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Lockers InPost: Banzai e-Commerce li sperimenta in Italia

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E’ di qualche giorno fa la notizia che Banzai Commerce – tra le realtà italiane più importanti del settore – ha stretto un accordo con InPost per la sperimentazione dei lockers in Italia. I “lockers” sono armadietti automatici posizionati in zone strategiche della città, utili per la consegna e il ritiro/pagamento dei pacchi ordinati online.

Sono gli stessi che Amazon utilizza negli USA, funzioneranno anche in Italia?

In-Context Checkout: pagare con Paypal direttamente sulla pagina dello shop

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Una bella novità per chi si occupa di massimizzare le vendite di un e-Commerce, arriva Paypal In-Context Checkout: la nuova interfaccia destinata a raccogliere i pagamenti tramite Paypal direttamente sullo shop.

Sappiamo quanto sia complesso, per i clienti, portare a termine una transazione con Paypal (registrazione, dati aggiuntivi, discontinuità con il marchio ecc.), ma l’introduzione di questa caratteristica dovrebbe risolvere parte dei problemi. I punti di forza sono la semplicità d’uso e la continuità dell’esperienza d’acquisto rispetto al sito di provenienza… in sostanza maggiori conversioni potenziali.

Ci sono anche funzionalità marginali ma altrettanto interessanti e tutte da scoprire, sul sito ufficiale maggiori dettagli.

e-Commerce Forum 2010 live blogging (appunti): migliorare la customer experience con i sistemi di pagamento e post-vendita

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eCommerce Forum 2010 Milano: Rossetti, Poste Italiane

il 46% degli acquirenti online ed il 75% dei potenziali acquirenti ritengono migliore il servizio di consulenza e assistenza prevendita offerto dal canale fisico rispetto a quello virtuale.

il 53% degli acquirenti online e il 78% dei potenziali acquirenti considerano migliore il supporto post vendita fornito per acquisti effettuati sul canale fisico rispetto a quelli conclusi tramite il canale virtuale.

oggi viviamo nella cosiddetta “economia della fiducia” tutto ruota attorno al concetto di affidabilità.

chiavi strategiche: 1 il consumatore online è esigente e non si accontenta, 2 la difficoltà diventa mantenere il cliente, 3 meno tecnologia e piu marketing (es. essere riconosciuto, l’acquisto oramai è esperienziale non di bisogno) 4 programmi di loyalty.

una politica di prezzo aiuta a fare volumi, ma non a fare profitto: secondo gli operatori dell’ecommerce italiano il prezzo pesa per il 29% sulla scelta d’acquisto.

uno dei principali fattori di successo dell’ecommerce è la credibilità del marchio (45%, rapporto 2010 casaleggio e associati).

nel 2009 poste ha emesso 100.000 carte postepay al mese e dall’inizio circa 5,5 milioni.

Convegno AICEL: perché l’e-Commerce è più sicuro del commerce

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Live blogging e qualche appunto da Desenzano del Garda, parla Matteo Rigamonti di Pixart.it.

Fanno tutto totalmente online: niente personalizzazioni, niente ritiro in sede, etc. Solo transazioni online, di ogni tipo. Ci vuole coraggio ad aprire un’azienda “normale”, non un’azienda che fa e-Commerce.

Quando si fa e-Commerce i rischi sono bassissimi, secondo questa esperienza e la racconta con i prossimi esempi. Sentenza della corte americana: “sicuro non vuol dire privo di rischi”.

La percezione della sicurezza è diversa dalla realtà, ad esempio su due foto: la prima rappresenta una famiglia che fa una gita in bicicletta, la seconda una famiglia in gita in macchina. Tutti preferiscono la prima perché da sensazione di tranquillità, ma una passeggiata in bicicletta è 9 volte più rischiosa di una in macchina. 🙂

Come migliorare la percezione di sicurezza dei clienti? Battere la naturale esitazione verso il nuovo e il diverso. Applicare le regole più elementari del marketing (es. un benzinaio che vende a 10 centesimi un litro di benzina batterebbe qualsiasi barriera di fiducia). Specializzarsi, scegliere pochi prodotti/servizi e farli bene ottenendo la fiducia dei clienti. Ambiente professionale. Dal 2000 Pixart ha trentuplicato il fatturato a seguito dell’ingresso su internet e dell’utilizzo del web come unico canale di vendita.

