web marketing

Web A(p)Punti: Test A/B, Microconversioni, Call-to-action, Newsletter, navigazione Mobile e no-profit

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  • Showcase di test A/B (split test)

    L’ottimizzazione delle conversioni di un sito web inizia con l’analisi dei dati, la valutazione dei pattern e tutta una serie di congetture/valutazioni basate su esperienza e intuizione. Questo sito raccoglie i risultati di esperimenti effettuati da altri e… vi sfida a indovinare cosa converte meglio.

  • Microconversioni

    Interessante articolo introduttivo sulle “micro-conversioni” e sul perché conviene misurarle.

  • Come creare validi pulsanti call-to-action

    Dal sempre valido SmashingMagazine, una serie di esempi grafici e best practice sulla creazione di pulsanti “call to action” in grado di raccogliere il maggior numero di clic.

  • 20 idee per incrementare gli iscritti alla newsletter

    In questo articolo troviamo un buon elenco di idee/modalità per la raccolta di indirizzi mail con lo scopo di realizzare una newsletter.

  • Come ottimizzare una pagina web per gli smartphone

    Dal guru dell’usabilità, alcuni suggerimenti per adattare una pagina web alla navigazione tramite dispositivi mobile.

  • Google Grants

    Non conoscevo questo servizio: big G offre pubblicità gratuita alle organizzazioni senza fini di lucro.

e-Commerce: spazio ai brand con i nuovi Site Link di Google

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Giusto ieri cercavo su Google il nome di un sito. Non l’URL, intendo proprio il nome, che in questo caso corrisponde anche al brand (il marchio).

Il risultato della ricerca per questa keyword mi ha lasciato interdetto: una lista di 16 sitelink occupava l’intero schermo, sfruttando anche la dimensione del carattere. D’accordo, ho un monitor 13 pollici a 800 pixel di altezza, ma ero abituato a una rappresentazione diversa. Per intenderci ecco il tradizionale site link, il recente mini site link e il nuovo “expanded” o mega site link:

1) Google SiteLinks
Google Site Link (esempio di Yoox)

 

2) Google Mini SiteLinks
Google Mini Site Link (esempio di Pixmania)

 

3)Google Mega SiteLinks
Google Mega Site Link (esempio di YouBuy)

Archivio uno screenshot e, curioso, inizio ad approfondire la cosa attraverso i S.E.O. blog di settore. Si tratta di una nuova caratteristica dei risultati di Google (già in sperimentazione all’estero e ora introdotta in Italia), attiva per le sole ricerche legate al brand.

Velocissima e marginale nota di colore: effettuando la stessa ricerca attraverso uno smartphone, quindi via mobile, i sitelink vengono mostrati con la rappresentazione tradizionale.

Cosa cambia per chi fa e-Commerce?

Questa novità potrebbe avere ripercussioni importanti per chi si occupa di e-Commerce e vendita online. In particolare nel caso dei reseller (i rivenditori) ovvero quei commercianti che trattano uno o più prodotti di terze parti.

Cosa cambia per i rivenditori

Chi ha investito tempo e denaro nel posizionamento organico del suo shop online potrebbe avere una brutta sorpresa, quantomeno per le keyword generiche che includono il marchio. Nonostante queste chiavi di ricerca offrano una scarsa performance di conversione alla vendita, sono pur sempre un’importante fonte di traffico verticale per siti e-Commerce. Una probabile conseguenza è l’aumento delle campagne a ritorno immediato, come il keyword advertising (es. Google AdWords), una maggiore concorrenza per chiavi generiche e quindi un costo più alto. Da prendere in considerazione un approccio analitico e profondo alla teoria della “coda lunga“.

Una situazione simile, sebbene dovuta ad altri fattori (legati ai risultati sponsorizzati più in vista di quelli naturali), la racconta Steve Chou nel post “Why ranking high in organic search doesn’t cut it anymore when it comes to online stores” .

