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Live blogging dal top-IX: Skype

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Enrico Noseda di Skype. Skype è uno strumento gratuito per fare chiamate gratis oppure a pagamento, inviare sms, chattare, videoconferenze, etc. Di cosa vive Skype? Vive dei servizi Premium a pagamento: sms e chiamate verso telefoni tradizionali/mobile. Skype in crescita esponenziale (1 milione di nuovi registrati ogni 2-3 giorni), non lineare, ad oggi 136 milioni di utenti. Budget di marketing di Skype è zero, in tutto il mondo, a parte strumenti di comunicazione come: PR/giornalisti e rapporto con gli utenti. Skype è l’azienda nel mondo che è cresciuta più velocemente da sempre (nei primi 30 mesi di attività ha 6 volte il tasso di crescita di eBay). Circa 8 milioni di utenti collegati nello stesso momento, due mesi fa erano 7. Skype oggi rappresenta il 7% del mercato telefonico internazionale al mondo, e 3 anni fa non esisteva. Chi usa Skype in Italia? 85% maschi, 82% titolo di studio pari o superiori alla maturità, il 27% ha 25-34 anni e il 30% ha 35-44 anni, il 98% ha raccomandato l’utilizzo ad altri. Skype ha un market share del 63% e il primo competitor ha il 16%. Nel suo piccolo Skype cambia la vita degli utenti, sia nel gratis che nel pagamento dei servizi. Skype ha puntato su tre target: le famiglie (facilita i rapporti e i ricongiungimento famigliare), il mondo delle community (hanno contribuito a far propagare velocemente Skype, ad esempio tramite gli Skypecast), il mondo business (il 24% dell’utenza italiana è di questo tipo, ma l’azienda Skype non aveva pensato il prodotto per quest’utenza, quindi ora sta operando per adattare ed offrire anche qualche servizio in tal senso; l’azienda cresce sui suggerimenti della sua utenza). Risposte alle domande dal pubblico: sembra che entro Natale uscirà una versione per Symbian; riguardo ad eBay invece ci sono stati sforzi sinergici per offrire vantaggi Skype all’audience all’utenza di eBay e viceversa e c’è un piano per integrare anche le funzionalità.

Con questo concludo il mio live blogging e scappo quatto quatto! 😀

Live blogging dal top-IX: RCS

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A seguito dei due interventi c’è stato un botta-risposta con diverse domande, alcune raccolte da Lele tramite Skype che ho preferito seguire piuttosto che riportare. Ora parla Paolo Andreotti responsabile marketing, web ed e-Commerce di RCS che illustrerà il percorso evolutivo di Corriere.it (sistema integrato di mezzi informativi). Due slide corporate su RCS. L’Economist (credo il numero del 19 agosto 2006) dice che negli Stati Uniti nel 2043 verrà sancita la morte dei quotidiani come li conosciamo adesso a causa del continuo calo di lettori. I media tradizionali hanno un loro ciclo di vita, ora in fase di maturità e inizio di declino, legato a fattori come: nuovi media, evoluzione degli stili di vita, fattore anagrafico (scende l’età media dei lettori dei quotidiani, fonte ricerca basata sempre sui soliti precursori USA). Siamo disposti a pagare l’esperienza piuttosto che il prodotto: es. il caffè inteso come chiccho costa pochi centesimi, in tazzina al bar 80 centesimi, in piazza S. Marco a Venezia 5-6 euro. Si vuol far passare lo stesso concetto sul web, il tempo disponibile ha sempre più peso ed è sempre meno. Il giornale si legge: la mattina, in viaggio mentre si va al lavoro, nel viaggio di ritorno e raramente dopo cena… il tempo dedicato ai media tradizionali ha un’area di mancato contatto molto ampia perché cambiano le esigenze degli utenti e durante la giornata questo tempo viene coperto da altri dispositivi/mezzi. Tra cui: internet, il mondo mobile, etc. L’esempio di esperienza vissuta sul web tramite il sito del Corriere è l’incidente della metropolitana di Roma: la redazione è pronta sulla notizia, l’utenza si vuole informare e interagire, la redazione fornisce nuovi materiali di approfondimento, gli utenti partecipano e forniscono contenuti dal basso (foto, commenti). Questo intervento riceve moltissime domande dalla rete e qualcuna dalla platea, in particolare del rapporto tra blog e giornali, redazioni offline/online, citazione delle fonti, interazione, etc.

