Live blogging @ Web 2.0 upload to business 3/8

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Il bisogno di socialità e la partecipazione democratica degli utenti
Francesco Monico (Ricercatore di forme culturali e mediazioni tecnologiche, coordinatore dip. di Media Design NABA)

sono andato a chiedere per il wifi: le 3 reti sono a pagamento e l’organizzazione questa volta ha pensato alla connessione solo per il desk dei relatori, gran peccato: niente live blogging vero. mi dicono che anche un’altro blogger ha fatto questa richiesta, chi sara’? 🙂

francesco si presenta e parlera’ del bisogno di socializzazione e della partecipazione democratica. fino ad ora politiva alfabetica, poi televisiva, adesso e’ basata sui processori e l’hyperlink. figuraccia: mi suona il telefono in sala, ma giurin giuretta avevo messo il vibra-call, probabilmente non ho cliccato per benino sull’icona, sorry. e dire che ho sempre odiato quelli a cui succedeva, la legge della sopportazione 🙂

la forma orale prevede un rapporto attivo e partecipativo (l’uomo era attivo e si muoveva in gruppo), con la fase del libro s’e’ creato l’io e il punto di vista della critica, infine la forma elettronica che prevede una forma passiva, quella del telespettatore, senza punti di vista critici. francesco utilizza delle slide modello pagina di word, bisogna scegliere se leggere le slide o seguire il relatore: schematizzare e stupire (marco montemagno insegna)! fa un paragone tra media tradizionale e web 2.0 indicando i vantaggi e gli svantaggi di entrambi. ci sono delle teorie sul motivo per il quale sentiamo sempre il bisogno di connettere tutto e tutti. ora si parla dell’utenza internet in italia: circa il 30% della popolazione italiana utilizza la rete e dal 1997 gli utenti sono in continua crescita. la mail aziendale e’ piena di spam, mentre gmal funziona benissimo, i server delle universita’ sono lenti e chiusi mentre su youtube si possono caricare video facilmente: niente password e tutti possono accedere ai contenuti. in italia internet non e’ diffuso come tv, cellulari, videoregistratore, lettore dvd, pc. all’accademia hanno difficolta’ ad insegnare storia della televisione perche’ molti studenti non la guardano piu’ e non comprendono di cosa si parli. picco massimo di utilizzo internet 15-24 anni (oltre 67%) e in questa fascia di eta’ non c’e’ differenza significativa di genere, che invece aumenta con il salire delle fasce d’eta’ (piu’ uomini).

concetti chiave: intelligenza colletiva (se in un gruppo di 10 persone abbiamo un’opinione contraria rispetto, ad esempio, ad 8 persone tendiamo ad uniformarci piuttosto che discutere. c’e’ un programma che ci permette di fare insieme qualcosa che non possiamo fare separatamente), cultura partecipativa (es. wikipedia, criticata perche’ non c’e’ l’autorita’. io scrivo una voce sul wiki e qualcun altro me la legge, corregge, etc), cultura della convergenza (l’autore non deve piu’ costruire un sistema “dato”, ma un qualcosa dove lo spettatore-lettore deve partecipare in qualche modo). arriva la prima domanda: sul web l’unica modalita’ per cui le aziende possono comunicare e’ quella che sta usando apple, cioe’ farsi dire che sono belli, fighi, etc… o si riesce a dare un messaggio unilaterale, senza far parlare necessariamente gli altri di se’? francesco risponde che e’ possibile, come fa lifegate. un sito americano di contenuti contro il clero e’ stato velocemente oscurato (48 ore) dal governo italiano, tempistica record, ma dall’america in 9 ore hanno risposto che il reato non sussiste, ed anche nel caso: dov’e’ il reato? si puo’ oscurare e chi deve farlo? segnala che le sorgenti di contenuti stanno cambiando e bypassano velocemente i vincoli. al jaziraa manda i video su youtube.

il panopticon e’ un carcere ideale progettato alla fine del 1700: ci sono sistemi di intercettazione di cui non possiamo sapere, ad esempio come facciamo a sapere se qualcuno legge il nostro traffico di mail? l’unico modo per reagire al panopticon e’ farne parte, ad esempio portando il piu’ possibile in pubblico. carrellata: world of warcraft, habbo hotel, second life, etc. una giocatrice molto famosa di world of warcraft e’ morta (nella vita reale, di tumore) e i suoi amici virtuali, elfi, gnomi etc le hanno fatto un funerale all’interno del gioco, per renderle omaggio… la gilda opposta ha teso un’imboscata e li ha uccisi tutti (nel gioco). loro avevano dedicato molto tempo al personaggio-account del gioco e quindi si pone il dilemma etico: e’ giusto? dov’e’ il limite? ci sono diversi siti e documenti online su questo evento e la discussione e’ ancora aperta. la vita virtuale (il termine “virtuale” e’ presente anche nell’antico testamento), o ti muovi tu o non succede niente, la dimensione non esiste finche’ non gli diamo valore: non ci sono differenze tra l’amore epistolare o un amore nato su second life, la critica allo sdoppiamento di personalita’ e’ quindi priva di senso. siamo noi a dare valore alle situazionie ed alle cose.

per la partecipazine democratica degli utenti serve: livello minimo di alfabetizzazione, codici culturali medio alti, creare gruppi di interesse, personalita’ con piu’ identita’, capacita’ multitasking, economie di scambio virtuali o reali, creare comunicazione virtuale o reale, attuare una crasi tra realta’ e fiction. la tv 2.0 lo spettatore cerca nelle reti contenuti di suo interesse e si frammenta in comunita’ tematiche basandosi sull’intelligenza collettiva: finisce la fiction (intesa come un prodotto del cinema) e la realta’ diventa piu’ importante. ad esempio ci sono comunita’ di chi mette la videocamera sulla moto e va in giro per le autostrade del mondo ai limiti della legalita’, se non illegali, dai quali e’ nato anche un dvd. di pietro rilascia le intervista su you tube, cioe’ l’intervista realmente com’e’: l’utente e’ all’origine delle notizie. di pietro ha un’isoletta su second life, ma dal pubblico qualcuno fa notare che c’e’ solo la bandiera e che e’ totalmente vuota, il relatore dice che l’importante e’ il passo.

francesco si scusa per essere andato molto veloce e conclude. personalmente direi che tutta la seconda parte dell’intervento e’ stata molto interessante, ma bisogna migliorare le slide e parlare decisamente piu’ piano: magari meno contenuti, ma piu’ tranquillita’ e approfondimenti. sono le 11.20: coffee break.

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