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The power to tag

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Disclaimer: post delirante. Nel ridisegnare mentalmente la nuova versione di dBlog mi chiedevo il motivo per cui i post e, più in generale, i contenuti creati da un blogger debbano essere taggati da lui. Va bene, la definizione di Tag – inteso come metadata – prevede sia l’associazione da parte dell’autore stesso sia quella da parte degli utenti. Ma lo scopo del tag qual è?

Il tag serve ad associare una o più parole chiave ad un’informazione, ad esempio un post, una foto, un link. L’obiettivo dovrebbe essere quello di portare l’utente al centro del processo di classificazione e migliorare la successiva esperienza di ricerca. Nonché di personalizzare l’organizzazione delle informazioni agevolandone il ritrovamento per un maggior numero di persone. E allora perche’ sui blog i tag sono sempre “asocial“?

Il concetto di folksonomy tanto caro al web 2.0 non viene mai applicato ai contenuti prodotti sui blog, o meglio, viene applicato solo quando questi contenuti passano dal blog sorgente ad altri servizi che aggregano e classificano. Questo fa si che tutti gli oggetti non aggregati/segnalati mantengano una classificazione basata sul singolo, l’autore. Non sarebbe più utile permettere il social-tagging all’origine, direttamente sul blog (a scanso di problemi di moderazione e partecipazione)?

Insomma penso che i tag creati unicamente dall’autore siano meno utili di quelli “completati” dagli utenti. Però non me la sento di dare tutta la colpa a Patti Smith, in fondo “people have the power, the power to tag” non suona poi così bene…  😀

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