persuasione

Progettare un sito web per la vendita

0.00 avg. rating (0% score) - 0 votes

Tecniche per vendere online con un sito webQualche giorno fa ho letto sul sempre ottimo Smashing Magazine questo post in cui vengono elencati alcuni consigli pratici per fare in modo che un sito web funzioni bene in termini di conversioni legate alla vedita. Si tratta di considerazioni e suggerimenti di base per questa tipologia di sito, ma è bene menzionarli perché spesso non vengono seguiti a dovere (e a volte, giustamente, da soli non bastano per vendere).

In maniera molto schematica riporto di seguito i consigli malamente tradotti in italiano:

  1. Suggerimento subliminale
    Le immagini, i simboli ed i colori possono portare ad una maggiore e inconscia predisposizione verso alcune azioni (es. la propensione all’acquisto): bisogna scegliere bene questi elementi affinché siano in linea con il servizio/prodotto e con l’esperienza e la sensazione che si vuole comunicare.
  2. Prevenire la paralisi da scelta
    Scegliere è impegnativo e a volte può portare alla rinuncia o al rinvio, per questo bisogna evitare di creare nel visitatore il dubbio su quale prodotto/servizio è giusto per lui. Il suggerimento invita ad evidenziare e proporre agli utenti la soluzione più adatta, invece di metterle tutte sullo stesso piano.
  3. Mostrare il prodotto
    Esattamente come per i negozi fisici bisogna permettere al possibile cliente di vedere e analizzare il prodotto al quale è interessato: questo è fattibile anche online e per beni immateriali (es. software), purtroppo però molti non lo fanno oppure mostrano il tutto in maniera molto limitata. Una parte del giudizio e della scelta si basa sull’aspetto in quanto parziale indicatore di qualità, di cura e di facilità d’uso: permetti ai visitatori di vedere nel dettaglio il tuo prodotto.
  4. Permetti alla gente di provare
    Nei casi dove questo è possibile (es. software o servizi) permetti alle persone di utilizzare una versione dimostrativa o un account di prova. Oltre a toccare con mano la qualità del prodotto stai offrendo loro un po’ di know-how che difficilmente vorranno considerare sprecato. Questo è un modello che funziona e ci sono molte case history sul web: non lasciar immaginare l’esperienza, ma permetti di viverla in prima persona con alcune limitazioni. L’appetito vien mangiando!
  5. AIDA (Attenzione, Interesse, Desiderio, Azione)
    Questo modello ipotizza una serie di eventi che, in sequenza, possono portare ad una vendita. Prima bisogna catturare l’attenzione della persona, poi generare un interesse mostrando e spiegando come il prodotto può aiutarla. Ora bisogna creare un desiderio, ad esempio riportando un caso reale in cui qualcuno ha ottenuto benefici tangibili (i benefici fanno vendere, non le funzionalità). Infine invitare la persona all’azione di acquisto, qualora fosse interessata, tramite una procedura semplice.
  6. Focalizzare l’attenzione
    Creare un processo semplice che guidi l’utente verso l’azione, senza che ci si debba chiedere cosa fare. Bisogna quindi dar rilievo agli elementi importanti tramite appositi orpelli grafici e ancora impostare i menu o i link in maniera logica e sequenziale, così da riprodurre un flusso, un percorso.
  7. Fornire sempre l’azione successiva
    Quando un visitatore è pronto per comprare non deve cercare il pulsante per farlo. Il pulsante deve già essere lì. E deve esserci solo dove serve. Ecco perché è importante che ogni pagina non sia un vicolo chiuso e che alla fine di un’azione (es. lettura di un testo o compilazione di un modulo) ci sia sempre un invito a scegliere la strada da seguire.
  8. La regola di Gutenberg
    Il diagramma di Gutenberg descrive il concetto della “gravità della lettura”. Con una croce sulla pagina la si divide in quattro riquadri uguali: seguendo la lettura occidentale (sinistra-destra, su-giù) si capisce che il primo riquadro in alto a sinistra ottiene sempre la massima attenzione che poi forzatamente finisce sul riquadro in basso a destra. Di conseguenza è bene posizionare i contenuti nei primi riquadri, a seconda dell’importanza, mentre il richiamo all’azione in quest’ultimo riguadro.

