…e spesso non è come lo progetti tu

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Un modo alternativo di usare i libriSi discuteva della pagina di Gary Vaynerchuk su Facebook. Gary è un ragazzo che, partendo dall’azienda del padre, ha sviluppato la passione per il settore del vino ed avviato un progetto online chiamato Wine Library TV. Un giochetto da 60 milioni di dollari. 😀

Qualche giorno fa sono incappato in un post che parlava della sua pagina, molto originale, sul noto social network: così sono andato a vederla e ne ho parlato con un amico. Certo, non è propriamente una pagina fan, ma la prima impressione che ho avuto è stata di positivo stupore (qui ce ne sono altre).

Da qui è partita la nostra discussione, chi da un lato chi dall’altro: snatura l’essenza di Facebook, non sfrutta a pieno i vantaggi che può offrire, è la bella copia di un sito web, non c’è interazione con i visitatori, è una forzatura dello strumento, etc. Ma quello su cui vorrei spostare l’attenzione è il fatto che le persone utilizzano un servizio per quello che occorre loro, indipendentemente dal motivo per cui questo è stato progettato. Se una cosa semplifica la vita o se offre dei vantaggi… bum! Viene usata così. Perde valore il “come dovrebbe essere” a favore di “come serve che sia“.

Gli utenti trovano sempre il modo più adatto a loro per utilizzare una funzionalità. Dai documenti Word che contengono solo uno screenshot alle pagine Flickr con 9 “tasselli” della stessa foto… Ti vengono in mente altri casi simili?

7 commenti per …e spesso non è come lo progetti tu
  1. Marco D'Ambros Rispondi

    A volte però “il modo più adatto a loro” non è in realtà il più adatto, ma solo quello che conoscono. Molto spesso la gente preferisce la sicurezza di usare qualcosa che conosce rispetto ad investire del tempo ad imparare qualcosa di migliore, pur sapendo che a lungo termine l’investimento è vantaggioso. Quanto spesso ho sentito dire “non ci capisco niente di computer/matematica” quindi non lo so usare/non lo posso capire, mentre invece la persona è benissimo in grado di capire. Si tratta di una sorta di barriere mentali che imho dipendono molto dall’istruzione che si riceve da piccoli.

    Il grizzly elvetico

  2. marlenekk Rispondi

    marco: hai ragione, spesso succede come descrivi (es. nell’ultimo esempio cioè quando ti mandano uno screenshot dentro un documento word), ma il caso di facebook è diverso, infatti lui ha scelto di usare la pagina in quel modo.

  3. www.giovannigentile.eu Rispondi

    Hai perfettamente ragione è un bellissimo concetto. Se pensi che Twitter è fondamentalmente nato così. Da un’ idea molto semplice.Gli utenti hanno poi definito a cosa servisse. Questa è una tendenza che sta investendo un pò tutto. Io credo che oggi nella creazione di servizi, si preferisca creare qualcosa di generico, per poi vedere l’ effetto che fa sugli utenti, seguirne l’ andamento, e modificare il servizio creato.

  4. marlenekk Rispondi

    giovanni: bhe forse quello che descrivi è un estremo, ma di fatto ultimamente i grossi servizi che tutti conosciamo hanno ragionato così (o forse la loro idea iniziale non si è poi realizzata). nel nostro contesto non penso si possa sostenere un servizio con determinati volumi senza una solida strategia di business.

  5. luigi121 Rispondi

    E’ molto interessante questo post

  6. marlenekk Rispondi

    luigi: grazie : - )

  7. jacobo Rispondi

    grazie

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