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e-Commerce: risultati ricerca “I partner delle aziende e-Commerce”

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Durante SMAU Milano 2011, Casaleggio Associati ha presentato i risultati della nuova ricerca sull’e-Commerce: questo report si concentra sulle scelte dei commercianti italiani in termini di partnership strategiche.

Nelle 17 pagine che compongono il documento si trovano dati aggregati di quasi 3.000 aziende, 200 delle quali hanno partecipato attivamente al report.

Ricerca Casaleggio: I partner delle aziende e-Commerce (ottobre 2011)

Di seguito i temi trattati e una riga di anteprima:

  • Sistemi di pagamento
    Paypal viene usato dall’81% degli shop italiani, quasi mai come unico metodo;
  • Servizi mail marketing
    Il 55% degli shop utilizza un software fatto in casa, per i servizi di terze parti la preferenza va a ContactLab e MailUp;
  • Partner tecnologici
    Nella stragrande maggioranza dei casi i commercianti si affidano a piccole agenzie locali;
  • Servizi di spedizione
    Lo spedizioniere preferito è Bartolini, al 63%, tuttavia gran parte degli shop (il 60,7%) si serve di più di un corriere;
  • Piattaforma e-Commerce
    L’84% dei negozi online gira su una piattaforma sviluppata ad hoc.

Dal sito ufficiale si può scaricare gratuitamente il report “I partner delle aziende e-Commerce” in formato PDF.

e-Commerce: come le persone utilizzano gli smartphone

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Mobile Commerce

Uno studio di Google, “The Mobile Movement: Undestanding Smartphone Users” (di cui ho letto sul Tagliablog), fa luce su come le persone usano i loro smartphone in rapporto al web. Ecco qualche numero interessante anche per chi fa e-Commerce:

  • il 72% usa lo smartphone durante l’utilizzo di altri media (il 33%, in particolare, mentre guarda la TV)
  • infatti il 71% utilizza il telefono per cercare informazioni in seguito alla visione di un annuncio pubblicitario altrove: offline (68%), online (18%) o via mobile (27%)
  • il 50% di questi compie un’azione, come visitare il sito o effettuare un’acquisto
  • i motori di ricerca sono il sito più utilizzato, seguono i social network, i siti di negozi e di condivisione video
  • il 95% delle persone che accedono al web tramite smartphone ha cercato almeno una volta informazioni locali
  • di questi utenti, l’88% compie un’azione entro la stessa giornata, come ad esempio l’acquisto o la visita al negozio su strada
  • ben il 77% utilizza lo smartphone per contattare l’attività commerciale, principalmente tramite telefono o visita di persona
  • il 79% degli utenti sfrutta il telefono come strumento di supporto all’acquisto, raccogliendo informazioni sul negozio o verificando prezzi e caratteristiche del prodotto (il 70% lo fa direttamente dall’interno del negozio tradizionale)

Come sfruttare questi dati

Forse per i piccoli merchant è ancora presto per investire in una versione mobile del proprio e-Commerce (anche se, al solito, chi prima arriva…), tuttavia è possibile soddisfare gran parte delle necessità degli utenti con il minimo sforzo. Ad esempio realizzando una versione mobile del sito composta solo da una pagina contenente:
– le informazioni per contattare l’azienda via mail/telefono/fax/Skype
– le informazioni per raggiungere l’eventuale negozio su strada.

Un ulteriore consiglio è quello di posizionare l’esercizio commerciale anche su Google Places, in maniera da comparire tra i risultati delle ricerche geografiche su Google.

Poi, se c’è budget sufficiente, potrebbe essere utile un catalogo prodotti navigabile comodamente da smartphone. Questo è il primo vero passo in direzione del mobile commerce. Guarda quello di Amazon, secondo me è davvero ben fatto.

Google Suggest: la F di…

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Mentre parlo con Mafalda inizio una ricerca su Google: digito la prima lettera poi, soprappensiero, rispondo alla sua domanda e successivamente guardo il monitor. La F di… Facebook!

I suggerimenti di Google per le keyword che iniziano per F

Da circa un anno Google ha inserito nella sua home page la funzionalità “Suggest” grazie alla quale un menu a tendina suggerisce come completare la parola che stai digitando con i termini statisticamente più popolari.

Ai suoi tempi la cosa destò non poche perplessità tra gli addetti ai lavori, specialmente da parte dei professionisti di web marketing e i SEO. Argomenti condivisibili per quel che mi riguarda.

Tuttavia la schermata che ho davanti suscita in me qualche considerazione di altro tipo:

  • Più clic, meno caratteri

  • La maggior parte delle persone, e questo lo riscontro anche tra i professionisti del web, trova più semplice digitare l’URL o il brand su Google piuttosto che scriverlo direttamente nella barra degli indirizzi del browser (vedi le proposte: Facebook, Ford, Fiat, Fastweb, etc).
  • Una shortcut per domarli

  • Il suggerimento è definitivo per gli utenti “meno scafati”, infatti una volta selezionato con il mouse non è possibile affinare ulteriormente la keyword dato che Google mostra subito la pagina con i risultati. Al contrario utilizzando la tastiera è possibile selezionare il suggerimento ed aggiungere altre parole prima di avviare la ricerca.
  • Per ritrovare la sua coda che ha perso un dì…

  • Provando l’intero alfabeto si nota che il primo suggerimento proposto da Google.it è nell’80% dei casi un brand, di cui il 43% un marchio che parte dall’offline. Su quale base vengono ordinati i 10 suggerimenti (cfr il caso “Beppe“)? Di certo non per il numero di risultati indicizzati e probabilmente nemmeno per il numero di ricerche effettuate dagli utenti. E poi chissà quante ricerche vengono deviate rispetto l’idea iniziale.

Arrivo tardi? 🙂

Utilizzo dei motori di ricerca: keyword composte

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Durante il Search Marketing Expo di Santa Clara i ragazzi di Hitwise hanno aggregato e reso pubblici alcuni dati interessanti sulla modalità con cui le persone effettuano ricerche sui motori:

Parole per ricerca 2007 2008 2009
1 parola 24.5% 21.1% 20.4%
2 parole 25.7% 24.9% 23.6%
3 parole 20.7% 21.9% 21.8%
4 parole 13.3% 14.5% 14.9%
5 parole 7.5% 8.2% 8.7%

 

Si nota chiaramente che le ricerche per chiavi composte da una o due parole sono in discesa, mentre quelle più articolate stanno aumentando: insomma sembra che stiamo imparando ad utilizzare meglio i motori di ricerca. Sarebbe interessante capire se poi le ricerche con 3, 4, 5 parole nella query riescono a soddisfare l’utente aiutandolo a trovare più velocemente quello di cui aveva bisogno.

Via motoricerca.

La posta elettronica è morta

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Lo dice una ricerca di Nielsen e la cosa, tra l’altro verificabile quotidianamente, mi fa un po’ tremare. Più di una volta mi è capitato di scrivere una mail privata ad un amico e ricevere la risposta su Facebook, a volte anche in bacheca!

Gli strumenti per la posta elettronica disponibili sui social network sono (ancora) molto primitivi e il problema della riservatezza dei dati – e del backup – è sempre più pressante. Specie con la diffusione di un modus operandi piuttosto superficiale che spero non esca dall’eccezione per diventare la regola.

Preparatevi: toccherà dismettere il vostro client preferito. 🙂
Cosa ne pensate?

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