Live blogging dal top-IX: Seat Pagine Gialle

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Dopo un buon buffet riparte la conferenza, siamo un po’ in ritardo (io tra l’altro uscirò un po’ prima del termine), ora conduce Lele Dainesi e tra gli ospiti ci sono: Seat Pagine Gialle, Level 3 e RCS. Inizia Seat con il dott. Caroppo: come cambia il rapporto tra gli utenti grazie ad internet. I punti che l’intervento toccherà: la rilevanza di internet in termini economici nel futuro, i consumatori saranno più selettivi e informati, le imprese pubbliche e private dovranno riesaminare il loro rapporto e la loro comunicazione con l’utenza. Nel 2005 ci sono stati 10 milioni di italiani che hanno usato internet per cercare informazioni su prodotti/servizi da acquistare, di questi il 63% ha una componente locale (si cerca il “dove” acquistare le cose che ci interessano). Internet è uno strumento che serve sempre più spesso per acquistare in negozio offline (83% delle ricerche!). Su Pagine Gialle online (.it) ci sono 18 ricerche al secondo per cercare aziende, prodotti e servizi nel database disponibile di circa 150.000 aziende. Internet è caratterizzata da un “circolo virtuoso”: più informazioni e contenuti rilevanti ci saranno sulla rete, più consultatori interessati arriveranno e quindi più consumatori saranno anche disposti a partecipare, e poi tanto più consumatori saranno sulla rete tanto più le aziende saranno interessate a comunicare (e per gli utenti, di conseguenza, sarà più facile trovare contenuti), ci sarà maggiore ritorno sull’investimento, e così via. Ci sono sempre più contenuti generati dagli utenti che fanno parte della rete, contenuti più o meno rilevanti in base al fruitore. Molti operatori aggregano tecnologie per sviluppare servizi più interessanti e coinvolgenti (es. i vari mash-up di Google Maps). Utilizzeremo internet sempre di più per informarci su aziende, prodotti, servizi andando ad aumentare la nostra capacità decisionale, quindi le nostre attese nei confronti di chi vende saliranno vertiginosamente. Questo significa, secondo la visione di Seat, che le aziende dovranno affrontare modifiche profonde nel rapporto con i clienti: migliore comunicazione, modalità più trasparenti, etc. I mercati sono conversazioni tra persone reali. Offline il 31% delle persone che hanno avuto esperienze negative con un’azienda ne parlano ai loro conoscenti ed il 64% delle persone allertate non acquisterà mai più da quell’esercizio. Le aziende che pensano di modellare “come i clienti percepiscono” il servizio avranno vita dura a causa delle comunità di internet (es. di Firefox per il quale sono gli utenti che pubblicizzano il prodotto, non l’azienda). L’impresa dovrà accompagnare il cliente nell’acquisto: risolvere e gestire problemi di post-vendita, risposte veloci e competenti, etc. Internet è il 2% del mercato della pubblicità, ma con un trend di crescita fenomenale. L’azienda dovrà passare dalla “reclame” ad informare, educare, intrattenere.

Appunto personale: ottimo intervento del relatore, un bravo comunicatore e buone slide. Molto bravo anche Lele che introduce, modera le discussioni e gestisce le domande con il pubblico.

