnomi etc le hanno fatto un funerale all’interno del gioco, per renderle omaggio… la gilda opposta ha teso un’imboscata e li ha uccisi tutti (nel gioco). loro avevano dedicato molto tempo al personaggio-account del gioco e quindi si pone il dilemma etico: e’ giusto? dov’e’ il limite? ci sono diversi siti e documenti online su questo evento e la discussione e’ ancora aperta. la vita virtuale (il termine “virtuale” e’ presente anche nell’antico testamento), o ti muovi tu o non succede niente, la dimensione non esiste finche’ non gli diamo valore: non ci sono differenze tra l’amore epistolare o un amore nato su second life, la critica allo sdoppiamento di personalita’ e’ quindi priva di senso. siamo noi a dare valore alle situazionie ed alle cose.

per la partecipazine democratica degli utenti serve: livello minimo di alfabetizzazione, codici culturali medio alti, creare gruppi di interesse, personalita’ con piu’ identita’, capacita’ multitasking, economie di scambio virtuali o reali, creare comunicazione virtuale o reale, attuare una crasi tra realta’ e fiction. la tv 2.0 lo spettatore cerca nelle reti contenuti di suo interesse e si frammenta in comunita’ tematiche basandosi sull’intelligenza collettiva: finisce la fiction (intesa come un prodotto del cinema) e la realta’ diventa piu’ importante. ad esempio ci sono comunita’ di chi mette la videocamera sulla moto e va in giro per le autostrade del mondo ai limiti della legalita’, se non illegali, dai quali e’ nato anche un dvd. di pietro rilascia le intervista su you tube, cioe’ l’intervista realmente com’e’: l’utente e’ all’origine delle notizie. di pietro ha un’isoletta su second life, ma dal pubblico qualcuno fa notare che c’e’ solo la bandiera e che e’ totalmente vuota, il relatore dice che l’importante e’ il passo.

francesco si scusa per essere andato molto veloce e conclude. personalmente direi che tutta la seconda parte dell’intervento e’ stata molto interessante, ma bisogna migliorare le slide e parlare decisamente piu’ piano: magari meno contenuti, ma piu’ tranquillita’ e approfondimenti. sono le 11.20: coffee break.

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Il web 2.0: l’onda visibile del nuovo internet
Alberto D’Ottavi (Giornalista, blogger ed esperto Web 2.0 & Social Media)

alberto ad un’azienda: xche’ nono pubblicate le slide su slideshare?
azienda: che target ha slideshare?
alberto: su slideshare non si va piu’ dalla home page, che e’ lo strumento per definire il target!

parla di mash-up e dice che in italia non ci sono servizi che permettono mash-up mentre sono sempre le aziende americane a permetterlo, cioe’ sono aziende piu’ aperte (es. forniscono api). mostra slideshare e parla di embedding. alberto mostra il video di michael werch, quello che girava poco tempo fa nella blogosfera. rethink ourselves!

si parla di delicious, prima alberto ha mostrato gli utilizzi e le funzionalita’ di alcuni altri classici servizi web 2.0 e spiega la logica dell’intelligenza collettiva, la navigazione “per utenti”, una logica alternativa (anzi complementare) ai motori di ricerca. mia considerazione: alla fine sul web si cercano due cose 1) persone 2) contenuti. quindi non solo questo metodo e’ complementare a google, per esempio, ma anzi e’ migliorativo perche’ arriva a contenuti che ti interessano attraverso relazioni sociali che scegli tu per te stesso.

ora parla di video blogging, del blog di zoro e dei numeri che ha fatto con i video del grande fratello, di viralita’ ed emulazione (esempio del video “frangetta” che prende in giro un certo tipo di ragazza milanese, ma che poi e’ stato ripreso da altre citta’ e rifatto sulla loro realta’). attraverso bloglines guardiamo il blog di antonio sofi spiegando come si vede attraverso l’aggregatore. alberto fa vedere twitter e myspaces.

