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Design vs Cliente

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Quante volte capita, nella realizzazione di un progetto web, di dover mediare tra la nostra esperienza (cioè quello che crediamo sia buono e giusto) e le richieste di un cliente? Aah, il dubbio amletico. Certo il cliente ideale è quello che si affida e, una volta stabilito insieme l’obiettivo e le specifiche, lascia volentieri a terzi il compito di realizzarlo al meglio. Sfortunatamente non ne esistono molti. 🙁

Il layout è di solito quello che soffre maggiormente il confronto dato che si tratta della parte del lavoro più in vista, comprensibile ed estremamente soggettiva. Capita che interi ragionamenti sull’interfaccia, sull’usabilità e motivate scelte sulla posizione di alcuni elementi si sgretolino davanti ad un poco interesse in favore della semplice estetica o del gusto personale. Curiosamente capita anche l’esatto contrario. Ecco la situazione nella quale bisogna mediare tra colleghi designer inferociti e clienti più o meno esperti.

Di esempi sono pieni forum e gruppi di discussione, ma anche il quotidiano di chi lavora in questo campo: meglio il giusto (teorico) o il gusto del cliente? Conviene lasciare 10 spazi ADWords sulla home page di un sito di vendita oppure invitare alla ragione? E’ un bene acconsentire ad un doppio form di ricerca nella stessa pagina? E cosi’ via…

Il teamCome comportarsi?

Mettere in produzione tutte le richieste del cliente, in quanto pagante, ci trasforma in semplici esecutori mentre possiamo e vogliamo offrire molto di più. Anche in questo caso la verità si trova (quasi) nel mezzo: personalmente mi trovo spesso a ragionare con i clienti consigliando con vigore alcune scelte, portando case history e motivazioni a corredo, ma penso sia giusto e sacrosanto lasciare la decisione finale a chi, di fatto, si troverà ad essere rappresentato da quel risultato. Quindi proposte a confronto, elenco vantaggi/svantaggi, decisione. Qualche volta bisogna metterci una pietra sopra, altre volte invece l’interlocutore dimostra di apprezzare la consulenza e il nostro impegno.

Piccole delusioni

Purtroppo questo non è sempre facile da comprendere per tutto il team, specie per tecnici e creativi che giustamente “firmano” in qualche modo un lavoro che non li rappresenta al 100%. Infatti dopo aver messo tutto l’impegno e l’esperienza, dopo aver operato scelte su ogni dettaglio ed aver dato fondo alla precisione più paranoica, il cliente – spesso meno competente da questo punto di vista – decide di cambiare qualcosa “solo” per un gusto estetico o un piacere personale. Insomma in ogni progetto c’è molto di chi lo ha realizzato ed è quindi comprensibile il piccolo dispiacere che si può provare in queste situazioni.

Sono curioso di conoscere la vostra esperienza: se capita anche a voi come vi comportate?

Lavorare sul codice di terzi

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Sicuramente vi sarà capitato di mettere mano ad un lavoro iniziato da altre persone. Vengono i brividi al solo pensiero, eh? Comprensibile: di solito è una delle attività più noiose e complesse che possano capitare, specie se di mezzo ci sono problemi da risolvere e manutenzioni da effettuare.

In questi casi succede spesso che l’azienda che ha curato il progetto fino a questo momento abbia deciso di trasferire la sua sede alle Cayman o che il referente risulti in qualche modo irraggiungibile. Bisogna mettersi il cuore in pace ed iniziare i lavori senza alcuna documentazione e senza il minimo supporto. Insomma un bel problema, dato che il sito fa’ parte delle attività core, almeno nel nostro esempio.

A questo punto si aprono più strade:

  1. sviluppare il tutto ex-novo offrendo al cliente garanzie e documentazione per il futuro (costo a progetto e tempi lunghi)
  2. studiare superficialmente quanto disponibile e risolvere solo i problemi contingenti (costo a ore e tempi brevi)
  3. studiare il materiale in maniera approfondita e apportare anche revisioni profonde, dove necessario (costo mix e tempi medi)

Di norma preferisco fare un minimo di analisi e proporre tutti gli scenari mettendo in rilievo costi/benefici di ognuno, provo a vestire i panni del cliente e gli spiego cosa sceglierei al posto suo e perché, infine gli chiedo di prendersi il giusto tempo per pensare/scegliere e fisso un incontro.

Voi come agite: spingete verso una scelta (quella oggettivamente migliore per la vostra esperienza o quella migliore per il contesto) oppure fornite al cliente tutti gli strumenti per scegliere e poi aspettate? E che riscontri avete?

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