previsioni

Il profilo su cui puntare nel 2014? L’e-Commerce Manager

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Profilo e-Commerce Manager

Il Sole 24 Ore pubblica un articolo sui 10 profili professionali sui quali puntare nel 2014, ovvero i manager che hanno maggiori possibilità occupazionali per l’anno prossimo. In cima alla lista spicca il ruolo chiave tipico dei progetti di vendita online: l’e-Commerce Manager, indice di un forte interesse operativo verso il canale e di una buona maturità del settore.

Nell’immagine, che riassume il risultato della ricerca firmata Osservatorio Michael Page, viene indicata la retribuzione (migliaia di euro) in rapporto agli anni di anzianità.

Buy local: le 5 previsioni di IBM per il 2019

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In the next five years, buying local will beat online. Merging the tactility and immediacy of physical retail with the richness and personalization of online, local shops will make online-only stores seem downright quaint.

Every year IBM makes predictions about 5 technology innovations that stand to change the way we live within the next 5 years. This set of predictions, narrated by Mo Rocca, is all about personalization.

http://www.research.ibm.com/cognitive-computing/machine-learning-applications/retail-stores.shtml#fbid=c0SDeRSJqfH

e-Commerce del futuro, oggetti inesistenti e stampanti 3D

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Qualche settimana fa ho comprato (online, certo ;-)) il Lego Mindstorm NXT 2.0. Praticamente un set di mattoncini della vecchia serie Technics gestibili attraverso una centralina programmabile e sensori di vario tipo. Ubeer geek!

Poi, cercando di scoprire fin dove si può spingere questo “gioco da grandi” e alimentato dai link condivisi sulle community a tema, sono finito su Youtube. E mi si è aperto un mondo. Per capire cosa intendo devi guardare questo video:

Rimane tutto nel cassetto fino all’arrivo di Startup Wikli (il numero del 09/03/12), dove si parla di stampanti 3D e della loro applicazione nel futuro prossimo:

Sono a casa sfinito dal lavoro e mi accorgo che proprio domani è il compleanno della mia ragazza ma non ho ancora pensato a nulla. Vado sul sito di Tiffany, scorro il catalogo e in due secondi trovo un anello che mi piace. Clicco su compra, scelgo di scaricare online il modello e qualche minuto dopo lo mando in pasto alla mia stampante 3D. Sono passati solo cinque minuti: ho un anello Tiffany nelle mie mani e nessun incubo da spedizioniere che tarderà la consegna. L’unico problema è che devo costruire la preziosa scatolina azzurra. Passano pochi giorni e ai miei bambini vengono consegnate le pagelle, per una volta sono buone e si meritano un premio. Vado sul sito della LEGO e scarico il file tridimensionale del nuovo castello di Harry Potter. Mezz’ora dopo la stampante 3D ha prodotto i 200 mattoncini colorati. Li impacchetto, stampo le istruzioni di montaggio e sono pronto per far felici i figli.

In fondo lo facciamo già con i biglietti acquistati online, le prenotazioni e i coupon. Ma si tratta di servizi. Sul bene “materiale” c’è da impegnarsi un po’ di più. 🙂

Così, quando i costi delle stampanti 3D si abbasseranno fino a garantirne la diffusione popolare, lo scenario descritto da Magnocavallo potrebbe davvero presentarsi. All’inizio si parlerà solo di prodotti composti da un corpo unico senza parti meccaniche (es. semplici utensili, stoviglie, chiavi ecc.), poi si aggiungeranno i prodotti facilmente componibili (es. modellini, piccolo arredamento ecc.), si inizieranno a differenziare i materiali e chissà, forse arriveremo ad avere in casa una fabbrica miniaturizzata… come è già successo per l’edilizia (ne parlava un Wired cartaceo dell’estate scorsa).

E ancora, ecco la copia di un violino Stradivari realizzato con una stampante 3D particolarmente avanzata. Per quanto ne posso capire suona molto bene:

Insomma, da alcuni punti di vista i vantaggi sembrano interessanti:
ecologico, si producono solo i pezzi necessari, cioè quelli realmente acquistati (meno materie prime, meno inquinamento, meno impatto ambientale, meno energia ecc.)
economico, progettazione senza produzione (meno magazzino, meno costi, meno spedizioni, meno intermediari)
marketing, prodotti personalizzabili alla fonte (meno tempo, meno omologazione)

E i problemi? Per gli utenti il costo della materia prima da plasmare, come già succede adesso per l’inchiostro, e la difficoltà nell’identificare un “falso” (se ancora esisterà questo concetto). Per le aziende il diritto d’autore e – citando la newsletter – l’hacking selvaggio, nonché il cambiamento radicale nell’approccio alla produzione di oggetti.

