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In-Context Checkout: pagare con Paypal direttamente sulla pagina dello shop

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Una bella novità per chi si occupa di massimizzare le vendite di un e-Commerce, arriva Paypal In-Context Checkout: la nuova interfaccia destinata a raccogliere i pagamenti tramite Paypal direttamente sullo shop.

Sappiamo quanto sia complesso, per i clienti, portare a termine una transazione con Paypal (registrazione, dati aggiuntivi, discontinuità con il marchio ecc.), ma l’introduzione di questa caratteristica dovrebbe risolvere parte dei problemi. I punti di forza sono la semplicità d’uso e la continuità dell’esperienza d’acquisto rispetto al sito di provenienza… in sostanza maggiori conversioni potenziali.

Ci sono anche funzionalità marginali ma altrettanto interessanti e tutte da scoprire, sul sito ufficiale maggiori dettagli.

e-Commerce: poca chiarezza sulle spese accessorie

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e-Commerce: la chiarezza è importanteLa prima cosa che mi aspetto di trovare su un sito che vende online è un prezzo chiaro e dettagliato: prodotto + spedizione. Purtroppo questo non capita sempre e, anche se mi sono abituato a cercare asterischi e minuscole note nelle offerte, qualche volta… cado ancora nella trappola (nonostante il tipo di lavoro che faccio e le diverse esperienze di acquisto sul web!).

Mi è successo recentemente: cerco online un prodotto non disponibile nel negozio vicino casa, lo trovo sul sito Giochinscatola.it dove – che fortuna! – è anche in offerta, il prodotto costa solo 9,95 euro e lo aggiungo al carrello.

Vengo portato sulla pagina di riepilogo, ma qui non sono indicate le spese di spedizione (continuando verso la “Cassa” mi obbliga alla registrazione), quindi non conosco ancora il totale del mio scontrino. Così mi rimbocco le maniche e cerco nelle pagine del sito informazioni più precise sulle spese di spedizione, scopro che sono un forfait di 9 euro, consegna in 1 giorno lavorativo, tramite corriere. Bene, torno indietro, mi registro e continuo. Dopo il login il sito mi mostra il riepilogo comprensivo delle spese di spedizione; nella stessa pagina scopro anche la possibilità di rititrare gratuitamente il prodotto presso un “pick-up point” se non ho particolare fretta. Ottimo, io non ho fretta: cerco il punto di ritiro più vicino e opto questa strada azzerando le spese di spedizione (a saperlo prima, grr!). Procedo.

Ora il sistema mi invita a scegliere quale metodo di pagamento utilizzare tra vaglia, bonifico, carta di credito, etc. Desidero pagare con carta di credito, opzione che riporta esattamente la seguente nota:

Carta di Credito/PayPal/Postepay (commissioni +3%)
*** ATTENZIONE X PAGAMENTI PAYPAL VEDI NOTA QUI SOTTO ***

Al termine del pagamento su Paypal clicca su “torna al sito GiochinScatola” per la conferma finale dell’ordine. In ogni caso scriveteci se non ricevete conferma con il Vs numero d’ordine via email da GiochinScatola.it entro 24h

Quindi scopro ora che dovrei pagare il 3% in più sul prezzo del prodotto, cioé 0,30 euro aggiuntivi. Lo trovo ingiusto (ad esempio Banca Sella lo vieta nei suoi contratti, certo con altri scopi, ma tant’è), specie se comunicato a questo punto del processo di ordine, tuttavia decido di continuare lo stesso perché il mio totale è molto basso.

Ricapitolando dovrei spendere: 9,95 di prodotto + 0 di spedizione perché ritiro al pickup point + 0,30 di commissioni. Continuo e arrivo al pagamento vero e proprio, inserisco i dati della carta e concludo correttamente l’ordine come richiesto nella nota. Risultato? Il gateway di pagamento mi addebita 9,95 euro di prodotti + 0,65 di commissioni (non 0,30 come indicato), inoltre Paypal mi carica la carta di credito di 1 ulteriore dollaro per la transazione (anche questo non è menzionato sul sito).

Certo 1,35 euro in più non è nulla, per carità, e sono certo che non ci sia malizia da parte del merchant, ma si tratta comunque di un grosso grosso grosso difetto di comunicazione e di trasparenza. Infatti bisogna tener conto che queste piccole esperienze negative non danneggiano solo il sito in questione, ma l’intero settore, in quanto contribuiscono a creare un’idea sbagliata e negativa di quello che invece è la vendita online. Come se non bastassero la TV ed i giornali…

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