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Mr Wolf risolve problemi, la prima pagina di Google no

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Adoro la scena di Pulp Fiction in cui Harvey Keitel, nei panni di Winston Wolf, arriva sul luogo del misfatto e con un’invidiabile calma si presenta ai due casinisti: “Sono il signor Wolf, risolvo problemi“. Wow!

Quanto sarebbe bello se Google potesse fare lo stesso per il nostro business o per quello dei nostri clienti. Purtroppo però non è così, specie se l’interesse nel posizionamento sull’ormai mitica prima pagina è guidato dalla sola volontà di stare davanti ad un competitor o di esserci per una questione di immagine. Negli ultimi mesi mi è già capitato con tre clienti.

Posizionarsi bene per determinate parole chiave (magari legate al nome generico dei prodotti) può avere molti scopi, l’ultimo dei quali – secondo il mio personalissimo parere – deve essere la semplice presenza o la diffusione di un brand. Mi piace essere concreto.

In un progetto il cui obiettivo è quello di invogliare le persone a compiere un’azione bisogna valutare le modalità, le keyword ed i messaggi che riescono a massimizzare la conversione desiderata. Posizionarsi per orgoglio, investendo ciecamente tempo e risorse, corrisponde semplicemente ad una perdita di focus.

Hai voglia poi a parlar di coda lunga e di risultati

Su Google

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Un paio di pensieri veloci su Google:

    • pare che, utilizzando una nomenclatura simile ad “id” come parametro in querystring, lo spider tenda a non indicizzare la pagina…
  • piccolo brivido sulle prossime modifiche alle logiche di indicizzazione in risposta ai sempre più frequenti “Google bombing” (Armani, Berlusconi, Bush, etc)
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