Al cliente conviene comprare online: c’è un contratto che lo tutela (che normalmente non c’è offline), paga posticipato con carta di credito, ha il rimborso se lo truffano o se il prodotto non piace, il venditore non ha potere di convinzione al momento della consegna quindi se il prodotto non piace non potrà mai cambiare idea, ci sono risparmi di denaro e tempo (niente viaggi, spese, etc).

Gli svantaggi dell’e-Commerce: bisogna far fattura su tutto, anche per ordini da 3 euro, bisogna gestire i corrieri con tutto quello che comporta, per le società delle carte di credito il cliente ha sempre ragione sul merchant anche in casi assurdi, difficoltà nel creare un profondo rapporto di fiducia in quanto manca il rapporto interpersonale e conseguenti telefonate lunghissime di supporto, il merchant è costretto ad offrire un prodotto perfetto.

Pixart ha 1 contestazione ogni 12.000 transazioni con carta di credito, anche perché loro rifanno il lavoro se il cliente non è soddisfatto (tenendo conto del cliente per il futuro in maniera da evitare i furbi). Fanno 1,5 milioni di euro di transato al mese per 300/400 ordini con carta di credito. Lo stesso numero per contrassegno e 100 circa con bonifico anticipato (dove hanno in media 2 truffe ogni 1.000 ordini). Hanno solo 2 cause su 120.000 ordini negli ultimi sei mesi, principalmente per ritardi di consegna del corriere.

Convegno AICEL: la sicurezza nei pagamenti e-commerce

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Live blogging e qualche appunto da Desenzano del Garda, parla Devid Jegerson di IWBank come responsabile dei pagamenti elettronici.

E’ aumentato il volume di pagamento con carte in Europa, ma principalmente grazie ad altre nazioni diverse dall’Italia. In Italia il numero di POS è adeguato alla popolazione, ma viene usato solo un POS su quattro. Siamo al livello di Polonia e Grecia, cioè sotto la soglia di 100 pagamenti pro-capite l’anno.

La sicurezza percepita dell’italiano è molto bassa: le ricariche delle carte italiane sono di solito legate al singolo acquisto e infatti non rimane quasi mai un residuo sulla carta. In Italia il 50% delle transazioni online viene effettuato con carte prepagate!

Le frodi sono in crescita. La frode consiste in un acquisto effettuato tramite la carta, ma che non viene fatto dall’intestatario. Ma VISA e MasterCard permettono anche i rimborsi nel caso in cui il prodotto ricevuto non è conforme a quello acquistato.

Una carta VISA Gold contraffatta a Taiwan costa 1 euro. Ci sono circa 500 denunce al mese per frodi con carta di credito in Italia (lo skimming ha il 50% delle frodi). Crescono le denunce per clonazioni fatte all’estero. Il 75% delle frodi non vengono scoperte dalle vittime, nel 66% dei casi la vittima non sa dove ha conservato i codici, l’83% degli attacchi informatici non sono sofisticati, l’87% delle frodi può essere evitato tramite un minimo controllo e un accettabile livello di sicurezza.

Gli strumenti di pagamento dotati di PIN (es. Bancomat) non sono rimborsabili. La banca accantona il 30% delle transazioni per le frodi.

Come evitare le frodi: banca e merchant devono collaborare. La banca deve fare educazione verso gli utenti ed usare la tecnologia 3D Secure (nuovo PIN, vale solo per le carte Europee), usare modelli predittivi, creare un credit scoring sull’utente, alert via SMS o mail o telefono, programmi di protezione, limitazioni su invio e prelievo, corrispondenza con il database frodi. Il merchant deve fare attenzione alle richieste insolite, esaminare l’indirizzo per la spedizione, richiedere un numero telefonico fisso e verificare l’acquirente con mail e telefonate (maggiormente al primo acquisto), nel caso di ripetuti tentativi di pagamento attendere la verifica prima di spedire la merce, rintracciare i pacchi e assicurarli.

IWBank prima di accettare un merchant lo verifica online: con le associazioni tipo AICEL, sui blog, con i pareri delle persone, fanno controlli a campione, usano i social network, verificano sui forum, controlla se opera da parecchio tempo, etc. La conversazione è importante: nel gateway di pagamento di IWBank c’è un pulsante sulla pagina di pagamento che offre la possibilità di telefonare direttamente via voice-over-ip al merchant per qualsiasi domanda di verifica.

Il tasso di controversie dei conti IWBank è 0,5% rispetto il 2% della media di mercato.

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