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Social Commerce: quale network genera più vendite? (infografica)

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Quale piattaforma sociale genera il maggior numero di vendite per un e-Commerce? Da Shopify (principalmente mercato estero) l’analisi di 37 milioni di visite che hanno portato 529.000 ordini, con un tasso di conversione medio pari all’1,43%.

Un sunto dell’infografica sul Social Commerce:

  1. durante il weekend gli ordini da social network calano del 10-15%;
  2. circa due terzi delle visite agli e-Commerce monitorati arriva da Facebook;
  3. l’85% degli ordini ricevuti arriva da Facebook (ma questo non vale per tutte le categorie merceologiche);
  4. il numero di ordini da Reddit è cresciuto del 152% in un anno;
  5. Polyvore e Instagram generano gli ordini di maggior valore;
  6. Facebook ha il tasso di conversione all’ordine più alto, pari all’1,85%.

 

Come usare Fancy.com per il tuo e-Commerce o blog

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Si è fatto un gran parlare di Fancy.com da quando è trapelato che Twitter avesse intenzione di integrarlo per monetizzare il suo servizio, passando da un modello basato sulla pubblicità a uno che integra anche le commissioni sulla vendita. Insomma, finalmente si parla di e-Commerce!

La call to action “Buy with Fancy” è un gioco di parole (“compralo con fantasia” vs “compralo attraverso Fancy”) che lascia intravedere i valori di fondo del servizio. Ecco come funzionerebbe il processo di acquisto su Twitter:

Twitter e Fancy: processo di acquissto e-Commerce

Ma a prescindere dalle anticipazioni, e indipendentemente da Twitter, è interessante valutare come usare Fancy per i merchant italiani che hanno intenzione di vendere all’estero a un pubblico prettamente maschile. Magari non subito – visti i numeri – ma credo si tratti di un qualcosa che ha senso tenere d’occhio.

Cos’è Fancy? E’ un mix tra e-Commerce e social network: si tratta di una piattaforma dove appuntare i prodotti preferiti e farli conoscere agli amici (che ovviamente li possono apprezzare con un “fancy”, ovvero una sorta di “mi piace”). Fancy è una wishlist pubblica di quello che si trova sul web, il Pinterest con oggetti acquistabili. O, per certi versi, molto simile al marketplace di Blomming.

Qualche dato sui volumi attuali di Fancy:

  • 3 anni di attività online;
  • 1 milione di utenti iscritti, in prevalenza (60%) uomini (americani);
  • 2 milioni di nuovi oggetti in vendita ogni settimana;
  • 50.000 $ circa di incasso settimanale dalle vendite.

Fancy offre appositi strumenti per le aziende, ma anche la possibilità di inserire widget e pulsanti sul proprio sito/blog privato, permettendo la vendita degli oggetti senza necessitare di un e-Commerce. L’app per mobile è curata e di semplice utilizzo, in linea con tutto il servizio.

Considerati i numeri molto più interessanti (240+ milioni di iscritti), a quando la conversione di Pinterest? 😉

 

e-Commerce: 5 caratteristiche del merchant perfetto

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Visto il successo del post “5 caratteristiche del prodotto perfetto da vendere online” pubblico un’altra personalissima opinione a riguardo: le qualità necessarie per un buon commerciante online.

Da che mondo e mondo, ciò che fa la differenza nella vendita è spesso la relazione. E anche nel nostro caso – sebbene elettronico – di commercio si tratta (e, sì, c’è relazione anche online, molta!). Che tu sia il consulente, l’agenzia o l’imprenditore ti troverai presto o tardi a scoprire che – oltre al prodotto, all’offerta e alla comunicazione – per vendere bene online contano anche le persone. Il loro modo di essere e di fare traspare in ogni elemento dello shop e ancor di più nelle risposte via chat, mail e telefono. Una persona mediocre, infatti, vende più di un’ottima pagina web.

E allora quali sono le caratteristiche peculiari di un venditore perfetto, “ottimo” per l’e-Commerce? Provo a elencarne alcune in questo post:

