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WhyMCA 2010 live blogging (appunti): design per iPad

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Design per iPad, Luca Mascaro La prima volta che hai in mano un iPad non capisci bene cosa ti ricorda come esperienza d’uso. Le regole di progettazione e di interfaccia dell’iPhone non funzionano sempre sull’iPad. Nel ciclo di vita giornaliero di un utente non c’e’ nulla che assomigli all’iPad. Approccio di scoperta. iPad viene utilizzato da un’utenza trasversale: sia vecchi che nuovi utenti. Non sono solo nativi digitali. Un computer e’ troppo complesso per leggere la posta e guardare due siti. L’iPad si utilizza in contesti relativamente nuovi: nessuno lo usa alla scrivania. Divano, bagno, in piedi, riunioni, etc. Chi fa ricerca con utenti ora dovra’ esplorare tutto… Per fare design delle interfacce bisogna pensare prima agli scenari che alla progettazione, ancora piu’ dell’iPhone. Sviluppare le interazioni sugli scenari: studi lo scenario e il contenuto e l’interfaccia viene da se’. Prototipare, prototipare, prototipare. Esempio reale: a livello di ipotesi/sketch/disegno un contenuto doveva essere navigato in verticale, quando si aggiungono le immagini vere nel mockup tutti gli utenti pensavano di doverle scorrere in orizzontale. iPad e iPhone sono due cose diverse, anche se le human interface guidelines di Apple dicono che si possono migrare facilmente, la percezione degli utenti non e’ la stessa (e non lo e’ nemmeno tecnicamente). Forse non si riusciranno a fare applicazioni perfettamente identiche sui due dispositivi. L’interfaccia delle schermate di iPad e’ un misto tra pattern classico della telefonia e un computer (iPhone e’ piu’ semplice da navigare e naturalmente sequenziale). Risoluzione dell’iPad: schermo iPad, iPhone e monitor sono cose diverse. Nell’emulatore le misure sono sbagliate e quindi per progettare su iPad bisogna avere un iPad. La rotazione dell’iPad viene usata poco dagli utenti a meno di motivi rilevanti come ad esempio la migliore navigazione. In verticale fruisci il contenuto, in orizzontale fai apparire altre informazioni/funzionalita’ a lato. SciencePlus: app editoriale per iPad che sfrutta l’interazione tra contenuti (su layer). Il contenuto definisce cosi’ l’interfaccia, rendendo invisibile l’interfaccia stessa (es. se il contenuto scorre da solo verso l’alto l’utente e’ portato a sfogliare in verticale). Su iPad hai dubbi su qual e’ la direzione di interazione, per sfogliare: slide o scroll? Tipografia densa e rendering dubbio: a certe dimensioni il carattere e’ illeggibile per via del sistema di antialias. Illustrator e Photoshop vengono usati per progettare/simulare, ma portando i contenuti su iPad non sempre la cosa funziona e rimane leggibile. Lo stesso problema si ha con l’emulatore di XCode. Sfondi, luminosita’ e colori: su iPad l’uso di colori pieni non funziona benissimo, ma funzionano meglio i colori con “rumore” perche’ rendono l’interazione piu’ naturale e aiutano la sensazione di scorrimento. La metafora e’ quella di spostare veramente un oggetto. Su iPad non si pensa piu’ in 2D, ma in tridimensionale: e’ un dispositivo esperienzialmente profondo verso la realta’. Un esempio di profondita’ e’ l’interfaccia dell’applicazione iBooks.

WhyMCA 2010 live blogging (appunti): HTML5 come strumento per lo sviluppo mobile

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HTML5 come strumento per lo sviluppo mobile, Sandro Paganotti e Marco Moscaritolo

I big dicono che l’HTML5 e’ uno strumento valido e puntano su quello. La timeline e’ un po’ lunga: 2022 per completare la definizione ufficiale degli standard (con una serie di step intermedi).

Il supporto per l’HTML5 e’ in gran parte gia’ presente su tutti i principali browser (Opera, Safari, Firefox, Chrome) ad eccezione di Explorer che ha un basso supporto al momento. Sul mobile il supporto all’HTML5 e’ anche maggiore.

Nuovi tag semantici in HTML5, nuove funzionalita’ per gli elementi di input (es. definendo l’attributo Type=”number” si abilita, su mobile, solo una tastiera virtuale con numeri), possibilita’ di definire alcuni tag/attributi secondo le proprie esigenze (meno formale dell’XHTML).

