web 2.0

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a pranzo bellissima chiacchierata ricca di spunti interessanti, parlando di web, interfacce, ipod ed apple, evoluzioni della tecnologia, naba, situazione italiana ed estera, e molto altro… ad averne di pause pranzo cosi’! qualche considerazione finale sulla giornata: il wifi mancante (anzi, a pagamento) e’ una pecca non da poco, specie considerando che sono stati invitati 2-3 blogger. molto utile avere la possibilita’ di sentire in prima persona la visione di grandi aziende sul tema web 2.0. ma anche la sensazione di un tuffo nel passato: dopo 3 barcamp vedere una comunicazione monodirezionale con pubblico attento, che ascolta, ma che non partecipa attivamente sembra quasi un peccato, specie nell’ottica dell’argomento del giorno, il web 2.0 e la partecipazione… non ci sono conversazioni nei corridoi, gente che “aggrega”. monna lisa, che ha organizzato l’evento, ha fornito un plico con la stampa di tutte le slide, molto utile per seguire meglio gli interventi, ma spero che vengano comunque rese disponibili online, ad esempio su slideshare cosi’ potrei inserirle nei post a supporto. in modalita’ 2.0, insomma! 🙂 grazie ancora ad alberto per l’invito, giornata interessante ed utile.

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Il ruolo della mobilità allargata nello sviluppo del Web 2.0
Massimo Martini (General Manager YAHOO! ITALIA)

il bello della rete non sono le tecnologie, ma le persone che stanno dietro ai monitor. significato originale di comunicare: mettere in comune. il web si e’ trasformato da “il” web, “il mio” web fino a “il nostro” web. l’utente e’ protagonista ed esige personalizzazione, vuole condividere e vuole la rete ovunque. cellulare: il medium personale, non si esce mai da casa senza. chiede quanti cellulari in aula, tutti alzano la mano, quanti hanno 2 cellulari, alcuni alzano la mano: piu’ cellulari che persone. fa lo stesso per il pc, alcuni alzano la mano, chiede quanti pc accesi: solo io 🙂 mi chiede se faccio live blogging: scrivo post ma non in diretta perche’ manca il wifi, damn! si parla di banda dei cellulari. anche le aziende amano utilizzare i cellulari nelle loro attivita’ rivolte ai clienti: sms, concorsi, etc. cosa non vogliono i consumatori? non vogliono spendere tanto (ad esempio la fatturazione per traffico in mb), non vogliono un’esperienza diversa da quella che conoscono al pc, ma chiedono risposte rapide e consultabili, risultati rilevanti rispetto a dove si trovano.

presenta y!go for mobile 2.0 e’ un applicativo da installare sui telefonini compatibili (circa 400 modelli sul mercato possono utilizzarla grazie a partnership con nokia, motorola, samsung, rim, apple), e’ come un piccolo browser con N widget che possono collegarsi a contenuti come: mete, mail, search, flickr, finanza sport, spettagolo, news e si possono aggregare anche altri rss diversi da quelli di yahoo. con mappe geografiche (integrabili con gps). fa il confronto con google cercando “new york” restituisce 44 milioni di risultato mentre il software che sta mostrando filtra i contenuti per tema: meteo, foto, eventi, etc perche’ in quanto legato ad un utilizzo dal cellulare le necessita’ sono diverse (e comunque personalizzabili). ai concerti rock ora non ci sono piu’ gli accendini, ma i cellulari che registrano e scattano.

si parla di flickr e della possibilita’ di integrarlo con il cellulare per la pubblicazione istantanea (mentre spiega massimo scatta una foto alla platea con il suo cellulare e la carica subito online), fa partire un simulatore e vediamo in diretta come funziona il software. la navigazione tramite menu e’ molto veloce, come anche il caricamento dei contenuti, la piattaforma e’ aperta e si possono caricare anche altre applicazioni.