alberto mostra alcuni grafici che analizzano cosa succede con l’adozione di strumenti social netork: come cambia l’uso dei media, lo spostamento dell’attenzione, gli user generated content, (commenta: gli analsti fanno previsioni poco affidabili sull’evoluzione della tecnologia perche’ e’ troppo veloce), curva di diffusione dei blog tramite technorati (28 milioni l’anno scorso, ad aprile 40 ora 80 milioni). si parla della ricerca diario aperto e sembra che la 4° lingua della blogosfera sia propro l’italiano, con 2 milioni di blog. Alberto analizza alcuni dati risultanti dalla ricerca di diario aperto: i blogger danno piu’ fiducia ai blog che alla tv, i blogger diminuiscono quindi il tempo che spendono davanti alla televisione. alberto ha raccolto dei dati da cui si vede che il mainstream ha un trend in discesa mentre i blog in ascesa.

web 2.0 significa una serie di cose: disintermediazione. forniscono la piattaforma per pubblicare contenuti da parte degli utenti, danno quindi la possibilita’ di agire. questa scelta obbliga a rinunciare al controllo (tema clou per il marketing). le aziende devono non solo ascoltare, ma anche partecipare e scoprire nuovi argomenti per contribuire alla conversazione. i contenuti delle conversazioni devono essere liberi, modificabili ed aperti al resto dell’utenza. pensare ai media come un sistema integrato e non un sistema formato da tante isole. i siti di contenuti non dovrebbero piu’ essere pensati come “destinazione finale” degli utenti, ma dovrebbero invece mandare verso l’esterno per conquistare gli utenti, integrarsi ed aumentare la partecipazione. il web 2.0 e’ anche un insieme di metodologie, modelli, idee e fa una carrellata con alcuni esempi italiani: first generation network (associazione per l’imprenditoria giovanile informatica), saldi privati (last minute prodotti di moda, solo su invito: anche l’ecommerce puo’ essere ripensata), my minutes (per 1 euro si compra 1 minuto di visibilita’ in home page e il sito rimarra’ fermo quando i minuti di un anno saranno tutti venduti, anche qui c’e’ massima relazione tra utenti), due spaghi (recensioni di ristoranti e pareri), photoshakr (prende le tue foto da flikr e ti permette di usare il quadrato con le foto shakerate sul tuo blog, insomma un mashup, piu’ alcuni richiami a funzionalita’ esterne di siti di ecommerce come amazon per l’acquisto della macchina fotografica con cui e’ stata scattata la foto), mobango (startup, user generate content gratuito per telefoni cellulari), zooppa (startup, user generated advertising: fanno un contratto con un brand, dicono alla community di inventare uno spot, la community poi lo vota e il vincitore viene pagato).

il web 2.0 e’ qui, e’ in corso. bisogna presidiare la tecnologia come attori non come utenti. buone le slide e bravo alberto per il carattere divulgativo dell’intervento. 🙂

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appena arrivato al palazzo delle stelline: 3 wifi aperte, ma dopo la connessione necessitano di password per l’accesso al web, che va chiesta al desk, ma alla registrazione nessuno mi ha detto niente. in questo momento la prima sessione è già iniziata e preferisco non uscire disturbando tutti (siamo in una sala con accesso da un’unica porta), quindi per ora live blogging offline.

c’e’ silenzio e attenzione, circa 45 persone presenti. vedo 2-3 facce conosciute, ma con cui non ho mai avuto modo di chiacchierare, poi vicino ad una delle poche sedie libere, quella su cui decido di sedermi, c’e’ tommaso che avevo conosciuto al barcamp di genova e si ricordava che dovevo sposarmi: grande! c’e’ anche chi arriva da lontano perche’ vedo qualche valigia, a meno che dentro non ci sia un portatile particolarmente pesante… 🙂

chiaramente scusate la punteggiatura, gli accenti, le maiuscole, la forma e la temporanea mancanza di link (poi li mettero’): si tratta di appunti veloci durante l’evento.

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