Web Cache: l’utente puo’ disporre dell’applicazione anche nel caso in cui non fosse connesso alla rete. Nel tag HTML si definisce l’attributo “manifest”. Il file con estensione .manifest definisce l’elenco degli asset (css, immagini, js, video, etc) che devono essere disponibili anche per la funzione offline e li scarica sul device dell’utente, in cache. Nuove API ApplicationCache che permettono di gestire e interagire nei casi on/offline con la cache manifest.

Web Storage: sempre per l’utilizzo offline, simile al concetto HTTP di cookie e sessione esistono sessionStorage e localStorage.

Web DataBase: esistono API che permettono di lavorare con logica e sintassi SQL, anche quando l’utente e’ offline. Ora tutti i mobile device utilizzano sqlite (anche se il W3C parla di SQL, quindi a tendere situazioni troppo specifiche per SQL potrebbero non funzionare piu’). La sincronizzazione tra DB offline e DB online deve essere manuale e a carico dello sviluppatore, non esistono API che la fanno.

Canvas: spazio da usare come elemento per rappresentare graficamente le informazioni (modificabile e gestibile con javascript). Vantaggi rispetto ad ora: carico sulla macchina molto basso in caso di operazione grafica.

Video: marcatore che permette di inserire un video nell’applicazione web senza plugin esterni (niente Flash, SilverLight, etc). Il supporto e’ nativo nel browser e quindi l’uso delle risorse e’ piu’ basso e meglio gestito. Si puo’ interagire con javascript, disegnare il player con CSS, etc. Due grossi contro: non esiste la modalita’ full-screen, problemi nella scelta del codec (h264 per Apple, Theora per Firefox, VP8 etc) e quindi costi di licenza.

API potenti per il mobile e le necessita’ mobile. Non ci sono framework (Sproutcore sta muovendo i primi passi rispetto HTML5) e tutto e’ in carico al developer.

Vantaggi HTML5 su applicativi mobile ad oggi:
– non serve alcuna approvazione per la nostra applicazione (vedi Apple Store)
– e’ cross-device, anche se bisogna personalizzare i presentation layer per i device e rispettare le singole guide lines
– e’ una tecnologia standard

Svantaggi HTML5 su applicativi mobile ad oggi:
– accesso limitato ad informazioni gia’ presenti sul device ed eventuali sensori particolari (es. giroscopio dell’iPhone)
– il layer di presentazione e’ difficile da rendere uguale alle applicazioni native
– alcune API cambieranno nel tempo quando ci sara’ il rilascio definitivo

Fattori limitanti di un ecosistema di applicazioni HTML5: non c’e’ uno store, quindi la scoperta delle app dev’essere manuale e sulla spinta del singolo, inoltre allo stesso modo non c’e’ un sistema di pagamento fluido e comodo come quelli degli store piu’ famosi e centralizzati. Difficolta’ nel rendere profittabili le nostre applicazioni. Anche se esiste un appstore di terze parti con una sezione web per HTML5, si chiama AppStoreHQ, e probabilmente cresceranno.

CSS3 nuove funzionalita’ per web designer: gradienti, ombreggiature, font diversi da quelli presenti sul client, sfondi, trasparenze, animazioni senza javascript, etc.

Nota: per la presentazione hanno usato prezi.com , bella modalita’ di transizione tra le singole slide.

e-Commerce Forum 2010 live blogging (appunti): migliorare la customer experience con i sistemi di pagamento e post-vendita

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eCommerce Forum 2010 Milano: Rossetti, Poste Italiane

il 46% degli acquirenti online ed il 75% dei potenziali acquirenti ritengono migliore il servizio di consulenza e assistenza prevendita offerto dal canale fisico rispetto a quello virtuale.

il 53% degli acquirenti online e il 78% dei potenziali acquirenti considerano migliore il supporto post vendita fornito per acquisti effettuati sul canale fisico rispetto a quelli conclusi tramite il canale virtuale.

oggi viviamo nella cosiddetta “economia della fiducia” tutto ruota attorno al concetto di affidabilità.

chiavi strategiche: 1 il consumatore online è esigente e non si accontenta, 2 la difficoltà diventa mantenere il cliente, 3 meno tecnologia e piu marketing (es. essere riconosciuto, l’acquisto oramai è esperienziale non di bisogno) 4 programmi di loyalty.

una politica di prezzo aiuta a fare volumi, ma non a fare profitto: secondo gli operatori dell’ecommerce italiano il prezzo pesa per il 29% sulla scelta d’acquisto.

uno dei principali fattori di successo dell’ecommerce è la credibilità del marchio (45%, rapporto 2010 casaleggio e associati).

nel 2009 poste ha emesso 100.000 carte postepay al mese e dall’inizio circa 5,5 milioni.