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Dal download all’upload: ricerca, accesso, produzione e distribuzione dell’informazione
Stefano Hesse (Corporate Communications & Pubblic Affairs Google Italia)

nel 2007 ci sono 1,3 miliardi di persone online, tanta gente e ce ne sara’ sempre di piu’: ed avranno bisogno di tante cose. la banda larga aumenta, il costo di storage (tenere i dati in un determinato posto, vedi l’ipod e’ passato da 5gb a 40gb diminuendo il costo) e’ diminuito drammaticamente, democratizzazione dei mezzi di produzione edistribuzione (solo pochi anni fa produrre un video era costosissimo). oggi godiamo di piu’ contenuti e possiamo anche produrne. spendiamo molto piu’ tempo online e molto di questo su applicazioni (mail, news, social networking, im, streaming, blogging). il tempo dedicato ai media tradizionali sta diminuendo ma questo non significa che le persone non siano interessati ai loro contenuti: vedi l’esempio del sole 24 ore che sta portando parte del contenuto online in modalita’ web 2.0. passiamo dalla comunicazione di massa con fruizione passiva al one to one con un alto tasso di interazione (from push to pull). mostra la copertina del time della persona dell’anno 2007, quella che mette “you” al centro del monitor del pc.

i 4 punti chiave della comunicazione: integrazione tra online e offline (i media si devono parlare ed avere contatti, la strategia online deve essere pensata in relazione con quella offline, da tutta l’azienda), misurabilita’ e focus su roi, nuova organizzazione interna (per integrare le competenze) branding (cnsumer engagement). se io parlo e non ascolto do’ un’immagine fissa dell’azienda, se invece mostro all’utente che accolgo il suo feedback e lavoro su queto do’ un’immagine nuova e vitale dell’azienda.

comunicare 2.0: mettersi in gioco, ecco come fare: corporate blog (l’italiano e’ il primo ad aprire i commenti, non tutte le aziende hanno bisogno di questo strumento, bisogna valutarlo. per google e’ servito avere feedback dall’utente, gratuito ed efficace), nuovi strumenti per la comunicazione del brand (es. google earth, come ha fatto british airways creando un layer con informazioni simpatiche sul prezzo all’interno del cielo delle citta’), strategia di integrazione (es. come ha fatto la produzione del film 007 con le mappe geografiche ed i video delle location del film, interviste, effetti speciali: interesse in tutto quello che non e’ solo il prodotto finale), integrazione offline-online (es. come ha fatto pontiac con uno spot televisivo breve che terminava con uno screenshot di google che invitava l’utente a verificare digitando la parola “pontiac” per vedere come ne parla bene la gente. chiaramente c’e’ una logica perche’ i rischi sono grandi e la gente online puo’ parlarne male, ma in questo caso l’online e’ parte integrante della strategia), rinnovarsi per raggiungere il proprio target (es. come ha fatto rai.tv con un canale brandizzato con you tube).

la community crea i contenuti (es. red hot chili peppers con un fan che ha vinto 10.000 dollari e la possibilita’ di fare il tour con la band in cambio di un bel video che ora il gruppo sta utilizzando sui canali televisivi). express yourself (video su you tube di due ragazzi coreani che prendevano in giro i back street boys, hanno avuto cosi’ tante visite che motorola gli ha chiesto di partecipare ad uno spot per il mercato orientale). lascia che siano loro a commentare (es. come ha fatto il milan sul proprio sito permettendo di commentare e di caricare video in risposta ai commenti). domanda dal pubblico sulla presenza di immagini protette da diritti nei video prodotti dagli utenti, stefano risponde che normalmente il proprietario del canale prende la distanza dai contenuti degli utenti con un disclaimer e i contenuti non adatti vengono segnalati dagli utenti o da terzi al team di you tube che elimina il video. istituzioni 2.0 (es. blair che dice che non c’e’ mezzo come you tube dove comunicare e dove capire cosa i tuoi elettori vogliono e pensano).

le chiavi del web 2.0: gli utenti creano contenuti, bisogna mettersi in gioco, i messaggi viaggiano molto piu’ velocemente, il target non e’ piu’ lo stesso, ascoltare i feedback degli utenti. buone le slide di stefano e la sua capacita’ comunicativa, le informazioni fornite sono state di livello base, ma gli esempi reali proposti per ogni situazione molto interessanti. stefano fornisce anche la sua mail privata per opinioni, richieste, insulti e contenuti da condividere con lui: grande!