Il valoe offerto da IKEA

Qualcuno dica a IKEA di prepararsi a pensionare il suo cavallo di battaglia! 😀

e-Commerce: su cosa punteremo in futuro?

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Nativi digitaliCirca la metà degli utenti internet attivi in Italia hanno tra i 35 e i 54 anni e sembra che gli over 50 navighino con più frequenza degli under 18 (dati Audiweb, novembre 2010). La fotografia di una nazione vecchia anche online. 😀

In uno scenario simile la caratteristica più importante di un servizio diventa la semplicità d’uso. La lingua, i tecnicismi, i percorsi, l’approccio, tutto deve essere orientato alla semplicità (“togliere l’ovvio e aggiungere il significativo“, John Maeda). Ancor di più quando chiediamo alle persone di compiere un’azione come iscriversi ad un servizio o acquistare un prodotto.

La semplicità come minimo sindacale

Nemmeno la totalità dei giovani utilizza consapevolmente internet ed il PC. Prova ad osservare un ventenne che tenta di iscriversi a FaceBook (e ad effettuare il primo accesso) oppure qualcuno che installa e crea un nuovo account su Skype. Quello che per gli addetti ai lavori è semplice, normale, quotidiano non è detto che lo sia per tutti gli altri. E parlo delle azioni “elementari”, come l’accesso tramite login.

Poi, se ancora oggi amici e familiari preferiscono non comprare online – men che meno con carta di credito – è in gran parte responsabilità di un’informazione mediocre, superficiale e sensazionalistica. D’accordo. Ma per chi ha già deciso di acquistare, magari per la prima volta, quanto è complesso portare a termine questa volontà? Spesso bisogna essere estremamente convinti, testardi e motivati. E su questo abbiamo ancora da ottimizzare, ma solo per qualche anno.

Nativi digitali

Probabilmente tra una generazione, quando gli “anziani” saremo noi e i giovani saranno i nativi digitali di oggi, non punteremo così tanto sulla semplicità. Le competenze di base saranno acquisite e nemmeno più considerate tali, ma offriranno la capacità di muoversi agevolmente anche in un sistema mai visto prima (quello che oggi riescono a fare solo i tecnici).

Immagino un mondo dove tutti venderanno (anche) online e dove le persone avranno meno tempo disponibile, seppur sempre connesse. Allora a far la differenza saranno altre caratteristiche. Si punterà alla fiducia – probabilmente generata dai feedback esperienziali, dalle recensioni pubbliche e dal social commerce – ma anche alla velocità ed alla comodità della procedura di acquisto, ovvero in quanto tempo riesco a completare l’intero processo di transazione.

Che dite, siamo pronti a tutto questo? 🙂

e-Commerce Forum 2010 live blogging (appunti): ecommerce trends

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eCommerce Forum 2010 Milano: Lucchi, GFK Eurisko

è importante per gli utenti conoscere di persona altri utenti (amici e parenti) che hanno già acquistato.

compro poco online perché: preferisco vedere di persona, non mi fido a dare il numero della carta, mi diverto di più a comprare nei negozi. tutte queste risposte sono in discesa.

mi fido a comprare online da, nell’ordine: marche famose online, siti specializzati, portali, su consiglio di amici e parenti, su consiglio di altri utenti.

utenti: 22% confermati (acquisto nei 12 mesi precedenti e continuano), 16% potenziali, 26% incerti, 36% contrari. dal 2004 crescono i contrari e i confermati. basso titolo di studio, età oltre 55 anni e casalinghe/pensionati sono i profili principalmente contrari all’acquisto online. chi usa molto i social network fa parte (75%) degli utenti confermati che acquistano online diverse volte l’anno.

i potenziali si possono convertire in confermati aiutandoli a superare le perplessità su: gestione delle controversie, spedizione del prodotto e ritardi, gestione delle informazioni e della privacy, experience nell’acquisto online, valorizzazione dell’esperienza personale e sostegno alla fiducia in sè stessi.

Pileri, Confindustria

smartphone: 15 milioni italia, 11 milioni inghilterra, 9 milioni francia. molta utenza di questo tipo.

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