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e-Commerce: e-Mail Marketing Consumer Report, i risultati della ricerca da ContactLab

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ContactLab pubblica il report annuale della ricerca sulle abitudini e comportamenti degli utenti nell’uso di e-Mail e newsletter. Il documento risulta interessante per chi si occupa di web marketing, sopratutto perché contiene (per la prima volta, dal 2009) informazioni in relazione all’e-Commerce e al social media marketing.

La ricerca 2011 ha carattere europeo, infatti è stata condotta su un campione di 5.000 utenti maggiorenni e connessi regolarmente, aggregati per 5 paesi: Italia, Francia, Spagna, Germania e Regno Unito.

Ecco qualche spunto di riflessione su un tema a me caro, l’e-Commerce. Numeri che confermano la relazione (che ha fondamenta anche nel database building e nella fidelizzazione) come uno dei fattori chiave per il successo di un negozio online, ne parlavo anche in SMAU. Qualche numero:

  • l’utente italiano medio riceve 22 mail al giorno;
  • il 23% sostiene di seguire le newsletter perché gli permette di risparmiare tempo;
  • il 33% è soddisfatto di come le newsletter presentano i prodotti da acquistare;
  • sempre il 33% dichiara di fidarsi delle newsletter alle quali è iscritto;
  • il 63% ritiene di aver ricevuto informazioni e promozioni convenienti tramite le newsletter;
  • il 47% ha acquistato online attraverso un link presente nelle newsletter che riceve;
  • il 56% ha acquistato online perché stimolato da un’offerta interessante tramite newsletter;
  • il 49% degli italiani iscritto almeno a una newsletter è anche iscritto ad almeno un gruppo di acquisto;
  • il 78% di chi risulta iscritto a un gruppo di acquisto ha acquistato tramite coupon ed è soddisfatto dell’acquisto, solo l’8% non ha mai acquistato!

Riporto anche l’infografica a corredo del report:


Email marketing in Europa – Infografica di ContactLab email marketing

Sul sito ufficiale di ContactLab si può scaricare l’abstract gratuito e il report completo.

Web A(p)Punti: Test A/B, Microconversioni, Call-to-action, Newsletter, navigazione Mobile e no-profit

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  • Showcase di test A/B (split test)

    L’ottimizzazione delle conversioni di un sito web inizia con l’analisi dei dati, la valutazione dei pattern e tutta una serie di congetture/valutazioni basate su esperienza e intuizione. Questo sito raccoglie i risultati di esperimenti effettuati da altri e… vi sfida a indovinare cosa converte meglio.

  • Microconversioni

    Interessante articolo introduttivo sulle “micro-conversioni” e sul perché conviene misurarle.

  • Come creare validi pulsanti call-to-action

    Dal sempre valido SmashingMagazine, una serie di esempi grafici e best practice sulla creazione di pulsanti “call to action” in grado di raccogliere il maggior numero di clic.

  • 20 idee per incrementare gli iscritti alla newsletter

    In questo articolo troviamo un buon elenco di idee/modalità per la raccolta di indirizzi mail con lo scopo di realizzare una newsletter.

  • Come ottimizzare una pagina web per gli smartphone

    Dal guru dell’usabilità, alcuni suggerimenti per adattare una pagina web alla navigazione tramite dispositivi mobile.

  • Google Grants

    Non conoscevo questo servizio: big G offre pubblicità gratuita alle organizzazioni senza fini di lucro.

e-Commerce: come le persone utilizzano gli smartphone

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Mobile Commerce

Uno studio di Google, “The Mobile Movement: Undestanding Smartphone Users” (di cui ho letto sul Tagliablog), fa luce su come le persone usano i loro smartphone in rapporto al web. Ecco qualche numero interessante anche per chi fa e-Commerce:

  • il 72% usa lo smartphone durante l’utilizzo di altri media (il 33%, in particolare, mentre guarda la TV)
  • infatti il 71% utilizza il telefono per cercare informazioni in seguito alla visione di un annuncio pubblicitario altrove: offline (68%), online (18%) o via mobile (27%)
  • il 50% di questi compie un’azione, come visitare il sito o effettuare un’acquisto
  • i motori di ricerca sono il sito più utilizzato, seguono i social network, i siti di negozi e di condivisione video
  • il 95% delle persone che accedono al web tramite smartphone ha cercato almeno una volta informazioni locali
  • di questi utenti, l’88% compie un’azione entro la stessa giornata, come ad esempio l’acquisto o la visita al negozio su strada
  • ben il 77% utilizza lo smartphone per contattare l’attività commerciale, principalmente tramite telefono o visita di persona
  • il 79% degli utenti sfrutta il telefono come strumento di supporto all’acquisto, raccogliendo informazioni sul negozio o verificando prezzi e caratteristiche del prodotto (il 70% lo fa direttamente dall’interno del negozio tradizionale)

Come sfruttare questi dati

Forse per i piccoli merchant è ancora presto per investire in una versione mobile del proprio e-Commerce (anche se, al solito, chi prima arriva…), tuttavia è possibile soddisfare gran parte delle necessità degli utenti con il minimo sforzo. Ad esempio realizzando una versione mobile del sito composta solo da una pagina contenente:
– le informazioni per contattare l’azienda via mail/telefono/fax/Skype
– le informazioni per raggiungere l’eventuale negozio su strada.

Un ulteriore consiglio è quello di posizionare l’esercizio commerciale anche su Google Places, in maniera da comparire tra i risultati delle ricerche geografiche su Google.

Poi, se c’è budget sufficiente, potrebbe essere utile un catalogo prodotti navigabile comodamente da smartphone. Questo è il primo vero passo in direzione del mobile commerce. Guarda quello di Amazon, secondo me è davvero ben fatto.