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Come migliorare il sistema di comunicazione interno ed esterno delle aziende con il Web 2.0
Andrea Toigo (Business Solution Manager Intel Corporation Italia)

mail: una persona. scrivo e non so se l’altro e’ di la’ che legge. chat: due persone, 1 a 1. in tempo reale entrambi comunicano. conferenze: video o audio, uno a molti. blog, wiki e mashup: molti a molti, senza partire da zero ogni volta. vediamo la penetrazione dei servizi web 2.0 nelle aziende (ricerca di CIO research): strumenti di team collaboration, servizi di posizionamento, blog, rss, podcast, social networking e wiki. il 50% circa delle azienda gia’ utilizza strumenti di team collaboration, mentre gli altri partono da un minimo del 13%, non male e alcune aziende si stanno interrogando su come sviluppare internamente alcuni di questi strumenti.

come intel usa le possibilita’ del web 2.0: rss per contenuti della intranet, blog interni all’azienda (a partire dal ceo, sulla intranet con posto settimanali: comunica e riceve feedback, blog dei manager, degli executive e dei dipendenti), intel wiki (problema: tante informazioni e difficolta’ a trovarle: questo e’ un modo efficiente per condividere queste informazioni cioe’ gli esperti di un settore comunicano il loro know-how in questo luogo e tramite il motore di ricerca gli altri le trovano). verso l’esterno intel condivide link, distribuisce feed, etc. anche altre grosse aziende come sap, ibm, etc seguono questa strada, quindi intel ha investito (insieme ad altri big) sul progetto “suite two” che e’ un insieme di tool che possono aiutare le aziende ad andare verso l’utilizzo del web 2.0 all’interno della propria infrastruttura. e mostra la struttura logica della suite, adatta pero’ ad aziende medio-grandi.

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La svolta di internet: ruolo e prospettive dell’introduzione dei nuovi paradigmi tecnologici
Luca Colombo (Country Manager On Line Services Group Microsoft)

due brand: msn e windows live per le nuove esigenze dei consumatori (2.0). msn oggi e’ il portale dei contenuti di microsoft, con gruppo editoriale, quindi esperienza “pre-programmata” in base agli interessi degli utenti su base statistica, quindi l’audience e’ quella di chi preferisce una programmazione di contenuti selezionati. windows live e’ invece una pagina bianca da personalizzare totalmente (tab, feed, canali di concorrenti, servizi, etc) e l’argomento di interesse non e’ quindi deciso a priori, ma l’utente esprime i propri gusti con le sue scelte aggregando contenuti da varie parti. il business e’ l’advertising (pubblicita’) che e’ alla base di quello che microsoft fa su msn e windows live.

msn attrae i consumatori con i servizi e quindi gli advertiser sono interessati a fare pubblicita’, modello classico. windows live invece permette a terze parti (es. developer) di realizzare dei servizi ad hoc e personalizzati, ad esempio tramite le api. windows live ha circa 30 servizi attivi ad oggi raccolte e organizzate in 4 categorie: informed (contenuti), connected (servizi di comunicazione), protected (sicurezza), common dna (caratteristiche dei servizi).

live messenger (dati nielsen net ratings): l’im piu’ usato, 260 milioni di persone lo usano ogni mese, 4 nuovi utenti al secondo, 26 lingue, 7,5 miliardi di messaggi al giorno, 5 volte gli spettatori di MTV, equivalente alla popolazione delle 24 citta’ piu’ popolate al mondo. l’utilizzo del web non e’ in crescita solo attraverso le pagine e la navigazione, ma anche attraverso le applicazioni (es. negli ultimi 2 anni il trend degli utilizzatori di applicazioni come msn, itunes, etc e’ in costante crescita).

