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Poi dice che la gente non sa cercare

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Connessioni tra personeTempo fa avevo scritto un post per vendere alcuni dei miei libri di informatica usati (programmazione, marketing, design, etc) e ogni tanto mi arriva la richiesta di qualcuno che desidera acquistarne o domanda sulla disponibilità.

L’ultimo è stato un ragazzo che ha trovato l’articolo su Google, è arrivato su questo blog e mi ha subito scritto una mail privata. Dopo qualche ora, non ricevendo risposta, mi ha cercato su Facebook e mi ha scritto anche lì. Per sicurezza.

E allora? L’importanza e l’opportunità di “esserci”, per privati per aziende per professionisti… beh, è tutta qui.

Google Buzz: l’attacco dei cloni

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Google BuzzSe disponi di una casella GMail probabilmente sai già di cosa sto parlando. Qualche sera fa, nel tentativo di controllare la posta, mi sono imbattuto in una schermata di avviso della nuova funzionalità social di Google, Buzz. Forse un modo un po’ invasivo di presentare la nuova caratteristica, tanto che di primo acchito m’è preso un colpo, ma come per ogni nuovo progetto che salta fuori dal cappello di big G… ne parlano già un po’ tutti. Non aggiungo quindi recensioni o tutorial, bensì una semplice considerazione.

Cos’è Google Buzz?

Google Buzz è un aggregatore di contenuti personali da condividere con i propri contatti (o pubblicamente) i quali possono commentare ed avviare discussioni a riguardo. Insomma una sorta di FriendFeed con la comodità dell’integrazione nella casella di posta (damn, addio paranoia del “mark as read”) ed un bacino di utenza consolidato. Per farla corta riporto un video che illustra la nuova funzionalità:

Google Buzz screenshotUn altro clone

Ed ecco il mio personalissimo parere, espresso oggi con un twit: “maledice Buzz: un’altra cosa da seguire… uhmpf il futuro è la centralizzazione, mannaggia 🙂“. Insomma in un’era dove il tempo è la risorsa più scarsa abbiamo un altro clone di servizi perfettamente rodati e funzionanti, qualcosa che potrebbe creare un ulteriore canale di informazioni, nuovi flussi da seguire ed ancora tanta segmentazione. Secondo me si poteva fare di più.

Qualcuno in risposta mi ha fatto notare che c’è sempre la possibilità di “non seguire. C’è turn off Buzz nel footer di GM. Hai il coraggio di cliccarci sopra?“. Il punto è proprio questo: se una buona percentuale dei contatti utilizzerà Google Buzz invece di FriendFeed (che secondo me è una delle migliori idee di sempre) o di Twitter o di Facebook… beh nessuno potrà permettersi di non esserci. Con questo non voglio dire che la concorrenza sia controproducente, fossi matto, semplicemente aspiro alla comodità ed al risparmio del tempo.

Il mulino che vorrei

Ecco, io sogno un servizio che centralizzi in maniera definitiva i flussi di contenuti di tutti i miei contatti, nessuno escluso (quantomeno non escluso per limiti tecnici o per utilizzo di tecnologie/piattaforme differenti). Ne parlavo anche nelle conclusioni di questo post. Spero che a tendere si trovi il modo di razionalizzare tutto questo stream e che la cosa diventi solo più semplice da seguire. Chiedo troppo o il rumore ci seppellirà?

Twitter soppianta la mail

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Twitter - Life streamingPer alcune cose, almeno.

Insomma ultimamente mi è capitato più volte di preferire Twitter alla classica e-mail, intendo per veloci comunicazioni personali. E’ davvero immediato: la giusta via di mezzo tra un messaggio e la chat.

Vantaggi

Ideale per comunicazioni stringate e veloci, pochissimo SPAM per via delle “amicizie”, se decidi di comunicare pubblicamente possono intervenire anche le persone che ti seguono. Altro?

Svantaggi

Non hai un archivio/backup (fisico intendo), scomodo se non sei al tuo PC (per via degli alert) o con il tuo dispositivo mobile, se usi plug-in è meno visibile della posta. Altro?

A tal proposito sembra che, secondo Nielsen e il The Wall Street Journal, nell’ultimo anno ci sia stato un forte aumento nell’utilizzo della mail (+21%), ma anche un maggior utilizzo dei network sociali (+31%). Sono proprio curioso di sapere quale sarà la tendenza e se “perderemo” il concetto di mail che conosciamo oggi.

Mi hanno rubato il motorino

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Qualche giorno fa impazzava su Facebook il video appello di Gea Cardona, una ragazza a cui avevano appena rubato il suo adorato motorino. Nel video auto-prodotto Gea spiega, per ben 4 minuti a camera fissa, la sua disperazione, cercando di impietosire il ladro per farsi restituire il bottino.


Non so se si tratti di un fake, ma ci sono alcuni interessanti spunti su cui riflettere:

  • professionale: si tratta di un video con buona propensione alla viralità, 450 visualizzazioni al giorno su YouTube considerando che non è l’originale e diverse riprese su Google
  • sociale: per gli adolescenti realizzare un video è l’ultimo dei problemi, “privacy” è una parola inglese come un’altra e gli utenti di Facebook possono essere d’aiuto in casi estremi
  • divertente: il video è così “forte” da aver scatenato già alcune parodie

Facebook? Un covo di cioccolatai. Anzi, gelatai!

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Hai conferma che un fenomeno è diventato davvero di massa quando in un paesino della Valle d’Aosta trovi sulla porta di una pasticceria-gelateria questo cartello:

Cartello di invito ad iscriversi al gruppo della pasticceria, su Facebook

Mi sarebbe piaciuto sentire il parere di [mini]marketing a riguardo, in fondo questa foto sembra tratta dal suo “Il marketing insegnato (d)ai negozianti“.

I biscotti secchi ed il gelato, poi, sono buoni. 😀

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