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Corso SeoLab: di ritorno dal SEO illuminato

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Ieri sono stato al corso SEO organizzato a Milano da SeoLab, si insomma quello che avevo vinto grazie al contest su Matt Cutts.

Alcuni spunti interessanti, soprattutto per il fatto che il corso è stato basato più sul metodo che sulla tecnica. Io poi ero maggiormente interessato ai case history (che hanno coperto circa meta’ giornata) avendo comunque un’esperienza lavorativa orientata alla SEO.

Ho trovato molto valida e utile il racconto del progetto Torinospy, presentata da Big Boss Jennifer in persona! Non riuscendo a riassumere ed elencare un insieme di parole chiave associate all’evento hanno pensato di associare l’evento stesso a ricerche geografiche per temi simili (divertimento). Quindi si sono posizionati per ristoranti, serate, pub, discoteche a Torino per poi avvisare l’utente, sulla landing page stessa, che in questo sito non avrebbe trovato quello che stava cercando, ma… qualcosa di meglio! Molto originale anche la scelta di rendere notiziabile l’evento con alcuni piccoli stratagemmi.

Anche l’esperienza di WebMarketingForum è stata utile con il racconto delle scelte strategiche che ha dovuto affrontare. Aggiungerei che il maggior costo di un forum risiede nella gestione e nei moderatori e soprattutto che questo, secondo me, è uno degli ingredienti del successo (che quindi diventerebbero 8 :-)).

Infine il carismatico Michael Gawel, col suo informalissimo approccio all’aula, mi ha fatto pensare e sorridere in più di un’occasione. Dalla sua sessione porto a casa una procedura da rielaborare e seguire per le attività di ottimizzazione e scelta delle chiavi, nonché qualche trucchetto molto utile (il 301 per affiliati, su tutti).

Come al solito poi le chiacchiere a pranzo piuttosto che in pausa caffè sono quelle che aggiungono altro valore alla giornata.  Insomma grazie per la giornata e complimenti anche per la scelta dell’hotel, comodissimo da raggiungere e da “vivere”.

Strategia 2.0: motori di ricerca o passaparola?

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PassaparolaNegli ultimi anni sono venuti alla luce diversi servizi online che hanno raccolto un gran numero di utilizzatori, molti di questi siti hanno scelto la strategia del “nascosto”, dell’invito, della curiosità piuttosto che la più diffusa strategia di ottimizzazione per i motori di ricerca (e non sempre l’obiettivo è quello di generare grossi volumi di utenza). Insomma poche pagine pubbliche e quasi tutto il contenuto protetto da un login.

Parliamo di nomi altisonanti come Facebook, LinkedIN, BuyVIP e così via. Alcuni di questi pubblicano solo una piccolissima parte dei contenuti prodotti dalla loro comunità, altri lo fanno solo se espressamente richiesto dal singolo utente ed altri ancora scelgono di non rendere visibile proprio nulla ai visitatori occasionali.

La strategia è dunque sbilanciata sul passaparola/curiosità piuttosto che sull’ottimizzazione per i motori di ricerca. I “vecchi” forum ad esempio sono spesso ben indicizzati per ricerche specifiche e i contenuti generati dagli utenti sono pubblici, dunque la scelta è sicuramente ragionata. Ecco perché sarebbe interessante accedere a qualche numero: quanto funzionano meglio la curiosità ed il passaparola rispetto al contenuto interessante e facilmente trovabile?

Link bait: tecniche per ottenere link naturali

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Fare in modo che il proprio sito ottenga un buon numero di link in ingresso è un mantra SEO da sempre, ma è altrettanto importante che questi link siano di buona qualità e sopratutto “naturali”, cioé inseriti/donati spontaneamente.

Purtroppo però i link naturali costano tempo e fatica, così negli anni si è sviluppata la tecnica alternativa dell’acquisto di link da terzi, magari con un buon PR. Questo tipo di attività viene considerato negativamente dai motori – che lo identificano come spam – penalizzando di conseguenza il posizionamento del sito nella SERP.

Vi farò pescatori di… link

Occorre quindi scegliere la strada in salita, rimboccarsi le maniche e lavorare alla produzione di contenuti così interessanti da agevolare la discussione, le citazioni e la segnalazione a terzi.