e-Commerce: poca chiarezza sulle spese accessorie

1.00 avg. rating (53% score) - 1 vote

e-Commerce: la chiarezza è importanteLa prima cosa che mi aspetto di trovare su un sito che vende online è un prezzo chiaro e dettagliato: prodotto + spedizione. Purtroppo questo non capita sempre e, anche se mi sono abituato a cercare asterischi e minuscole note nelle offerte, qualche volta… cado ancora nella trappola (nonostante il tipo di lavoro che faccio e le diverse esperienze di acquisto sul web!).

Mi è successo recentemente: cerco online un prodotto non disponibile nel negozio vicino casa, lo trovo sul sito Giochinscatola.it dove – che fortuna! – è anche in offerta, il prodotto costa solo 9,95 euro e lo aggiungo al carrello.

Vengo portato sulla pagina di riepilogo, ma qui non sono indicate le spese di spedizione (continuando verso la “Cassa” mi obbliga alla registrazione), quindi non conosco ancora il totale del mio scontrino. Così mi rimbocco le maniche e cerco nelle pagine del sito informazioni più precise sulle spese di spedizione, scopro che sono un forfait di 9 euro, consegna in 1 giorno lavorativo, tramite corriere. Bene, torno indietro, mi registro e continuo. Dopo il login il sito mi mostra il riepilogo comprensivo delle spese di spedizione; nella stessa pagina scopro anche la possibilità di rititrare gratuitamente il prodotto presso un “pick-up point” se non ho particolare fretta. Ottimo, io non ho fretta: cerco il punto di ritiro più vicino e opto questa strada azzerando le spese di spedizione (a saperlo prima, grr!). Procedo.

Ora il sistema mi invita a scegliere quale metodo di pagamento utilizzare tra vaglia, bonifico, carta di credito, etc. Desidero pagare con carta di credito, opzione che riporta esattamente la seguente nota:

Carta di Credito/PayPal/Postepay (commissioni +3%)
*** ATTENZIONE X PAGAMENTI PAYPAL VEDI NOTA QUI SOTTO ***

Al termine del pagamento su Paypal clicca su “torna al sito GiochinScatola” per la conferma finale dell’ordine. In ogni caso scriveteci se non ricevete conferma con il Vs numero d’ordine via email da GiochinScatola.it entro 24h

Quindi scopro ora che dovrei pagare il 3% in più sul prezzo del prodotto, cioé 0,30 euro aggiuntivi. Lo trovo ingiusto (ad esempio Banca Sella lo vieta nei suoi contratti, certo con altri scopi, ma tant’è), specie se comunicato a questo punto del processo di ordine, tuttavia decido di continuare lo stesso perché il mio totale è molto basso.

Ricapitolando dovrei spendere: 9,95 di prodotto + 0 di spedizione perché ritiro al pickup point + 0,30 di commissioni. Continuo e arrivo al pagamento vero e proprio, inserisco i dati della carta e concludo correttamente l’ordine come richiesto nella nota. Risultato? Il gateway di pagamento mi addebita 9,95 euro di prodotti + 0,65 di commissioni (non 0,30 come indicato), inoltre Paypal mi carica la carta di credito di 1 ulteriore dollaro per la transazione (anche questo non è menzionato sul sito).