Cosa cambia per i titolari del brand

Viceversa, i titolari di marchio che utilizzano il canale internet per la vendita diretta del prodotto potrebbero ottenere enormi vantaggi dai nuovi site link. In questo caso, una strategia da valutare è quella di rendere più profondo e strutturato il sito, anche attraverso l’introduzione di nuove sezioni e di informazioni approfondite. L’obiettivo è convincere l’algoritmo di Google a presentare i contenuti di valore in formato site link, monopolizzando di conseguenza la prima pagina dei risultati grazie a un accesso diretto alle pagine (potenzialmente) più interessanti per gli utenti.

Google Shopping: prodotti in attesa di revisione

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Google Shopping è un comparatore di prezzi gratuito di cui ho parlato un paio di volte sul blog. I servizi offerti da Google Shopping sono un’opportunità da cogliere per chi gestisce un e-Commerce perché e a fronte di un minimo sforzo si possono ottenere gratuitamente visitatori molto interessati (i prodotti, inoltre, compaiono nella S.E.R.P. evidenziati da un’immagine).

I prodotti di Google Shopping tra i risultati delle ricerche su Google

Pubblicare i prodotti su Google Shopping è molto semplice: basta registrarsi su Google Merchant Center e indicare il feed che esporta le schede prodotto (qui le istruzioni e le specifiche sul feed prodotti).

In attesa di revisione

Dopo aver indicato l’indirizzo del feed, un sistema automatico avvisa di eventuali problemi tecnici legati a imprecisioni o dati mancanti. Gli errori più comuni sono la lunghezza minima e massima del testo, i nomi dei campi coerenti con la lingua del sito ecc.
Poi, quando il feed risulta in linea con il formato richiesto da Google Merchant Center, i prodotti vengono messi nello stato “in attesa di revisione e qui iniziano le ansie dei merchant e dei developer. 😉

Elenco prodotti approvati per Google Shopping

Per gestire gli errori che non vengono individuati dalle macchine, infatti, c’è il revisore umano “obbligatorio”. 🙂 Ecco un estratto della mail arrivata a un merchant, dopo alcune settimane dalla sottomissione a buon fine del feed e con tutti i prodotti “in attesa di revisione“:

…abbiamo rilevato alcuni problemi con i tuoi articoli:

1. Prezzi errati
2. Accesso richiesto

Problemi:

1. Prezzi errati

Il prezzo di uno o più articoli nel tuo feed di dati non coincide con il
prezzo trovato nella pagina prodotto del tuo sito web. Aggiorna il feed
per assicurarti che tutti i prezzi indicati coincidano con i prezzi
visualizzati nelle pagine prodotto. Per evitare questo problema,
assicurati di aggiornare il feed ogni volta che modifichi le informazioni
sui prezzi sul tuo sito.

2. Accesso richiesto

Gli URL indicati nel feed rimandano a pagine che richiedono agli utenti di
inserire informazioni per poter visualizzare informazioni dettagliate su
un articolo. Per garantire ai nostri utenti la migliore esperienza di
ricerca possibile, non possiamo inserire articoli che sia possibile
visualizzare soltanto eseguendo l’accesso. Visita la pagina all’indirizzo
http://www.google.com/support/merchants/bin/answer.py?hl=it&answer=188484
per verificare che tutti i tuoi articoli siano conformi al Regolamento del
nostro programma e rimuovi dal feed gli eventuali articoli che violano le
nostre norme.

Dopo aver risolto i problemi, aggiorna il feed. Se utilizzi la funzione di
pianificazione, ti consigliamo di caricare manualmente il feed corretto.
Dopo avere risolto i problemi segnalati relativi a tutti i tuoi articoli,
rispondi a questa email. Provvederemo a rivalutare gli articoli per
inserirli in Google Shopping.

In Italia, per adesso, è ancora prevista una revisione manuale delle schede prodotto da parte di Google, come se qualcuno dovesse analizzarle singolarmente per approvarne la pubblicazione su Google Shopping. Forse per questo i tempi risultano piuttosto lunghi, in alcuni casi addirittura 30 giorni e oltre.

Insomma non c’è da preoccuparsi, ma solo da aver pazienza (ah, in questo senso risulta irrilevante la frequenza impostata per l’aggiornamento del feed) e sperare che con l’aumentare dei negozi interessati venga introdotta una procedura completa e automatica.

Il tuo negozio è presente su Google Shopping?

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