windows live agents permette di interagire one-to-one (customer support) con i propri clienti/utenti tramite l’applicazione messenger ed un bot (ro-bot un software intelligente che risponde alle domande degli utenti se interrogato in linguaggio naturale): ad esempio si possono fornire indicazioni sulle mappe stradali affiancando l’immagine alla chat (es. lo fa sony ericcson), oppure effettuare prenotazione con aiuto direttamente da dentro messenger (es. lo fa uvet), risponde alle domande dei clienti tramite messenger (es. lo fa abn-amro). vediamo in diretta una demo: chiediamo “voglio andare a cuba domani pomeriggio” e risponde “attenzione cuba non e’ nei viaggi” perche’ si tratta di un sistema aziendale e la destinazione non e’ prevista chiediamo per un volo da milano a berlino e riceviamo in risposta l’elenco dei voli e il prezzo di ognuno. chiediamo di vedere l’elenco in maniera grafica sul web e il bot aggiunge un riquadro a messenger e ci mostra la risposta in maniera piu’ accattivante. questo sistema funzionera’ da ottobre anche via cellulare.

live spaces e’ la piattaforma di blog di microsoft, anche per microsoft l’italia e’ la 4° lingua al mondo nella blogosfera. piu’ di 4500 live spaces creati ogni giorno in italia.

l’integrazione tra servizi (msn, soapbox, live mail, messenger, web, etc) e’ una priorita’: live mail sostituira’ outlook, se navigando su una pagina si desidera bloggare su quell’argomento c’e’ un punsante apposito, da soapbox si puo’ condividere un video attraverso messenger e guardare un video insieme ad un amico, etc. il network di microsoft cresce molto perche’ hanno risposto a queste richieste di integrazione da parte deggli utenti.

virtual earth e’ un sistema di mappe che rispetto agli altri simili offre offre alcune caratteristiche in piu’: la vista dall’aereo e la visualizzazione 3d. vediamo una demo del bird-eye su milano (risoluzione 15 centimetri per pixel, disponibile per una 70ina di citta’ in italia) cioe’ la visione della zona geografica come se fossimo presenti su un aereo, la visualizzazione puo’ essere fatta da ogni direzione. allo stesso modo vediamo la ricostruzione 3d, che in italia e’ disponibile solo per alcuni monumenti, mentre in america e’ presente per una 20ina di citta’.

popfly (alpha) e’ un servizio (per consumatori finali e per aziende) che permette di costruire una pagina web aggregando e facendo mash-up oppure consultare cosa hanno prodotto gli altri utenti. ci sono N componenti che vengono gia’ resi disponibili dal servizio e che si possono utilizzare come preconfigurati. vediamo partendo da una pagina vuota come mostrare delle foto presenti su live spaces in modalita’ diversa: si prendono le foto e si trascinano nella pagina, si trascina l’oggetto che mostra le foto e si collegano con un clic, si da’ l’ok e la pagina viene “compilata” e resa disponibile, l’oggetto creato puo’ essere ospitato su altre pagine live spaces (come gadget) o condiviso con altri utenti. il gadget si puo’ anche scaricare sul desktop di un pc con vista e fare in modo che i contenuti vengano prelevati automaticamente dal web e visualizzati nella maniera che l’utente preferisce. microsoft sta andando in questa direzione: tanti pezzettini che “vivono” sulla rete e che l’utente puo’ aggregare nel modo e nel luogo che preferisce.

belle le slide (anche se ancora con troppo testo in alcuni casi) e i grafici (legende piccole), in parte in lingua inglese. piu’ una presentazione di servizi che una sessione formativa o divulgativa. per me comunque interessante grazie alla demo di popfly che non conoscevo e ad alcune informazioni sulla direzione che sta prendendo l’azienda.

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