WhyMCA 2010 live blogging (appunti): dall’idea al design dell’interfaccia mobile

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Dall’idea al design dell’interfaccia mobile step by step, Ilaria Mauric

Esercizio di stile personale, analisi di un servizio online che utilizza (non realizzato da lei) e progetto di porting su mobile.

Ilaria fa’ una breve analisi dell’interfaccia web del servizio Monthlyinfo.com, per monitorare il ciclo. Mostra lo stesso sito su mobile: uguale, ma molto piu’ piccolo e quindi impossibile da utilizzare con le dita (tap). Utilizza il sito come utente, ma vorrebbe un’esperienza utente su mobile piu’ comoda per cui decide di progettarla.

Confronto tra web e applicazione. L’applicazione deve offrire risposte piu’ velocemente, avere funzionalita’ minime e semplici da utilizzare (per gli sviluppatori e’ svantaggioso perche’ bisogna riscrivere molto). Context is king. Il porting di alcune funzionalita’ non ha piu’ senso sul mobile, ad esempio i reminders diventano push notification.

Inizia a progettare con i wireframe tutte le varie schermate. Sceglie la piattaforma di sviluppo e quindi consulta le guidelines e l’SDK per ottenere le specifiche di progettazione (schermo, risoluzione, colori, etc). Poi interfaccia via PhotoShop con librerie.

Dubbi e discussioni con gli sviluppatori: c’e’ spazio nella schermata, aggiungiamo informazioni e funzionalita’? La scelta e’ stata negativa per non complicare l’interfaccia. Piu’ si aggiunge piu’ servono test con utenti. Altro dubbio: i colori aiutano davvero? Se la funzionalita’ e’ simile e porta alla stessa sezione dell’applicazione conviene mantenere lo stesso colore per una questione di usabilita’. Dubbio sulla risoluzione: 72dpi e 8bit e’ quella corretta? iPad ad esempio accetta 180dpi con profondita’ colore 16bit, ma per gli smartphone non ha trovato risposta.

Nuovi dispositivi = nuovi scenari = nuovi contesti = nuove interfacce.

WhyMCA 2010 live blogging (appunti): design per iPad

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Design per iPad, Luca Mascaro La prima volta che hai in mano un iPad non capisci bene cosa ti ricorda come esperienza d’uso. Le regole di progettazione e di interfaccia dell’iPhone non funzionano sempre sull’iPad. Nel ciclo di vita giornaliero di un utente non c’e’ nulla che assomigli all’iPad. Approccio di scoperta. iPad viene utilizzato da un’utenza trasversale: sia vecchi che nuovi utenti. Non sono solo nativi digitali. Un computer e’ troppo complesso per leggere la posta e guardare due siti. L’iPad si utilizza in contesti relativamente nuovi: nessuno lo usa alla scrivania. Divano, bagno, in piedi, riunioni, etc. Chi fa ricerca con utenti ora dovra’ esplorare tutto… Per fare design delle interfacce bisogna pensare prima agli scenari che alla progettazione, ancora piu’ dell’iPhone. Sviluppare le interazioni sugli scenari: studi lo scenario e il contenuto e l’interfaccia viene da se’. Prototipare, prototipare, prototipare. Esempio reale: a livello di ipotesi/sketch/disegno un contenuto doveva essere navigato in verticale, quando si aggiungono le immagini vere nel mockup tutti gli utenti pensavano di doverle scorrere in orizzontale. iPad e iPhone sono due cose diverse, anche se le human interface guidelines di Apple dicono che si possono migrare facilmente, la percezione degli utenti non e’ la stessa (e non lo e’ nemmeno tecnicamente). Forse non si riusciranno a fare applicazioni perfettamente identiche sui due dispositivi. L’interfaccia delle schermate di iPad e’ un misto tra pattern classico della telefonia e un computer (iPhone e’ piu’ semplice da navigare e naturalmente sequenziale). Risoluzione dell’iPad: schermo iPad, iPhone e monitor sono cose diverse. Nell’emulatore le misure sono sbagliate e quindi per progettare su iPad bisogna avere un iPad. La rotazione dell’iPad viene usata poco dagli utenti a meno di motivi rilevanti come ad esempio la migliore navigazione. In verticale fruisci il contenuto, in orizzontale fai apparire altre informazioni/funzionalita’ a lato. SciencePlus: app editoriale per iPad che sfrutta l’interazione tra contenuti (su layer). Il contenuto definisce cosi’ l’interfaccia, rendendo invisibile l’interfaccia stessa (es. se il contenuto scorre da solo verso l’alto l’utente e’ portato a sfogliare in verticale). Su iPad hai dubbi su qual e’ la direzione di interazione, per sfogliare: slide o scroll? Tipografia densa e rendering dubbio: a certe dimensioni il carattere e’ illeggibile per via del sistema di antialias. Illustrator e Photoshop vengono usati per progettare/simulare, ma portando i contenuti su iPad non sempre la cosa funziona e rimane leggibile. Lo stesso problema si ha con l’emulatore di XCode. Sfondi, luminosita’ e colori: su iPad l’uso di colori pieni non funziona benissimo, ma funzionano meglio i colori con “rumore” perche’ rendono l’interazione piu’ naturale e aiutano la sensazione di scorrimento. La metafora e’ quella di spostare veramente un oggetto. Su iPad non si pensa piu’ in 2D, ma in tridimensionale: e’ un dispositivo esperienzialmente profondo verso la realta’. Un esempio di profondita’ e’ l’interfaccia dell’applicazione iBooks.

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