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Il sito aziendale è morto? Risorgerà!

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Reti socialiOggi ho letto un post su [mini]marketing dove Gianluca si pone questa domanda “Il dubbio è: fino a quando servirà un sito scollegato dalla conversazione in corso? E perché continuare a usare i social media per portare traffico al proprio sito quando le persone vogliono rimanere nelle zone sociali della rete?“.

Io penso che i siti aziendali rimarranno per molto tempo delle isole a parte, però questo non vuol dire che siano scollegate dal resto. Secondo me l’evoluzione permetterà semplicemente una migliore e più alta integrazione dello strumento sito con gli strumenti sociali: per l’azienda la sorgente sarà sempre il proprio sito, ma la destinazione diventerà irrilevante.

Da questo punto di vista anche le aziende più evolute dispongono di un sito e questo è per loro il centro nevralgico delle attività online o quantomeno la versione ufficiale dell’immagine che l’azienda deve avere sulla rete. L’orticello privato, indipendente e personalizzabile al massimo secondo le proprie necessità. Probabilmente invece nasceranno nuove e più sofisticate possibilità per la distribuzione di contenuti (magari uno standard di comunicazione tra piattaforme), questo permetterà una relazione trasparente tra sistemi/tecnologie diverse permettendo il dialogo cross-platform tra utenti.

Lo scenario potrebbere essere qualcosa di simile a questo: l’azienda apre la selezione per la ricerca di una figura professionale e pubblica un articolo a tema sul proprio sito, automaticamente viene effettuato un broadcast su tutti i sistemi a cui partecipa (es. Facebook e LinkedIN). Le persone in relazione con l’azienda trovano il nuovo contributo sui servizi social di riferimento a cui sono iscritti e decidono di commentare oppure di proporre la propria candidatura sfruttando le funzionalità dei siti sociali stessi. Quindi scriveranno un commento direttamente su Facebook ed invieranno il proprio curriculum tramite LinkedIN. L’azienda riceverà queste informazioni direttamente nello strumento che utilizza come principale, cioé il proprio sito, e potrà decidere cosa rendere pubblico e cosa no, oltre ovviamente a continuare la conversazione con le persone in questione. Insomma, lato azienda, un solo posto dove produrre/fruire contenuti e relazioni..

I sistemi sociali si moltiplicano a vista d’occhio e nonostante si possano identificare dei leader ci sono comunque grosse fette di utenza irraggiungibili a causa della difficoltà a seguire tutto. Il problema principale sarà quindi il tempo (e i costi): è già così adesso per i privati e gli addetti ai lavori, a maggior ragione potrebbe esserlo per le aziende in futuro.

Probabilmente nasceranno soluzioni per agevolare la gestione delle identità sociali e delle conversazioni online, abbiamo visto gli esempi di Co.comment, Friendfeed, etc ma secondo me siamo ancora lontani dal coprire le reali necessità e c’è molto spazio di azione.

Voi cosa ne pensate: il sito morirà? Le aziende si sposteranno sui social network?

Foto da Wisetome.com

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