Ma quali sono le modalità? E sopratutto quale si adatta meglio ad ognuno di noi? Per rispondere a queste domande ci viene in aiuto uno schemino di Search Engile Land che ho scoperto via TagliaBlog, eccolo:

Le esche per... i link! Tecniche per ottenere link naturali verso il proprio sito (SEO)

Insomma questa immagine dice che l’unico vero metodo per ricevere link da altri siti/blog è quello di produrre contenuti di qualità e interessanti, che abbiano una o più delle caratteristiche mostrate nel grafico:

  • Attacco (attack)
    Generare una discussione partendo dall’attacco verso qualcuno/qualcosa o sfruttando un tema “caldo”.
  • Umorismo (humor)
    Generare interesse in maniera virale, sfruttando il materiale che le persone hanno piacere ad inoltrare agli amici come foto divertenti, video virali, etc.
  • Diversità (contrary)
    Illustrare il proprio parere quando è diverso da quello di persone famose o dall’opinione pubblica.
  • Risorsa (resource)
    Creare e distribuire software o materiale di utilità.
  • Incentivo (incentive)
    Generare link sfruttando l’interazione come la partecipazione a concorsi, sondaggi con diffusione dei risultati, etc.
  • Novità (news)
    Aumentare il numero di lettori e interessati scrivendo articoli di buona qualità i cui temi non siano stati trattati con frequenza da altri.
  • Personalità (ego)
    Aumentare l’interesse verso il proprio contenuto scrivendo di particolari privati e personali riguardanti sè stessi.

Io mi ritrovo in alcuni di questi, e voi? O ne conoscete altri?

Promuovi i tuoi post

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Se curi il tuo blog con lo stesso amore che dedichi alla mamma, saprai bene quanto questi piccoli siti siano apprezzati dagli spider. Ciò nonostante puoi fare ancora di più per indicizzare al meglio i tuoi post sui motori di ricerca ad esempio partendo dalla semplice segnalazione del tuo blog (e feed) ad alcuni servizi all’uopo. Eccone alcuni:

  • Googleblog link
    Per entrare nell’elenco dei blog indicizzati occorre pubblicare un feed e pingare un qualsiasi servizio di aggiornamento come KingPing che riporto in fondo a quest’elenco.
  • Blogbabel link
    Si tratta di una classifica di blog italiani, ma è ben posizionata sui motori e offre servizi di analisi interessanti, per iscriversi occorre pubblicare un feed e compilare questo modulo di richiesta.
  • Technorati link
    Il servizio a tema più famoso al mondo. L’iscrizione non necessita la pubblicazione di un feed, ma per sfruttare al meglio le caratteristiche di categorizzazione bisogna associare dei tag ad ogni post, secondo una sintassi specifica.
  • OKNotizie link
    Un servizio tutto itailano per la segnalazione delle notizie più interessanti pubblicate sul proprio blog, i lettori del sito provvederanno poi ad esprimere il loro gradimento che aumenterà o diminuirà il livello di interesse, e quindi visibilità del post. Occorre registrarsi e segnalare manualmente ogni post.
  • Wikio link
    Molto simile alla logica di OKNotizie, anche in questo caso occorre registrarsi.
  • KingPing link
    Uno dei tanti servizi gratuiti che si occupano, su specifica richiesta, di segnalare l’aggiornamento del proprio feed ad un numero più o meno ampio di siti di archiviazione e indicizzazione per la blogosfera. La segnalazione di un blog in questi network comporta in automatico l’indicizzazione da parte di Googleblog.

Io li uso da tempo e a questo punto il consiglio è di iscriverti subito ed utilizzare i siti indicati (in particolare i primi due): si tratta di procedure semplici e gratuite, ma che ti permettono di ottenere buoni risultati in breve tempo. Qualche altro link simile da suggerire?

Google preferisce i feed

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Quando ho pubblicato la nuova grafica di questo blog, che comprende il mod rewrite, mi sono dimenticato di inserire la traduzione degli URL dei singoli post nel Feed RSS e nel Feed Atom. Bene, ieri ho controllato su Google se il mod rewrite avesse già dato qualche risultato e… nulla, i post non erano ancora stati indicizzati (ho controllato solo gli ultimi 10).

Poco fa ho riprovato, ma anche questa volta senza risultati positivi. Allora faccio un’ultima verifica cercando i miei post su Google con alcune parole chiave e… bum, trovati! Ma attenzione, noto che l’URL indicizzato è ancora quello con gli ID (tipo articolo.asp?articolo=123), anche per i nuovi post.

Quindi da dove viene? Come ha fatto Google a recuperare quell’indirizzo? Ho ricontrollato tutti gli script e scopro di aver dimenticato solo i due feed. Quindi deduco che Google indicizza meglio/prima i feed rispetto alle pagine che compongono un sito.

Qualche esperienza simile?

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