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e-Commerce: la sicurezza di un sito che salva le carte di credito

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Sicurezza delle carte di credito online

Conosco almeno tre persone che non acquistano online se lo shop registra i dati della carta di credito. Due di queste sono sviluppatori web, gente che in qualche modo sa il fatto suo.

Eppure i grandi player utilizzano questo metodo con fare strategico: velocizzare il processo di acquisto negli ordini successivi, permettere il rinnovo automatico, stimolare l’acquisto d’impulso e così via. Alcuni esempi sono Amazon, Google, Apple, BOL, aziende che hanno dimostrato una certa autorevolezza e in qualche modo trasmettono fiducia. Eppure.

Rubati 70 milioni di account. Puff…

Eppure ogni tanto capita che qualcuno riesca ad accedere a questi dati e a copiarli. A volte per superficialità e altre per problemi tecnici, ma il risultato non cambia. Il caso più recente è quello di Sony, con Playstation Network, un sistema dal quale sono stati trafugati circa 70 milioni di credenziali più o meno complete: dati anagrafici, numeri delle carte di credito, storico degli acquisti ecc. Maggiori dettagli sul sito PSN (articolo ufficiale) e su ITEspresso (articolo indipendente).

Non voglio certo creare allarmismo – io per primo ho un account su tutti i siti sopra citati – quanto invece ragionare sul rapporto costi/benefici per un merchant. Comprendo la necessità di un sistema integrato per la vendita di contenuti su dispositivo (smartphone, e-book reader, console ecc.), ma questa pratica quanto può incidere sugli ordini di un e-Commerce “tradizionale”? Il gioco vale la candela?

La foto è tratta dal sito Zoelounge.it

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