Live blogging dal top-IX: BT Italia

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Giuseppe Bonacina per BT Italia. Innovazione IT e convergenza declinate in servizi utili. Voce, dati e contenuti ad alta velocità grazie all’infrastruttura ed alla piattaforma disponibile. La rete e gli utenti “vogliono fare tv in modo nuovo”, creando palinsesti e comunità aperte rispetto ai classici broadcaster. Per le imprese la convergenza fisso-mobile è fondamentale ed oggi si sta realizzando. BT cerca di coniugare gsm e ip per integrare e dare alle aziende la possibilità di abbassare i costi ed aumentare la produttività, invece di offrire applicazioni specifiche per ogni mezzo. Perché BT si è dedicata alla logica della convergenza? Qualche dato: il 25% dei costi ICT delle aziende è rappresentato dai servizi voce e fissi, il 50% del traffico telefonico business è orientata al mobile (ed il 50% di queste chiamate si svolge all’interno delle sedi aziendali). Le aziende cercano di ridurre il mobile spending con varie modalità. Il traffico mobile nella giornata lavorativa di un’azienda ha un’incidenza del 55%, attraverso un telefono GSM, ma dotando l’azienda di una struttura wireless basata su wi-fi il 35% delle chiamate totali passerebbe su questa tecnologia, diminuendo l’utilizzo delle altre tecnlogie. Convergenza significa per BT, tramite il servizio BT Corporate Fusion: produttività, risparmio, integrazione, sicurezza. In un esperimento di BT in inghilterra con telefoni IP wifi ha aumentato del 25% la produttività e diminuito del 60% l’assenteismo (flexible working). Le aziende di “smaterializzano” dal normale ufficio come luogo di lavoro il che porta all’aumento della produttività ed alla diminuzione dei costi (edifici, etc). Il wifi da buona qualità di copertura negli edifici, a dispetto del GSM che ha spesso una scarsa ricezione e comunque non a larga banda. Un unico terminale, invece di molti come oggi, rende tutto più semplice ed efficace. Le telefonate interne all’azienda sono tutte telefonate gratuite in quanto effettuate sulla stessa rete (risparmio fino al 30%, di più per chi ha sedi all’estero perché azzera il roaming internazionale in quanto il dispositivo viene identificato come facente parte della rete aziendale indipendentemente da dove questo si connetta).

Live blogging dal top-IX: Wind

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Direttore strategie Wind. Com’è cresciuta Wind e Orascom (quest’ultima da 9 milioni di clienti a 50 milioni di clienti in 2 anni ed è il primo cliente mondiale di Alcatel). Grande interesse per lo sviluppo del web su dispositivi mobile. Questa azienda ha rapidità di apprendimento sui nuovi strumenti e di innovazione. Orascom opera in molti paesi, ad esempio in Bangladesh (uno dei più poveri paesi del mondo), dove hanno verificato che un cellulare veniva acquistato da un gruppo di persone, a volte interi villaggi, ed usato in comune; tramite queste informazioni “sul campo” si può arrivare a definire nuovi servizi in base alle vere esigenze. Libero video è superiore a quella di YouTube, in Italia: il servizio è partito l’8 maggio (130 upload di video al giorno e 3000 visualizzazioni), il 30 agosto successivo (3700 upload al giorno e 5,8 milioni di visualizzazioni quotidiane), anche in questo caso è stato importante capire subito dove si muovono i trend ed attivarsi velocemente. Parla della regola dei social media, riscontrabile anche sul portale Libero video: 1 crea il contenuto, 10 interagiscono (es. commenti), 89 si limitano a fruirne. L’infrastruttura di rete attuale non è in grado di sopportare la crescita attuale dei contenuti e della loro fruizione. Infatti molti operatori stanno lavorando per accrescere sui vari dispositivi le capacità di storage, es. telefonini. Web 2.0: applicazioni già create iniziano a parlarsi tra loro. Web 3.0: le applicazioni non necessiteranno di operazioni da parte nostra, ma si intersecheranno da sole per produrre risultati e contenuti interessanti per l’utente. Come evolverà? Il web è la forza chiave che deciderà i settori su cui operare, secondo Wind il web ha 5 livelli: ricerca e posta elettronica, mobile/wireless web (“accesso nomadico” al web), entertainment web, machine to machine communication, personal web (personal bubble, cioé un web autoconfigurante in base alla nostra presenza ed alle nostre azioni). Probabilmente la vera sfida sarà la capacità di leggere i contenuti in maniera intelligente ed utile (e questo lo diceva anche il mio mitico prof di informatica: “la giusta quantità di informazioni sono informazione, troppe informazioni sono rumore”). La partita con Google, MSN, etc non è persa e Wind/Libero non può pensare di partire già battuto, ma ci sono due elementi cruciali: dialogare bene con la comunità finanziaria, fare massa critica. Innovazione non è fatta più nelle imprese, ma nelle reti di individui. Le applicazioni per il consumer market si diffonde molto più velocemente rispetto a quelle dedicate/dirette alle imprese.

Interessante questo intervento e ottima la comunicazione (no slide) del direttore Francesco Deleo.

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