  1. Approccio “da banco”
    Il merchant online ha ottime doti relazionali (forse ancor più che nel commercio tradizionale) e una spiccata mentalità commerciale, meglio se con esperienza da banco. Se ha già venduto in prima persona sa utilizzare un registro adatto allo scopo. Che è vendere, ogni tanto occorre ricordarlo. 🙂
  2. Competenza e passione
    Una scarsa proprietà dell’argomento è nemica della vendita. Chi conosce bene l’esigenza e il prodotto si può permettere di toccare tasti persuasivi di un certo tipo, stimolando l’acquisto attraverso la competenza utile. Il buon merchant è un appassionato del settore che si è sporcato le mani (o non se l’è mai lavate!). E’ quindi in grado di sostenere un dialogo con il più pignolo dei clienti, dimostrare autorevolezza attraverso appositi strumenti, e indirizzare il gruppo di lavoro verso l’approccio migliore.
  3. Visione di medio periodo
    Il merchant perfetto decide in termini strategici e ha una visione di medio periodo. Crede nell’e-Commerce, ma non lo reputa un El Dorado. Investe con un preciso obiettivo temporale e si aspetta un ritorno secondo i tempi definiti (non necessariamente nell’immediato). Per questo ha tempo, budget e sangue freddo. Come anche l’umiltà di cambiare idea velocemente quando le congetture non si dimostrano veritiere.
  4. Capacità di delegare
    L’e-Commerce “one man band” funziona raramente e la risorsa più scarsa rimane il tempo. Per uno shop profittevole servono invece competenze diverse e persone motivate a raggiungere, con tutte le loro forze, obiettivi condivisi. Il merchant perfetto è quindi capace di responsabilizzare i collaboratori delegando scelte, budget e offrendo un raggio di autonomia più o meno ampio (a fronte di una profonda attività di reporting).
  5. Dati e network
    Il merchant migliore è quello che arriva con un grande bagaglio di numeri e relazioni. Ha quindi accesso a uno storico di dati per il settore merceologico e il pubblico di riferimento, magari raccolti in prima persona o comunque “sul campo”. I dati sono un asset importante perché permettono di partire col piede giusto, pur coscienti che le congetture andranno sempre verificate online. Lo stesso per le relazioni: collaboratori, fornitori e così via. Difficile anche trovare consulenti/agenzie che abbiano il polso di ogni mercato, ma con l’analisi e l’interpretazione dei dati potranno offrire il massimo della loro esperienza nell’online.

Credi che un venditore così non esista? Io sono convinto del contrario. Forse però commettiamo l’errore di cercare tutte le caratteristiche in una singola persona, mentre di fatto ne serve qualcuna in più. Il merchant perfetto esiste eccome, è semplicemente… un team.

Quali altre caratteristiche aggiungeresti?

Credit immagine: bebfedericosecondo.it

e-Commerce: 5 caratteristiche del prodotto perfetto da vendere online

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Molto spesso, nella fase di progettazione di un business sul web, occorre analizzare le caratteristiche di ciò che vogliamo vendere online. Quali sono le peculiarità di un prodotto perfetto, “ottimo” per l’e-Commerce? Provo a elencarne alcune in questo post, conscio della difficoltà di trovarle tutte in un solo prodotto:

  1. Non lo vende nessuno (o sei il primo a venderlo online).
    C’è poca concorrenza e si riducono drasticamente tutti i problemi correlati, sia nei confronti di altri merchant che nei confronti di possibili clienti. Per esempio un oggetto distribuito in esclusiva per l’Italia o qualcosa di artistico/artigianale/personalizzato o prodotto direttamente dal merchant ecc.
  2. Ha delle parti “consumabili” (o ha un ciclo di vita breve).
    Il valore del cliente nel tempo è molto alto e il costo di acquisizione cliente ammortizzabile velocemente. Si può quindi investire di più sul primo ordine e lavorare in termini di fidelizzazione/CRM. Per esempio le stampanti (vedi cartucce), le macchine da caffè (vedi cialde), un software (vedi aggiornamenti), un vino (vedi… la sete :-)) ecc.
  3. Permette una logistica semplificata (o inesistente).
    In fase di analisi, soprattutto quando c’è poca/nessuna esperienza nell’e-Commerce, la logistica tende a essere sottovalutata: sia in termini di marketing che di processo aziendale. C’è differenza tra gestire la consegna di un’asse di legno da 2 metri, una mozzarella di bufala, un paio di scarpe o un libro in formato eBook.
  4. E’ destinato a un pubblico preciso (ma molto ampio).
    La nicchia funziona, però non “scala” e in qualche modo a un certo punto va un po’… stretta (a meno di non pianificare un “modello” replicabile). Forse dovremmo parlare di un pubblico preciso, identificabile, ampio, continuativo, esistente e già aggregato da qualche parte per altri motivi. Da un lato serve la possibilità e la disponibilità a spendere per un’esigenza e dall’altro un prodotto emozionale che permetta anche l’acquisto d’impulso. Per esempio le neo mamme.
  5. Ha una marginalità elevata (o non se ne parla :-D).
    La differenza tra il prezzo di produzione/acquisto che sostiene il merchant e il prezzo di vendita al pubblico è molto alta. Questo permette di investire di più nell’acquisizione di nuovi clienti e di poter valutare attività di web marketing altrimenti inaccessibili. Meglio vendere un prodotto da 80 euro con il 45% di margine o un prodotto da 500 euro con il 5% di margine? A prescindere dal valore assoluto di quanto rimane, una spesa di 500 euro richiede tempo e convinzione, merci molto costose per il marketing online.

Quali altre caratteristiche aggiungeresti?

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L’e-Commerce non serve per vendere, ma per far comprare.

Diego Vicamini – Country Manager Euroffice

Diego Vicamini Country Manager Euroffice

Per quanto gli acquisti online siano effettivamente in parte razionali e in parte emozionali, questa frase racchiude un po’ il senso dell’ottimizzazione delle conversioni e del web marketing persuasivo.

— L’e-Commerce non serve per vendere, ma per far comprare

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