Link incomprensibile? FAQ you!

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L’utilizzo di un registro adeguato è fondamentale in ogni genere di comunicazione, in particolar modo quando il pubblico appartiene ad un altro settore o, più semplicemente, le persone hanno competenze diverse: questo permette a tutti di comprendere e quindi controbattere. Credo che la capacità (e la volontà!) di essere chiari in maniera svincolata dal contesto sia una competenza di alto valore.

“Il buffer del bus e il tricker di Smith”

Utilizzare terminologia specifica ed acronimi è una pratica molto diffusa sul web, anche quando i principali destinatari del sito non sono certo anglofoni e informatici. Insomma credo che si possa tranquillamente parlare della classica supercazzula. 🙂

Parole come “login”, “logout”, “download” e “userid”, solo per citarne alcune, sono praticamente sconosciute ai più: in particolare quelle legate ad un’azione possono generare confusione e dubbi, riducendo l’utilizzo della funzionalità per incomprensione. Eppure vengono inserite ovunque. Ad esempio quante volte capita di trovare la parola “F.A.Q.” sui siti italiani? E quante volte viene erroneamente pronunciata “fac”? Bisogna solo sperare di non relazionarsi con un americano, perché sarebbe un vero disastro… 😀

La cosa interessante della pagina “FAQ” (di solito senza i puntini che identificano l’acronimo) è che risulta piuttosto visitata in alcuni siti che curo, target generalista. Non è la prima, non è l’ultima, ma viene consultata con buona frequenza. Va detto che si tratta di siti e-Commerce, dove la gente desidera approfondire il chi-dove-come prima dell’acquisto, ma mi sorge il dubbio che anche la curiosità e l’incomprensione spingano al clic. O magari le persone si sono abituate.

Un esperimento

Così ho deciso di fare un test. In un sito di nicchia, informativo, a target non informatico, provo a mettere un menu particolare chiamato “Extra”, senza nessun’altra spiegazione o differenza dagli altri. Sono proprio curioso di vedere se riceverà tanti clic diretti: tra qualche mese mi rifaccio vivo con i risultati.

Hai esperienze o idee a riguardo?

La fine dei libri come li abbiamo sempre conosciuti

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Da anni usiamo ed apprezziamo la multimedialità nei contenuti, perché li rende più ricchi, completi e gradevoli, ma fino ad oggi – internet a parte – l’abbiamo trovata solo sui classici CD-Rom. Per ovvi limiti del supporto la fruizione è sempre stata relegata alle mura di un ufficio, di una casa o di una scuola, principalmente a causa della necessità di un computer, nel senso stretto del termine (mai visto qualcuno che consulta un CD-Rom multimediale in strada con il portatile :-D).

Forse la rivoluzione sta proprio nella mobilità. Oggi si parla di un dispositivo ultra portatile – che sia un e-Book reader, uno smartphone o altro – che possa contenere e riprodurre libri in formato elettronico, offrendo un’esperienza d’uso immersiva e di alta qualità. Parliamo di qualcosa simile a:

Pareri eh, per carità. Ma non ci vedo così lontani dal sorpasso, specie con queste premesse. Senza considerare che poi c’è chi, pur apprezzando il supporto cartaceo, si concentra molto di più i contenuti e sulla loro fruizione, chiedendosi se e quanto i nuovi formati saranno in grado di abbattere i costi. Insomma, per poter leggere di più.

E la scuola? Se il concetto di eBook dovesse arrivare tra i banchi sarebbe davvero l’inizio della rivoluzione (sia culturale che economica). Ho avuto modo di parlare con alcuni docenti delle scuole dell’obbligo e sono i primi a dire che, nel caso, lo scoglio più grande sarebbero loro. Per gli studenti, a parer mio, nessuna barriera di ingresso e solo vantaggi. Come non dimostrare curiosità, interesse, memoria e comprensione per l’argomento dopo aver studiato su un libro di questo genere:

Considerata la nuova generazione, che nasce insieme a questa realtà, mi sono lanciato in un pronostico controcorrente : 10 anni per il sorpasso. E qualcuno, ironicamente, me l’ha segnato sul Google Calendar per il 14 aprile 2020.

Che ne dici, meglio Nostradamus?

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