Certo 1,35 euro in più non è nulla, per carità, e sono certo che non ci sia malizia da parte del merchant, ma si tratta comunque di un grosso grosso grosso difetto di comunicazione e di trasparenza. Infatti bisogna tener conto che queste piccole esperienze negative non danneggiano solo il sito in questione, ma l’intero settore, in quanto contribuiscono a creare un’idea sbagliata e negativa di quello che invece è la vendita online. Come se non bastassero la TV ed i giornali…

BuyVip: sconti e condizioni

0.00 avg. rating (0% score) - 0 votes

Oggi un amico mi ha fatto vedere un prodotto in vendita sul sito BuyVip.com ed ho deciso di iscrivermi. Il sito in questione permette di acquistare prodotti di marca con forti sconti, probabilmente grazie a stock e ad un elevato volume di vendita. Le offerte vengono pubblicate con frequenza, ma hanno una durata limitata nel tempo. Insomma davvero un mix perfetto infatti da qualche tempo servizi simili stanno spopolando sul web.

Inizio la fase di registrazione. Il modulo permette di indicare la persona che mi ha suggerito l’iscrizione al sito, allora informo il mio amico della presenza di un sistema referral e cerchiamo informazioni in merito. Il mio amico si collega a BuyVip ed entra nel sito fornendo il suo nome utente e password, subito trova nella colonna di sinistra un riquadro molto in evidenza che dice “Invita un amico e vi daremo 10€ ciascuno!“, appena sotto c’è il form per inserire la mail dell’amico (io) a cui mandare il suggerimento ed il pulsante per inviare.
Ecco l’immagine di come appare in questo momento il box per l’invito:

BuyVip: screenshot del riquadro per invitare un amico

Questa è una delle strategie più semplici, economiche e conosciute per l’acquisizione di nuovi utenti per un sito: chiedere l’aiuto delle persone già iscritte. In cambio di questa collaborazione viene normalmente offerto qualche vantaggio come uno sconto sull’acquisto, l’accesso a funzionalità premium, contenuti riservati e così via. Nulla di male, anzi un ottimo strumento per entrambe le parti.

Purtroppo però in quel riquadro non ci sono indicazioni aggiuntive, così, sia io che il mio amico, pensiamo di ottenere uno sconto di 10 euro a testa sul prossimo ordine. La realtà si presenta non appena arriviamo a completare l’ordine. Prima di tutto occorre che io, l’invitato, porti a termine un ordine perché il mio amico, lo sponsor, riceva i 10 euro di sconto promessi. Poi l’ordine deve raggiungere un valore minimo di 50 euro, spese di spedizione escluse, per usufruire del famoso sconto. Insomma due condizioni piuttosto vincolanti.

Infatti cercando meglio sul sito scopriamo che dal menu in alto “Invita” si accede ad una pagina con un altro form per invitare gli amici, qui è presente un asterisco ed un link alle “Condizioni” legate a questo sconto.

Conclusioni

Per gli addetti ai lavori risulta subito evidente l’impossibilità di regalare uno sconto senza essere sicuri di aver acquisito un utente vero ed univoco, purtroppo l’unico modo per ottenere questa certezza online è la conclusione ed il pagamento di un ordine. Altrimenti nulla ci vieterebbe di truffare il sistema creando 100 indirizzi fasulli e registrando i relativi utenti per ottenere uno sconto più corposo. Tuttavia queste considerazioni non sono comuni a tutti coloro che utilizzano internet quotidianamente, per questo è importante aggiungere nel famoso riquadro un link ben visibile alle condizioni (dannati asterischi!!).

gMail

0.00 avg. rating (0% score) - 0 votes

gMail - casella di posta da 1gbMi è appena apparso il fantomatico link! Ho ancora 3 account gMail da regalare a qualcuno: gli interessati si facciano vivi. Che gran trovata di marketing da parte dei ragazzi di big G. 🙂

Tra l’altro via Olandese scopro gMail Notifier un tool proprio carino che effettua in automatico il controllo periodico della gMail. Ovviamente in giro per il web ci sono già strumenti per utilizzarla pop3, utility varie, etc.

1 2 3 4 Torna su