Usabilità dei form

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In questi giorni mi è capitato di assistere ad un paio di curiose situazioni sull’utilizzo dei moduli (form) online, la prima riguarda un errore di comprensione mentre la seconda un errore di famigliarità.

Primo caso – Errore di comprensione

Qualche settimana fa ho aiutato un’amica a registrarsi su Facebook dato che il sito non voleva saperne di portare a termine con successo la procedura. Ora, dopo averle mostrato le funzionalità principali, mi richiama perché, a suo dire, Facebook non le permette più di entrare.

Al telefono facciamo qualche prova – con scarsi risultati – mentre dal mio computer riesco senza problemi ad entrare in Facebok utilizzando i dati del suo account. Insomma, tutto normale. Incuriosito decido di passare da lei per una verifica e…

Ci sediamo davanti al suo PC, chiudo tutte le applicazioni e le chiedo di effettuare passo per passo le stesse operazioni che compiva al telefono mentre io, al suo fianco, la osservo. Urca, effettivamente non riesce a collegarsi, anzi non ci riuscirà mai! Il motivo? Inserisce il nome utente e la password nello stesso form con il quale si è registrata.

Morale: il social network più famoso ed utilizzato al mondo ha ben 2 form sulla prima pagina e poco altro, così qualche utente alle prime armi (chissà quanti!) non comprende istintivamente che un modulo serve solo per la registrazione e l’altro solo per effettuare il login.

Secondo caso – Errore di famigliarità

Con un cliente ci troviamo davanti ad un sito di terzi, sul quale dobbiamo compilare un form per la richiesta di informazioni. Si tratta di una dozzina di campi che il cliente riempie piuttosto velocemente. Una volta inserito il valore nell’ultimo campo fa per cliccare sul pulsante di invio del form. I pulsanti presenti sotto il modulo sono due, ma l’utente non legge e nella fretta clicca sul primo ipotizzando che fosse quello per confermare ed inviare i dati.

Purtroppo invece si tratta del pulsante di “reset”, così tutte le informazioni introdotte fino a quel momento vengono perse. Bene, questa persona riprende a scrivere tutto e… nella fretta clicca ancora sul primo pulsante. Punto e a capo.

Morale: probabilmente alcuni utenti alle prime armi (chissà quanti!) non leggono le etichette dei pulsanti, quindi suppongono che il primo sia quello utile al loro scopo e cliccano. Inoltre, se posso permettermi una personalissima opinione alla Fantozzi, utilizzare il pulsante reset è davvero… “una cagata pazzesca“. 🙂

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